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Dario Fo non può parlare di Alitalia all'Università Bicocca: diktat del rettore

pubblicato da giulio in: Campagna elettorale Regionali 2010


Da qualche giorno il più giovane ateneo milanese, quello della Bicocca, è in subbuglio. Questi i fatti: per domani lunedì 12 ottobre era stata organizzata da alcuni professori (tra cui Francesco Silva, ex rettore dell’Università di Castellanza) la proiezione del documentario “Tutti giù per aria“, prodotto dagli ex lavoratori Alitalia.

La proiezione avrebbe dovuto essere introdotta dal premio Nobel Dario Fo e dall’attore Ascanio Celestini e seguita da un dibattito con giornalisti, professori, politici ed ex dipendenti Alitalia. “Avrebbe” perchè mercoledì scorso è arrivato il niet del rettore, Marcello Fontanesi: evento cancellato. Il motivo? Dario Fo.

“Si tratta di una questione tecnica molto delicata e credo che vada affrontata da persone che hanno competenze. Mi spiace che ci sia di mezzo lui, contro cui non ho nulla, ma devo tenere il timone in una certa direzione. L’università non è un luogo dove si fa polemica”

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Alexandr Solgenitsyn: addio grande dissidente. Voto + 10. E’ morto a 89 anni lo scrittore e dissidente russo Solgenitsyn. Fu il primo “grande” a raccontare gli orrori dei gulag sovietici nei quali era stato rinchiuso per oltre 10 anni reo di aver nominato impropriamente Stalin in una sua lettera. Nel 1974 era stato espulso dall’Urss dove era rientrato nel 1994 dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Due i suoi capolavori: “Una giornata di Ivan Denisovic” e “Arcipelago Gulag”. Nel 1970 fu insignito del premio Nobel per la letteratura. Fu instancabile anche nel criticare il potere dei nuovi olagarchi Eltsin e Putin. Grazie a Solgenitsyn anche i comunisti italiani si convinsero della realtà del “socialismo reale”.
Cina attentato: Olimpiadi caos. Voto – 10. Ultim’ora. Gravissimo attentato in Cina contro un commissariato di Kashgar nella provincia dello Xinjiang, la regione nord occidentale a maggioranza musulmana. Almeno 16 poliziotti uccisi e decine e decine di feriti. Non si conoscono i particolari. Si sa solo che alcuni attentatori hanno usato un camion come ariete, lanciando poi granate. Tutta la zona è stata resa inagibile. Le autorità cinesi avevano già messo in guardia contro possibili attentati degli estremisti musulmani in vista delle Olimpiadi. A quattro giorni dall’apertura dei Giochi di Pechino scorre il primo sangue. Si teme un effetto a catena. Il regime stringe la morsa. La Cina è sopra una polveriera.

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Centrali nucleari entro il 2013: lite tra Rubbia e Veronesi

pubblicato da V. in: Dichiarazioni Mediaticamente Interni

La settimana scorsa le parole di Claudio Scajola avevano riempito le prime pagine dei giornali: si parlava, a detta di molti, in maniera un pò ottimistica, di ricostruire centrali nucleari entro la fine della prossima legislatura. Ora a parlare - e a scontrarsi - sono due pesi massimi della ricerca scientifica, l’oncologo Umberto Veronesi e il premio Nobel Carlo Rubbia. Cosa è successo tra i due? E’ presto detto.

Umberto Veronesi nell’ultimo anno ha manifestato più volte il suo favore per un ritorno all’energia nucleare; lo ha fatto in tempi non sospetti. Lo ha confermato settimana scorsa dopo le dichiarazioni di Scajola. Rubbia ha risposto a distanza:”Rispetto Veronesi come uomo e come scienziato, ma lasci il nucleare a chi ha passato anni a studiarlo”.

A distanza di giorni ancora a molti sfugge che non debba essere un politico, nè un oncologo, nè un fisico delle particelle, a parlare di questo genere di cose. Ma in via teorica sarebbe carino ci fosse un fisico nucleare, piuttosto che un ingegnere a spiegarmelo. No, un oncologo. Per carità, uomo di scienza. Ma è come se chiedessi a un idraulico di spiegarti come funziona il servosterzo della Punto.

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Ma... e i senatori a vita?

pubblicato da Luca Landoni in: Impresentabili Senatori a vita Satira

Tutti presi dal discorso di Silvio Berlusconi, dai pranzi con Walter Veltroni, da Pisanu che si dimentica di votare dopo aver saputo che per lui non ci sono incarichi di rilievo e, buon ultimo da super-Baccini, che si è affrettato a correre in soccorso dei vincitori scordandosi davvero presto dell’opposizione “seria” promessa dal suo leader Casini, abbiamo dimenticato le sorti dei “senatori pannoloni”. Era, quest’ultima, la famosa autodescrizione del proteiforme Cossiga, che nella scorsa legislatura ironizzò più volte sull’essere decisivi dei molti quasi centenari presenti a Palazzo Madama.

Ma chi si è accorto, o chi si è interessato a come gli ottuagenari hanno votato in occasione della fiducia al nuovo governo? Nessuno. Eppure può essere curioso verificare se il loro comportamento sia rimasto coerente o meno col passato, e cosa sia avvenuto in aula alla “resa dei conti”. E allora vediamo.

Il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi ha dichiarato che voterà sempre secondo coscienza, per poi uscire dall’aula. L’altro ex-presidente Oscar Luigi Scalfaro non si è proprio fatto vedere, così come Pininfarina. Emilio Colombo si è astenuto (cosa che in Senato equivale a voto contrario) in perfetto stile democristiano quale lui fu. Giulio Andreotti e lo stesso Cossiga hanno votato a favore, ma il pirotecnico ex-capo di stato ha tenuto a sottolineare di averlo fatto solo “per carità di patria” e con riserva nei confronti del ministro dell’Interno Roberto Maroni, definito un “reazionario”.

E Rita Levi Montalcini? Provata dalle innumerevoli corse (va be’, si fa per dire) a Palazzo Madama quando la cosa aveva la sua importanza, questa volta ha pensato bene di restarsene a casa. D’altronde alla sua età tutti questi strapazzi… brava senatrice, è il momento di pensare alla salute!

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