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Tutti gli articoli con tag presidente

Obama ha accettato le dimissioni di McChrystal. Fatale l'intervista a Rolling Stone

pubblicato da Bruno Marino

Barack Obama ha accettato le dimissioni del generale Stanley McChrystal da comandante delle forze ISAF in Afghanistan. Ieri vi avevamo raccontato la storia dell’intervista del generale a Rolling Stone, oggi l’aggiornamento, per alcuni quasi scontato: dimissioni.

Il video qui sopra è l’intervento del Presidente USA (qui invece la trascrizione) che accetta le dimissioni del generale e nomina al suo posto David Petraeus, già comandante delle forze armate americane in Iraq.

Ma cos’ha detto Obama? Vediamo dopo il salto

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Stanley McChrystal, Obama e Rolling Stone: dimissioni oggi?

pubblicato da Bruno Marino


Le dichiarazioni del generale Stanley McChrystal, capo delle forze NATO in Afghanistan, hanno suscitato un vespaio di proporzioni gigantesche. In un’intervista per Rolling Stone, McChrystal ha lanciato giudizi molto duri su alcune personalità americane, tra cui il Presidente. Obama, durante un incontro al Pentagono, era apparso “intimidito e impreparato”. Sul vicepresidente Joe Biden: “Mi chiedi di Joe Biden. Chi è?” (un pò come il famoso “Michele chi?” riferito a Michele Santoro).

Un collaboratore riferisce di un incontro del generale con Obama, questa volta alla casa Bianca: “Ci siamo visti per dieci minuti, giusto per delle foto (“it was a 10-minute photo op”). Obama chiaramente non sapeva niente su di lui, non sapeva chi fosse. È l’uomo che dovrebbe condurre questa fottuta guerra, ma non sembra molto interessato. Il capo (McChrystal, nda) era molto deluso.”

E, come nella migliore tradizione italiana di smentite, di “mi scuso, non volevo esprimere quei giudizi”, il generale ha dovuto fare marcia indietro:

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John Elkann succede a Montezemolo. La famiglia Agnelli si riprende la Fiat

pubblicato da Luca Landoni


20 aprile 2010 ore 14,30. Segnatevi questa data storica perché è quando la Fiat ha voltato pagina decidendo di tornare al passato. Ma è un passato che sa tanto di futuro, vista l’età del nuovo presidente John Elkann, il più giovane di sempre nella storia del Lingotto.

Termina così la lunga parentesi di Luca Cordero di Montezemolo, che ha lasciato serenamente l’incarico definendosi un traghettatore “che ha concluso la sua opera”. Elkann, indicato dallo stesso Gianni Agnelli come futuro erede dell’impero Fiat dopo la tragica scomparsa di Giovanni Alberto Agnelli - figlio di Umberto - viene da una lunga “gavetta” come presidente della Exor e ha 34 anni.

Starà a lui dunque guidare la nuova Fiat Group Automobiles che dovrebbe riunire i marchi Fiat, Alfa Romeo, Lancia Abarth e Fiat Professional; e forse anche Ferrari e Maserati, almeno all’inizio. Successivamente ci sarà da definire come incorporare i marchi derivati dagli accordi americani, ovvero Chrysler, Jeep, Dodge e Ram.

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Emmatar. Il nuovo spot radicale per Emma Bonino in stile Avatar

pubblicato da Luca Landoni



È direttamente tratto dal grande successo cinematografico di questi giorni, il kolossal Avatar, il nuovo spot radicale che sostiene la candidatura di Emma Bonino a presidente della Regione Lazio.

Una scelta sui generis che ha già scatenato qualche polemica, ma anche approvazione per l’originalità dell’iniziativa. Noi per l’intanto vi proponiamo Emmatar in versione integrale.

A voi ogni giudizio.

Il messaggio di fine anno del Presidente Napolitano. Video integrale

pubblicato da Luca Landoni

Si è già detto tutto sul discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Condivisibile e pieno di buon senso come d’uso, ha ricevuto il placet di tutte le forze politiche anche se Di Pietro ha rimarcato che si aspettava qualcosa di più, chiedendogli inoltre “che non firmi certe leggi”.

Il messaggio si può trovare sul canale youtube del Quirinale, inaugurato proprio ieri come vi abbiamo anticipato, ma ve ne proponiamo anche la versione video integrale tratta dal canale Rai.

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Berlusconi telefona in diretta a Ballarò e dice la sua sul caso Mills. Video

pubblicato da Luca Landoni



Fuori programma ieri a Ballarò, con Berlusconi che chiama in diretta per dire la sua sul processo Mills e su altri casi d’attualità nel paese, a partire dal presidente dimissionario della Regione Lazio Piero Marrazzo.

“La vera anomalia italiana non è Berlusconi ma sono i pm comunisti”

e

“L’ho informato (Marrazzo, NdR) ma non gli ho dato alcun consiglio l’ho lasciato libero di scegliere se chiamare i numeri telefonici che gli ho fornito o di fare una denuncia”

Sono due delle chicche che potete trovare (e commentare) cliccando sul link dell’immagine, o qui.

Intervista - Massimo d'Alema a polisblog: "PdL non manifesta? E' il primo segnale di buon senso"

pubblicato da R.D.

d'alema polisblog

Incontro Massimo d’Alema ad Alessandria, a conclusione di una serata di supporto alla candidatura di Pierluigi Bersani per le primarie del PD. Per l’occasione l’ex Presidente del Consiglio è stato intervistato da un giornalista dell’edizione locale de La Stampa, sul palco di un ex cinema decisamente gremito di spettatori, iscritti e simpatizzanti.

