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Tutti gli articoli con tag presidenzialismo

A A A cercasi leader (dell'opposizione)

pubblicato da Massimo Falcioni

Chi fa da se fa per tre. E nessuno applica così bene l’antico adagio come l’opposizione. Anche se i conti non tornano.

Infatti Pd, Idv, Udc e le frange della sinistra extraparlamentare pensano ai fatti propri, alzando ogni tanto il cartello del “no” (con i soliti distinguo) a Berlusconi e tirandosi senza risparmio frecce avvelenate gli uni contro gli altri. Poco importa a Bersani e “soci” dell’opposizione delle fibrillazioni in casa Berlusconi.

Anzi, l’impressione è che un eventuale botto della maggioranza destabilizzi proprio l’opposizione. La verità è che l’opposizione non è pronta al ricambio.

Manca tutto. Manca soprattutto il punto di riferimento di riaggregazione del “nuovo” centro-sinistra, cioè il nuovo candidato leader che rappresenti e unisca una alleanza politica capace di prendere più voti del Cavaliere e mandarlo a casa.

Con questo sistema elettorale, un presidenzialismo di fatto dato che sulla scheda elettorale è indicata la persona proposta a fare il capo del governo, il leader assume un ruolo fondamentale e di trascinamento per la coalizione e per l’elettorato. Ecco perché affrontare il tema del “candidato premier” dell’opposizione è una priorità.

Individuare e lanciare quanto prima un nome per la leadership sarebbe davvero una prova di forza dell’opposizione, il vero primo campanello d’allarme per Berlusconi. Quanta acqua dovrà passare ancora sotto i ponti?

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Il "caudillo" Berlusconi getta la maschera. E i tre soldatini di piombo del Pd fanno il gioco delle tre carte

pubblicato da Massimo Falcioni

Diavolo di un Cavaliere! Anche nel giorno della convention a tre (sole) voci del Pd s’è preso tutta la scena.

Mentre in un hotel romano Bersani ripescava Prodi, Franceschini recuperava Veltroni, Marino ricopiava se stesso, giocando tutti e tre ai soldatini di piombo, il premier sparava le nuove “atomiche” per l’ultima battaglia.

Vuole spegnere tutte le lampadine scomode: Costituzione, Quirinale, Consulta, magistratura, opposizione, giornali e … brutte donne. Obiettivo annunciato: presidenzialismo entro il 2013!

Ecco, ha gettato la maschera, il caudillo! Il gioco ce l’ha lui, il Cav. Piaccia o no. Non sarà facile riprenderglielo. Anche perché, non di solo fumo si tratta. C’è la sostanza. O meglio, la sostanza che non c’è: un Pd che ancora una volta ha perso l’occasione del rilancio.

La convenzione di ieri poteva essere fatta al loft, attorno al caminetto. Come ai bei tempi. Con una differenza: che allora il Cav. era stato fatto sloggiare da Palazzo Chigi. Adesso, da un anno e mezzo, è lui l’inquilino. E a tutta l’aria di non essere di passaggio.

La speranza è sempre l’ultima a morire. Adesso si spera (chi?) nelle primarie del 25 ottobre. Abbaglio. Comunque andrà, andrà male.

Poca partecipazione? Flop totale, Pd a rischio di chiudere bottega. Grande partecipazione? Apoteosi dell’antiberlusconismo! Cioè, Il Cav. premier (o peggio) a vita. Taca banda!

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: baluardo. Voto + 9. Il capo dello Stato rilancia il suo monito sulle Morti bianche (1120 nel 2008 e 874.940 infortuni sul lavoro) “inaccettabili per una società civile”. Il premier tace. Ha altro da fare. L’opposizione pure.

Silvio Berlusconi: l’eletto. Voto – 9. Il premier punta alla Grande Riforma contro Quirinale, consulta, opposizione, magistratura, stampa e annuncia: “Presidenzialismo entro 2013”. L’eletto con l’elmetto. L’unto del Signore diventa un caudillo.

Ore 12 - Federalismo, riforma al buio. Come il voto del Pd

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl Pd si è astenuto ieri al Senato per non concedere alla Lega il monopolio del federalismo (ma anche per avere da Bossi una particolare “attenzione”) e per non lasciare che Berlusconi faccia le riforme da solo.

I più ottimisti (o i più illusi?) credono addirittura che l’astensione permetta al Pd di riallacciare i fili del dialogo con il Pdl. Tutto qui.

Quindi, un ragionamento tattico. Che, in mancanza di strategia, può essere meglio di niente. O un altro passo verso il … niente. Cioè un partito che non sa cosa vuole e che continua a lanciare segnali ambigui e contraddittori.

