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Tutti gli articoli con tag protezione civile

Sardegna: Ugo Capellacci investe sulla Louis Vuitton Cup e non sulle bonifiche

pubblicato da Giovanni Molaschi

L’amministrazione della Regione Sardegna, governata al momento dall’esponente del Pdl Ugo Cappellacci (indagato per alcuni appalti eolici illeciti), ha deciso di destinare la somma di denaro già prevista per le bonifiche ambientali alla Louis Vuitton Cup.

Come riportato da diversi quotidiani nei giorni scorsi la gestione della competizione sarebbe dovuta essere della Protezione Civile che a seguito degli scandali scoppiati negli ultimi mesi avrebbe deciso di non seguire l’evento.

Contrario all’evento, e alla sua sponsorizzazione pubblica realizzata sottraendo fondi alla Regione, si è già detto il segretario locale del Pd Silvio Lai secondo il quale l’amministrazione di Cappellacci non è chiara con i sardi.

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La caduta degli ... "dei"?

pubblicato da Massimo Falcioni

L’Economist ironizza sull’unità della maggioranza definendo Berlusconi, Fini, Bossi “The three stooges”, “I tre zimbelli”, noto trio comico americano.

E per dire che siamo alle comiche finali non c’era neppure bisogno dell’intervento dell’autorevole settimanale londinese.

E’ che le “tricoteuses” (le beghine parigine che applaudivano alla caduta delle teste ghigliottinate ai tempi della rivoluzione francese) sono già schierate, specie nella maggioranza, di fronte ai possibili sviluppi delle inchieste sulla “cricca”.

Dopo le dimissioni del ministro Scajola, lo stesso Berlusconi teme il peggio. C’è chi ipotizza il ko di Bertolaso, icona del governo del fare, con conseguenti dimissioni del capo della protezione civile: una slavina dagli effetti distruttivi per lo stesso esecutivo.

Non è solo Antonio Di Pietro a lanciare l’allarme: “Il governo può cadere dall’oggi al domani”. Lo stesso Pd (che chiede le dimissioni di Bertolaso e il proseguimento delle indagini) è al lavoro per verificare le condizioni di una possibile coalizione per l’emergenza.

Così la lista di Anemone precipita sulle inchieste di Appaltopoli e sul governo. Grossi nomi e sconosciuti, parassiti e clienti; un putrido calderone che fa tremare Berlusconi. E non solo.

Nel paese domina la “malapolitica”. La spartizione dei finanziamenti è stata legalizzata con imprenditori e politici che si spartiscono la torta delle commesse di stato, che costano così il doppio o il triplo del prezzo di mercato. E’ peggio di Tangentopoli.

C’è la privatizzazione della spesa pubblica attraverso società di diritto privato controllate da comuni, province, regioni e stato. Il “marcio” non è tutto targato Berlusconi. E dilaga.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Voto inglese con i finiani che tifavano disperatamente per i Conservatori. Gianfranco Fini, si sa, ci tiene molto alle alleanze internazionali. Ora conta su una vittoria di Mazinga Zeta in Giappone per chiudere il cerchio contro gli alieni invasori della costellazione del Biscione. Cameron con vista

D’Alema era particolarmente nervoso a Ballarò. Il “vada a farsi fottere” rivolto a Sallusti meritava forse una qualche reazione da parte del sindacato dei giornalisti che sembra sempre indignarsi a senso unico. Ma come mai il presidente del Copasir è così ruvido di questi tempi? “Vada a farsi fottere” è parsa veramente una sparata clamorosa. Non sarà che da romanista incallito soffre per le vicende giallorosse? Francesco…Fotti

Anche i ministri amano la lunga ‘Mille Miglia’. Maroni ha guidato un’Isotta Fraschini dei Vigili del Fuoco, mentre Frattini e la Prestigiacomo hanno viaggiato su un’Alfa Giulietta del 1956. Il premier, invece, preferisce le gare a inseguimento (per inseguire e investire i magistrati che lo indagano). Mills…Miglia

La battutaccia di Bertolaso: “Anche io, come Clinton, ho avuto un problema di nome Monica”. Il dissidente Italo Bocchino si è sentito chiamato in causa: “No, io non c’entro nulla con il capo della Protezione civile”. Glandi eventi

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Draquila: Sabina Guzzanti meno comica e più reporter

pubblicato da Giovanni Molaschi



Uscirà oggi, venerdì 7 maggio, il nuovo film di Sabina Guzzanti: Draquila. Il progetto, come si legge qua e là da qualche settimana, è stato scritto dall’attrice per raccontare la ricostruzione dell’Aquila di cui sovente si scrive per denunciare quanto in realtà non è stato fatto.

Probabilmente da oggi, e per i prossimi giorni, più che del film si disquisirà sulle preferenze politiche della stessa Guzzanti dimenticando ciò di cui ha deciso di raccontare per il cinema. Onde evitare che questo accada anche su polisblog vi riporto di seguito una parte della recensione di Draquila che Paolo Mereghetti ha scritto per il Corriere della Sera.

Sabina Guzzanti non si è mossa certo tra i primi (nel film ironizza su tutti i vip che sono arrivati prima di lei), ma forse è quella che lo ha fatto con un progetto più preciso. O meglio, con la capacità di adattare quello che aveva in mente alla realtà che prendeva forma davanti ai suoi occhi.

