Chi ragiona, attraverso i mass media, di politica prima o poi affronta degli argomenti che all’elettorato non interessano poiché non li tocca da vicino. E’ utile continuare a ragionare sul presunto scontro registrato nei giorni scorsi tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini?
No. Probabilmente No. Gli argomenti da affrontare in queste ore sarebbero altri. Dovrebbero essere diversi. Per questo motivo abbiamo raggiunto telefonicamente Luca Martinelli, autore di “L’acqua è una merce”(Altraeconomia, 2010). Con lui abbiamo parlato della privatizzazione del sistema idrico integrato.
Cosa cambia con la legge che privatizza l’acqua?
Il decreto Ronchi, che è stato convertito in legge nel novembre scorso, impone di affidare il servizio di distribuzione dell’acqua attraverso gare aperte a società di capitali, spa private. Non c’è più, quindi, la possibilità per gli enti locali di affidare il servizio idrico integrato a società per azioni a totale controllo pubblico, meccanismo di affidamento diretto conosciuto come in house.

L’inchiesta aperta a Trani su Silvio Berlusconi, e le persone che con lui progettavano la chiusura di Anno Zero, non dovrebbe stupirci. Negli ultimi mesi l’asticella del limite si è spinta sempre un po’ più avanti fino ad annullarsi. Per capirlo è sufficiente ragionare su quanto è successo a partire dal 9 febbraio 2009.
Nella stessa notte in cui Eluana Englaro morì, dopo una battaglia legale estenuante portata avanti dal padre Beppino, Enrico Mentana lasciava Mediaset dicendo a voce alta quello che in molti da tempo sussurravano all’orecchio a vicino.
L’azienda di Silvio Berlusconi non permette ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Altro che caimano (così si intitolava un film di Nanni Moretti realizzato ispirandosi al Premier). Il vero vincitore è sempre, come sostenuto da George Orwell, il Grande Fratello (il format televisivo è stato estrapolato dal romanzo 1984 dello stesso Orwell).
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Malgrado le coincidenze, Silvio Berlusconi non potrà mai diventare come i (peggiori) capi di governo che l’hanno preceduto. A limitare la sua ascesa, più che l’ego, il presente che deve condividere con i suoi concittadini.
Se in Italia non ci fossero sempre più consumatori di internet, malgrado i tagli barbari alla banda larga, probabilmente nessuno avrebbe saputo dell’accoglienza riservata a L’Aquila alla giornalista del Tg1 Maria Luisa Busi.
Arrivata sul posto per registrare un servizio riguardante la ricostruzione, già affrontata da Presa Diretta, al mezzobusto è stato impedito di lavorare poiché il direttore del telegiornale per il quale lavora, secondo gli stessi terremotati, non ha raccontato quanto realmente sta accadendo tra le tendopoli.
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E’ tornata al centro dell’attenzione la questione TAV, e con essa il modello di gestione dello scontro e della protesta da parte dello Stato italiano. Le prime avvisaglie non sono per nulla confortanti: un giovane manifestante, Simone, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Molinette di Torino, anche se le ultime notizie lo danno fuori pericolo di vita.
I fatti: mercoledì, ore 17, una parte dei No Tav improvvisa un piccolo corteo verso la trivella appena arrivata al cantiere, gli altri invece si ritrovano alla stazione di Porta Susa per un presidio informativo. Il primo gruppo, arrivato alla trivella, viene a contatto con la polizia (nel video), è qui che Simone viene colpito più volte e cade; un altra donna viene ripetutamente colpita al volto, ad una ragazza spaccano letteralmente la faccia.
Il movimento No Tav, descritto da praticamente tutti i media come un gruppo di chissà quali facinorosi irresponsabili e violenti, è in realtà un gruppo di cittadini semplicemente consapevoli dei loro diritti e del dovere di salvaguardare la loro terra da scempi e speculazione edilizia. La risposta dello Stato italiano, in un clima mediatico osceno è questo: repressione, repressione e ancora repressione. Vediamo le prime reazioni politiche.
Continua a leggere: No Tav: scontri e feriti, l'inizio della lunga notte della Val di Susa

Come sostenuto dai colleghi di tvblog.it, pochi minuti dopo la partecipazione di Riccardo Iacona a “che tempo che fa”, ci sono finestre della RAI per la quale vale la pena pagare il canone. “Presa Diretta” è uno di quei programmi che ben rappresenta il concetto di servizio pubblico.
Negli anni è cresciuto. Sostenuto dagli ascolti sempre più alti (la prima puntata della nuova serie è stata seguita da quasi la metà dei spettatori che abitualmente si sintonizzano su “Amici”). In piena armonia con la rete RAI, forse, più vicina al cittadino.
Di persone e del programma televisivo abbiamo parlato con Francesca Barzini che con Riccardo Iacona si occupa dei contenuti del programma in onda tutte le domeniche, su RaiTre a partire dalle 21.30 o in differita su rai.tv.
Continua a leggere: Intervista – polisblog incontra Francesca Barzini autrice di Presa Diretta

E’ di grande interesse l’ospite odierno di Lucia Annunziata a In 1/2 h. Si tratta infatti del Guardasigilli Angelino Alfano, che nel bene e nel male è stato sin qui uno dei personaggi portanti del Governo Berlusconi. Ultimo evento che lo riguarda, la contestazione dei magistrati nel giorno d’apertura dell’anno giudiziario.
Appuntamento con la trasmissione alle ore 14,30 su Rai3.
Stasera invece vi invitiamo a non perdere Presa Diretta, il programma che sta momentaneamente compensando la mancanza di Report. Argomento di oggi la questione acque e privatizzazione.
Il parlamento tre mesi fa ha accelerato il processo di privatizzazione della gestione dell’acqua e ha imposto agli enti locali di mettere questo servizio a gara. Da quel momento meta’ Italia e’ in fibrillazione.
Continua a leggere: La domenica politica: Alfano a In 1/2 h e Presa Diretta sulla questione acqua

