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Tutti gli articoli con tag presidenzialismo

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Massimo D’Alema: senza memoria. Voto 5. Il presidente del Copasir chiede l’alleanza di Fli contro il Cav: “Votiamo in Parlamento nello stesso modo, tutte le forze democratiche dovranno ricostruire il Paese”. Inciucio respinto. Eccesso di zelo.

Gianfranco Fini: memoria corta. Voto 5-. Oggi il capo di Fli dice no alla riforma della Carta voluta da Berlusconi, ieri, dall’Msi ad Alleanza nazionale, Fini ha sempre fatto del presidenzialismo una sua bandiera. Alla Camera o coi “camerati”?

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USA: le Primarie per le elezioni della Camera dei Rappresentanti

pubblicato da Bruno Marino



Può sembrare strano, ma negli Stati Uniti la Camera dei Rappresentanti si rinnova ogni due anni. E non perchè cada un governo (là c’è il Presidenzialismo, ne avevamo parlato anche noi un pò di tempo fa), ma per precisa disposizione costituzionale. Prima delle elezioni, previste per il 2 Novembre, ci saranno le Primarie, nelle quali i Democratici e i Repubblicani sceglieranno i candidati alla carica di Deputato.

Come spiega bene il sito del NY Times, le Primarie sono iniziate il 2 Febbraio e andranno avanti, con date diverse a seconda degli stati coinvolti, fino al 18 Settembre, quando anche i cittadini delle Hawaii avranno scelto i loro candidati.

Le elezioni del 2 Novembre, che cadono più o meno a metà del mandato di Obama e che quindi sono definite midterm elections, rappresentano un’importante sfida per il Presidente. Tradizionalmente, infatti, le midterm sono una “cartina di tornasole” per l’operato presidenziale: una massiccia vittoria repubblicana non sarebbe un bel segnale per l’inquilino della Casa Bianca.

Foto | Flickr

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Sondaggio: gli italiani sono contrari al presidenzialismo proposto da Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Qualcosa non torna. O Silvio Berlusconi è bravo a inventare delle storie o i cittadini italiani che dicono di non votarlo nell’intimità della cabina elettorale lo scelgono con la stessa parsimonia che ha garantito alla Democrazia Cristiana decenni e decenni di monopolio.

A seguito delle dichiarazioni fatte dallo stesso Premier sul cambio della legge elettorale il Corriere della Sera ha realizzato un sondaggio per capire se il presidenzialismo possa essere utilizzato anche in Italia.

Ebbene. Secondo quanto osservato da Nando Pagnoncelli (che per il quotidiano ha realizzato lo studio) solo due italiani su dieci sarebbero favorevoli alla proposta di Silvio Berlusconi, il quaranta percento sarebbero contrari mentre un terzo vedrebbe favorevolmente l’iniziativa solo se il Parlamento avesse più potere.

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Il doppio turno alla francese e il cazzeggio istituzionale per evitare i veri problemi dell'Italia

pubblicato da paganini


Finalmente, dopo qualche anno di relativo oblio, è tornato di gran moda il tema delle riforme istituzionali. Sembra inevitabilmente giunta l’ora di passare al presidenzialismo alla francese, con tanto di doppio turno (che già al primo turno alle urne non ci va più nessuno, figuriamoci al secondo). Poi servirà una revisione della legge elettorale. Andrà ripensato il ruolo del Senato, trasformandolo in una camera federale. Bisognerà bilanciare i poteri di governo e Parlamento. Forse si potrebbe anche reintrodurre il sistema delle preferenze togliendo la lista bloccata.

Tutte ipotesi molto intriganti, su cui confrontarsi a lungo e appassionatamente. Però. Però forse sarebbe appena il caso di fermarsi un attimo, prima di lanciarsi a sostenere una o l’altra ipotesi, per chiedersi: ma a cosa xxxx serve adesso una riforma istituzionale? Per caso è stato dimostrato che i milioni di elettori che non vanno a votare sono schifati dal sistema elettorale o dalla forma non presidenzialista della nostra Repubblica? Non mi risulta.

Eccoci allora di fronte all’ennesima messa in scena in cui un partito che gode di una maggioranza schiacciante, che può far approvare qualsiasi legge in tempi rapidissimi (gli esempi non mancano di certo) si inventa che è necessario rivedere il sistema istituzionale e le regole del gioco. Un bel fuoco di paglia per dettare l’agenda ad una opposizione esanime (che prevedibilmente si dividerà in mille rivoli tra sostenitori del turno unico, doppio e triplo) e oscurare con un poco di fumo acre le reali emergenze del Paese. Tanto a quelli ci pensa Tremonti.

Foto | Flickr

Ore 12 - Presto l'Italia delle riforme. Pare l'America. Anzi, il sudamerica

pubblicato da Massimo Falcioni

altroCrollati i redditi delle famiglie. E chissenefrega! Questo è il tempo delle riforme … annunciate.

Così almeno detta l’agenda del summit fra i due padroni d’Italia: “Re Umberto”, sempre più sul ponte di comando, e il Cavaliere, inchiodato nei “fatti suoi” e tutto proteso verso il Colle. Quali riforme?

Per cambiar faccia al Paese e ridargli fiato e dignità, o per placare i “desiderata” di Bossi sul federalismo e di Berlusconi sulla giustizia? C’è un disegno strategico su cui nei prossimi tre anni costruire quelle riforme di reale trasformazione del Paese? Non è dato sapere.

Anche perché le cene nel chiuso di Arcore hanno sostituito il confronto aperto, in Parlamento.

Forse ha ragione il leader storico dei radicali Marco Pannella: “Escludo che la partitocrazia possa concepire una riforma che crei difficoltà a se stessa, e quindi che non sia una porcata, più o meno evidente”. Gli ottimisti si affidano a Giorgio Napolitano, il cui invito al dialogo pare foriero di “aria nuova”. Ma chi ci crede davvero?

