
Qualcuno si è forse dimenticato che alla base di una democrazia c’è sempre il voto. Se Silvio Berlusconi oggi Presidente del Consiglio lo deve a quella parte di italiani che l’hanno scelto preferendolo ad altri candidati.
La sua amministrazione, come sottolineato spesso non solo su polisblog.it, pur non distinguendosi per qualità è quello che gli italiani, la maggior parte, ha scelto per il proprio paese. L’imbarbarimento del dibattito che attorno a lui si sta verificando oltre a non essere eticamente corretto non serve.
Se davvero si vuole che quello in corso sia il suo ultimo Governo che lo si dimostri con i fatti. Nella cabina elettorale. Fuori si può, e si deve, documentare l’operato di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori.
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Era caduto nel dimenticatoio, il ddl Alfano-intercettazioni: oggi, Gaetano Quagliarello ci ricorda però che non è finito in un cassetto - fine che forse farà il processo breve, utilizzato solo per alzare la posta sul legittimo impedimento - bensì andrà in aula, al Senato, nel giro di poche settimane: si parla di dopo le elezioni regionali 2010, quindi, ad aprile. Forse prima delle regionali sarebbe stato un tema troppo impopolare?
Che cosa conteneva il ddl Alfano-intercettazioni? La fine della libertà di indagare e di informare. Ne avevamo scritto molto in passato: la canea contro le intercettazioni, nasceva al solito da un’esigenza di Silvio Berlusconi. Indispettito già ai tempi dei brogliacci in cui lo si “leggeva parlare” con Agostino Saccà, al tempo presidente della Rai, in conversazioni in cui piazzava veline e dintorni alla televisione di Stato.
Un decreto che rappresenta l’esigenza di controllo e di gestione di uno strumento investigativo preziosissimo, fondamentale: che per Berlusconi è diventato un fastidio anche in occasione delle presunte intercettazioni Berlusconi-Carfagna - la cui esistenza fu però confermata da Margherita Boniver. Uno strumento da temere le intercettazioni, e da coprire di bizzarre trame oscure: pensiamo a quando ha definito il consulente delle procure Gioacchino Genchi, e il suo inesistente archivio, come il più grande scandalo della storia d’Italia. Vedremo ad aprile…
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Quelli della maggioranza, ligi agli ordini di patron Berlusconi, una “libertà” a quelli dell’opposizione l’hanno concessa: possono scegliere il cappio a cui impiccarsi.
Il legittimo impedimento approvato ieri alla Camera, al di là di tante fumoserie, è solo l’impunità per Berlusconi. Peraltro, una tappa pesantissima su un percorso già tracciato. Il Premier impone al suo Governo e alla sua maggioranza di andare avanti a testa bassa: con il processo breve, la stretta sulle intercettazioni, la regolazione dei conti con i pentiti.
La teorizzazione del “male minore” scelta dall’Udc per motivare politicamente la propria astensione, non regge. Perché, di fatto, Casini “aiuta” Berlusconi a tirare diritto per la sua strada, forte di uno “scudo” che lo preserva e lo rende al di sopra di tutto e di tutti.
Ancora una volta il leader dell’Udc ha guardato il suo dito e non la luna, incartandosi sulla “tattica”, senza badare al respiro strategico di un progetto politico che sembra sempre più impantanato nella palude.
L’alleanza con il Pd avanza col passo del gambero, il fossato con il Pdl s’allarga, il terzo polo attende nella terra di nessuno, il nuovo grande partito di centro pare l’araba fenice.
Basterà qualche poltrona in più delle Regionali per rilanciare i sogni di Pierferdy?
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Chissà poi perché in un momento storico fortemente caratterizzato dal revival non si decida di parlare, anche, delle storie di quei giornalisti che con la loro professionalità hanno permesso ai cittadini italiani di indignarsi per come viene raccontata oggi l’attualità.
Non è forse un caso che “Mister Moonlight”, libro scritto a quattro mani da Sergio Benoni e Tito Stagno, non sia stato reclamizzato il giusto. Cosa direbbe oggi Enzo Biagi di quanto sta accadendo? Anche lui boccerebbe Augusto Minzolini?
Su questo e molto altro abbiamo ragionato con Bice Biagi, figlia del giornalista, alla fine di una delle presentazioni di “In viaggio con mio padre”.
