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Tutti gli articoli con tag proteste

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Scoppia la protesta dei pescatori nel centro di Roma. Oramai non ce la fanno più. Oltre la sogliola di tolleranza

Da loro non ci si può aspettare la rivoluzione. Ma forse una sana ribellione che comunque non sovvertirà l’ordine costituito. Polpo di Stato

Anche i camionisti continuano a ribellarsi. E tuttavia si spaccano, si minacciano e si pestano pure tra loro. Tir-ompo il c…

Alfano alla Camera: “Non dobbiamo andare in Europa con il capo cosparso di cenere…”. Chissà cosa ne penseranno i tedeschi rammentando il Cav al governo. Cospargersi il kapò di cenere

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: superassente. Voto – 9. L’”ariete” Brunetta colpisce duro: “Tremonti ci ha commissariati tutti. Basta veti sui ministri. Esercita un egemonismo leonino, opaco, autoreferenziale. Una iattura”. Già. La iattura è questo governo a “ruota libera”.

Angelino Alfano: miniassente. Voto – 8. Le proteste pacifiche delle carceri dove il numero dei detenuti è superiore al doppio dei posti letto presenti non scuote il Guardasigilli. Il ministro è impegnato in ben altri “affollamenti” riguardanti “l’uomo solo” al comando.

Morte al G20 di Londra: "Nessun infarto, è stato picchiato"

pubblicato da davide f.

Al contrario di quanto detto da Scotland Yard subito dopo l’incidente, Ian Tomlinson, l’edicolante di 47 anni deceduto durante le proteste al G20 di Londra, non sarebbe morto per infarto ma presumibilmente per un’aggressione, un colpo ricevuto all’addome. Così svelerebbe l’autopsia, anticipata dall’avvocato di Tomlinson.

Come denunciato dai manifestanti in quei giorni torna il sospetto che l’edicolante sia stato vittima della violenza gratuita della polizia: “Sono stati gli agenti che lo hanno malmenato”. Il video qui sopra pubblicato sul sito del Guardian all’indomani dell’incidente del primo aprile, mostra la vittima cadere a terra spinto alle spalle da un poliziotto che lo colpisce con un manganello.

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Ore 12 - Crisi e proteste. Eliminare i ricchi o i poveri?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIn Italia quasi 14 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1300 euro al mese. Altri 7 milioni ne guadagnano meno di 1000 euro.

Ma il nostro è anche il Paese di Bengodi, con manager che (pur responsabili di sciagurate strategie aziendali) incassano milioni di euro, quanto un operaio o un impiegato o un insegnante guadagnerebbe in secoli.

Basta questa scandalosa disparità per legittimare la caccia al “ricco”?

Anche perché, come ammoniva Giorgio Amendola (il padre dei “miglioristi” del Pci), “dove cominciano i ricchi?”. E perché, come scrive Giampaolo Pansa “c’è sempre uno più povero di te”.

E tutti possono diventare una preda per i “cacciatori”.

Si sa dove si comincia, ma non dove si finisce. Come dimostrano gli anni 70 e 80 insanguinati delle Br.

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Primo giorno del G20 di Londra: gli scontri, un morto e l'assedio che continua

pubblicato da davide f.

Si potrebbe dire l’avevamo detto, avevamo parlato di aria di “Genova”. Certo è che si sperava di non dover parlare di altri fatti tragici. E invece durante le proteste alla vigilia del vertice del G20 a Londra, un uomo di 30 anni è morto a causa di un malore. Naturale certo, ma sempre drammatico.

Nel frattempo questo il bilancio di ieri. Più di 80 persone sono state arrestate e nuove manifestazioni sono previste per oggi (sopra, un video sulla giornata odierna dalla Bbc). I broker e i banchieri, alcuni dei quali hanno avuto l’idea geniale di aizzare ulteriormente gli animi lanciando sterline dalle finestre, sono ancora sotto shock per ieri. “Occhi di odio. Ci considerano i primi responsabili della crisi” hanno dichiarato. Ma va?

