Tutti gli articoli con tag psi

Ore 12 - Berlusconi "mostro" di Marcinelle o "interlocutore" per fare le riforme?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroIl paletto più a “sinistra” (e chi ne dubitava?) l’ha messo Paolo Ferrero.

“L’idea di fare le riforme costituzionali con Berlusconi - ha tuonato il segretario del Prc - è come dare un asilo nido in gestione al mostro di Marcinelle. Il Cavaliere è interessato soltanto alla propria impunità, perciò è inverosimile qualunque sincera ipotesi di riforma”.

E’, quello dell’”interlocutore” con cui confrontarsi per fare le riforme, un dilemma non di oggi.

Dilaniò la sinistra, e questa e i cattolici (popolari), nei primi anni del fascismo. E fu il “leit motiv” del Pci: per “stanare” la Dc, come possibile unirsi con Pietro Nenni (bollato dai comunisti come il “Rosso antico” che si ordinava al bar …) negli anni del primo Centro sinistra, o con il “venduto” Bettino Craxi che aveva cambiato pelle al Psi e osato cancellare Marx a favore di Proudon?

Ma il “diavolo” è meno brutto e cattivo di come lo si dipinge. E, a quei tempi, per decenni, il Pci poi si univa al Psi per governare gli enti locali (e non solo) e si accordava (spesso) con la Dc per fare le riforme (e non solo).

Oggi, il sasso nello stagno lanciato da D’Alema fa rumore e fa gridare … all’untore.

Continua a leggere: Ore 12 - Berlusconi "mostro" di Marcinelle o "interlocutore" per fare le riforme?

....
condividi 7 Commenti

Recensione: “Autobiografia di una repubblica” di Guido Crainz. Le radici della crisi attuale

pubblicato da giulio in: L'Italia fa schifo Libri

Credo che siano molti, al di là degli schieramenti, gli italiani che considerano negativamente la piega presa dalla nostra democrazia negli ultimi anni: populismo, sfiducia sempre crescente verso la “casta” politica, incapacità di crescere e di guardare al futuro, non solo dal punto di vista economico.

Se vi capitato spesso di chiedervi: “Ma come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto?” allora questo libro di Guido Crainz (docente di Storia Contemporanea all’Università di Teramo) fa decisamente per voi.

Crainz esordisce facendo un po’ di chiarezza: le radici della situazione ordierna non vanno cercate in “vizi plurisecolari” o in tare sociali dell’“italiano tipo”. “Si può prescindere dal Cinquecento”, dunque, perché le cause vanno cercate molto più vicino a noi, nella storia della Prima Repubblica Italiana nata nel ’45, e in particolare nella sua traumatica scomparsa dopo Tangentopoli.

Continua a leggere: Recensione: “Autobiografia di una repubblica” di Guido Crainz. Le radici della crisi attuale

....
condividi 2 Commenti
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Silvio Berlusconi: replay. Voto – 9. Il premier è “tirato” ma tira dritto: “Contro di me solo spazzatura, nessuna conseguenza sul G 8. Non cambio, gli italiani mi vogliono così”. Errare umanum est ma perseverare … Per il Cavaliere la miglior difesa è l’attacco. Grandinate in vista.

Dario Franceschini: start flop. Voto – 9. La “minaccia” di Franceschini di non voler lasciare il partito “a quelli di prima” attira nuovi strali sul candidato segretario. Dice Giuliano Amato: “Secondo il leader del Psi De Martino, quelli di prima erano meglio di quelli di mo”. Capito?

Continua a leggere: Le pagelle del venerdì

....
condividi 9 Commenti

Ore 12 - Franceschini "rinnova" il Pd con il "centralismo democratico" del Pci

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroPrimum vivere. Lo disse apertamente Bettino Craxi quando prese le redini di un Psi “sbracato” e lo dice oggi con “arzigogoli” il neo segretario del Pd Dario Franceschini.

Anche stavolta in palio c’è la sopravvivenza di un partito.

Craxi portò il Psi prima alle stelle e poi alla distruzione. L’avvio di Franceschini è in chiaroscuro ma non sembra tirar fuori dalla palude il Partito democratico.

Tace D’Alema, sembrano placate le polemiche interne. C’è una specie di coprifuoco interno.

La verità è che tutti temono l’Election day di giugno. Il “the day after” delle elezioni europee e amministrative potrebbe sancire la fine del Pd e del suo gruppo dirigente.

Di fronte a ciò, Franceschini anestetizza il partito.

Peggio: il segretario chiede un confronto interno “anche duro” ma con la condizione che “si faccia al chiuso”. Discutere “dentro” ma portare fuori una linea “unica”, quella del “capo”.

Continua a leggere: Ore 12 - Franceschini "rinnova" il Pd con il "centralismo democratico" del Pci

Ore 12 - Pd, cercasi leader doc. A "misura" di Berlusconi

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroCon un pezzo di Andrea Romano, sempre attento e acuto, il Riformista boccia di fatto la candidatura alla segreteria del Pd di Pierluigi Bersani “persona perbene … ma non sarà il prossimo presidente del Consiglio, non avendo né il profilo né il carisma …”.

In sintesi, Romano dice che bisogna cercare il futuro leader del Pd fra i “dirigenti” nati nell’era berlusconiana e non più fra quelli vissuti nel Pci.

