
Il centrodestra ha chiuso le proprie candidature per i governatori per le elezioni regionali mentre il centrosinistra deve ancora risolvere i rebus dell’Umbria e della Calabria. In entrambe le regioni si punta sulle primarie (anche se con prospettive diverse), tentando di utilizzarle per chiudere polemiche infinite che hanno dimostrato un certo dilettantismo nell’avvicinamento alle elezioni.
In Calabria la situazione è tra l’altro paradossale: il Pd aveva già deciso di fare le primarie salvo ritirarle a poche ore dal voto pensando di poter concludere un accordo con l’Udc (con un candidato centrista). Un accordo che non aveva alcuna base e che infatti si è rivelato illusorio visto che alla fine l’Udc si è alleato con il Pdl per Scopelliti. In quei giorni di estrema confusione il governatore Agazio Loiero è stato tra i protagonisti dell’opposizione a un accordo con Casini proprio perchè prevedeva un suo passo indietro che non voleva assolutamente fare.
Di fronte a tali difficoltà si riesumano le primarie: peccato che tutti i possibili sfidanti si stanno ritirando. Lo ha fatto Censore nei giorni scorsi e pare potrebbe farlo anche Bova in queste ore; si va addirittura verso un nuovo annullamento. Insomma, primarie o non primarie, Loiero dovrebbe essere il candidato per le prossime regionali per il Pd. In pratica il nuovo che avanza, dopo 5 anni piuttosto deludenti il Pd sceglie di non rinnovare la propria classe dirigente in regione. E non lo fa nemmeno dopo le inchieste giudiziarie cadute sulla testa di Loiero: proprio in questi giorni è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio oltre a risultare ancora indagato per corruzione per l’inchiesta Why Not.
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