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Tutti gli articoli con tag precariato

Italia e precari: le 19 proposte di legge del Pd

pubblicato da davide f.

pd precari

Giusto ieri facevamo una breve analisi su uno dei mali che affligge l’Italia da anni e anni - basti pensare che il Vangelo secondo precario ne parla come un fenomeno dilagante nel 2005 - la precarietà: nello stesso lunghissimo periodo nulla è stato fatto.

Per arrivare ad oggi dove, tra crisi economica e finanziaria e conflitto sociale crescente pochi sembrano preoccuparsi di quelle intere generazioni senza futuro chiamate precari, che da tempo si organizzano intorno al loro santo -San Precario- ma non trovano alcun tipo di sponda istituzionale.

E’ proprio di ieri - quasi a rispondere - la conferenza del pd dove gli esponenti Damiano e Fassina hanno invitato il governo a recepire i testi presentati dal partito 2008 ad oggi. Le proposte del PD fanno leva su cinque direttrici, leggiamo:

stabilizzazione del lavoro, sostegno al reddito, tutela dei lavoratori, difesa dei diritti, attenzione al lavoro autonomo ed all’autoimprenditorialità, previdenza

Proposte che suonano bene, danno un minimo di linea al partito, ma non trasmettono ancora fiducia a chi fino ad oggi ha aspettato un minimo segnale da qualsivoglia delle parti politiche in Parlamento.

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Italia e precari: tra crisi, tagli, pensioni nulle e governo allo sbando quale futuro?

pubblicato da davide f.

san precario

La precarietà in Italia -e coloro che ne portano il peso, soprattutto i giovani- è un tema a giorni alterni in Italia, che ricorre a volte, e per la disperata situazione del lavoro, e per gli insulti di qualche ministro, in primis Brunetta seguito a ruota da altri e innumerevoli compari. Viene fuori però più come informazione o di “come siamo messi male poveri noi” o come gossip, vedi sempre caso Brunetta matrimonio e contestazioni.

Quello però di cui non si parla mai sono le misure per iniziare a combattere un fenomeno ormai devastante e dilagante. Iniziare dico, e non a caso, perchè in Italia la situazione è assolutamente fuori controllo, con milioni di persone incastrate tra stage paghe da fame e future pensioni impalpabili, e nessuno, da governo a sindacati, che muova un dito in difesa di chi ormai è quasi maggioranza, e parliamo dei precari. Generazioni di lavoratori senza un futuro.

In una situazione così confusa e fattivamente nulla, tra un governo imbarazzante quando non irritante - ricordate il consiglio del premier ad una studentessa di sposare un uomo ricco? - ed una situazione economica durissima, la domanda è fino a che punto il lavoro in Italia debba essere umiliato e le persone alla fame prima che si inizi a fare qualcosa. Il welfare familiare -il maggiore “cuscinetto” alla precarietà nel Belpaese- sta finendo. Quale futuro per i ragazzi italiani? Le ombre sono tantissime. E’ già troppo tardi.

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Disoccupazione in Italia: la Legge Biagi l'ha fatta diminuire?

pubblicato da Giulio Mattioli


Su Metro di mercoledì Michele Tiraboschi, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia ed ex assistente di Biagi, ha sostenuto che bisogna rilanciare la Legge che porta il suo nome, grazie alla quale nel periodo compreso tra il 2003 e il 2008 si sarebbero creati 3 milioni di posti aggiuntivi, facendo calare la disoccupazione dall’11 al 6,5%.

Se i dati sono veri, falsa è la premessa, ossia il fatto che tali numeri siano frutto dell’introduzione della Legge Biagi. Il mondo intero, e in particolare l’Eurozona, ha visto all’inizio del decennio scorso una forte ripresa, caratterizzata dalla creazione di milioni di posti di lavoro, di cui ha (parzialmente) beneficiato anche l’Italia.

Attribuire tale rinnovamento planetario alla Legge Biagi (che come dicevamo in un vecchio post del 2008 era solo un malriuscito calco della Legge Treu del 1997) sembra un po’ un’esagerazione.

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Eurispes, che "brutto" il Belpaese del bunga-bunga!

pubblicato da Massimo Falcioni

C’è il Belpaese del Grande fratello, delle fiction televisive, del Rubygate e c’è l’Italia della realtà “vera”, sempre più stretta nella morsa di una devastante crisi economica, politica, istituzionale, morale.

