Tutti gli articoli con tag populismo

Ore 12 - La "guardia" berlusconiana si chiude a riccio. Se salta la diga Bertolaso ...

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroCome la Guardia napoleonica, la “prima linea” berlusconiana si chiude a riccio, a difesa di Guido Bertolaso.

Lo fa per salvare il Premier. Quindi per salvarsi. Se crolla la diga del capo della Protezione civile, simbolo sul campo della politica “del fare”, la valanga travolge tutti e spazza via l’intero sistema berlusconiano.

Che è un sistema di potere, ideato sulle macerie della prima Repubblica: la “furbata” dell’antipolitica per fare la politica dei propri interessi, salvarsi dai tribunali, arricchirsi a dismisura.

Una gran torta dove a tutti, o meglio, ad alcuni dell’immensa corte, a strati, vengono assegnate fette, o briciole, a seconda del livello e dei servigi. Sistema di potere retto sul consenso democratico (e l’aiutino di leggi elettorali “porcellum”), manipolato dai possenti media personali e alimentato con la demagogia e il populismo.

Distrutte identità, appartenenze e cultura, si è creato un reality show permanente, lasciando a tanti l’illusione di diventare potenti e ricchi o, quanto meno, la certezza di poter fare i propri comodi (soprattutto non pagare le tasse), al di fuori dei lacci e lacciuoli delle regole (del mercato) e delle leggi (istituzionali). Ovviamente a difesa del liberalismo economico e della libertà, uniti contro i comunisti, contro i “diversi” e tutti quelli che non “obbediscono”.

Continua a leggere: Ore 12 - La "guardia" berlusconiana si chiude a riccio. Se salta la diga Bertolaso ...

....
condividi 9 Commenti

Ore 12 - Premier in "panne". Per Bossi, due piccioni (Berlusconi e Fini) con una fava?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroPiù di Silvio Berlusconi, Umberto Bossi “fiuta” l’aria e sente odore di tempesta.

Il Senatur fa accantonare la Spa sulla Protezione civile, dimostrando che è lui a tirare i fili di un governo sotto pressione per la bufera giudiziaria che si è abbattuta su Bertolaso (difficilmente resterà al suo posto) e si frega le mani nel vedere il Premier impantanato, prendere sberle e non reagire.

Di questo passo, Bossi sa bene che sarà la Lega a raccogliere i frutti alle prossime Regionali. Frutti che matureranno oltremodo in seguito, dando al leader del Carroccio non più solo il diritto di veto ma quello di marcare il cammino del governo. Insomma, i classici due piccioni (Berlusconi e Fini) con una fava.

La patata bollente Bertolaso, la “bombetta” Verdini, le tangenti di Pennisi (iceberg di una nuova “Duomo connection”?), tutte le inchieste in corso e altre annunciate, rischiano di fare degenerare la situazione, fino a condizionare la campagna elettorale e il risultato delle urne, a danno del Pdl.

Si allarga a macchia d’olio l’idea che il “berlusconismo” ha alimentato la illegalità “gelatinosa”, è un sistema per i “liberali” avidi, più “furbi” dei “furbi”, al di fuori di regole e leggi, retto sulle bustarelle, sulle leggi ad personam, sui commissari straordinari, sulle emergenze senza fine, un sistema basato sui deputati nominati, sul populismo e sulla ricerca spregiudicata e demagogica del consenso, tutto ad uso e consumo del padre/padrone e della sua corte.

Basta che un anello (Bertolaso) ceda e salta l’intera catena.

Continua a leggere: Ore 12 - Premier in "panne". Per Bossi, due piccioni (Berlusconi e Fini) con una fava?

....
condividi 8 Commenti
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Ore 12 - Dopo Bonn, tocca alla piazza di Milano. Berlusconi verso il voto/referendum

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroIl cerchio si chiuderà dopodomani domenica 13 dicembre, con la manifestazione del Pdl a Milano.

Sarà la prova di forza del Cavaliere, forse l’ultima adunata prima della chiamata anticipate alle urne, per tentare il plebiscito/referendum fasullo.

Si chiude la fase del partito del “predellino” e si entra (questo l’obiettivo del Premier) nell’ultimo miglio per dare corso all’era dell’Italia “presidenzialista” firmata Silvio Berlusconi.

Non la “grande” Italia, sull’onda dell’America nuova, aperta, democratica e liberale dello Zio Sam, alias Obama l’”abbronzato”, ma un Ducato vintage, alla mercè di un sultano brianzolo, Zio Paperone “montato” e “spompato”, che grida e minaccia emulando “caudilli” d’altri tempi e d’altri posti, poi diventati marionette patetiche.

Adesso l’Italia vive sul filo fra la farsa e la tragedia.

