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Tutti gli articoli con tag popolo delle libertà

Esclusiva: Magdi Allam a PolisBlog, "Non entro in politica con Berlusconi"

pubblicato da Luca Landoni

Dopo le voci insistenti sul suo ingresso in politica nel Popolo delle Libertà, scaturite in primo luogo dall’intervista del 2 ottobre al Tempo, in cui dichiarava di aver avuto un abboccamento con Berlusconi nel 2006 senza che si arrivasse a un’intesa, e poi dall’aver liquidato la sinistra come “ammalata di buonismo, multiculturalità, una sinistra agli antipodi dei valori e delle regole fondanti della civiltà cristiana”; abbiamo raccolto la seguente dichiarazione dal vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Cristiano Allam.

“La notizia del mio ingresso in politica al fianco di Berlusconi è totalmente falsa. Ho detto invece che in Italia serve un nuovo soggetto politico che abbia al centro i valori e le regole, fede e ragione, il bene comune e l’interesse generale. Per il momento non è comunque il caso di aggiungere altro.”

Non sarà facile conciliare la forte carica etica e valoriale teorizzata da Allam con una forza politica esistente, così come appare arduo nello scenario attuale trovare lo spazio per un soggetto nuovo, ma conoscendo la forza e la determinazione di un uomo che ha osato sfidare il fondamentalismo a costo di vivere sotto perenne minaccia di morte, nulla appare impossibile.

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Gianfranco Fini: "Il razzismo si combatte con l'integrazione. Resti solo chi condivide i nostri valori"

pubblicato da Luca Landoni



Oggi alla Festa delle Libertà è stata l’ora di Gianfranco Fini, ex-presidente di An e attuale Presidente della Camera. Preceduto sul palco da un Ignazio La Russa davvero su di giri (memorabile la gaffe sul servizio d’ordine: “Ragazzi del Fronte… ehm… del Popolo delle Libertà, sgomberate gli accessi!”) Fini si è accomodato su un’elegante poltrona bianca di fronte all’intervistatore Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, dando il via all’atteso botta e risposta. Non prima di veder scattare tutto il pubblico in piedi per l’Inno di Mameli, che La Russa e Fini cantano a squarciagola, mentre Mieli si guarda attorno perplesso.

La prima domanda non poteva che riguardare i recenti casi di cronaca. “C’è un clima che favorisce il razzismo?”, ha esordito il direttore. Fini ha tenuto subito a chiarire che non si possono accogliere tutti, e benché casi come questi nascano dall’ignoranza e possano sempre capitare, bisogna andare a fondo per scoprirne le cause. Inoltre il razzismo si combatte solo e soltanto con l’integrazione, vale a dire facendo in modo che gli immigrati regolari si adeguino al nostro sistema di valori, favorendo così anche l’inserimento dei propri figli. Fischi dal pubblico quando Mieli insiste, chiedendo se la cultura di destra predisponga al razzismo; Fini respinge fermamente l’accusa sottolineando la necessità di rispettare sempre e comunque la persona umana, di qualsiasi stato, razza e colore.

Si cambia argomento, passando al Pdl. E qui il Presidente sgombra dal campo ogni equivoco, chiarendo testualmente che “la via è tracciata e non c’è ritorno indietro”. Non è poco per chi fu letteralmente costretto a questa scelta da Berlusconi col famoso discorso del predellino. “I partiti-chiesa non ci sono più. Il futuro appartiene a forze multiculturali all’insegna della democrazia dell’alternanza.” E scatta anche il previsto discorso istituzionale sulla collaborazione tra i poli. E’ il Fini più moderato della storia, e d’altronde la sua posizione lo impone.

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Storia e scenari futuri della Destra italiana. Dal dopoguerra all'oggi, al domani

pubblicato da Luca Landoni

Fini, Almirante e Gasparri all'epoca del Fronte

Il titolo è forse un po’ pretenzioso, visti i sacri doveri di sintesi imposti dal mezzo, ma ci sembrava interessante tracciare una breve storia della destra italiana dal ‘46 a oggi, prendendo spunto dal discorso di Fini di ieri, che segna di fatto lo scioglimento di AN nel Popolo delle Libertà.

