Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag porcellum

Il "Caimano" tenta il colpo di coda? Ecco l'ultimatum di Vendola a Bersani.

pubblicato da il passator cortese

Mentre Silvio Berlusconi tenta il “colpo di coda” proponendo una rivoluzione istituzionale e costituzionale per cambiare tutto e alla fine lasciare tutto com’è (fino ad arrivare alle urne con il “porcellum”), a sinistra e zone limitrofe si torna ai distinguo. Anzi ai litigi. Anzi agli ultimatum.

E’ Nichi Vendola ad aprire le danze con una richiesta a Bersani che sa proprio di ricatto: “Convochiamo gli stati generali del futuro, del centrosinistra come luogo per salvare il Paese. Bersani dice no? Io e Di Pietro apriamo il cantiere, cominciamo lo stesso da soli”.

Il leader di Sel lancia l’appello anche a nome del leader Idv Di Pietro a Pier Luigi Bersani durante la registrazione di ‘In onda’ che viene trasmesso stasera da La7.

“Non è un ultimatum o una minaccia ma una necessità della società italiana”, precisa il governatore della Puglia. Excusatio non petita, accusatio manifesta. Appunto.

Come volevasi dimostrare. E il “Caimano” torna a sperare.

....
condividi 5 Commenti

Berlusconi vuole cambiare tutto per tenersi il ... "porcellum". Se questa è la ... Terza Repubblica

pubblicato da Massimo Falcioni

Non è la prima volta che la sinistra e il Pd in particolare vendono la pelle dell’orso prima di averlo preso. Guai sottovalutare Silvio Berlusconi. Come l’Araba fenice è capace di rinascere dalle proprie ceneri.

Di fatto, al di là di evidenti sbandamenti e di false dichiarazioni di abbandono della scena politica, il Cavaliere sta mischiando le carte per ritornare al timone dell’Italia senza passare per Palazzo Chigi, puntando dritto sul Colle. Stavolta, infatti, con una proposta che tende a stravolgere l’assetto istituzionale e costituzionale del Paese per rivoltarlo come un calzino.

La “più grande modernizzazione del sistema istituzionale italiano” annunciata ieri da Berlusconi e da Alfano, oltre ad essere un tentativo per rivitalizzare il moribondo Pdl, non è altro che un baratto e un vero e proprio bluff.

Baratto perché sic et simpliciter chiede al centrosinistra e al Pd “Dite sì al presidenzialismo e in cambio noi diamo l’ok per la vostra legge elettorale”. Un bluff perché, viste le condizioni politiche e istituzionali italiane, Berlusconi sa bene che quella lanciata ieri è al massimo una ipotesi culturale su cui aprire una (infinita) discussione e non una proposta politica.

Insomma, l’ex premier vuole cambiare tutto per non cambiare niente. Alla fine, dopo altri giri di valzer, tutto resterà come prima, nessuna riforma sul tappeto farà un passo avanti e si andrà a votare con il “porcellum”.

Si entra in sordina nella Terza Repubblica portandosi dietro tutto il fardello negativo della prima e della seconda. Solo gli elettori potranno dimostrare che il “Ghe pensi mi” ha sbagliato i suoi calcoli.

....
condividi 1 Commenti

Ore 12 - Ballottaggi, segnale forte e chiaro. Anche per Bersani, in festa per la "vittoria di Pirro"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroI ballottaggi hanno suonato l’ultimo tocco, dopo di che per gli attuali partiti e le rispettive leadership le campane suoneranno a morto.

E’ vero, anche nel momento del trapasso c’è differenza fra l’”infarto” fatale (politicamente parlando) toccato a Berlusconi e a Bossi e l’agonia lenta di Bersani e Casini. Ma il risultato finale è lo stesso.

Gli italiani puniscono duramente gli impresentabili come il Cavaliere e il Senatur (con i loro codazzi di intrallazzatori e inetti), non premiano i pur compassati segretari del Pd e dell’Udc (con i loro partiti ondivaghi e in mano ai signori dei tatticismi e delle tessere), portano alla ribalta i grillini, non perché innovatori e riformatori, ma perché contro la status quo.

Questo è segnale: adesso basta! Chiunque meglio di chi comanda adesso. Chiunque meglio di chi ha comandato fino a ieri.

I vertici dei partiti dicono di voler riflettere, annunciano cambiamenti preannunciando quel rinnovamento che non arriverà perché nessuno vuole cancellare se stesso.

