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Tutti gli articoli con tag processo breve

Parlamento, rissa continua

pubblicato da il passator cortese

Va in onda in Parlamento, oramai senza interruzione, l’Italia della rissa continua. Anche oggi, nuova gazzarra in Aula (e fuori), con grida, fischi, insulti, lancio di giornali persino contro il presidente Fini, ministri che buttano in faccia ai deputati il loro tesserino.

Lo spettacolo che ci regala questo parlamento non è degno di nessun paese democratico e non è degno dell’Italia della prima Repubblica. Sembra di assistere a una telenovela di quart’ordine di un Paese di quart’ordine. Invece è reality vero, scene disgustose che portano a vergognarsi di essere italiani.

Ma, in questa povera Italia ridotta a curva sud, a scene da Bud Spencer prima maniera, c’è più un italiano capace di indignarsi? I cosiddetti sit in, sono anch’essi delle messe in scena salottiere. E comunque la protesta, anche quella in Piazza Montecitorio, è legittima. Solo la violenza, qualsiasi atto di violenza, è inaccettabile, va isolato e colpito.

Per ora, la violenza è quella degli occhi torbidi del ministro La Russa e dei suoi gesti sconsiderati. La maggioranza, con la calma, sta perdendo anche la testa: oramai in piena crisi di nervi.

Ma, a dire il vero, l’isterismo è trasversale, domina da una parte e dall’altra. Alla fin fine, a rimanere … in mutande è sempre il Pd, diviso sul da farsi. Ultimo atto, quello del vice presidente del Senato Vannino Chti che ha bacchetta Rosy Bindi dopo la sua proposta dell’uscita dei parlamentari del Pd dall’aula a seguito dello scontro sul processo breve. Avanti così.

Processo breve: dopo il blitz della maggioranza, opposizioni sul piede di guerra

pubblicato da il passator cortese

Alle 18 di oggi, mercoledì, c’è il sit in di protesta del Pd, ( con Idv, finiani e gruppi di cittadini spinti dal tam tam del web) davanti a Montecitorio contro quello che dall’opposizione è considerato il blitz della maggioranza sul processo breve.

Come si sa, Pdl e Lega ottengono l’inversione dell’odg per fare passare subito la legge e fulminare i processi in atto del Premier. La parola d’ordine del sit in sintetizza bene la linea dell’opposizione: “Basta con le amnistie personali, con le bugie, con le intimidazioni alla magistratura”.

Taglia corto il Pd: “Così liberate i criminali”. “Questo è il governo della menzogna - attacca il segretario del pd Pier Luigi Bersani - Abbiamo capito stamattina a cosa serve il viaggio di Berlusconi a Lampedusa: serve a togliere i riflettori da qua, dove per salvare una sola persona si buttano a mare centinaia di processi”.

Pierferdinando Casini, stessa musica : “E’ un provvedimento per placare le ossessioni giudiziarie del presidente del Consiglio. E’ una vergogna”. I finiani protestano “contro un Parlamento ad personam”.

Dal Popolo viola viene la proprosta più dura e impegnativa: “Non possiamo aspettare che altri si muovano per noi. Abbiamo bisogno di coraggio. Dobbiamo occupare pacificamente ogni strada del nostro paese. Se occorre giorno e notte. Bisogna mettere fine a questo scempio”.

Insomma, la maggioranza ha gettato la maschera: dov’è la sbandierata riforma “epocale” ? La priorità è una sola, ed è l’ennesima legge ad personam pro Cavaliere. Bossi è rosso in viso: vergogna o grappini?

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Angelino Alfano: schiaffeggiato. Voto 4. Sul processo breve il guardasigilli è smentito dal suo stesso partito: il Pdl non presenta emendamenti. A Carnevale ogni scherzo vale. Confusione o furbate da partito del “predellino”?

Stefania Prestigiacomo: da schiaffeggiare. Voto 3. Il disastro in Giappone non scuote il ministro (?) dell’Ambiente che sul nucleare declama perentoria: “Il piano dell’Italia non cambierà”. Peggio dello struzzo, c’è la … struzza.

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Ore 12 - Berlusconi, stop and go sul "rimpastino"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSilvio Berlusconi non batte ciglio di fronte alle minacciate dimissioni da ministro dei Beni culturali del fedelissimo Sandro Bondi oramai, scontento e depresso, al getto della spugna. Via l’algido Bondi si fa subito posto al corrusco Paolo Bonaiuti, che sbava per ricevere l’agognata cadrega.

