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Nuovi manifesti su welfare e precariato: il PD ne fa finalmente una giusta?

pubblicato da Giulio Mattioli


Il Partito Democratico non ne azzecca una. Difficile, di questi tempi, argomentare il contrario senza essere presi per pazzi. La schiera dei detrattori di Walter Veltroni & co. è infatti foltissima tra i blogger e sui giornali, a destra così come a sinistra. E tra i primi a sparare sul partito ci sono dirigenti e militanti del PD stesso, fenomeno che più di ogni altro contribuisce ad affossarne la reputazione, attivando un temibile circolo vizioso.

Noi di Polisblog siamo i primi a criticare il partito di Veltroni quando è necessario. Eppure per una volta, in questi giorni, dalle parti del loft sembrano averne combinata una giusta: ci stiamo riferendo ai nuovi manifesti elettorali, che trovate riprodotti qua sopra.

Il tema è di quelli importanti: il precariato, ovvero lo sviluppo nel nostro paese di un “mercato del lavoro duale”, diviso tra coloro che hanno il lavoro garantito e iperprotetto e gli altri (soprattutto i giovani), privi spesso dei più elementari diritti e garanzie e, quel che più importa, della possibilità di costruire un futuro e una famiglia.

Il manifesto, per una volta, individua due proposte concrete: punto primo, l’istituzione di un sussidio unico di disoccupazione, che metta fine ai particolarismi del sistema perverso della cassa integrazione, che anticipa sette-anni-sette di stipendio al licenziato Alitalia mentre non dà niente (o una miseria per 6 mesi) a chi magari perde il proprio lavoro di cameriere.

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Immunità per le alte cariche. Vi presentiamo la bozza.

pubblicato da Luca Landoni

Sta giungendo alla fase finale di elaborazione il progetto di tutela delle alte cariche dello stato, comunemente definito “scudo” o “nuova immunità”. Vediamo nel dettaglio come si presenta la bozza che sarà portata venerdì in Consiglio dei ministri dal Guardasigilli Angelino Alfano.

Innanzitutto la tutela riguarderà solo le quattro più alte cariche dello Stato, vale a dire i capi di stato e di governo, e i presidenti delle due camere; rispetto al testo del 2003 rimane quindi escluso il presidente della Corte Costituzionale in quanto privo di legittimazione elettorale. Dovrebbe altresì essere scartata l’ipotesi di includere i 15 membri della Corte, anche se per loro non si configura lo status di primus inter pares proprio del presidente.

Il cosiddetto Lodo Alfano prevederà per i soggetti di cui sopra una sospensione di eventuali processi per tutta la durata della carica, compresi gli eventuali intervalli dovuti a motivi tecnici (ad esempio un rimpasto di governo). Entrerà così in vigore una sorta di “congelamento” del procedimento che si estenderà naturalmente anche ai tempi di prescrizione. In altre parole il tempo di congelamento non sarà calcolato ai fini della prescrizione, impedendo così alla parte in causa di tirare a campare in attesa che le accuse decadano per motivi temporali.

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Programmi elettorali: cosa ha promesso Berlusconi per i primi cento giorni di governo

pubblicato da V.


Non ci sono state mosse ad effetto come la scrivania e il contratto. Certo: il coup de theatre ideato da Crespi, come tutti i buoni trucchi, funziona una sola volta (questa la capiamo in due). Qui sul corriere, un aggiornamento arrivato da poco.

La campagna elettorale del Popolo della Libertà è stata improntata alla serietà - a parte le cadute di stile su Mangano e dintorni - almeno per quanto riguarda il programma. Potete trovarlo sul sito del Pdl - cliccando qui c’è il pdf - e non si parla granchè dei primi cento giorni del governo.

Forse anche per mettere le mani avanti. D’altronde credo che nessun governo della storia repubblicana abbia mai realizzato alcunchè di concreto nei primi cento giorni di governo. Sempre sul sito del Pdl c’è anche una lista di priorità votabili, che potete trovare qui.

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I primi cento giorni del governo Berlusconi

pubblicato da Luca Landoni

Sazi e distrutti dalle pantagrueliche scorpacciate elettorali che hanno caratterizzato le ultime settimane, culminando nella corsa al Campidoglio di ieri, viene finalmente il momento di passare alla concretezza. Si tratta ovviamente di un auspicio più che di una certezza, visto che a promesse son tutti bravi, come tutti sappiamo… e qui subentra il diritto-dovere degli elettori di sorvegliare il Parlamento e la proverbiale pigrizia/incapacità che lo anima.

Vi chiediamo dunque di aprire un dibattito sulle priorità del governo entrante, dove per priorità intendiamo ciò che è effettivamente possibile realizzare nei primi cento giorni al potere. Tutti vorremmo più sicurezza, meno disoccupati, un miglioramento del potere d’acquisto dei salari, una lotta seria all’evasione fiscale eccetera eccetera… ma queste sono parole al vento, se non si combatte la generalizzazione. Ieri sera assistevo a un dibattito su La7, in cui si pretendeva di trovare una soluzione al problema degli statali, o meglio, a quella fetta di statali nullafacenti e assenteisti. Un bel bla bla bla in salsa filosofico-progettuale. Nessuno che proponesse qualcosa di serio e chiaro.

Qui invece siamo su uno spazio libero, in cui la parola va alla gente comune i cui problemi sono quelli di tutti i giorni, non certo quelli del “Palazzo”. Ecco, vi chiediamo di partire da questo concetto per affermare chiaramente e concretamente cosa vorreste vedere fatto nei primi tre mesi. E questo indipendentemente dalla vostra collocazione politica, per quanto possibile. Dal canto nostro, in questi cento giorni batteremo ripetutamente su questo tasto, e quando il tempo sarà scaduto faremo le pulci al governo da sinistra, da destra e dal centro, per vedere se e cosa sia stato realizzato veramente.