Ma ciò che ci interessa non è una storia didascalica, per quello basta fare qualche lavoro di ricerca su Wikipedia & Co., bensì la percezione della rappresentatività della destra parlamentare da parte dell’elettore che suole definirsi (o autodefinirsi) tale. Per fare questo dobbiamo tracciare un immediato distinguo. In Italia il retaggio del fascismo ha fatto sì che la parola “destra” equivalesse a reazione e autoritarismo. In altre parole nessuno osava definirsi di destra per non essere scambiato per fascista, e anche i conservatori erano guardati con sospetto; parliamo dei conservatori dichiarati, ovviamente, perché la DC ne era piena, ma senza ammetterlo apertamente.

La ghettizzazione del pensiero liberale, la cui proclamazione portava all’immediata accusa di fascismo, ebbe il peculiare effetto di creare un vuoto assoluto in Parlamento, al punto che persino Zanone, storico segretario del PLI, si dichiarava di centrosinistra e guardava la “destra” minoritaria del partito (Costa) con grande sospetto. Gli elettori del Partito che non c’è si riconoscevano prevalentemente nella posizione del Giornale Nuovo, diretto da uno che politico non era, il grande Indro Montanelli, che pagò il suo coraggio con l’allontanamento dal Corriere della Sera e col vile attentato terrorista degli anni 70.

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Governo Berlusconi: la lista dei ministri

pubblicato da Luca Landoni


Il nuovo esecutivo avrà 12 ministeri con portafoglio (8 FI, 2 Lega-AN) e 9 senza (4 FI, 2 Lega-AN, 1 DC). La componente FI del Popolo delle Libertà fa dunque la parte del leone, aggiudicandosi 12 dicasteri su 21, di cui 8 principali, oltre al sottosegretariato di Letta. Qui di seguito la lista finale dei ministri del Governo Berlusconi (tra parentesi l’area di provenienza):

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Gianni Letta (FI)

Ministri con portafoglio
Esteri: Franco Frattini (FI)
Interno: Roberto Maroni (Lega)
Giustizia: Angelino Alfano (FI)
Economia: Giulio Tremonti (FI)
Difesa: Ignazio La Russa (AN)
Sviluppo economico: Claudio Scajola (FI)
Pubblica istruzione: Maria Stella Gelmini (FI)
Politiche agricole: Luca Zaia (Lega)
Ambiente: Stefania Prestigiacomo (FI)
Infrastrutture: Altero Matteoli (AN)
Welfare: Maurizio Sacconi (FI)
Beni culturali: Sandro Bondi (FI)

Ministri senza portafoglio
Riforme: Umberto Bossi (Lega)
Delegificazione: Roberto Calderoli (Lega)
Attuazione Programma: Gianfranco Rotondi (DC)
Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi (AN)
Pari Opportunità: Mara Carfagna (FI)
Affari regionali: Raffaele Fitto (FI)
Politiche giovanili: Giorgia Meloni (AN)
Rapporti con parlamento: Elio Vito (FI)
Innovazione: Renato Brunetta (FI)

Qui invece trovate la Gallery fotografica del nuovo governo

Conferenza stampa di Stefano de Luca: la diretta

pubblicato da Luca Landoni

Stefano De Luca, segretario del PLI Sta per scoccare l’ora di Stefano De Luca, segretario del “nuovo” Partito Liberale Italiano, chiamato a dissipare le nebbie intorno al mistero del senso della sua formazione. Il programma appare una replica più o meno fedele del Popolo delle Libertà, con tutte le tematiche ad esso care: riduzione delle tasse, ordine e la promessa di una federazione con nuovi (anche loro) PRI e PSI. Anche il fatto che De Luca sia stato eletto nelle liste di Forza Italia nel 94, e che abbia fatto parte di vari governi DC durante la Prima Repubblica non aiuta. Una curiosità: del partito fa ancora parte il vecchio Altissimo… ma va?