L’irresponsabilità di Bossi e di quasi tutto il Pdl (grave il silenzio del presidente del Senato Schifani) nell’accodarsi al “delirio” del Premier dovrà presto misurarsi con le conseguenze politiche e sociali delle prossime settimane.

Continua a leggere: Ore 12 - Dopo Bonn, tocca alla piazza di Milano. Berlusconi verso il voto/referendum

Recensione: “Autobiografia di una repubblica” di Guido Crainz. Le radici della crisi attuale

pubblicato da giulio in: L'Italia fa schifo Libri

Credo che siano molti, al di là degli schieramenti, gli italiani che considerano negativamente la piega presa dalla nostra democrazia negli ultimi anni: populismo, sfiducia sempre crescente verso la “casta” politica, incapacità di crescere e di guardare al futuro, non solo dal punto di vista economico.

Se vi capitato spesso di chiedervi: “Ma come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto?” allora questo libro di Guido Crainz (docente di Storia Contemporanea all’Università di Teramo) fa decisamente per voi.

Crainz esordisce facendo un po’ di chiarezza: le radici della situazione ordierna non vanno cercate in “vizi plurisecolari” o in tare sociali dell’“italiano tipo”. “Si può prescindere dal Cinquecento”, dunque, perché le cause vanno cercate molto più vicino a noi, nella storia della Prima Repubblica Italiana nata nel ’45, e in particolare nella sua traumatica scomparsa dopo Tangentopoli.

Continua a leggere: Recensione: “Autobiografia di una repubblica” di Guido Crainz. Le radici della crisi attuale

....
condividi 2 Commenti

Bocciatura Lodo Alfano: gli italiani con la Corte Costituzionale. Il problematico concetto di volontà popolare

pubblicato da giulio in: Silvio Berlusconi Big Picture: tutto su...


Come spiegare il fatto per cui Berlusconi vede nel pronunciamento della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano una lesione della volontà popolare e invece gli italiani – come abbiamo mostrato ieri e come Ipr-Marketing ha confermato oggi – stanno dalla parte della Consulta?

Ragionare su questo evidente paradosso ci costringe ad affrontare in profondità un concetto, quello di volontà popolare, che fin dalle sue origini in Rousseau (che parlava di “volontà generale”) è altamente problematico.

Il “popolo” infatti, è un’entità collettiva, composta da tantissimi singoli cittadini. Il concetto di “volontà”, invece, ha un senso se applicato agli individui, ma la sua trasposizione per analogia al “popolo” è in una certa misura un’indebita forzatura, una finzione.

Come possono milioni di persone che non si conoscono avere un’unica “volontà”? E una volta ammesso che esista, come conoscerla? Qui interviene il principio della maggioranza, che in prima battuta appare risolutivo, ma invece conduce ad altri problemi.

Continua a leggere: Bocciatura Lodo Alfano: gli italiani con la Corte Costituzionale. Il problematico concetto di volontà popolare

Brunetta, le "élite di merda" e il populismo: un'analisi critica

pubblicato da giulio in: Dichiarazioni Analisi e Dati Renato Brunetta


Hanno fatto molto rumore le dichiarazioni di Renato Brunetta di venerdì a Cortina d’Ampezzo. Giusto per capire di cosa stiamo parlando, ne riportiamo alcuni estratti significativi:

“Ci sono elite irresponsabili che stanno preparando un vero e proprio colpo di stato (..) Sono sempre le solite: quelle della rendita parassitaria, della rendita burocratica, della rendita finanziaria, della rendita editoriale, senza alcuna legittimazione democratica e popolare. Questa sedicente élite che ha la puzza sotto il naso, che ci spiega sempre come va il mondo, ha pensato solo a come far cadere il governo.. (..) che guarda caso cominciava a colpire proprio le casematte della rendita. (..) La povera sinistra sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un’élite di merda (..) mi riferisco alle cattive banche, alla cattiva finanza, ai cattivi giornali. (..) Stanno preparando un colpo di Stato”

Diversi commentatori, dal candidato alla guida del PD Pierluigi Bersani a Michele Serra di Repubblica, hanno parlato di “populismo“. Un termine usato spesso come insulto nel dibattito politico, ma che costituisce in realtà un fenomeno politico contemporaneo di tutta rilevanza, che è stato analizzato in profondità dagli studiosi della politica. Vediamo come dopo il salto, per cercare di fare un po’ di chiarezza.

Continua a leggere: Brunetta, le "élite di merda" e il populismo: un'analisi critica

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Antonio Di Pietro, "ercolino" giustizialista

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il fatto della settimana

In quanto a “populismo” e a “demagogia” Antonio Di Pietro non ha rivali.

Il leader dell’Idv non sbaglia nell’accusare Berlusconi “per aver ridotto il Paese al lastrico, all’invivibilità e al discredito internazionale”.