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Che significato hanno le recentissime dichiarazioni del Presidente della Camera sulla possibilità che Montecitorio modifichi la legge sul processo breve? (Legge, lo ricordiamo, approvata al Senato qualche giorno fa e di cui anche noi ci siamo occupati a fondo)
Perché ribadire l’ovvio, cioè che un ramo del Parlamento ha la possibilità di modificare un testo approvato dall’altra camera? Perché sostenere che
“ […] ora c’è «il secondo round al Parlamento» e che «ci sarà una discussione». Un’apertura a nuove modifiche al provvedimento insomma, da parte del presidente della Camera, impegnato in una lectio magistralis a Tor Vergata: sul processo breve «modifiche sono già state fatte dal Senato» e «altre potrebbe farle la Camera». «Era certo rimproverabile costituzionalmente - ha detto Fini - che ci fossero norme valide solo per incensurati. Il Senato ha modificato». Per Fini, occorre quindi «attendere il testo finale per dare un giudizio definitivo, infatti anche la Camera potrebbe apportare altre modifiche»”
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Così ieri è passato in Senato il processo breve. Lunedì, invece verrà discussa l’altra delle due leggi ad personam cucite addosso dal Cav. Vediamo di passare in rassegna alcune delle reazioni, sentendo le due campane. Per il centro sinistra, Pierluigi Bersani, segretario del PD, è stato piuttosto netto:
Restera’ una macchia indelebile anche se la battaglia riprendera’ alla Camera. Ieri si e’ fatta la cosa peggiore che si poteva fare, distruggere la possibilità di giustizia per centinaia di migliaia di persone e cancellare centinaia di migliaia di processi per salvare una persona sola (…) Il Parlamento e’ invaso da centinaia di norme e iniziative per salvare il premier che tolgono ogni spazio alla discussione sulle riforme
E non solo. Prosegue tutto dopo il salto.
Continua a leggere: Processo breve: visto da sinistra e visto da destra
Silvio Berlusconi: monarca. Voto – 9. La Giustizia double face. Cos’è il processo breve se non un vergognoso privilegio concesso al monarca per sfuggire alle sue responsabilità?
Emma Bonino: emmatar. Voto – 8. La “pasionaria” radicale si impegna in due campagne elettorali: una a Roma con il Pd e l’altra a Milano contro il Pd e il Pdl. Emmatar double face.

Il processo breve è stato approvato al Senato con 163 voti favorevoli - ne bastavano 148. Il processo breve: quella che è la più imbarazzante delle leggi ad personam, la più evidente, la più cucita su misura del premier. La peggiore legge che si potesse fare, con cui Silvio Berlusconi ha per l’ennesima volta piegato il parlamento alle sue esigenze, e non a quelle degli italiani. Dovremmo esserci abituati, in fondo, capita solo dal 1994.
Era una riforma di cui nessuno parlava, neanche nel centrodestra, non ce l’avevano neanche per l’anticamera del cervello: è diventata la priorità numero uno dopo la bocciatura del Lodo Alfano. Aprite gli occhi, via: è semplicemente così. Berlusconi vuole arrivare tranquillo alle elezioni regionali di fine marzo, e quindi si fa una legge. E’ semplicemente così.
Piega il parlamento ai suoi desideri, manda i suoi scherani a parlare in tv in orari da gestione del consenso e infamare la magistratura, e l’opinione pubblica si plasma - le celebrazioni per il decennale della morte di Bettino Craxi si inseriscono perfettamente in questo contesto, non trovate? Giudici cattivi, Craxi buono, questa è la vulgata assurda che vi stanno vendendo.
Ma cosa cambia con quella vergogna del processo breve passata stamane in Senato? Vediamo dopo il salto.
Continua a leggere: Processo breve approvato in Senato: 163 voti favorevoli
Binetti resiste, Binetti se ne va. Lascia. No, resta. Ormai è una telenovela esasperante. Che vada pure via Suor Paola…manco fosse legata al Partito democratico da un vincolo di sangue. Il Pd non è mica una loggia massonica, non è mica la P2! CiLicio Gelli
Attraversare Milano su rotaia è per cuori forti. Gli incidenti fioccano e ormai sono più rilassanti le montagne russe di Gardaland. Un tram chiamato desiderio (di scendere)
Immunità, lodo costituzionale, processo breve, legittimo impedimento: dopo Mani pulite la politica cerca una nuova via d’uscita dalla morsa dei giudici in nome dell’impunità? Cr-axit strategy
La querelle su Google riaccende la tensione diplomatica tra Cina e Stati Uniti. Pare che il presidente Obama abbia depennato Hu Jintao dai suoi amici di Facebook. Vaffangoogle
Bersani perentorio: “Sul processo breve ci metteremo di traverso“. Un cambio di posizione rispetto alla solita del Pd (che Berlusconi apprezza molto), ossia di spalle e a 90 gradi. Colpo di m-ano
“L’operazione contro il clan Bellocco è il segno che lo Stato in Calabria c’è e ci sarà ancora“. Il ministro Maroni va in Senato e riferisce così in merito ai fattacci di Rosarno. Farsi bello(cco)
Poi il titolare dell’Interno aggiunge: “I trasferimenti degli immigrati verso i centri di accoglienza sono stati effettuati su base volontaria“. Volontaria?!?! Dunque niente deportazioni?!?! Sì, l’alternativa era restare e magari farsi ammazzare. Vieni avanti, Crotone
Muore in un attentato uno scienziato iraniano coinvolto nei programmi nucleari di Teheran. Il regime grida subito al complotto occidentale. Qui gatta Ci-a cova