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Tutti gli articoli con tag prc

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Paolo Ferrero: antidoping di stato. Voto + 8. Il segretario del Prc risponde a Brunetta: “Dichiarazioni degne del linguaggio, dei toni e dei modi di un fascista, perfettamente in linea con un governo para-fascista, xenofobo e razzista. Fate l’antidoping a Brunetta!”. Il ministro recordman del … “colpo di testa”.

Renato Brunetta: delirio di stato. Voto – 9. Il ministro della Funzione Pubblica lancia un invito alla sinistra: “Che vada a morire ammazzata” e lancia l’accusa: “Prepara un colpo di stato”. L’allievo supera il maestro? Nei deliri.

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Anche Rifondazione Comunista a caccia dei voti della Lega Nord: i nuovi manifesti elettorali di Varese

pubblicato da Giulio Mattioli


La fondazione di Varese di Rifondazione Comunista ha recentemente affisso in città una serie di manifesti che hanno come unico obiettivo critico la Lega Nord, cui vengono rinfacciate le promesse elettorali non mantenute riguardo a Alitalia, Malpensa e i licenziamenti connessi al ridimensionamento dello scalo varesino.

Sembra essere ormai una mania per l’opposizione, in Lombardia, quella di fare manifesti elettorali di questo tipo: ci avevano già provato nei mesi scorsi l’IdV di Antonio Di Pietro e il PD di Monza e Brianza, copiando addirittura la storica iconografia leghista che vede il Nord rappresentato come una “gallina dalle uova d’oro”.

Questa vicenda ci dice due cose: da un lato è l’emblema del fatto che la Lega è ormai considerata, nella maggiore regione d’Italia, il “partito da battere”, quello che detta a tutti l’agenda della politica. D’altra parte è difficile che questo tipo di propaganda si traduca in una riscossa per i partiti di opposizione: e questo vale in particolar modo per Rifondazione Comunista.

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I manifesti anti-Lega Nord di Rifondazione Comunista, PD e IdV
I manifesti anti-Lega Nord di Rifondazione Comunista, PD e IdV mani I manifesti anti-Lega Nord di Rifondazione Comunista, PD e IdV mani I manifesti anti-Lega Nord di Rifondazione Comunista, PD e IdV mani

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Sinistra: Nichi Vendola annuncia l’imminente scissione di Rifondazione comunista

pubblicato da paganini


Questa non è più casa nostra. Con queste parole, ferme ma evocative come è nel suo stile, Nichi Vendola sembra dare il via, con una intervista su Repubblica di oggi, alla scissione di Rifondazione comunista.
Un evento annunciato talmente tante volte negli ultimi mesi che ormai sembra già superato. Una scelta, che pure divide gli stessi aderenti all’area politica vendoliana, che porterà all’ennesima frattura a sinistra e che, paradossalmente, mira a riunire la Sinistra in un unico soggetto politico.

Ancora più paradossale, forse, è che anche se l’operazione andrà in porto, per arrivare alla riunificazione delle (poche) forze di sinistra rimaste sarà necessario riunificarsi anche con gli stessi rifondaroli a cui oggi Vendola dice ufficialmente addio.

Purtroppo (o per fortuna, dipende naturalmente da che parte si guarda la cosa) la lezione di aprile non è servita a nessuno: nessuno dei responsabili politici della disfatta elettorale si è reso conto di quello che è accaduto e in molti continuano a girare intontiti tra le macerie, recintando il proprio pezzetto di rudere e innaffiando i calcinacci sperando che ci nasca l’erba.

L’escavazione del fondo del barile è a buon punto…

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Abruzzo verso le elezioni regionali: un test importante per Di Pietro, Veltroni e Berlusconi

pubblicato da paganini


Domenica 14 e lunedì 15 dicembre gli abruzzesi andranno alle urne, con due settimane di ritardo a causa del ricorso presentato e vinto dalla lista Per il bene comune, per eleggere i 42 componenti del Consiglio regionale e il presidente della Regione Abruzzo.

In un paese normale, come amava ripetere un politico di cui non ricordo il nome, questa non sarebbe una grande notizie, ma viste le condizioni del sistema politico italiano, forse le elezioni regionali a cui parteciperanno 1 milione 200 mila abruzzesi andranno osservate con attenzione, anche in vista dell’election day del 6 giugno 2009.