Nonostante l’immagine di copertina non illudetevi: non è ancora tempo per il ritorno di Report. Al suo posto però fortunatamente non troviamo più Elisir, bensì l’ottimo programma di inchieste a cura di Riccardo Iacona, Presa Diretta. E oggi si parlerà di Case da Pazzi .
Mettersi un tetto decente sulla testa? Impossibile. Trovare casa a un prezzo compatibile con gli stipendi di oggi sarebbe un miracolo. Riccardo Iacona e la sua squadra rivelano i nodi del dramma di troppi: cartolarizzazioni che escludono dal mercato le fasce deboli, le occupazioni dei disperati, l’edilizia popolare colpevolmente malgestita, politiche inesistenti per l’edilizia a prezzi concordati rendono il problema insolubile con le normative vigenti.
Da segnalare che Iacona sarà ospite del programma che lo precede, in palinsesto Che tempo che fa, per presentare il nuovo ciclo di trasmissioni.
Continua a leggere: Stasera torna Presa Diretta. Nichi Vendola a In 1/2 h
Ci scuserà se lo chiamiamo “prezzemolino”, ma il neo-segretario del Pd Dario Franceschini in questo periodo è davvero onnipresente, e oggi completa il giro delle 7 chiese con quella presenza a In 1/2 h che ancora gli mancava. Ricordiamo infatti che già doveva esserne ospite qualche settimana fa, quando fu rimpiazzato da Piero Fassino proprio in seguito alla sua sua improvvisa nomina a segretario. Appuntamento su Rai3 ore 14,30.
A Domenica In si parla naturalmente di donne, dato che oggi è l’8 marzo. Il dibattito sulle pari opportunità vede ospiti Margherita Hack, Catherine Spaack, Katia Ricciarelli, Barbara Alberti, Anna Tatangelo, Emanuela Aureli, Alba Parietti, Lamberto Sposini e Giampiero Mughini. Con loro, gli opinionisti fissi, Gianni Ippoliti e Klaus Davi. Chissà se si sfiorerà nuovamente la polemicuccia nata sul testimonial Franco Califano a Roma…
A seguire sullo stesso canale (Raiuno), verso le 15.10 Monica Setta parla di crisi economica, donne e lavoro con Susanna Camusso (Cgil), Renata Polverini (Ugl), Annamaria Artoni (Presidente industriali Emilia Romagna). Inoltre, saranno ospiti in studio Manuela Moreno (Tg2), Sara Tommasi e, in collegamento da Milano, il direttore del quotidiano Libero, Vittorio Feltri.

Con il programma di Lucia Annunziata In 1/2 h apparentemente sospeso per oggi, la domenica politica offre comunque spunti di grande interesse, soprattutto in serata. Si parte comunque dal classico contenitore di Domenica In… che vedrà un dibattito in studio dal titolo “Siete favorevoli alle cosiddette “ronde”?” Ospiti di Massimo Giletti l’ex Ministro di Grazia e Giustizia Claudio Martelli, Paola Ferrari, Lamberto Sposini, il Procuratore generale Maurizio Laudi, il giornalista Antonio Padellaro, la giornalista del Tg3, Maria Cuffaro, il segretario del Siulp, Felice Romano e, in collegamento da Varese, il vicedirettore di “Libero”, Gianluigi Paragone. Il tutto su Raiuno alle ore 14.00.
Sarà invece il neo-segretario del Partito Democratico Dario Franceschini il piatto forte della puntata di Che tempo che fa. Fabio Fazio interrogherà il leader del centro-sinistra sul suo progetto a partire dalle 20.10 su Raitre.
Continua a leggere: La domenica politica: dibattito sulle ronde e Franceschini a Che tempo che fa
Il terremoto interno al Partito Democratico ha lasciato i suoi segni anche sulla programmazione televisiva domenicale. Era previsto che il neo-segretario Dario Franceschini fosse ospite della consueta intervista settimanale di Lucia Annunziata per In 1/2 h, ma la Rai fa oggi sapere che al suo posto verrà Piero Fassino. Peccato, perché sarebbe stato veramente interessante ascoltare il progetto di Franceschini, apparso subito molto battagliero, ma certo il politico piemontese non sarà da meno, e magari apprenderemo qualche retroscena del congresso straordinario di ieri. Appuntamento su Rai3 alle 14,30.
Che tempo che fa, dopo l’intervista di ieri con Beppino Englaro, ospita invece il sindaco milanese Letizia Moratti. Sarà l’occasione per fare il punto su un mandato che veleggia verso i 3 anni (fu eletta nel maggio 2006) e soprattutto sui preparativi per l’Expo 2015. Il tutto sempre su Rai3 a partire dalle 20,10.
Per finire a grande richiesta segnaliamo Presa Diretta, ancora su Rai3 subito dopo Fabio Fazio, ovvero alle 21,30 circa. Questa sera si parlerà dell’universo del popolo Rom, a partire dallo sgombero di un campo nomadi del popoloso e centrale quartiere Testaccio di Roma, seguito da Cinzia Torriglia, per poi passare all’insediamento per i Sinti fatto costruire da Cacciari a Venezia, per finire in Spagna e alla condizione dei Rom sotto Zapatero.
Buona visione.
Nella foto: Rutelli, Franceschini e Fassino in visita al Capo dello Stato