
Alla presentazione all’Università Statale di Milano dell’ottimo volume (da noi recentemente recensito) “Flex-insecurity. Perchè in Italia la flessibilità diventa precarietà”, non si è discusso solo delle boutade del ministro Tremonti sulla necessità di un “ritorno al posto fisso”, ma anche delle chances del nostro paese di uscire dalla crisi.
E i presenti - tra cui Tito Boeri, Emilio Reyneri e Michele Salvati - hanno concordato tutti sul fatto che le prospettive per l’Italia sono in questo momento particolarmente preoccupanti. Vi riporto nel seguito alcune delle loro interessanti argomentazioni.
Secondo Tito Boeri le statistiche rese pubbliche recentemente sulla disoccupazione sono inquietanti, ma ancora peggio - se possibile - sono i dati (non ufficialmente disponibili, ma che trapelano tra gli addetti ai lavoratori) sulle assunzioni.
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Una decina di giorni fa abbiamo recensito su queste pagine l’ottimo volume “Flex-insecurity - Perchè in Italia la flessibilità diventa precarietà” dei ricercatori del Collegio Carlo Alberto Berton, Richiardi e Sacchi. Qualche giorno dopo, le dichiarazioni del ministro Tremonti sul ritorno al “posto fisso” hanno reso il tema se possibille ancora più attuale.
Ed è sullo sfondo di questo clima da grida manzoniane che si è tenuta l’altroieri all’Università Statale di Milano la presentazione del , alla presenza degli autori e di alcuni importanti studiosi di mercato del lavoro e welfare come Tito Boeri, Michele Salvati, Maurizio Ferrera e Emilio Reyneri.
L’intento della giornata? “Discutere di come disegnare politiche di lungo periodo che mantengano i benefici della flessibilità senza intaccare le condizioni di vita dei lavoratore”, che potrebbero essere messe in atto da un’ipotetica parte politica che non volesse limitarsi a quelle che i discussant definiscono senza mezzi termini le “sparate” di Tremonti.
Le recenti dichiarazioni del Ministro all’economia Giulio Tremonti sul posto fisso saranno l’argomento principale della puntata serale di Annozero. Le parole del ministro hanno sconcertato molti, vista la sua fama di superliberista, ma va detto che le sue parole hanno anche raccolto molte adesioni, soprattutto in ambito sindacale. Nei ranghi del centrodestra e di Confindustria d’altro canto molti hanno storto il naso inorriditi.
“Penso che il posto fisso sia la base su cui organizzare un progetto di vita e la famiglia”. Il Ministro Tremonti rivaluta il posto fisso nel momento in cui diventa più grave la crisi della piccola e media impresa, si fa drammatica la situazione dei cassintegrati e il Governo ha approvato il decreto sullo scudo fiscale.
La puntata si intitolerà Il posto fesso e vedrà come ospiti in studio Maurizio Lupi del Pdl, Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Pd e i giornalisti Nicola Porro, vicedirettore del Giornale e Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica.
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L’Italia ha due facce. C’è quella del governo che con il premier e i suoi ministri promettono, comandano e “giocano” a spartirsi la torta. E c’è quella del paese reale che tira la carretta, subisce, e sta sempre peggio.
Così Berlusconi rilancia la vecchia promessa di tagliare l’Irap, così Bossi blinda il Veneto dopo l’accordo a tavolino con il Cav., così La Russa smentisce il Senatur riaprendo i giochi del toto regioni, così Tremonti ritorna alle virtù del posto fisso e viene strigliato dai colonnelli del Pdl. Insomma, questi sono i signori che si specchiano nel loro finto candore, facendo finta di litigare e di … governare.
Dall’altra parte, come fosse un’altra galassia, c’è l’Italia vera. Quale?
Quella denunciata dalla Caritas: in un anno sono aumentate del 20% le persone (cassintegrati con il sussidio in scadenza, operai e impiegati licenziati, titolari di contratti a termine, signore che impegnano pellicce e fedi nuziali, ecc) che per difficoltà economiche chiedono aiuto alla Chiesa: qualcosa come 100 mila persone e oltre 6 mila famiglie, l’iceberg di una moltitudine ben più vasta che non arriva più a fine mese.
Segue poi la “gelata” dei dati Eurostat sul 2008: il debito dell’Italia tocca il 105% del Pil contro il 69,3% della media Ue. Il deficit al 2,7. Le aziende hanno i conti in rosso e chiudono.
Così è, se vi pare.
Tremonti fa l’elogio del lavoro stabile, ma in tempi di crisi suona quasi come una beffa. Con la disoccupazione, infatti, sta crescendo anche la povertà delle famiglie italiane. Posto fisso? No, pasto fisso
Il ministro dell’Economia si lascia dietro una lunga scia di polemiche, colpi di gomito e risolini. I giornali di sinistra gli danno del comunista, mentre gli economisti colleghi di governo e la Confindustria lo criticano. Sarà che Tremonti vede il SuperCav all’ultima spiaggia e si sta preparando al dopo? In riva al Mar-x
Semaforo rosso di Bagnasco all’ora di Islam nelle scuole. Bocciata un’altra proposta dei finiani. Non Cei trippa per gatti
In questa tv che quasi trasforma un magistrato in un bandito per via dei suoi calzini, c’è un bandito condannato all’ergastolo dai magistrati che dopo la grazia si prepara, forse, a sbarcare sull’Isola dei famosi. Graziano Mesina sarà l’ultimo ‘beato’ alla corte di nostra signora televisione? Sardo subito