Tutti gli articoli con tag pubblica amministrazione

Angelino Alfano: “No a qualsiasi legge sull'incandidabilità”

pubblicato da giovanni molaschi in: Angelino Alfano



Prima di risolvere i cavilli giudiziari del Premier la maggioranza dovrebbe mettersi la mano sulla coscienza è ridurre l’ansia da prestazione di cui soffrono alcuni dei Ministri. Impegnati in un’implicita gara con Silvio Berlusconi.

Per oscurare il re sole Renato Brunetta e Angelino Alfano stanno facendo davvero di tutto. Oltre ai doppi incarichi non c’è giorno che passi senza che l’uno, o l’altro, facciano alla stampa dichiarazioni degni di uno showman.

Eludendo le considerazioni che in queste settimane sono state fatte sulla fedina penale dei candidati, il Ministro della Giustizia ha sostenuto che non è necessaria una legge poiché è compito degli stessi partiti selezionare i curricula più brillanti.

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Simona Ventura boccia Renato Brunetta

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente Renato Brunetta



Deve essere stato un brutto colpo per Renato Brunetta sapere che Simona Ventura, simbolo nazional-popolare, abbia deciso di non sostenere la sua campagna attuata per rendere pubblici i compensi dei conduttori Rai.

Lui che deve il suo successo mediatico, se di tale si può parlare, alla televisione bocciato da una delle rappresentanti più illustri del mezzo. Ma in queste ore l’allievo di Silvio Berlusconi non deve fare i conti solo con i pensieri di una soubrette.

Stando a quanto pubblicato da l’Espresso la cura Brunetta, grazie alla quale il numero dei fannulloni operanti nella pubblica amministrazione sarebbero stati ridotti drasticamente, non ha fatto effetto. Anzi.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Renato Brunetta: crociato. Voto +7. Sempre effervescente il ministro della Pubblica amministrazione: “Un farabutto l’imprenditore che dà lavoro in nero”. Ma non è solo “cattiva coscienza”.

Lega Nord: crociata. Voto – 7. Esultano (!?) quelli del Carroccio per il “no” ai nuovi minareti in Svizzera e per bocca dell’ex ministro Castelli ora vogliono qui “la croce sul tricolore”. Testa o croce?

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Sconto sull'Irpef. La nuova presa in giro per il cittadino contribuente

pubblicato da Luca Landoni in: Big Picture: tutto su...

Giornata campale oggi. Il Governo sta mettendo a frutto una serie di provvedimenti e tocca commentarli. Qualcosa è sacrosanto, come le riforme strutturali alla pubblica amministrazione promesse da Brunetta; in particolare l’informatizzazione e l’uso sempre più esteso di internet. Qualcosa è una presa in giro, come il cosiddetto sconto Irpef di novembre, fatto passare come un alleggerimento fiscale mentre di fatto non lo è. Vediamo perché.

Innanzitutto è bene chiarire che alla manovra non sono interessati i lavoratori dipendenti nè le grandi aziende, ma solo e unicamente le imprese personali e gli autonomi. In parole povere, il cosiddetto popolo delle partite Iva. Costoro compilano il modello Unico e pagano due rate di acconto, per una percentuale del 40 e del 60% (del 99%). L’acconto viene calcolato sulla base del reddito precedente e vale per l’anno successivo. Per questa ragione la terza rata (minima, ovvero nella misura del restante 1%) può anche trasformarsi in un rimborso.

Lo sconto Irpef prevede dunque uno sconto del 20% sulla seconda rata, ma in realtà… non è affatto uno sconto. In pratica la seconda rata passerà dal 40 al 20% (sempre del 99% complessivo), portando la terza dall’1 al 21% circa. Sì, avete capito bene. Ciò che risparmiate ora (se rientrate nelle categorie interessate) lo dovrete ugualmente pagare a giugno 2010. La beffa - perché tale appare - è aggravata dal fatto che tutti gli interessati hanno ormai calcolato le due rate, per cui in molti casi chi glielo fa fare di ricominciare daccapo? Lo faranno solo quelli che dichiarano una cifra tale da valere la perdita di tempo.

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La pubblica amministrazione digitale non decolla, i dati del ministro Brunetta certificano un “semifallimento”

pubblicato da G.L. Barone in: Dì qualcosa di destra Ma non aveva detto che? Alle 5 della sera Popolo delle Libertà PDL Renato Brunetta


La Pubblica Amministrazione Digitale non decolla. Il cosiddetto e-government, che dovrebbe contribuire ad aumentare l’efficienza della P.A., diminuendo gli sprechi e favorendo l’interazione con i cittadini, non riesce a farsi spazio tra le fitte maglie della nostra burocrazia.

A dirlo è il rapporto sullo stato di informatizzazione della PA illustrato nello scorso ottobre dal ministro Renato Brunetta.