Tant’è, rincalza l’opinionista, che “Palmiro Togliatti, tornato in patria dopo il ventennio di Benito Mussolini, scelse di puntare sulla generazione cresciuta nel fascismo per costruire una forza politica capace di rappresentare una nazione del tutto diversa da quella che aveva lasciato per l’esilio”.

Il rinnovamento di un partito si pone sempre come problema “politico”, come necessità urgente e non come “esigenza permanente”. Sotto la spinta della necessità si rinnovarono profondamente il Pci, ma anche la Dc e il Psi.

La prima grande sterzata di Togliatti (nel 1946 la “svolta di Salerno” per la creazione di un governo provvisorio con tutti i partiti antifascisti, rivalutando la monarchia e Badoglio; la costruzione di quel “partito nuovo” capace di “aderire alle pieghe della società”) fu il frutto di una attenta e profonda analisi politica del partito, dei partiti avversari, della società italiana (soprattutto dei ceti medi), del mondo dopo la seconda guerra mondiale.

Il capo del Pci mise in guardia il partito dal pericolo “di chiudersi compiaciuto in posizioni di autosufficienza e di settarismo”.

Togliatti puntava ad orientare forze nuove, rivolgendosi direttamente a coloro (in particolare i cattolici) che simpatizzavano per i partiti di centro e di destra, ed estendendo il fronte di lotta. Non scelse il Di Pietro di allora ma cercò per primi gli scontenti e i delusi del fascismo, attento a come si muoveva la Chiesa.

Continua a leggere: Ore 12 - Pd, cercasi leader doc. A "misura" di Berlusconi

Elezioni europee: la soglia del 4% è un rischio per la democrazia?

pubblicato da m.paganini in: Regole del gioco Alle 5 della sera Partiti


La Camera dei Deputati inizierà a discutere della riforma della legge elettorale per le Europee, con l’introduzione della soglia di sbarramento al 4%, martedì prossimo e già per il giorno seguente è previsto il voto e l’approvazione. L’accordo raggiunto tra i due PD, quella con la L in fondo e quello senza, dovrebbe infatti consentire alle modifiche contrattate di andare in porto senza colpo ferire.

Abbiamo ritenuto di allineare il nostro Paese al sistema di voto degli altri Paesi europei dove esiste uno sbarramento per chi non supera questa cifra: il testo non corrisponde né a quello della maggioranza né a quello proposto dagli altri partiti. L’intesa è stata raggiunta su un aspetto specifico. Il presidente dei deputati del Pd Antonello Soro spiega così l’accordo raggiunto, senza poter evidentemente affermare che l’obiettivo di cancellare la rappresentanza istituzionale della rissosa sinistra italiana deve essere perseguito anche a livello europeo.

Nel 2004 - ricorda Il Messaggero - a superare lo sbarramento che ci si appresta ad introdurre anche in Italia furono l’Ulivo, con il 31,1%, seguito da Forza Italia (21,1%) e An (11,5%). I consensi dell’Udc furono il 5,9% di quelli totali, Rifondazione comunista prese il 6,1% dei voti e la Lega Nord il 4%.

Continua a leggere: Elezioni europee: la soglia del 4% è un rischio per la democrazia?

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

La Cassazione: la Prima Repubblica dell'intrallazzo

pubblicato da V. in: Interni

repubblica andreotti

Bene, ora possiamo dirlo ufficialmente. La Prima Repubblica era un “intrallazzo” una “corruttela”. E’ la Cassazione a sancirlo: perchè, direte voi, prima non si poteva affermare che fossero dei ladri? No, o meglio, si poteva, ma poteva anche capitare, come al Presidente della Provincia di Rimini Sergio Bianchi nel 1995, di venire querelati per diffamazione dopo aver utilizzato questa frase, commentando un concorso a suo giudizio poco limpido:”Sono metodi da Prima Repubblica!”.

Oggi la Suprema Corte afferma che non c’era alcunchè di diffamatorio nella frase di Bianchi: e ci mancherebbe anche altro, che si debba chiedere il permesso, per dire che erano anni - nè più nè meno come quelli che stiamo vivendo, intendiamoci - in cui i costi della politica portavano di riflesso a stili di vita come quello di Martelli:

“Io volevo proporre qualcosa di nuovo, dare una base teorica non solo al Psi ma a tutta la sinistra. L’ individualismo di cui parlavo io non era l’ egoismo privato, era il richiamo alle responsabilita’ di ciascuno”. Sareste stati piu’ credibili se aveste praticato uno stile di vita piu’ modesto, non le pare? Lei viveva in una villa sull’ Appia… “Io ho avuto il torto di voler vivere in gruppo, per questo avevo affittato quella villa. Non sono un asceta, non ho fatto voto di castita’ ne’ di poverta’ e del resto nessuno mi ha mai accusato di corruzione”

Certo, qualcosa di nuovo come congressi faraonici con piramidi di teleschermi a diffondere orwelliane immagini di un leader che sarebbe poi morto latitante. Gianni de Michelis, ha commentato in questo modo la notizia della sentenza:

“I giudici che operavano all’epoca di Tangentopoli sono ancora in attività. Prendo atto di questa sentenza che mi sembra l’ultima raffica della Repubblica di Salò”

Continua a leggere: La Cassazione: la Prima Repubblica dell'intrallazzo

....
condividi 1 Commenti
Network Blogo