ore 22.40 La diretta si conclude qui. Rimane solo il rammarico che i nostri due eroi non si siano scontrati faccia a faccia, ma anche così possiamo dirci abbastanza soddisfatti. A domani!

ore 22.37 Per loro la politica non è un mestiere ma una passione… e saranno ricchi di famiglia. Ma ecco l’appello conclusivo: un partito con grandi personaggi come Scognamiglio e Altissimo non può deludervi. Chi vuole il bene del paese vota Partito Liberale. Alè, mi ha convinto. E’ tanto che aspettavo un’occasione così!

ore 22.31 Non si deve ridurre il numero dei parlamentari! Colpo di scena. Viva il bicameralismo, e qui ha coraggio; il lavoro di parlamentare è difficile e bisogna essere in tanti per correggersi gli errori a vicenda. Ehhh sì. Occhio che siamo al conflitto di interessi, gli chiedono proprio tutto, sanno che darà soddisfazioni. Tuttavia delude inoltrandosi in un discorso sui media che mi induce francamente alla distrazione. Va be’ mi farò raccontare da qualcuno. La magistratura è eccessivamente politicizzata? Sì no forse, ma di sicuro bisogna estrarre a sorte i componenti del CSM, e i magistrati non devono compromettersi con la politica. Era ora, mi sa che lo voto

ore 22.25 Pizza Time! Ohhh finalmente si parla del caso di questi giorni. Per carità di patria (testuale) le elezioni non vanno rimandate, che già le mozzarelle ci han fatto fare brutta figura all’estero. Contento dei suoi sani principi rimane in argomento, e cita varie bufale, tra cui nuovamente Alitalia, il non-caso Malpensa e gli editti di Bersani. Poi eliminare gli sprechi e il precariato (sì ma come?) e di nuovo le clientele. Finalmente gli chiedono quale sia la sua ricetta: fuori la politica dalla sanità, spazio ai tecnici, che vengano assunti solo i meritevoli. Be’ qui siamo tutti d’accordo, che diamine!

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Conferenza stampa di Berlusconi: la diretta

pubblicato da Descanso

21:48 - Nell’appello finale Berlusconi ricorda le 36 riforme strutturali, «abbiamo messo insieme 12 diversi codici eliminando migliaia di leggi, siamo stati l’unico governo ad abbassare la pressione fiscale, abbiamo ridotto del 30% i reati». Veltroni è un «liberale d’accatto. La sinistra ha messo in ginocchio l’Italia, rialzati Italia». Battuta finale: «sembra di essere dal dentista, “avanti il prossimo!”». Grande.

21:45 - Se gli ex-alleati (leggi Casini) volessero tornare con noi, «le porte sono non aperte, ma spalancate». Bossi non ha detto che Berlusconi fa svarioni in tv, ha fatto «una battuta che è stata drammatizzata».

21:43 - Berlusconi «non avverte» la precarietà come dramma della società. «Abbiamo il record europeo di contratti a tempo indeterminato, sono l’87 e qualcosa percento». La globalizzazione lo preoccupa, ma nel senso che nei paesi poveri la manodopera sta cominciando a costare di più.

21:32 - Colpo di scena. «Lo Stato non può permettere il fallimento di Alitalia, sarebbe un sacrilegio». Il più grande propagandista del libero mercato in Italia si è riscoperto improvvisamente statalista.

21:31 - L’unico vero colpo, finora, lo assesta a sorpresa la sconosciuta moderatrice del confronto, che rinfaccia brillantemente a Berlusconi la battuta sulla necessità per le ragazze precarie di sposare un miliardario. «Io non l’ho fatto, purtroppo, ma me lo diceva sempre la mia mamma». Stoccata elegante e mordace.

21:30 - Berlusconi insiste nel dire che la riforma Moratti è l’unica riforma della scuola italiana dai tempi di Mussolini e Giovanni Gentile. Evidentemente non ha mai sentito parlare dei decreti delegati del 1974, oppure se n’è dimenticato.

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