La situazione, a dispetto di roboanti annunci del super ministro, che solo pochi giorni fa aveva promesso “2 mega di banda per tutti” (salvo poi essere smentito ieri da Gianni Letta) non è per nulla rosea.

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Altro che posto fisso... flexicurity! Cronaca della presentazione del volume di Berton, Richiardi e Sacchi

pubblicato da giulio in: Aut-aut Analisi e Dati Big Picture: tutto su...


Una decina di giorni fa abbiamo recensito su queste pagine l’ottimo volume “Flex-insecurity - Perchè in Italia la flessibilità diventa precarietà” dei ricercatori del Collegio Carlo Alberto Berton, Richiardi e Sacchi. Qualche giorno dopo, le dichiarazioni del ministro Tremonti sul ritorno al “posto fisso” hanno reso il tema se possibille ancora più attuale.

Ed è sullo sfondo di questo clima da grida manzoniane che si è tenuta l’altroieri all’Università Statale di Milano la presentazione del , alla presenza degli autori e di alcuni importanti studiosi di mercato del lavoro e welfare come Tito Boeri, Michele Salvati, Maurizio Ferrera e Emilio Reyneri.

L’intento della giornata? “Discutere di come disegnare politiche di lungo periodo che mantengano i benefici della flessibilità senza intaccare le condizioni di vita dei lavoratore”, che potrebbero essere messe in atto da un’ipotetica parte politica che non volesse limitarsi a quelle che i discussant definiscono senza mezzi termini le “sparate” di Tremonti.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Giancarlo Galan: signornò. Voto + 8. Il presidente della Regione Veneto non molla la sua poltrona e rifiuta il patto a tavolino fra Berlusconi e Bossi per fare governatore un leghista. “Io non rinuncio, piantiamola con questa storia”. Bufera in vista.

Renato Brunetta: fanfarone. Voto – 8. La campagna anti-fannulloni è giù fallita. Negli ultimi due mesi l’assenteismo nella pubblica amministrazione è in forte ripresa. E’ la solita rivoluzione del “ghe pensi mi”. Tale e quale l’emulato premier.

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Recensione "Fannulloni si diventa" di Giovanni Vallotti. Oltre le "sparate" del ministro Brunetta

pubblicato da giulio in: Libri

Permettemi di cominciare questa recensione raccontando un’esperienza personale: qualche anno fa mi ritrovai a lavorare, per qualche mese, in un’amministrazione pubblica locale. Ne fuggii a gambe levate, terrorizzato dal clima di disperato cinismo che regnava tra i dipendenti - preparati e volenterosi, ma sistematicamente frustrati nei loro tentativi di fare qualcosa di buono dal clima di paralisi che regnava nel loro settore.

Per questo la retorica dei fannulloni e la politica dei tornelli adottata dal ministro Brunetta mi ha sempre lasciato scettico: il problema, per quello che ho avuto modo di vedere, non è tanto di buona (o cattiva) volontà individuale, quanto organizzativo.

Questo agile volume di Giovanni Valotti (professore della Bocconi impegnato da decenni sul tema del rinnovamento del settore pubblico) è una guida ideale per quanti si siano fatti un’idea simile alla mia.

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Il Popolo delle Libertà contro l’assenteismo schiera Tata Lucia

pubblicato da giovanni molaschi in: Popolo delle Libertà PDL



Le polemiche che in queste ore si stanno consumando all’interno del Partito Democratico, su Paola Binetti, hanno già fatto dimenticare a tutti che lo scudo fiscale è riuscito a diventare legge perché chi si opponeva non si è poi presentato alla votazione.

Per evitare che incidenti di questo tipo si verifichino anche nel proprio partito, i responsabili alla Camera del Popolo delle Libertà hanno deciso di correre ai ripari informando i propri colleghi con una lettera pubblica cosa succederà a chi non si presenta in aula.

“Coloro – si legge nel messaggio pubblico scritto dai capigruppo del Pdl - che non raggiungeranno l’80% delle votazioni non sarà ricandidato. Tra i provvedimenti che saranno adottati in caso di mancata presenza in Aula c’è anche il taglio del rimborso per i portavoce”.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Renato Brunetta: pulizia. Voto + 8. Il ministro vieta l’uso privato di internet nella pubblica amministrazione: basta giochi al computer, shopping on line, chat con amici. Il vecchio Codice di comportamento? Inutile. Il borioso Brunetta fa demagogia. Ma un po’ d’ordine non guasta.

Antonio Di Pietro: isolato. Voto – 8. Il leader dell’Idv non riesce a raccogliere le 63 firme necessarie per la mozione di sfiducia contro il Premier. Casini bolla l’idea dell’ex Pm: “Una baggianata”. Franceschini: “Mossa fregavoti”. Guerra fra … “poveri”. Caos continuo.

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