Ma che c’azzecca paragonare il Cav a Nerone, Catilina, Hitler e Mussolini? Che c’azzecca affermare che “Presto ci sarà l’implosione di Berlusconi, che cadrà con il dito alzato, facendo finta di niente fino all’ultimo minuto, esattamente come Saddam Hussein”.

Altri personaggi, altre storie, altre nazioni, altro contesto internazionale. Allora?

Delle due, l’una: o l’ex pm è “fuori” (“E’ un bandito!”, chiosa Bondi), o spara cazzate solo per galvanizzare i suoi.

Il risultato? Centrodestra (al limite dell’implosione) che si ricompatta, Pd e Udc in evidente difficoltà, antiberlusconiani in tilt per il parossismo esasperato giustizialista di Tonino.

Di Pietro centra un colpo ogni cento. Ma anche stavolta spara a vanvera, si limita agli “spot”. Per un attimo di visibilità, per cercare un voto in più.

Calmati, “ercolino”!

Continua a leggere: Antonio Di Pietro, "ercolino" giustizialista

Ore 12 - Lo scontro Fini-Berlusconi porta alla "terza Repubblica"?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

Si continua a non voler capire (o si finge di non capire) qual è la questione sollevata da Gianfranco Fini. Non una questione di lana caprina, una scusa per “detronizzare” Berlusconi, destabilizzare il Pdl, la maggioranza, il governo.

Fini ha messo il dito sulla piaga. Non solo ha criticato il modo d’essere del Pdl (cioè del “suo” stesso partito), la sua natura, la sua fisionomia, il suo spessore democratico, ma ha voluto difendere le Istituzioni dall’uso “improprio” che ne fanno leader e partiti, soprattutto dalla concezione che Berlusconi ha delle assemblee elettive, del parlamento e così via.

Quando le Istituzioni (leggi Parlamento) sono ritenute un “fastidio”, un inutile orpello, quando ci si beffa delle regole, si spinge al fai da te (le ronde?) ci si rifugia nel populismo e nella demagogia e si invocano pieni poteri perché decida sempre l’uomo “solo al comando”, è evidente che lo strappo alla democrazia è già consumato.

E’ questo il nodo che divide irreparabilmente Fini da Berlusconi. Altro che Feltri e i dossier a “luci rosse” del Giornale!

Continua a leggere: Ore 12 - Lo scontro Fini-Berlusconi porta alla "terza Repubblica"?

Berlusconi contro l’Unione Europea: le possibili conseguenze di uno scontro

pubblicato da giulio in: Esteri Silvio Berlusconi Big Picture: tutto su...


Nei giorni scorsi ho cercato di mettere in evidenza come un’escalation polemica tra l’Italia di Berlusconi e l’Unione Europea sia uno sviluppo probabile per gli anni a venire. Innanzitutto per la debolezza dell’opposizione interna (vedi alla voce PD), che apre spazi all’intervento di attori esterni.

In secondo luogo, per il bisogno innato di nemici che anima il berlusconismo come fenomeno populista. Nel momento in cui la sinistra cessa di essere un avversario credibile, contro cui far risaltare le virtù dell’“appello al popolo” della destra italiana, c’è bisogno d’altro.

L’Unione Europea è un candidato ideale al ruolo di nemico, per varie ragioni, e l’esito di un eventuale scontro Berlusconi-UE è tutt’altro che scontato. Il Cavaliere ha altrettante possibilità di uscirne distrutto quante ne ha l’Unione di risultare – alla fine delle ostilità – ulteriormente indebolita. Vediamo perché.

Continua a leggere: Berlusconi contro l’Unione Europea: le possibili conseguenze di uno scontro

Berlusconi contro l’Unione Europea. L’insaziabile bisogno di nemici del berlusconismo

pubblicato da giulio in: Esteri Silvio Berlusconi Big Picture: tutto su...


Ieri ho cercato di illustrare su queste pagine perché – a mio avviso – il conflitto tra l’Italia e l’UE costituirà un fenomeno sempre più frequente nei prossimi anni: alla debolezza dell’opposizione politica interna tenderà infatti a corrispondere quasi automaticamente un rafforzamento della polemica del governo verso attori esterni – come l’UE.

Questo in parte perché cercare di eliminare ogni conflitto e contestazione è un’impresa vana, una vera e propria fatica di Sisifo. Un po’ come cercare di cancellare la prostituzione da una città: il massimo che si può riuscire a ottenere è il suo spostamento da un quartiere all’altro. E in questo caso, il conflitto si sposta (anche) verso il livello europeo.

Ma questa è solo una parte della storia: l’altra fondamentale argomentazione a sostegno della mia previsione ha infatti a che fare con la natura profonda del berlusconismo, che in quanto fenomeno politico populista ha bisogno di nemici come dell’aria che respira.

Continua a leggere: Berlusconi contro l’Unione Europea. L’insaziabile bisogno di nemici del berlusconismo

Network Blogo