François Hollande è il nuovo Presidente della Repubblica in Francia. L’annuncio, che rompe qualsiasi rituale della comunicazione politica, è stato dato senza mezzi termini dal quotidiano belga LeSoir, con la homepage che vedete in alto. L’embargo in Francia (nessuna comunicazione prima delle 20) è stato violato all’estero, con un indicativo presente che dovrebbe essere, più prudenzialmente, un condizionale.
L’online belga cita, a sua volta l’AFP (agenzia di stampa francese) con questo virgolettato che fa saltare ogni rituale della comunicazione politica e che è già stato ripreso dalla stampa di tutto il mondo:
«Le socialiste François Hollande a été élu dimanche président de la République, recueillant entre 52 et 53,3% des suffrages au second tour de la présidentielle, d’après les estimations de quatre instituts de sondages. Selon les instituts CSA, TNS Sofres et Ipsos, le candidat PS a obtenu 52% des voix contre 48% à son rival UMP, le président sortant Nicolas Sarkozy. Les estimations de Harris Interactive variaient entre 52,7 et 53,3% en faveur du candidat socialiste»
(tradotto per i non francofoni, anche se è di facile leggibilità: Il socialista Francois Hollande è stato eletto Presidente domenica (oggi, 6 maggio 2012, ndr) ottenendo tra il 52 e il 53,3% dei voti nel secondo turno delle elezioni presidenziali, secondo le stime di quattro istituti di sondaggi. Secondo gli istituti CSA, TNS Sofres e Ipsos, il candidato del PS ha ottenuto il 52% dei voti contro il 48% del rivale dell’UMP (Nicolas Sarkozy, ndr). Le stime di Harris Interacrive variano da 52,7 a 53,3% in favore del candidato socialista).
Le stime e i titoli si basano, naturalmente, sui primi exit poll (che non avrebbero dovuto essere pubblicati in Francia, ma che sono disponibili sui siti di tutto il mondo).
Nicolas Sarzozy rinnega Silvio Berlusconi tre volte. Ma non c’è niente di biblico, nell’evento. Ci sono solamente un enorme imbarazzo da parte del Presidente uscente della Francia nel corso del dibattito televisivo che lo ha visto contrapposto a François Hollande e un enorme sforzo nel prendere le distanze dall’ex presidente del consiglio italiano.
Andiamo con ordine: quella del 2 maggio era la serata del grande confronto televisivo fra i due candidati alle Presidenziali di Francia 2012 che si confronteranno il 6 maggio nel secondo turno, dopo aver superato tutti gli altri nel primo. La disfida politico-meditica è stata trasmessa da France 2 e Tf1 (e diffusa da svariati altri canali, con dirette anche in Italia - RaiNews, per esempio, e sul web - ed è stata moderata da Laurence Ferrari (della Tf1) e David Pujadas (France 2). Si trattava di un appuntamento decisamente molto atteso, seguito, fra l’altro, su Twitter dall’apposita hashtag #ledebat.
I due contendenti non hanno risparmiato i fendenti l’uno nei confronti dell’altro, ma chi pensava che Sarkozy avrebbe sovrastato Hollande in tutto e per tutto sarà rimasto sorpreso nel vedere il candidato del centrosinistra molto pronto anche in termini di dialettica e di temi sui quali affondare nei confronti del Presidente uscente. Uno di questi temi (oltre alle questioni che riguardano, naturalmente, la crisi, la disoccupazione, la sudditanza nei confronti della politica tedesca) è stato proprio Silvio Berlusconi. Hollande ha ricordato a Sarkozy i problemi dell’Italia, che era governata dal suo amico Berlusconi, e Sarkozy ha fatto davvero fatica a uscire dall’empasse, con l’avversario che lo incalzava e gli ricordava la convivenza nel gruppo europeo fra Sarkò e il partito di Berlusconi e Sarkò che negava. Insomma, un siparietto niente male.

Colpo di scena nelle presidenziali francesi del 2012? Parrebbe proprio di sì, secondo il quotidiano transalpino Liberation che dedica la sua prima pagina di oggi e una doppia interna a una notizia - non confermata né smentita dall’Eliseo - decisamente particolare, per un politico di destra.
Nicolas Sarkozy, infatti, starebbe pensando di aprire all’unione civile per gli omosessuali.
La mossa è quasi sicuramente ascrivibile alla campagna elettorale: sarebbe ingenuo pensare diversamente, visto che tutti i sondaggi prodotti in questo periodo da tutti gli istituti statistici francesi danno, nelle intenzioni di voto, il candidato del centrosinistra favorito al primo turno: le preferenze per François Hollande oscillano infatti fra il 27% e il 32%, quelle per Sarkozy fra il 23,5% e il 26%.
La trovata del presidente francese, qualora dovesse essere confermata, sarebbe perfettamente in linea con le recenti prese di posizione di alcuni esponenti dell’UMP (il partito di cui Sarkozy è leader) che, appena due mesi fa, come ricorda RaiNews avevano scritto, attraverso le pagine de L’Express, per chiedere un’apertura sul tema. E non si trattava di esponenti minori, ma di sei segretari nazionali: Sébastien Chenu (incaricato per le minoranze culturali) Samia Badat (che si occupa di integrazione e solidarietà), Frédéric Bouscarle (integrazione dei portatori di handicap), Nathalie Fanfant (lotta alle discriminazioni), Stéphane Jacquot (politiche penitenziarie e stato delle carceri) David-Xavier Weiss (comunicazione e giornali).
Così, dopo aver fatto proprie le istanze sulla Tobin Tax, dunque, Sarkò potrebbe far proprio un altro cavallo di battaglia della sinistra. La quale, nonostante i sondaggi favorevoli, dovrà ben correre ai ripari in qualche modo.