Non è vero che si è trattato solo di elezioni amministrative. Gli elettori hanno utilizzato questo voto, l’unico a disposizione in questa fase, per mandare un messaggio politico inequivocabile: tutti a casa! Dopo il voto, c’è un sistema già (molto) delegittimato, con sindaci eletti quasi ovunque con un voto di forte minoranza rispetto agli aventi diritto. Sono oggi i partiti in grado di abbandonare tatticismi e retorica e fare almeno approvare subito dal Parlamento tre vere riforme: quella anti-corruzione, quella elettorale per eliminare il “porcellum”, quella del finanziamento pubblico ai partiti.

Riforme per dare il segnale che si inizia a rivoltare l’Italia come un calzino. Lo faranno? No. Sono già tutti trincerati nei rispettivi fortini. Compreso Bersani, che si illude per un successo che è solo una vittoria di Pirro. Aspettando Beppe Grillo.

....
condividi 1 Commenti

Ore 12 - Elezioni, Monti nel "mirino". Italia come la Grecia?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLe ferite si rimarginano ma, si sa, le cicatrici restano. Il ventolone (o sventolone?) delle amministrative del 6-7 maggio anticipa il tornado che può abbattersi sulla politica italiana alle prossime elezioni politiche, fra un anno o, addirittura, a ottobre 2012.

I partiti si interrogano: sotto shock nel Pdl e nella Lega per la debacle (al nord -60% i primi e – 67% i secondi!), smarriti nel Terzo Polo per non avere intercettato neppure un voto dei moderati in fuga da Berlusconi e da Bossi, increduli e festanti (a gazzosa, non a champagne ..) nel Pd per lo … scampato pericolo.

Come Ore 12 prevedeva alla vigilia del voto, Berlusconi tira già fuori il nuovo coniglio dal suo cappello dal fondo vuoto: la federazione dei moderati. Tutti dentro per fermare la sinistra, evitando lo sbocco alla francese. Non ci vorrà molto a fare rientrare nel vecchio recinto riverniciato Casini e i reduci del … mai nato partito della Nazione.

Intanto, il Cavaliere schiera in prima linea i “cecchini” pronti al tiro al piccione sul governo Monti, bloccando ogni riforma sgradita, a cominciare da quella elettorale.

Il trio ABC dava per scontato l’accordo sulla bozza Violante, ma qui, dopo la bufera delle urne, torna tutto in alto mare. Anzi, il “porcellum” resta la ciambella a cui aggrapparsi, addirittura una straordinaria scialuppa per il Pd, in grado di sbancare alle prossime elezioni, proprio grazie al premio di maggioranza e alle altre “amenità” della vecchia legge-porcata del leghista Calderoli. E Giorgio Napolitano?

In questa situazione il rischio è quello di un governo fermo in un binario morto. Il tempo, sotto i morsi della crisi, lavora per la disgregazione politica e sociale. Chi è in grado di dare la svolta? Forse il Pd? L’ombra nefasta dell’imbuto della Grecia rischia di coprire anche l’Italia.

....
condividi 0 Commenti

Ore 12 - Elezioni 6-7 maggio, boom di liste civiche. Partiti, la paura fa 90 ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSoffia il vento dell’antipolitica e c’è già che titola “La carica delle liste civiche”.

Come volevasi dimostrare, siamo in presenza di un vero e proprio boom di “listine” dai nomi e dai simboli strani, che daranno un volto nuovo alle amministrazioni dove il 6-7 maggio si vota e, forse, una prima forte spallata all’attuale quadro politico. Nei 27 comuni capoluogo le sigle locali sono cresciute di 109 unità, un aumento del 61% rispetto a cinque anni fa.

I partiti tradizionali, di fronte alla pesantissima perdita di credibilità, usano due tattiche: da una parte tendono a sminuire il peso “politico” del voto di domenica e lunedì prossimi. Dall’altra tentano il travestimento, hanno provato a infilare i soliti noti sotto nuovi simboli o esponenti della cosiddetta società civile, di area, quelli che un tempo venivano definiti “indipendenti”.

Questi giochini o marchingegni riusciranno a mettere in riga i cittadini e a riportare gli elettori in massa alle urne? No. Perché la protesta degli italiani contro i partiti incapaci di riformarsi (resta una casta privilegiata e mangiasoldi) e di riformare le istituzioni (riduzione costi, taglio dei parlamentari, superamento del porcellum, cancellazione province ecc.) è sacrosanta. Come giusto il “segnale” contro il governo Monti, zelante nell’usare la mannaia sui ceti più deboli e titubante nel procedere sulla via della fase due, quella del rilancio e dello sviluppo.

