In tutto il mondo, compresa l’Italia (stendendo un velo pietoso su Berlusconi e Gasparri) tutti fanno a gara a dirsi Obamiani: non si trova più un sostenitore di Bush e del suo erede McCain. Politici di tutti i colori si dicono entusiasti della vittoria del candidato democratico e la ministra Gelmini avrebbe addirittura detto che la sua Riforma sarebbe condivisa dal nuovo presidente americano…
In questa corsa a tirare per la ghiacchetta il presidente più abbronzato e osannato del momento, gli irlandesi non si sono tirati indietro, rilanciando le origini irlandesi di Barack Obama: in fondo se i cognomi O’Leary, O’Riley, O’Hare e O’Hara sono originari dell’isola celebre per la Guinness (che non a caso è una birra scura), perché non dovrebbe esserlo anche il cognome O’Bama?
La situazione si sta riequilibrando? I primi dati parlavano di stati repubblicani, prevalentemente, e quindi McCain è partito avvantaggiato, dopo la situazione si è riequilibrata. Obama ha ripreso le posizioni perse, e ora, pare sufficientemente in testa. La Florida rimane lo swing state decisivo, ed è a favore di Obama, ma c’è poco da stare di tranquilli. E’ solo al 3%. Tra una mezzora dovremmo saperne di più.
Questa la situazione provvisoria secondo l’aggiornatissimo sito del New Yotk Times: risultati da prendere con le pinze. Si può notare ad esempio come il Texas, storico baluardo repubblicano, sia assegnato per il momento ad Obama.
Scusate i problemi tecnici, qui il la connessione andava e crollava in continuazione.

Webcam a breve: ci siamo quasi!
Continuano le interlocutorie interviste di polisblog: stavolta è il turno di Pierfrancesco Majorino.
Tu quanto credi ai sondaggi?
Pochissimo. Anzi sono scaramantico, anzi, cerco di non farmi illusioni. E anche in questo caso vale la stessa regola.
Come mai sei qui stasera?
Sono qui con le dita incrociate, intanto. Spero che vinca Obama, dall’altra sono anche un pò incuriosito. Ne ho conosciuti alcuni di americani a Milano, alcuni sono simpatici. Devo dire che sono molto immediati e diretti.
Infatti: il tuo rapporto con l’America?
Amore e odio. Amore perchè l’America ha condizionato moltissimo il mio immaginario: la letteratura di Foster Wallace, Paul Auster, e poi una specie di Tolkien dei poveri che si chiama Terry Brooks. il cinema hollywoodiano e degli studios: il mio film preferito, per dire, è Blade Runner. E per la musica, John Coltrane, ed Elvin “Tuono” Jones. Cosa non mi piace? Ho un rifiuto radicale delle poltiche praticate in questi anni da George W. Bush. Ed anche se, in aeroporto incontro un americano che mi dice che disprezza Berlusconi, io lo considero un amico dell’Italia, non un nemico. E quindi non mi sono mai considerato un nemico dell’America, anche se non amavo Bush.
Ci siamo quasi! Ecco qualche foto in anteprima da Le Banque, dove è in corso l’evento organizzato dal Consolato Usa per le elezioni Presidenziali. Noi a partire dalle 23,30 vi racconteremo con una video diretta questo momento che, insomma, usiamola questa parolona, potrebbe davvero essere storico.
Intanto abbiamo intervistato Dan Peterson!
Intervista:
Dan allora chi voti? Hai già votato?
Non voto, sono antipolitico. E’ un secolo che non voto. Vorrei un candidato totale. Obama e McCain andrebbero uniti, la gioventù e l’energia di Obama con l’esperienza di McCain.
Tu faresti il Presidente degli Stati Uniti?
No! Se mi chiedessero di fare il Presidente direi di no, è un lavoro che distrugge. Quanti presidenti li vedi che entrano giovani ed escono con i capelli bianchi.
Parenti e amici dagli Usa che feedback ti stanno trasmettendo?
Ho quattro figli dalla prima moglie: i giovani votano Obama, i grandi McCain. C’è un fortissimo gap generazionale.
Dicci cosa pensi di Sarah Palin, dai
Sarah Palin: una che pensa che l’uomo discende da Adamo ed Eva, non è qualificata.
Che farai nei prossimi mesi?
Continuerò su Sportitalia, continuerò a fare teambulding e comunicazione.
Intanto, ecco una breve gallery con qualche immagine de Le Banque. Ci vediamo dopo. Qui l’atmosfera è prossima al delirio: nel senso che ci sono per esempio Dan Peterson, Mc della serata, poi Mike Bongiorno, un presunto Umberto Bossi di cui si vocifera, e poi, ah si, certo Elvis Presley. Forse. Stay Tuned, non potremmo dire altrimenti.

Domani, verso le sei del mattino sapremo chi tra Barack Obama e John McCain avrà diritto ad entrare alla Casa Bianca: noi come spiegato ieri, seguiremo la maratona elettorale sia da Milano che da Roma. Io sarò all’evento organizzato dal Consolato americano a La Banque, mentre fc passerà la notte all’Hotel Excelsior, insieme alla Roma che conta del giro diplomatico stelle a strisce - capitolino. Da Milano tentiamo di fare una diretta video, vediamo che cosa ne esce fuori. A dopo.
Foto | Flickr

Domani è la grande notte: e polisblog seguirà le Presidenziali americane con ben due inviati. Io sarò a La Banque, a Milano, dove il Consolato Usa ha organizzato una maratona elettorale cui parteciperanno, tra gli altri, il Console Generale A. Daniel Weygandt, Salvatore Carrubba, e Stefano Draghi, insieme a politologi, giornalisti, esperti di vario genere. Ah: e Dan Peterson come Master of Ceremony della serata!
Ci faremo una bella diretta video, vediamo se funziona. Il buon fc invece si troverà nella Capitale all’Hotel Excelsior, con la crème de la crème della diplomazia e della politica italiana e non. Insomma, seguiteci che la maratona elettorale, almeno la mia a Milano, prosegue fino alle sei del mattino. Quando si saprà chi, dopo George W. Bush, sarà ragionevolmente accreditato come l’uomo alla guida dello stato più potente del pianeta.
Foto | Flickr