Si tratterà di una consultazione di un certo interesse per molti attori in campo: il Pd deve dimostrare, dopo la caduta della precedente Giunta Del Turco a causa degli arresti legati a presunte corruzioni, di saper reggere alla crisi di credibilità e alle richieste di moralità avanzate dal Premier; il Pdl vuole sfruttare la ghiotta occasione per riconquistare la Regione e rifilare un altro bel ceffone al Pd; Di Pietro deve riuscire conquistare una presidente di Regione facendo vincere il “suo” candidato Costantini; Udc e La Destra (che candida Er Pecora Buontempo) devono misurare quanto spazio è rimasto per loro nello scontro bipolare Pd-Pdl.

Per quanto riguarda i voti di preferenza e quindi i risultati delle singole liste, sarà interessante osservare l’esito (peraltro prevedibile) della frammentazione della sinistra, che a questa tornata si presenta con i simboli del Partito comunista dei lavoratori (che ha un proprio candidato presidente), del Prc, del Pdci e della Sinistra, in cui sono confluiti Verdi e Sinistra democratica: come sempre… la disunione fa la forza!

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianni Alemanno: no a nazismo e fascismo. Voto + 9. Il sindaco di Roma Alemanno accompagna 250 studenti romani nel campo di concentramento polacco di Auschwitz dove 60 anni fa un milione di prigionieri furono assassinati e condanna nettamente nazismo e fascismo. “Quello che è chiaro per me –dice Alemanno – è che la condanna del fascismo e del nazismo deve essere ugualmente netta. Questo deriva dalla memoria di quello che è successo”. Poi l’abbraccio con il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici. E Teodoro Buontempo rivuole la “fiamma”.

Sinistra: sinistrata: Voto – 9. Niente riesce così bene alla sinistra che continuare a dividersi. E’ sempre lo stesso refrain: prima compagni poi nemici. Adesso Vendola rilancia il cartello elettorale alle Europee. Ma Sd lo boccia per una lista autonoma e la nascita di un nuovo partito. Ma la minoranza del Prc (eccetto Migliore) non vuole (subito) la scissione e Ferrero e Grassi cercano l’intesa col PdCI che però non accetta di presentarsi sotto il simbolo di Rifondazione. Uniti si vince. Un manicomio. Tutti a casa!

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Saviano, le minacce dei camorristi, l'ipocrisia dei politici

pubblicato da Bruno Marino

La cosa che colpisce, nella vicenda di Roberto Saviano, è la straordinaria capacità dei nostri politici di usare paroloni, promettere mirabili riforme, assicurare che “lo Stato farà la sua parte”, “non lasceremo solo un valido scrittore”, “noi siamo con lui”, “l’Italia ha bisogno di lui”.

Ora, al di là dei formalismi e delle frasi di circostanza, sarebbe opportuno ricordare qualcosa. Per esempio, che la mafia vive anche di segnali, di messaggi lanciati dal mondo politico, economico, imprenditoriale. Bene, direte voi, allora fanno bene quelli che difendono Saviano, perchè implicitamente dicono alla mafia che lo scrittore è circondato da valenti amici e sostenitori. Purtroppo, la questione è un pò più complessa.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Mara Carfagna: “ministre” da gossip. Voto – 8. Nel Belpaese fa più audience Mara Garfagna a Matrix che il tonfo delle borse. Di fronte al buon Mentana, l’avvenente ministra non ha una parola da dire sul governo e sui problemi dell’Italia e del mondo. Forse perché, come dice quasi fosse Winston Churchill: “C’è un tempo per tacere e uno per parlare”. Ma de che? Poi si spiega: “In questo paese impera il maschilismo. E la presunzione di ignoranza per cui un uomo che fa politica si pensa comunque sia bravo e preparato, e di una donna che fa politica, invece, che sia stata fortunata o abile nel farsi sostenere da qualcuno”. Santa innocenza! Forza Italia!