Siamo il paese del Bungabunga e del precariato, delle donne fuori dal mercato del lavoro (occupate solo il 46,4% ) e di chi non arriva a fine mese (per il 35,1% delle famiglie è uno scoglio insormontabile). Mutui e affitti sono poi insostenibili per 2 italiani su 5. il 40 per cento delle famiglie ha difficoltà a pagare rate e canoni. Si tagliano i consumi, a cominciare dai viaggi, dai ristoranti e dai regali. Ma la cinta viene stretta non più solo per i consumi “superflui”.

L’80% degli italiani, soprattutto nel nord ovest e nel nord est, è scoraggiato, pessimista sul futuro. C’è una profonda e crescente sfiducia nella politica, nelle istituzioni e nelle banche.

E’ questa, in sintesi, la fotografia, nuda e cruda, dell’Eurispes nel suo ‘Rapporto Italia 2011′. Per l’Istituto di studi politici, economici e sociali, per uscire da questa pesantissima situazione serve innanzi tutto una “operazione verità”, anche perché ci sono due ‘bombe’ innescate che potrebbero esplodere: il conflitto istituzionale e il debito pubblico “.

Si mette il dita nella piaga, sull’inconsistenza delle classi dirigenti: “La nostra classe dirigente attuale, a differenza di quanto accade in altri paesi, prosegue, “non è né coesa né solidale. Possiede una grande consapevolezza di sé e nessuna consapevolezza dei problemi generali. Non è mai riuscita a costituirsi in elite responsabile”.

Già. Tutto qui? No, perché al peggio non c’è mai fine. Aspettare per credere.

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"Non sarai mai assunta" - sciopero della fame per una precaria del Corriere della Sera

pubblicato da Bruno Marino


“La storia è questa: da 7 anni lavoro per il Corriere e dal 2007 sono una co.co.co. annuale con una busta paga e Cud. Aspetto da tempo un contratto migliore, tipo un art. 2. Per raggiungerlo l’iter è la collaborazione. Tutti sono entrati così. E se ti dicono che sei brava, prima o poi arriva il tuo turno. Io stavo in attesa.

La scorsa settimana si è liberato un posto, un giornalista ha dato le dimissioni, lasciando una poltrona (a tempo determinato) libera. Ho pensato: “Ecco la mia occasione”. Neanche per sogno. Il posto è andato a un pivello della scuola di giornalismo. Uno che forse non è neanche giornalista, ma passa i miei pezzi.

Ho chiesto spiegazioni: “Perché non avete preso me o uno degli altri precari?”. Nessuna risposta. L’unica frase udita dalle mie orecchie: “Non sarai mai assunta”.”

Le parole di Paola colpiscono. Prima di tutto, come ha scritto Alessandro Giglioli su “Piovono rane”, perchè forse questo è il primo caso in Italia di sciopero del fame per cercare di farsi assumere da un giornale. Poi, perchè, come ha scritto una collega di studi su Facebook, se scioperassero per un giorno tutti i precari d’Italia, il paese probabilmente si fermerebbe.

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La scuola italiana secondo il Ministro Brunetta: piena di insegnanti assenteisti e incapaci

pubblicato da Alessandro

Brunetta

Da Frascati, durante la “Summer School 2010″, organizzata dalla fondazione Magna Charta, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, con la sua solita franchezza, è entrato nel merito del dibattito sul precariato nel mondo della scuola. Almeno tre le dichiarazioni degne di nota.

La prima: “Il sistema [scolastico] costa tanto e rende poco. Non è neanche vero che gli insegnanti sono pagati poco, perchè in altri paesi guadagnano di più perchè lavorano di più”. E’ davvero così? No. Prendiamo l’esempio della Germania: come ha scritto su MicroMega dello scorso luglio Mila Spicola, se lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore in Italia dopo quindici anni di insegnamento è di 27.500 euro lordi annui, quello di un collega tedesco, nelle stesse condizioni, è di 45.000 euro all’anno.

E in paesi come l’Inghilterra e la Spagna la situazione non è tanto diversa da quella della Germania. Tornando a quest’ultima, le ore di lavoro di un insegnante tedesco sono praticamente le stesse di quelle di un italiano (anzi, a ben vedere, un po’ di meno): rileva ancora la Spicola che “gli insegnanti tedeschi hanno una media di 22 ore di lezione frontale alla settimana contro le 18 degli insegnanti del nostro paese, ma bisogna tenere conto del fatto che le ore di lezione in Germania sono solo di 45 minuti”.