La gente oramai vede i partiti come nemici e lo Stato come oppressore. Da qui il dilagare dei movimenti anti-sistema e il populismo più becero, le cui colpe però non possono ricadere (solo) su demagoghi vecchi o nuovi ma sui partiti e sulle rispettive leadership a tutti i livelli.

Il 6-7 maggio si vota, si dovrebbe, per le buone amministrazioni locali. Sarà così? E’ forte la tentazione degli elettori di usare la matita del seggio come “arma” col colpo in canna, un grimaldello democratico per scardinare il sistema.

....
condividi 1 Commenti

Nuova legge elettorale - Il Pd si spacca? Parisi: «Un imbroglio, sarà un porcellinum».

pubblicato da Alberto Puliafito

Arturo Parisi

Maretta anche nel Pd e non solo nelle fila di Idv e Lega, per l’accordo sulla nuova legge elettorale. Arturo Parisi - che era stato fra i promotori del referendum per la legge elettorale 2012, però in una forma ritenuta inammissibile dalla Consulta, cosa che ha suscitato enormi polemiche ma che, in realtà, era una bocciatura ampiamente prevista, anche dallo stesso Parisi - non ha preso per niente bene le linee guida dettate dal triumvirato dell’ABC (Alfano-Bersani-Casini) e si è sfogato, ospite a TgCom24, con toni che non sono per nulla conciliatori e che lasciano intendere spaccature nel partito.

«E’ un imbroglio, di fatto sarà un porcellinum»,

ha detto Parisi. Che poi ha chiarito le ragioni della sua provocazione:

Il sistema sarà proporzionale, ma fatto in modo tale per cui una grossa parte di parlamentari sarebbe nominata dalle segreterie dei partiti. Non sarà più la totalità come con il porecllum, ma sarà comunque la maggior parte.

Questo perché comunque, non si prevede un ritorno alla preferenza. Parisi si è scagliato anche con l’indicazione del candidato premier sulle liste: se non ci sono obblighi di coalizione, visto che difficilmente un partito potrà raggiungere la maggioranza assoluta per imporre il proprio candidato, indicare il premier appare un’assurda contraddizione in termini. Per Parisi:

«Un ulteriore imbroglio, una promessa di qualcosa che non si può fare. Sarebbe più onesto dire di essersi sbagliati, che si stava meglio quando si stava peggio. Sarebbe meglio dire che era meglio la prima repubblica».

E il deputato non si è tirato indietro nemmeno quando si è trattato di sparare a zero sui vertici del suo partito.

Continua a leggere: Nuova legge elettorale - Il Pd si spacca? Parisi: «Un imbroglio, sarà un porcellinum».

....
condividi 2 Commenti

Ore 12 - Alfano, Bersani, Casini: riformisti "ad usum delphini"?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroDi questi tempi, anche un piccolo e timido passo avanti della politica va colto, compreso e sostenuto. E’ accaduto ieri che il vertice ABC architrave del governo Monti ha trovato una prima intesa su una riforma importante, quella elettorale, (forse) in grado di cancellare il famigerato “porcellum”.

Per carità di patria non andiamo a ripescare le infinite lodi di Angelino Alfano (del suo gran capo Berlusconi) e del Pdl verso la “porcata” del leghista Calderoli, ritenuta la quintessenza della democrazia e sempre difesa con la baionetta in canna. Con la nuova legge la rappresentanza degli elettori deve essere reale, non simbolica.

Qui interessa valutare l’iper ottimismo di Pier Ferdinando Casini che approfitta della “svoltina” del summit di ieri a Montecitorio per annunciare la “svoltona” dei partiti e della politica. Dice il leader dell’Udc: “ Si è chiesto alla politica di battere un colpo e noi l’abbiamo fatto, l’abbiamo battuto”.

Suvvia! Il colpetto battuto ieri da Alfano, Bersani, Casini più che teso a cogliere la domanda di partecipazione democratica degli elettori che vogliono decidere chi li rappresenta in Parlamento e nelle istituzioni ha l’obiettivo di salvaguardare questi partiti agonizzanti e queste leadership screditate. Non è difficile trovare una legge elettorale migliore del “Porcellum”. Ma ancora una volta si confonde l’effetto con la causa. Gli italiani non chiedono solo di cancellare una legge vergognosa e antidemocratica: vogliono cambiare musica e suonatori, cambiare questi partiti e queste leadership.

Il passo avanti di ieri fatto da ABC va in questa direzione? I dubbi sono più che legittimi perché il trasformismo della “casta” è più forte del riformismo. Servono idee e progetti chiari e distinti per far riprendere l’Italia, non inciuci per riverniciare la facciata del Palazzo.