Una cosa è certa: a tenere banco è il presidenzialismo. Se fatto come lo vuol fare Berlusconi, sarà l’addio alla Costituzione repubblicana. E a qualcos’altro.

Innamorati come sono delle mode e malati di retorica, gli italiani presto plaudiranno, sancendolo col voto, al presidenzialismo fortissimamente voluto dal Cavaliere. E l’Italia sarà l’America. O meglio, il Sudamerica.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Momento storico per l’umanità: per la prima volta quattro donne si trovano insieme nello spazio. Prossimo passo: quattro elettori di Rutelli saranno mandati assieme in orbita. Il problema è trovarli. Api-ollo 13

Bossi e il Cavaliere d’accordo su tutto: presidenzialismo, giustizia, temi economici. Almeno sembra. Il premier non fa il duro, tiene il punto soltanto sul ministero dell’Agricoltura. Ma, intanto, si staglia all’orizzonte la questione della candidatura per Milano. Galan-tuomini

Il voto regionale ha segnato il trionfo in Campania della Carfagna. Ora la ministra appare tra i papabili del Pdl per le prossime Comunali a Napoli. Chist’è ‘o paese d’o Mara

Sarà quella partenopea un’altra batosta elettorale e un’altra grande città persa dal centrosinistra? Funiculì fun-inculà…

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianfranco Fini: smarcato. Voto + 9. Il presidente della Camera boccia la fuga del Premier sul Presidenzialismo e dice basta alle polemiche con la Questura sui numeri della piazza Pdl. Bacchetta (ex) nera.

Ignazio La Russa: recidivo. Voto – 9. Il ministro buttafuori “aggredisce” e insulta un cronista con pugni sul tavolo e urla. E’ la seconda volta in pochi giorni. Il lupo cambia il pelo ma non il vizio. “Faccetta” nera.

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianfranco Fini: democrat. Voto + 8. Il presidente della Camera non scarta il Presidenzialismo, ma avverte: “Le Camere sono centrali anche se fastidiose per la maggioranza”. Già.

Silvio Berlusconi: bengodi. Voto – 8. Quasi 11 milioni di italiani (27%) non paga nemmeno un euro di tasse. Solo l’1% dichiara redditi oltre 100 mila euro. Fortuna che Silvio c’è.

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A A A cercasi leader (dell'opposizione)

pubblicato da Massimo Falcioni

Chi fa da se fa per tre. E nessuno applica così bene l’antico adagio come l’opposizione. Anche se i conti non tornano.

Infatti Pd, Idv, Udc e le frange della sinistra extraparlamentare pensano ai fatti propri, alzando ogni tanto il cartello del “no” (con i soliti distinguo) a Berlusconi e tirandosi senza risparmio frecce avvelenate gli uni contro gli altri. Poco importa a Bersani e “soci” dell’opposizione delle fibrillazioni in casa Berlusconi.

Anzi, l’impressione è che un eventuale botto della maggioranza destabilizzi proprio l’opposizione. La verità è che l’opposizione non è pronta al ricambio.

Manca tutto. Manca soprattutto il punto di riferimento di riaggregazione del “nuovo” centro-sinistra, cioè il nuovo candidato leader che rappresenti e unisca una alleanza politica capace di prendere più voti del Cavaliere e mandarlo a casa.

Con questo sistema elettorale, un presidenzialismo di fatto dato che sulla scheda elettorale è indicata la persona proposta a fare il capo del governo, il leader assume un ruolo fondamentale e di trascinamento per la coalizione e per l’elettorato. Ecco perché affrontare il tema del “candidato premier” dell’opposizione è una priorità.

Individuare e lanciare quanto prima un nome per la leadership sarebbe davvero una prova di forza dell’opposizione, il vero primo campanello d’allarme per Berlusconi. Quanta acqua dovrà passare ancora sotto i ponti?

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Il "caudillo" Berlusconi getta la maschera. E i tre soldatini di piombo del Pd fanno il gioco delle tre carte

pubblicato da Massimo Falcioni

Diavolo di un Cavaliere! Anche nel giorno della convention a tre (sole) voci del Pd s’è preso tutta la scena.

Mentre in un hotel romano Bersani ripescava Prodi, Franceschini recuperava Veltroni, Marino ricopiava se stesso, giocando tutti e tre ai soldatini di piombo, il premier sparava le nuove “atomiche” per l’ultima battaglia.

Vuole spegnere tutte le lampadine scomode: Costituzione, Quirinale, Consulta, magistratura, opposizione, giornali e … brutte donne. Obiettivo annunciato: presidenzialismo entro il 2013!

Ecco, ha gettato la maschera, il caudillo! Il gioco ce l’ha lui, il Cav. Piaccia o no. Non sarà facile riprenderglielo. Anche perché, non di solo fumo si tratta. C’è la sostanza. O meglio, la sostanza che non c’è: un Pd che ancora una volta ha perso l’occasione del rilancio.

La convenzione di ieri poteva essere fatta al loft, attorno al caminetto. Come ai bei tempi. Con una differenza: che allora il Cav. era stato fatto sloggiare da Palazzo Chigi. Adesso, da un anno e mezzo, è lui l’inquilino. E a tutta l’aria di non essere di passaggio.

La speranza è sempre l’ultima a morire. Adesso si spera (chi?) nelle primarie del 25 ottobre. Abbaglio. Comunque andrà, andrà male.

Poca partecipazione? Flop totale, Pd a rischio di chiudere bottega. Grande partecipazione? Apoteosi dell’antiberlusconismo! Cioè, Il Cav. premier (o peggio) a vita. Taca banda!