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Intervista - polisblog incontra Eleonora Voltolina, responsabile della Repubblica degli Stagisti

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il prossimo 29 settembre Silvio Berlusconi compirà 74 anni. Nello stesso giorno Pier Luigi Bersani, a cui è stata affidata l’opposizione, spegnerà 59 candeline. Entrambi, a loro modo, rappresentano un modello politico adatto a persone con una meno/andropausa conclamata.

Barack Obama, che ha dieci anni in meno dell’attuale segretario del Pd, qualcosa per le nuove generazioni lo sta facendo. Garantire a molti l’assistenza sanitaria è un passo in più. Non solo pratico.

In Italia, ormai, dei giovani si è smesso pure di parlare. Con Eleonora Voltolina, responsabile della Repubblica degli Stagisti, abbiamo ragionato anche di questo scoprendo che degli 80 candidati alle recenti elezioni solo in 8 sono riusciti a farsi eleggere. Uno di questi è Renzo Bossi.

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Intervista - polisblog incontra Francesca Ulivi di Mtv News

pubblicato da Giovanni Molaschi

Mentre l’esperimento di Michele Santoro è destinato a diventare un ricordo, RaiDue ha programmato i promo del programma subito la messa in onda della diretta web organizzata a Bologna, è giusto trarre le giuste considerazioni.

Le persone che hanno definito “Rai Per Una Notte” una rivoluzione sono le stesse che non sono cresciute con internet. I ragazzi, quelli che hanno praticato l’astensionismo, già si informano attraverso i mass media ai quali ricorre Michele Santoro solo in casi eccezionali.

Con Francesca Ulivi, responsabile di Mtv News, abbiamo provato a capire perché il tanto predicato rinnovo generazionale, che per essere tale oltre che attraverso le persone deve manifestarsi nel linguaggio, non sia ancora un potenziale patrimonio per le tv generaliste.

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Oliviero Diliberto (PDCI) a polisblog: "Alleanza anche col Diavolo per cacciare Berlusconi"

pubblicato da R.D.

diliberto polisblog

Durante il No B Day della scorsa settimana si è avuta la prima apparizione pubblica della Federazione della Sinistra (nuova formazione politica che riunisce Rifondazione Comunista e Comunisti italiani), di cui Christian de Mattia ha già scritto su polisblog. Abbiamo incontrato per voi Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani, con cui abbiamo parlato di crisi, di lavoro, di ambiente e delle possibili alleanze contro Berlusconi.

Diliberto, cosa rappresenta per la sinistra italiana questa nuova Federazione?

Innanzitutto la circostanza che per la prima volta si cerca di unirsi invece che dividersi. Si apre un percorso che può portare anche ad un ulteriore allargamento della federazione stessa. Per ora siamo, e non è poco, Rifondazione Comunista, i Comunisti italiani e due formazioni più piccole: una che fa riferimento alla sinistra della CGIL e l’altra che è Socialismo 2000, guidata da Cesare Salvi. La Federazione è la premessa indispensabile per tornare utili, nel senso che finché saremo frammentati in realtà così piccole non saremo utili. E’ la speranza di poter ricostruire, a sinistra del Partito Democratico, una formazione che conti qualche cosa.

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Lega Nord, cassa integrazione e immigrati: è solo propaganda

pubblicato da Giulio Mattioli


Vediamo di dirlo forte e chiaro: alla Lega Nord della questione welfare e ammortizzatori sociali non importa assolutamente nulla. Meno di zero. Il Carroccio se ne interessa infatti solo nella misura in cui questo le permette di lanciare palle incatenate sull’unico fronte che le sta a cuore davvero: quello della propaganda xenofoba. Con risultati che farebbero ridere, se non ci fosse da piangere.

Prendiamo la sparata di ieri sulla necessità di porre un tetto più basso alla durata della cassa integrazione dei lavoratori extracomunitari. Il motivo? Secondo Maurizio Fugatti, deputato del Carroccio e capogruppo in commissione Finanze: “Le risorse sono quelle che sono e prima dobbiamo pensare agli italiani”.

Mai ricostruzione fu più priva di fondamento e lontana dai veri, grandi problemi del nostro sistema di tutela della disoccupazione. Vediamo di fare un piccolo riassunto for dummies, dopo il salto.

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