Oggi parte ufficialmente il G20. I leader mondiali rimangono con posizioni molto distanti tra loro, ma dovranno cercare un accordo sui paradisi fiscali, sulle misure per contrastare la crisi, sui contributi al Fondo monetario internazionale e sul mercato globale. Concludere questi giorni con un ennesimo nulla di fatto rappresenterebbe un’ulteriore fallimento inaccettabile agli occhi delle popolazioni e della loro crescente rabbia. Ai “grandi” e alle loro promesse chi ci crede più?

Manifestazioni contro il G20 a Londra: è partito l'assedio delle banche

pubblicato da davide f.

Ieri vi abbiamo anticipato come il G20 di Londra che parte oggi avrebbe riproposto dinamiche apocalittiche che ricordano il G8 di Genova. Puntualmente arrivano le prime notizie, come testimoniato dalla Cnn nel video è partito l’assedio, l’assalto alle banche, chiamatelo come volete. Migliaia di manifestanti stanno letteralmente assediando la Royal Bank of Scotland vicino alla Banca d’Inghilterra.

Cariche della polizia anche a Cannon Street. In frantumi alcune vetrine, e un piccolo gruppo, in parte a volto coperto, ha fatto irruzione nella sede della Bank of Scotland. La tensione resta altissima, sono quattro i cortei partiti da altrettante stazioni della metropolitana. Lungo il tragitto, decine di impiegati della City, affacciati alle finestre, lanciavano biglietti da 10 sterline, mentre la folla sottostante reagiva con urla e invettive.

Il Guardian, che sta seguendo l’evento minuto per minuto, riferisce di una rabbia destinata ulteriormente a crescere nei prossimi giorni, quando saranno presenti nella “fortezza” tutti e venti i cosiddetti “grandi”. London’s burning?

Il G20 di Londra, tra l'assalto anti-capitalista e le divergenze Usa - Ue

pubblicato da davide f.

da http://www.flickr.com/photos/12190970@N06/2364117585/

La sensazione è quella di essere ad un punto di rottura. La crisi avanza nonostante l’ottimismo di stato (solo) italiano, inizia ad essere una pratica e una strategia comune il rapimento dei mega manager, barconi di ragazzi abbandonati a loro stessi che cercano la traversata affondano nel Mediterraneo; il presidente dell’Eurogruppo al Parlamento europeo Juncker definisce le prospettive dell’economia “eccezionalmente cattive” e la crisi dell’occupazione “drammatica con grandi rischi di rottura della coesione sociale”.

Londra intanto si sta preparando al summit dei G20 di giovedì in un clima di tensione che ricorda quello del G8 di Genova del 2001. Le autorità danno per scontati violenti disordini in occasione delle proteste del movimento anti-capitalista (chiamato dai media in maniera volutamente errata e anacronistica ancora no global) che scenderà in piazza. Un esercito di 10 mila agenti antisommossa è pronto a fronteggiare i manifestanti che sfileranno nella capitale britannica.

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Iervolino, Bassolino e Veltroni. Va in scena il nuovo rinascimento napoletano

pubblicato da Luca Landoni

Tra Bush, Obama, il poltronaro Villari e Kakà sono passati quasi sotto silenzio gli eventi di ieri a Napoli, giorno della presentazione del nuovo consiglio comunale, casualmente in contemporanea con la conferenza stampa di Veltroni alla presenza del governatore campano Bassolino. E meno male - per Walter intendiamo - che c’era ben altro di cui parlare, perché non si può dire che sia stata scritta la pagina più gloriosa del Maschio Angioino.

Mentre poco lontano il capo Pd dava fiducia al governatore regionale “a patto di voltare pagina, se no ne trarremo le conseguenze” (ah!), il sindaco Rosa Russo Iervolino tentava di dare lettura del nuovo programma nel bel mezzo di una gazzarra da stadio, tra urla di “Liberiamo Napoli”, “vergogna” e “buffoni”, e consiglieri imbizzarriti che piombavano in mezzo alla sala sventolando la bandiera palestinese (Gaetano Sannino, Pdci, nello specifico).

