
Mai come oggi la televisione non è stato solo un elettrodomestico. Dentro, fuori e attorno sempre più si consumano tutta una serie di situazioni che stanno deteriorando la politica dimostrando che la distanza tra gli amministratori e i cittadini sta drammaticamente crescendo.
Solo nelle ultime 48 ore si sono registrati tre episodi che testimoniano questo cortocircuito. Ad innescarlo, tra gli altri, tale Luciana Pedoto del Partito Democratico che non sapendo (evidentemente) di cosa preoccuparsi ha elaborato un’interrogazione parlamentare affinché nella casa del Grande Fratello vengano vietate le sigarette. Se ne sentiva l’esigenza.
A proposito di bisogno. Una certa piaggeria, o disattenzione, potrebbe costare cara a Claudio Brachino. L’ordine dei giornalisti della Lombardia ha infatti aperto un provvedimento disciplinare contro il giornalista di Mediaset a seguito del servizio relativo al pedinamento del giudice Raimondo Mesiano.
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Bruno Vespa ha probabilmente capito che l’arrivo in RAI di Maurizio Belpietro qualche problema al suo ego potrebbe causarlo. Il direttore di Libero potrebbe scalzare, in meno di una stagione televisiva, il conduttore di RAIUno dal cuore della maggioranza.
Per evitare che ciò avvenga Bruno Vespa ha intervistato Nicola Cosentino senza un contraddittorio. Auspicabile. Sempre. Più che per i contenuti dell’intervista, per fornire al telespettatore tutti gli strumenti per farsi un’opinione propria.
Pareri che non vengono presi in considerazioni dal coordinatore del Pdl in Campania tanto che è lui stesso a precisare che la sua candidatura alle prossime regionali potrebbe essere bloccata solo da Silvio Berlusconi. Non da altri.
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La vicenda di Piero Marrazzo è, ormai, solo un pretesto. Consumati i ragionamenti sui gusti sessuali dell’esponente politico, sull’uso di droghe, e sui capitali investiti in un’attività illegale in Italia non si può dire molto altro.
Eppure a due settimane dall’inizio della scandalo, lo scorso martedì, Alessio Vinci e Bruno Vespa hanno fatto l’ennesima puntata sulle persone transessuali. Neanche Licia Colò ha parlato con tanta veemenza dei panda.
Comunque. Tra questo piattume mediatico, imparentato più con il Grande Fratello che con l’attualità di un paese, spicca l’eccelsa provocazione di Giovanni De Mauro. Direttore di Internazionale.

Nascondersi dietro un dito non serve. Ed è pure inutile. Il tanto atteso progetto di rinnovamento ipotizzato da Pierluigi Bersani, per il Partito Democratico, è molto probabile che non abbia i risultati sperati.
Contro il campione di bocce non solo lo scandalo di Piero Marrazzo, già sufficiente per far ammettere a tutti la morte dell’antiberlusconismo prima ancora dell’uscita di scena di Silvio Berlusconi.
Il figlio politico di Massimo d’Alema non riuscirà a reincarnarsi a causa delle sue stesse idee. La stessa considerazione sulla presenza dei crocifissi in classe l’avrebbe potuta fare anche Dario Franceschini.
Dal terremoto in Abruzzo, a causa del quale morirono 150 persone, sono passati sei mesi. E tante polemiche. Su quello che poteva essere fatto prima. E su cosa fosse necessario fare dopo.
Nelle ultime settimane, a seguito dei vari speciali televisivi che sull’argomento sono stati fatti, abbiamo provato a capire con voi se l’attenzione del servizio pubblico fosse adeguata alla situazione.
Di fatto anche noi, per ovvie ragioni, ci siamo concentrati su tutto il contorno politico. Ma è davvero giusto? Probabilmente no. Per questo motivo abbiamo intervistato Stefano Strocchi, produttore del documentario From Zero la cui mancata distribuzione sui media italiani testimonia che delle storie della terra, dei terremotati, se ne occupa solo il satellite.

Invece di risolvere i propri problemi, con il Tar del Lazio, Mariastella Gelmini preferisce disquisire su delle provocazioni che i media qua e là riprendono alterando il dibattito sulle quote rosa che, come dichiarato da Daniela Occhiali su polisblog, andrebbe rivisto. Per essere davvero utile.
Avallando la posizione del Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il Ministro della Pubblica Istruzione ha deciso di non manifestare la propria solidarietà a Rosy Bindi su quanto Silvio Berlusconi e Roberto Castelli hanno detto in una recente puntata dello show di Bruno Vespa. Porta a Porta.
“Solidarietà a Rosy Bindi? Nessuna. Nemmeno io – ha dichiarato Mariastella Gelmini - a mio tempo l’ha ricevuta. Repubblica ed Espresso avevano scritto cose terribili su di me, che mettevano in discussione la mia onorabilità, tanto che li ho querelati. La Bindi non dia lezioni, sarebbe fuori dalla storia”.
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Come già spiegato in un altro post, la bocciatura del lodo Alfano, è stata commentata dai principali contenitori d’informazione del Paese (Porta a Porta e Matrix) proponendo ai telespettatori un commento del Presidente del Consiglio.
Dal coro, si è contraddistinta, Ilaria D’Amico che senza l’intervento di Silvio Berlusconi ha registrato un ascolto record per la7. In attesa di sapere se Michele Santoro è riuscito a bissare il successo della scorsa settimana, quando intervistò Patrizia D’Addario.
Ebbene. Dimenticandosi quel banale principio democratico a causa del quale è giusto che Silvio Berlusconi completi, compatibilmente con i processi, la legislatura il Ministro per sviluppo economico Claudio Scajola ha chiesto ai vertici RAI informazioni sul programma di Michele Santoro.
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Del Lodo Alfano, ieri sera, in tv ne hanno parlato tutti. Da Ilaria D’Amico, che ha debuttato con la nuova serie di Exit, ad Alessio Vinci che in studio ha ospitato Gaetano Pecorella che fino a poche prima difendeva il provvedimento per il Premier in aula.
Sull’argomento ci ha fatto, ovviamente, una puntata anche Bruno Vespa avvalendosi (come fa notare sul suo blog Luca Sofri) di Pierferdinando Casini e Rosy Bindi. Proprio con l’ex Ministro della Sanità Silvio Berlusconi ha consumato uno dei suoi peggiori siparietti.
Intervenuto telefonicamente, dopo essere stato intervistato pochi minuti prima dal sostituto di Enrico Mentana, il Premier le ha fatto sapere che con il tempo sta diventando sempre più bella che intelligente pertanto (cito testualmente) non si interessa della sue opinioni.

Oggi, probabilmente, la Consulta si esprimerà sul lodo Alfano. Fare delle previsioni ora non avrebbe senso, oltre che essere di cattivo auspicio per tutti coloro che diversamente da Niccolò Ghedini pensano che la legge e la relativa applicazione debbano essere uguali per tutti.
Oggi, più di ieri, è giusto omaggiare l’esponente politico a cui si deve la creazione di questo provvedimento che ha spostato l’attenzione degli italiani dalla tragedia nel messinese alla santificazione di Silvio. Non è certo un caso che ieri Bruno Vespa si sia dedicato ai miracoli di Lourdes.
Oggi qualcuno dovrebbe intervistare il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Qualora il lodo passasse il suo nome, più citato della sua persona, sarebbe ricordato. E non solo da quei quattro comunistelli che manifestano. Di sabato. Sulla libertà di stampa.