Sosteneva l’altro ieri il premier Monti che “se il Paese non è pronto” (per le riforme, ndr) lui se ne va, non sta aggrappato alla poltrona come i politici. Caro Prof, il Paese è più che pronto per il cambiamento vero. Ma è stanco di ingurgitare minestre riscaldate e polpette avvelenate.

....
condividi 1 Commenti

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: polpettone. Voto 3- Il Cav politicamente “disimpegnato” cerca un grande regista per fare un film-colossal su se stesso. Scene e sceneggiate non mancano. Facile il titolo: “La caduta degli dei”. Oscar assicurato. Della vergogna.

Roberto Maroni: porchettone. Voto 4- L’ex ministro leghista dell’Interno tuona contro l’intesa ABC: ”Se la nuova triplice, Pdl, Pd e Udc, si mette d’accordo per scegliere la maggioranza dopo il voto questa sì che sarebbe la vera porcata”. L’intenditore.

....
condividi 1 Commenti

Vertice dei tre segretari Pdl, Pd, Udc. Bersani rassicura: "Voto a Ottobre? Stupidaggini!"

pubblicato da il passator cortese

E’ in corso a Montecitorio, nell’ufficio dato all’ex premier Berlusconi nel corridoio della … “Corea”, il vertice dei tre segretari dei partiti di maggioranza Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani, Pierferdinando Casini.

Si discute di riforme e in particolare di quella elettorale nel tentativo di cancellare il “Porcellum”. Sul tavolo, ovvio, rimbalzerà la patata bollente della riforma del lavoro su cui è intervenuto il leader di Sel Vendola, che ha avvertito Bersani: “Il centro-sinistra va a pezzi se il Pd cede sull’art.18”.

Ancora una volta, dopo la Direzione unitaria di ieri, Pier Luigi Bersani è costretto a metterci la classica toppa per i rumors di alcuni esponenti del pidì, certi di una crisi di governo in tempi brevi. Il segretario del Pd taglia corto: “Voto a Ottobre? Sono stupidaggini”.

Ma solo il timore delle prossime amministrative tiene buona la “sinistra” interna dei Democrat, pronta al tutto per tutto, anche a presentare una mozione di sfiducia contro Monti, se il governo non rivede la sua linea sull’art. 18 e non viene incontro alle proposte della Cgil.

Ovvio che nel Pd, anche i più intransigenti, temono un duro contraccolpo negativo nell’eventualità di una crisi di governo in autunno. Per questo lasciano andare allo scoperto il premier e il ministro Elsa Fornero, dopo di che, senza un dietrofront sull’art. 18, dovrebbero pensarci i lavoratori, a “cucinare” l’esecutivo.

Bersani sente e osserva, ma finge di non udire e di non vedere, attento a non tirare troppo la corda nei confronti di Monti e ad ascoltare i “consigli” che gli arrivano a ritmo incalzante dal Colle.

....
condividi 1 Commenti

Riforma elettorale, accordo raggiunto? Sì, ni, no. Resiste (per ora) il Porcellum

pubblicato da il passator cortese

L’antico adagio “Non dire gatto fin che non ce l’hai nel sacco” vale anche per la nuova legge elettorale. Nelle ultime ore i media hanno ripetuto fino alla noia il raggiunto accordo sulla riforma elettorale fra i tre maggiori partiti che sostengono Monti. Contrordine.

La doccia gelata arriva dall’Udc. “Leggo sul Corriere della Sera di oggi la ricostruzione di un patto siglato tra Pdl, Pd e Terzo Polo su un nuovo sistema elettorale. Si tratta di un esercizio di fantasia”, dice il parlamentare Udc Ferdinando Adornato.

“Certamente - prosegue Adornato – c’è una forte determinazione comune a superare il Porcellum ma, per evidenti motivi, ogni accordo non può che essere successivo all’auspicabile approvazione del pacchetto di riforme costituzionali, oggetto, esso sì, di un intesa in dirittura d’arrivo”. “Ma ciò che più conta - conclude - è che il contenuto del presunto patto, come potranno confermare anche i colleghi del Pdl e del Pd, non corrisponde affatto, in specie dove si fa riferimento al modello spagnolo, al preliminare scambio di orientamenti in corso tra le forze politiche”.

Chi ci capisce è bravo. Politichese. Evidentemente l’elettore non contava niente prima e rischia ancora di non contare niente. Per i partiti, quel che conta, è il proprio interesse. Ma la corda, a forza di tirarla, si spezza.

....
condividi 0 Commenti