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Un anno dopo il terremoto dell’Aquila: dalla realtà al reality

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il terremoto registrato lo scorso anno a l’Aquila è diventato oggi l’argomento per riempire i vari contenitori televisivi di solito farciti con quella parte di attualità che di reale non ha nemmeno più i protagonisti.

All’Aquila, per ricordare le vittime è arrivata persino, Lorena Bianchetti che per l’occasione ha confezionato uno speciale dell’Italia sul Due che abitualmente pone l’accento su quanto accade ai naufraghi di Simona Ventura.

Di quanto successo tra la notte del 5 e il 6 aprile del 2009 ha deciso di occuparsene persino Federica Sciarelli che ieri sera ha dedicato una parte di “Chi l’ha visto?”, storico programma di RaiTre nato per rintracciare le persone scomparse, agli aquilani che non abitano più nelle case distrutte dal sisma.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: cartellino giallo. Voto 9. Il capo dello Stato richiama la Protezione civile a fronteggiare le calamità naturali, “senza perdersi in altre direzioni di intervento pubblico” Capito?

Silvio Berlusconi: cartellino rosso. Voto 4. Il Premier si prepara al primo incontro del dopo voto con l’alleato Bossi, per le… “riforme”. Il Cav. va con le orecchie “basse”: comanda “Re Umberto”.

L’inchiesta di Trani sul triangolo Berlusconi-Minzolini-Innocenzi è un bluff

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’inchiesta aperta a Trani su Silvio Berlusconi, e le persone che con lui progettavano la chiusura di Anno Zero, non dovrebbe stupirci. Negli ultimi mesi l’asticella del limite si è spinta sempre un po’ più avanti fino ad annullarsi. Per capirlo è sufficiente ragionare su quanto è successo a partire dal 9 febbraio 2009.

Nella stessa notte in cui Eluana Englaro morì, dopo una battaglia legale estenuante portata avanti dal padre Beppino, Enrico Mentana lasciava Mediaset dicendo a voce alta quello che in molti da tempo sussurravano all’orecchio a vicino.

L’azienda di Silvio Berlusconi non permette ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Altro che caimano (così si intitolava un film di Nanni Moretti realizzato ispirandosi al Premier). Il vero vincitore è sempre, come sostenuto da George Orwell, il Grande Fratello (il format televisivo è stato estrapolato dal romanzo 1984 dello stesso Orwell).

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Guido Bertolaso non chiede perdono a Benedetto XVI per new town abusive

pubblicato da Giovanni Molaschi



A SkyTg24 va riconosciuto il merito di investire sulle pluralità delle voci. Mentre la domenica Edoardo Raspelli prova a mangiare più lasagne di Massimiliano Ossini il telegiornale diretto da Emilio Carelli raccoglie le proteste degli abitanti dell’Aquila.

Città la cui ricostruzione è in alto mare. Qualcosa, dopo il terremoto, non ha funzionato e il Partito del fare, come osserva Concita De Gregorio sull’Unità, è diventato quello del malaffare.
La trasformazione sta avvenendo progressivamente.

A Guido Bertolaso, chi di dovere, ha chiesto solo di rispondere sullo scandalo legato agli appalti truccati. Nessuno, neanche all’opposizione, ha deciso di analizzare i fatti. Nessuno ha provato a capire che i fallimenti del Capo della Protezione Civile.

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Olimpiadi invernali a L’Aquila. Guido Bertolaso guarda solo il tg1 di Augusto Minzolini

pubblicato da Giovanni Molaschi



Probabilmente a Guido Bertolaso sfugge un concetto elementare. La fiducia che Silvio Berlusconi ha riposto in lui, non accettando le dimissioni, non è un passepartout universale. Allo stato attuale, e in assenza di prove che certifichino una sua totale innocenza, non può sparare alto come ha sempre fatto.

Chiedere che L’Aquila, con tutti i problemi non risolti sulla ricostruzione avvenuta ad intermittenza, possa essere in grado di ospitare le Olimpiadi invernali del 2018 non è solo utopistico. E’ qualcosa di peggio perché sottintende una negazione di ciò che è stato scoperto in queste settimane.

Dei doppi G8, con relativo aumento esponenziale dei costi per la realizzazione dei due summit, della gara degli appalti, e delle relative risate intercettate mentre sotto le macerie qualcuno moriva, …

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ora i saltimbanchi del centrodestra cercano di rimediare al pasticcio liste con i ricorsi alla giustizia amministrativa. Nel frattempo, però, i veleni intestini non accennano a finire. Eravamo quattro amici al Tar

Il Cav sogna un nuovo predellino, ma intanto (come dice Bersani) la macchina del Pdl sbanda alla prima curva. Ai box, per fortuna, è sempre pronto Minzolini per un cambio gomme. Rai(kkonen)

Dopo Haiti, Bertolaso è pronto a partire per il Sudamerica. C’è un altro terremoto che lo aspetta. E le vittime del sisma commentano: le disgrazie non vengono mai da sole. Cile(cca)

Inchiesta sulla Protezione civile: dai ‘massaggi’ delle presunte escort alla prostituzione gay. Non bastavano dunque Regina Profeta e le sue giovani fisioterapiste. Da Regina Profeta a Regina Coeli

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