Con “questa” impostazione di federalismo l’unica cosa per ora certa è che si moltiplicano i centri di spesa. Ma nessuno sa dire di quanto e tanto meno chi pagherà il “quanto”.

Non è vero, come sostiene il Premier, che ci sarà una diminuzione del prelievo fiscale.

E aver dato una delega in bianco al governo su un tema così delicato e complesso non fa che aumentare le perplessità e le preoccupazioni su una operazione ancora molto “oscura”: una riforma che penalizza il sud ma non favorisce il nord e rischia davvero di diventare un salto nel buio.

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Ore 12 - Berlusconi, dal predellino al Colle?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroStupisce Silvio Berlusconi, ma non sorprende: dal predellino al Colle.

Il disegno strategico del Cavaliere parte dall’esigenza di “sbloccare” il sistema costituzionale ma arriva a prefigurare una Repubblica presidenziale a proprio uso e consumo.

Sotto questo aspetto, non si può dire che il leader del Pdl non sia coerente. Un passo dopo l’altro, tassello dopo tassello, costruisce un inedito abito politico istituzionale, preferibilmente su misura.

L’ultima proposta “rivoluzionaria” vuol essere l’atto finale per eliminare ogni “intralcio” e ogni “impaccio” nel rapporto fra premier e popolo.

“Vuole - questo il grido d’allarme di Pier Ferdinando Casini- mettere da parte i partiti per il suo progetto plebiscitario: vuole eliminare i partiti per privilegiare l’unico rapporto che per Berlusconi conta, cioè quello del “re” con il suo popolo“.

Incalza Antonio Di Pietro: “Il premier-Caudillo non vuole essere solo eletto, ma acclamato, vuole l’oligarchia, la fine della democrazia. Il presidenzialismo,senza un adeguato meccanismo di pesi e contrappesi istituzionali, porta al peronismo”.

E il “libero” Bruno Tabacci: “Dopo l’assaggio di ieri, ci sarà presto un seguito. Berlusconi dirà agli italiani che così la crisi non si supera e che se l’opposizione non darà la maggioranza qualificata per le riforme istituzionali, proverà la forzatura referendaria, un vero referendum su di lui per arrivare al Colle con pieni poteri”.

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Altolà di Bossi: il presidenzialismo può attendere. Quando il meglio è nemico del bene

pubblicato da Luca Landoni

Non si è fatta attendere la secca replica del leader della Lega Umberto Bossi alle aperture di Berlusconi sul presidenzialismo. Già irritato per aver dovuto concedere la corsia di sorpasso alla riforma della giustizia, il Carroccio ha subito sentito puzza di bruciato, per quanto si possa obiettare che l’accenno alla modifica del sistema del premierato sia venuto nel corso di una conferenza stampa che aveva toccato molti altri argomenti.

“L’Italia è pronta per l’elezione diretta del presidente della Repubblica. E’ auspicabile una riforma della Costituzione in senso presidenziale. Il capo del governo deve almeno avere gli stessi poteri che hanno gli altri premier Ue” - queste le parole esatte del premier.

È evidente a questo punto che la Lega rischia l’ennesima presa per i fondelli, dopo aver già concesso 6 mesi senza che al federalismo si dedicasse più che qualche discorso compiacente in cui immancabilmente tutti si dichiarano favorevoli. Ricordiamo che per i seguaci del Senatùr la riforma federalista è il concetto fondante e il motivo principale per cui si trovano nel governo, e su questo si gioca una partita fondamentale con il loro elettorato, che nel suo zoccolo duro difficilmente digerirebbe un altro fallimento.

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Berlusconi: pronto per salire al Quirinale?

pubblicato da V.

SilvioBerlusconi

Non era in fondo difficile da prevedere, che la metamorfosi berlusconiana, fatta di aperture all’opposizione e slanci inusuali fino a poco prima, potesse preludere a qualcos’altro. Ed ora anche secondo Nicola Latorre, dalemiano di ferro, che lo conferma oggi su La Stampa, la strada intrapresa è quella del presidenzialismo.

«Dovessi fare un titolo per un commento al discorso del Cavaliere, direi così: è cominciata la corsa al Quirinale… Lui ha svolto un intervento abile, che punta a diversi risultati e noi dovremo stare attenti a tenere una certa misura nella risposta: ma non ho dubbi che dietro il restyling di Berlusconi ci sia il desiderio di sempre, la sua idea fissa, arrivare alla presidenza della Repubblica. Del resto, dopo aver fatto per tre volte il capo del governo…»

In fondo i passi da compiere non sono poi molti, anche se come sottolinea Federico Geremicca nel pezzo - che potete leggere anche sul sito del La Stampa - più ancora delle riforme, conta il profilo. Che non può essere più quello del Cavaliere che vede comunisti ovunque…

Foto: Vas Vas, flickr

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