L’intervista-dibattito si è snodata per circa un’ora, in cui il Lìder Massimo non ha mancato di parlare di Berlusconi e delle polemiche sulla bocciatura del Lodo Alfano. In particolare, ha sottolineato come in nessun Paese democratico e moderno l’aver ottenuto la maggioranza dei voti possa scardinare il principio di legalità:difficile contraddirlo, a riguardo. Ha citato, in proposito, l’esempio di Israele, in cui Olmert si era dimesso in seguito ad accuse di corruzione.

Secondo D’Alema, inoltre, il consenso di Berlusconi nel Paese inizia a calare, e matura la delusione di diversi settori di borghesia imprenditoriale nei suoi confronti. Visto lo scopo della serata, non sono mancati i riferimenti al Partito Democratico e alle vicende congressuali. D’Alema ha sottolineato come, all’interno del PD, non si debba porre l’accento sul dibattito tra chi rappresenta il nuovo e chi il vecchio, ma tra chi si candida a rappresentare una grande forza di governo di questo Paese.

Per l’ex Presidente dei DS la persona che può ricoprire al meglio questo ruolo è, ovviamente, Pierluigi Bersani.

On. d’Alema, Berlusconi ha annunciato che non intende più attuare la manifestazione di piazza di cui aveva parlato gli scorsi giorni. Crede che sia un segnale di debolezza?

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Il Pdl impone lo sbarramento del 4% anche per le Elezioni Regionali

pubblicato da paganini


L’ultima trovata del Popolo della libertà e del suo condottiero rischia di riaprire tutti i giochi e di rimettere in discussione le strategie per le Regionali del marzo 2010. Da martedì sarà in discussione alla Commissione Affari costituzionali della Camera la proposta di legge firmata da Giuseppe Calderisi per introdurre la soglia di sbarramento del 4% anche nelle Regioni, procedendo così con il sistema di “semplificazione politica” che ha già portato all’eliminazione di varie forze politiche dal Parlamento Europeo e da quello nazionale.

Il dubbio sulla possibilità di regolamentare con legge nazionale una questione come le regole elettorali regionali sembra già stato accantonato e i lavori verranno adeguatamene spinti per arrivare all’approvazione in tempi rapidi, in modo da poter applicare il nuovo sistema già alle Regionali 2010.

Oltre ad essere di difficile comprensione l’urgenza e la necessità di questo provvedimento (non si capisce quali sarebbero in Italia le Regioni che hanno problemi di governabilità legati ai piccoli partiti, soprattutto in un quadro di regole per le quali il Presidente viene eletto direttamente e le sue eventuali dimissioni provocano lo scioglimento del Consiglio regionale) non si riesce a leggere questa norma nell’ottica dello sbandierato federalismo. L’unica spiegazione potrebbe invece riguardare l’esigenza del Pdl (ma anche del Pd) di mettere con le spalle al muro ogni sorta di alleato riottoso (Udc, Prc, Sinistra e libertà, Idv, la Destra…), costringendolo a scegliere tra un’alleanza a qualsiasi costo e la sparizione dai Consigli regionali.

Foto | Flickr

El Pais su Berlusconi: "Meglio non frequentarlo"

pubblicato da davide f.

Raramente ho letto un editoriale così duro, ironico e impietoso su un capo di stato da parte di una testata straniera. Quello del quotidiano spagnolo El Pais, dopo l’attacco di Berlusconi ad un suo giornalista, “reo” alla conferenza stampa di ieri (nel video) di avergli fatto una domanda sul giro di prostituzione che ha scatenato la reazione scomposta del presidente del consiglio.

Così scrive El Pais:

“Berlusconi è diventato una compagnia politica poco raccomandabile”

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Estati presidenziali: niente mausolei e veline, vacanze normali per Obama

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega


Obama e Berlusconi non hanno praticamente nulla in comune. Non l’abbronzatura, non i capelli, non la statura, non gli addominali e nemmeno l’età. Il nostro premier potrebbe essere tranquillamente il padre del presidente americano. Neanche sommando gli anni di Barack a quelli di Noemi si raggiunge la vetustà del SuperPapi.

L’estrazione culturale dei due leader, poi, è totalmente divergente: d’altronde uno è il primo presidente nero degli Stati Uniti e l’altro dice che ci sono troppi neri tra Lambrate e il Giambellino. Sono diversi i convincimenti politici, l’approccio con i media e ovviamente gli stili di vita. Anche e soprattutto in vacanza. Così mentre il “nostro” ospita topolone e Topolanek nella sua mirabolante reggia sarda, tra bande e bandane, balli, balle e bollori, il presidente Usa si prepara alla sua prima vacanza agostana da inquilino della Casa Bianca senza possedere un ‘buen retiro’ di proprietà in cui rifugiarsi con famiglia e quadrupedi al seguito.

Per Obama niente mausolei, anfiteatri naturali, foreste in serra o Apicella vari. Piuttosto un sobrio soggiorno con moglie e figlie nella pittoresca isola di Martha’s Vineyard, località del Massachusetts celebre per aver accolto la salma di John Belushi e molto amata dalla upper class della East Coast. Con questa scelta gli ‘Obamas’ rispolverano lo stile Clinton: Bill e Hillary adoravano veleggiare da quelle parti negli anni ‘90. Berlusconi, invece, preferisce forse altri aspetti del ‘clintonismo’, ma su questo è meglio sorvolare.

Via | New York Times