Si apre così il “rimpastone” (o rimpastino?) per ricompensare i vari transfughi parlamentari, specie i “responsabili”, determinanti nel rafforzare numericamente la maggioranza e non fare affondare premier e governo.

Ma i nuovi supporter del Cav, più che “responsabili” sono voraci e non si accontentano delle promesse. In parole povere, adesso passano alla cassa e impongono al premier il rimpasto. Siamo già al ricatto. Perché i voti dei “responsabili” sono determinanti subito, almeno su tre nodi scorsoi: federalismo, conflitto d’attribuzione del caso Ruby, processo breve.

Nel Pdl e dintorni sale la febbre, così il premier nicchia e rinvia il rimpasto alla prossima settimana. Ma Saverio Romano, Scilipoti e l’allegra compagnia di ventura dei “responsabili” non demorde e bussa forte e a mani tese: subito le poltrone promesse o la minaccia del “far mancare il pattuito apporto”.

Le caselle di Palazzo Chigi da riempire sono 12, ma il governo pensa a un decreto per aumentare il numero delle poltrone rispetto alle 60 stabilite per legge. Troppe le promesse fatte dal Cavaliere e pochi i posti. Tra l’altro la compravendita parlamentare non è chiusa.

Lo aveva annunciato Berlusconi sabato scorso al congresso dei Cristiano Riformisti: «A breve faremo una rivisitazione della squadra di governo chiedendo l’aumento del numero dei sottosegretari, perché ora i ministri e i sottosegretari devono stare di più in Parlamento». Poi però ha congelato il tutto.

Fuori c’è il Paese reale. E’ ancora allarme per la disoccupazione giovanile: quasi un giovane su tre è senza lavoro. L’inflazione accelera a febbraio, al top da novembre 2008, ma buone notizie arrivano sul fronte dei conti pubblici: il Pil nel 2010 cresce all’1,3%, meglio delle stime e il deficit/Pil scende al 4,6%, valore inferiore a quello (5,4%) registrato nell’anno precedente. Il rapporto debito pubblico/Pil è salito stato al 119%. Il Governo aveva stimato il 118,5%. E’ la fotografia del Belpaese scattata dall’Istat.

Mentre crolla ancora il mercato auto. E il barometro segna tempesta in arrivo per il ciclone Libia.

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Casini, lucida ... confusione

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Ferdinando Casini, intervistato da “Repubblica tv”, prova a chiarire la posizione dell’Udc (o Partito della Nazione?).

Sul processo breve il premier, secondo l’ex presidente della Camera, “deve dire con chiarezza agli italiani la sua visione, ma eviti di affossare definitivamente il sistema giudiziario per liberarsi dei processi che lo riguardano”. Ci sono questioni enormi che rischiano di andare al macero se si fanno questi provvedimenti, da Parmalat a Thyssen, e io non me la sento”.

Poi aggiunge: “Berlusconi non è un santo ma probabilmente non e’ neanche un diavolo. Ha probabilmente fatto cose discutibili come altri imprenditori, ma da quando è sceso in politica c’è stato un accanimento giudiziario, cosa che non è successa con altri”.

Conferma che, nonostante le ripetute offerte del premier, non voterà la fiducia ai famosi cinque punti che verranno presentati in Parlamento dal governo, “voteremo la sfiducia al governo come abbiamo sempre fatto, ma potremo dare qualche buon consiglio”.

Al Pd: “Aspetto di sapere dal Pd se il modello Marche è un modello o un’anomalia”, spiega, “se Bersani mi dirà che le Marche per lui sono un modello allora risponderò a questa domanda”.

Di certo, chiarisce, “se devo imbarcarmi in un’alleanza che sia la riproposizione del governo Prodi, dico ‘no grazie’”. Casini rifiuta una larga coalizione elettorale che arrivi fino ai partiti della sinistra.

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Ore 12 - Fini contro Berlusconi: dai dardi di cerbottana alle palle di mortaio

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl primo a essere certo che Gianfranco Fini non cambierà linea e farà presto un nuovo partito è proprio Silvio Berlusconi.