“Con uno dei migliori presidenti del Consiglio con i quali ho lavorato, Giuliano Amato, ho vissuto il periodo di Tangentopoli e ho avuto anche la triste esperienza di vedere più di un collega ministro inquisito e sottoposto a procedimento giudiziario. Questi ministri sono stati immediatamente sostituiti e il governo ha continuato il suo lavoro. Ciò che riguarda esclusivamente la persona non coinvolge l’organo” - ha chiaritoil sindaco.”Era così allora ed è così adesso, perchè se ci sono stati tentativi personali, certamente gravi, di creare condizioni di favore nei riguardi di un concorrente alla futura gara, resta il fatto innegabile che nessuna gara è stata intrapresa dall’amministrazione”.

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Il "prof" ex brigatista Morucci fra favole e sangue

pubblicato da Massimo Falcioni

Il “professor terrorista” Valerio Morucci non potrà salire in cattedra. Almeno stavolta.

Il rettore dell’Università la Sapienza di Roma Luigi Frati, dopo le proteste di insegnanti e studenti, ha detto un inequivocabile “no”: “Morucci venga a parlare a via Fani”.

Morucci, ex brigatista rosso (pentito?!), la sua lezione l’ha già consegnata alla storia con il sangue di innocenti, quel tragico mattino del 16 marzo 1978 in Via Fani e con l’epilogo dell’assassinio di Aldo Moro.

Il Prof. Ordinario Giorgio Mariani aveva invitato Morucci lunedì 12 gennaio per un incontro con gli studenti, con questa motivazione: “Le autorità di polizia e di giustizia vedono con favore questi incontri che possono avere un contenuto educativo perché aiutano le nuove generazioni a scansare le tentazioni di ripetere scelte sbagliate, in particolare in un momento in cui la protesta legittima di studenti e giovani si fa sentire nuovamente”.

Evidentemente Morucci è più “istruttivo” del Prof. Ratzinger (Papa Benedetto XVI), cui un anno fa si impedì di parlare alla Sapienza.

Alle risibili motivazioni relative all’invito di Morucci rispondiamo con quanto scrisse Giorgio Bocca su Il Giorno del 23 febbraio 1975: “A me queste Brigate Rosse fanno un curioso effetto di favola per bambini scemi e insonnoliti e quando i magistrati, gli ufficiali dei carabinieri e i prefetti ricominciano a narrarla mi viene come un’ondata di tenerezza perché la favola è vecchia, sgangherata, puerile”.

Il “bello” delle favole è che continuano ad essere raccontate. Perché c’è sempre chi le vuole ascoltare.

Riforma Gelmini: rinviata di un anno per le superiori. La sinistra, presa in giro, esulta

pubblicato da Luca Landoni

L’incontro di ieri col governo ha partorito il proverbiale topolino, ma tanto basta perché i sindacati esultino, spalleggiati dalla sinistra veltroniana e non. Avrete tutti letto i titoloni dei giornali: rinviata la riforma delle superiori! Abolito il maestro unico! Maestro unico solo su richiesta! Basta leggere la Repubblica di oggi, cui appartiene l’ultimo titolo citato, per sfogliare un trionfante campionario di ritagli e frattaglie che portano all’inesorabile conclusione: “Le importanti novità rappresentano un’autentica marcia indietro dell’esecutivo”.

Ah, beato wishful thinking, che tante vittime mieti, consapevoli e non. La realtà, che forse per convenienza nemmeno i giornali di destra hanno sottolineato, è che non è cambiato nulla di nulla. È stato semplicemente mascherato da accordo il frutto della concertazione su aspetti assolutamente secondari, mentre la verità, cioè che le novità sono pressoché ininfluenti, non la sottolinea nessuno. Non la sinistra, che preferisce dimostrare alla piazza di aver ottenuto qualcosa con le sue proteste. Non la destra, che presumibilmente preferisce lasciar credere all’opposizione di aver dialogato.

Vediamoli allora questi successi conseguiti dall’Onda Studentesca o chi per essa, che Veltroni ha definito: “Una completa marcia indietro del governo.” - soggiungendo - “Ora tutte le prediche che ci avevano fatto, le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare, che fine hanno fatto?”. E poi ancora, dalle parole del responsabile scuola PD, Maria Coscia: «L’inversione del governo sul maestro unico è un risultato importante che conferma la fondatezza delle nostre critiche».

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