Maria Stella Gelmini: claque da regime. Voto – 8. E’ il consigliere regionale del Prc, Luciano Muhlbauer ad accusare la regione Lombardia di voler “precettare” 150 dipendenti pubblici del Pirellone per partecipare ad una assemblea pubblica in orario di lavoro presenziata dal ministro dell’Istruzione Gelmini. I dipendenti dell’Assessorato Istruzione hanno ricevuto una nota per partecipare all’assemblea del 13 ottobre in cui si dice: “la partecipazione è da intendersi, a tutti gli effetti, quale attività di lavoro”. Come denuncia su Aprileonline il segretario della Cgil scuola Pantaleo: “Queste cose le faceva il regime”. Che dicono la Gelmini e il “moralizzatore” Brunetta?

Un dossier svela i rapporti tra Rifondazione e le Farc, i rapitori della Betancourt

pubblicato da fc

Ingrid Betancourt, l’ex ostaggio delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc), arriverà stasera a Roma: vedrà a cena il leader del Pd ed ex sindaco della Capitale Walter Veltroni, sarà ricevuta da Benedetto XVI, incontrerà il presidente della provincia Nicola Zingaretti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ma anche il sindaco Gianni Alemanno e Franco Frattini (il programma completo della sua visita a Roma lo trovate su 06|blog).

Cosa c’entra tutto ciò con la politica? Nulla se non fosse che Repubblica stamattina ha pubblicato ampi stralci di un dossier del governo colombiano che accusa Rifondazione comunista (si, il nostro Prc) di aver avuto “una relazione con le Farc che va oltre i semplici contatti politici“. Il quotidiano di Ezio Mauro riporta ampi stralci di mail e documenti ritrovati nei computer di Raul Reyes, il numero due della guerriglia ucciso nel marzo scorso, in cui emergono “appoggi espliciti, raccolta di fondi, scambio di informazioni e la vicenda di un rappresentante in Europa delle Farc che si ricovera in clinica in Svizzera a spese del partito”.

Dal 2002 le Forze armate rivoluzionarie colombiane a causa di numerosi sequestri di civili (basti pensare che oggi nelle loro carceri ci sono ancora 700 ostaggi) e per il ruolo cruciale che svolgono nel traffico della cocaina, sono finite nella “lista nera” dell’Onu e dell’Unione europea: da allora per tutti sono un’organizzazione terrorista. Evidentemente, tranne che per Rifondazione Comunista che oggi, dopo aver incassato il colpo, con Ramon Mantovani (ex responsabile della sezione esteri del partito) parla di “contatti volti a favorire il processo di pace”. Contatti, c’è da dire, vietati quindi, comunque, clandestini.

Il Prc ritrova l'unità contro il Pd. Ma è solo un'illusione

pubblicato da fc

A Chianciano Terme, dove si celebra il congresso di Rifondazione, per un momento si ci è illusi che si potesse ritrovare l’unità in un partito, ormai spaccato in due tra Vendola e Ferrero. E’ accaduto con l’intervento di Fausto Bertinotti che, partendo da quella che ha definito una “sconfitta di portata storica” ha spiegato come “quando un operaio tesserato per la Fiom va a votare Lega non bisogna considerarlo uno sciocco: è un preciso segnale per indicare che è stata tradita un’attesa”.

La sinistra, insomma, secondo Bertinotti deve ripartire dal basso, dalla classe operaia che alle ultime elezioni gli ha voltato la faccia. E così, citando Marx, invita il Prc a ripartire “dalle casematte, dal basso, dalla non delega” per ricostruire un nuovo movimento operaio. Tutti i 630 delegati applaudono ritrovandosi anche nell’attacco al Pd e a Di Pietro: “Oggi non c’è opposizione perchè non c’è la sinistra. Il Pd non ha i fondamenti per essere un partito di opposizione e Di Pietro appartiene ad una cultura della destra”. La standing ovation - riferiscono le agenzie - “durerà cinque minuti”.

Ma si tratta, in realtà, solo di un’illusione. Breve, brevissima. Le divisioni e le inimicizie si faranno risentire, sicuramente, domani quando, nell’ultima giornata del meeting comunista, ai delegati verrà chiesto di esprimere la loro preferenza tra le due mozioni rimaste in piedi. Chi la spunterà tra Paolo Ferrero e Nichi Vendola? Al momento sembra che il governatore della Puglia sia in pole position forte del suo 47,7% di partenza.

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