Anche se il premier confida ancora sui dossier e sulle polpette avvelenate di Feltri che potrebbero incastrare il presidente della Camera e fargli saltare tutti i piani.

In effetti, l’ex leader di An, prima di sparigliare il mazzo, deve dire qualcosa più credibile sull’appartamento di Montecarlo e sulle intercettazioni Tulliani-Rai. Quisquiglie? Non per chi fa della legalità, della questione morale e del senso dello Stato la propria bandiera.

Fatto sta, non appena sciolto ufficialmente il “vincolo di sangue”, Fini darà ai suoi l’ok per la sassaiola contro il Cavaliere e i suoi inverecondi affari. Guerriglia chiama guerriglia. Anzi, si scende in campo aperto.

Fini, infatti, romperà il silenzio domenica prossima alla Festa tricolore di Mirabello. Voleranno cocci? Salteranno altarini?

Da consumato politico, Fini userà toni bassi ma sarà una dura requisitoria politica: no al processo breve (porcata), sì a una legge sul conflitto di interessi, sì a una nuova legge elettorale.

Insomma, non si resetta niente, la frattura fra il fondatore e il cofondatore del Pdl segue il suo corso e giunge all’epilogo. Si apre la fase finale, si passa dai segnali di fumo e ai dardi di cerbottana ai colpi di mortaio, che piombano in verticale sul “nemico”.

Nel mirino c’è Berlusconi: a casa lui, via la seconda Repubblica!

Ecco perché Fini ha pronto il nuovo partito: Futuro e Libertà, lancio all’inizio di novembre nella convention di Generazione Italia a Perugia. Cambiano le stagioni: fioritura in autunno?

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Antonio Di Pietro: raggi x. Voto 7+. Per il leader dell’Idv il “processo breve” in Parlamento sara’ una cartina di tornasole del comportamento di tutti: della maggioranza, dell’opposizione e della finta o neo-opposizione interna al centrodestra”. Giù le maschere!

Roberto Calderoli: raggi gamma. Voto 3. Il ministro della Semplificazione gongola perché “non si riuscirà a trovare una maggioranza in Parlamento per cambiare la legge elettorale”. Ma il padre del Porcellum non sempre … c’azzecca. Da … Lega … re.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pierferdinando Casini: imbarazzante. Voto 5- Il leader dell’Udc insiste nel suo “no al processo breve”, ma non chiude con Berlusconi che “ha impedito le elezioni anticipate”. Casini dei soliti “casini”?

Silvio Berlusconi: imbarazzato. Voto 4- Di fronte alla predica di Gheddafi (“L’Islam diventi la religione dell’Europa”) il premier si limita a dire: “Ma è solo folklore”. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

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Antonio Di Pietro pronto per il referendum contro il legittimo impedimento

pubblicato da Giovanni Molaschi

A poche ore dall’approvazione del legittimo impedimento, che permette al Presidente del Consiglio e a Ministri di non partecipare ai processi a proprio carico per almeno 18 mesi, Antonio Di Pietro ha annunciato che nelle prossime settimane raccoglierà le firme affinché la legge venga abrogata.

“Per quanto ci riguarda – ha dichiarato il leader dell’Italia dei Valori - non perderemo neppure un momento a disquisire di chi sia la colpa e soprattutto a chi giovi questo provvedimento.

Chiederemo direttamente ai cittadini, tramite referendum se sono d’accordo che in uno stato di diritto come il nostro si debba accettare che alcune persone non vengano sottoposte a processo come succede a tutti gli altri cittadini”.

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Antonio Di Pietro cita in giudizio Silvio Berlusconi per diffamazione

pubblicato da Giovanni Molaschi


Qualcuno si è forse dimenticato che alla base di una democrazia c’è sempre il voto. Se Silvio Berlusconi oggi Presidente del Consiglio lo deve a quella parte di italiani che l’hanno scelto preferendolo ad altri candidati.

La sua amministrazione, come sottolineato spesso non solo su polisblog.it, pur non distinguendosi per qualità è quello che gli italiani, la maggior parte, ha scelto per il proprio paese. L’imbarbarimento del dibattito che attorno a lui si sta verificando oltre a non essere eticamente corretto non serve.

Se davvero si vuole che quello in corso sia il suo ultimo Governo che lo si dimostri con i fatti. Nella cabina elettorale. Fuori si può, e si deve, documentare l’operato di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori.

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