Michele Emiliano è il sindaco di Bari. Lo scorso anno Polisblog si è occupato di lui. Emiliano era stato candidato dal Pd alle primarie per le regionali 2010. Quella sfida politica è stata vinta da Nichi Vendola che alle urne ha ottenuto un secondo mandato come governatore della Puglia.
Nei giorni scorsi Emiliano ha criticato l’operato dei vigili di Bari. L’osservazione è stata fatta attraverso facebook. Probabilmente il Sindaco ha dei problemi a relazionarsi con i sindacati che hanno saputo dimostrare ai cittadini i limiti del loro amministratore.
La Cgil e le altre sigle sindacali hanno fatto sapere al Comune che i vigili sono disponibili a lavorare gratis mezz’ora in più ogni giorno. I dipendenti pubblici sono disposti a rinunciare al pagamento dei due quarti d’ora, utili per per prepararsi, previsti all’inizio e alla fine del loro turno.

Probabilmente anche voi siete rimasti fermi al taglio delle Province, quegli enti che dovevano scomparire e che invece vivono, vegetano e si riproducono con somma fertilità. Ebbene, è il momento di aggiornarsi perché le Province pugliesi di Brindisi, Taranto e Lecce sono sulla buona strada per creare una nuova Regione, il Salento.
Per la nascita della Regione Salento si è già attivato un apposito Comitato, che dispone anche del sostegno di TeleRama: le motivazione che porterebbero a chiedere l’istituzione di una nuova Regione risalgono ad ancestrali motivazioni storico antropologiche e alla provincia di terra d’Otranto esistente fino al 1927. Mentre non sembrano essere citati elementi secondari come la necessità di ridurre le spese, l’incidenza della crisi economica, i tagli dei trasferimenti da Roma e l’opportunità di creare un altro Consiglio e un’altra Giunta regionale, con nuove sedi, uffici, autoblu, autisti, etc etc.
La nuova Regione Salento ha già trovato il sostegno di Adriana Poli Bortone mentre il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, si è detto contrario.

Leoluca Orlando dell’Italia dei Valori ha convocato, in qualità di Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e disavanzi sanitari regionali, il Presidente della Puglia Nichi Vendola.
Nella lettera di convocazione, parzialmente riportata da Repubblica, scrive Leoluca Orlando:
“La data per una tempestiva audizione verrà concordata alla ripresa dei lavori parlamentari e, in base alle competenze istituzionali della Commissione che presiedo, l’incontro verterà su alcuni casi di errori sanitari verificatisi nella Regione Puglia e sulle cause del disavanzo sanitario regionale.
A quest’ultimo proposito la Commissione è particolarmente interessata a conoscere i dettagli dei piani di rientro dal deficit sanitario e di ristrutturazione complessiva della sanità pugliese”.
Continua a leggere: Sanità. Continua lo scontro tra Nichi Vendola il Governo
Non c’è inizio di mese che passi senza la pubblicazione dell’abituale, ormai, notizia dello scisma del Popolo della Libertà. Poco importa se i diretti interessati, intervistati sull’argomento, confermano che una scissione all’interno del partito della maggioranza non è al momento prevista.
Tanto interessa la “relazione” tra il Presidente del Consiglio e quello della Camera tanto poco importa a chi scrive di politica il ruolo cruciale che il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti sta ricoprendo da quando Silvio Berlusconi ha ufficializzato l’inizio della crisi.
In meno di 48 attorno all’esponente politico, le cui dimissioni sono già fatto certo per qualcuno tanto che Paolo Bonaiuti ha dovuto smentire pubblicamente il pettegolezzo, si sono concentrate le attenzioni di tutti.
Continua a leggere: Economia: Giulio Tremonti da solo contro tutti
![]()
Quando un Governo rischia la bocciatura del proprio elettorato? La domanda nasce spontanea leggendo quanto sta accadendo attorno alla maggioranza, già divisa al proprio interno per via dei conflitti tra gli ex di Forza Italia e gli ex di Alleanza Nazionale.
Negli ultimi giorni alcuni Governatori regionali, freschi di riconferma e di colore politico differente, hanno dissentito con Silvio Berlusconi per come sta amministrando le risorse del paese. Secondo quanto riportato da Giuseppe Civati, Roberto Formigoni (considerato per qualche tempo l’erede del leader del Pdl) non sta apprezzando il lavoro di Giulio Tremonti.
A Repubblica, che si è occupata della protesta, l’esponente politico del Pdl ha fatto sapere che i tagli decisi dal Ministro dell’Economia potrebbero compromettere il federalismo fiscale. Il problema, secondo Renata Polverini, sarebbe un altro. Il contenimento dei costi potrebbe danneggiare le persone non autosufficienti.
Continua a leggere: Crisi: Governatori regionali contro Giulio Tremonti

La possibile cancellazione delle primarie dallo statuto del Partito Democratico non è, come sostenuto anche da alcuni lettori di questo blog, uno dei tanti bluff creati attorno a Pierluigi Bersani e compagni.
A confermare implicitamente la preoccupazione del deputato Salvatore Vassallo, che per primo ha scritto di questa opportunità, lo stesso segretario secondo il quale lo strumento oltre a non rendere il Pd autosufficiente ne agevolerebbe la chiusura.
Più che da statista, sostenendo queste idee, Pierluigi Bersani sembra che stia studiando per diventare come Silvio Berlusconi. Mentre il secondo prova a cambiare le leggi che regolano l’elezione del Presidente della Repubblica il primo si adopera affinché lo strumento che gli ha permesso di essere dov’è non possa essere utilizzato anche da altri più meritevoli.
Secondo quanto sostenuto da Salvatore Vassallo (deputato del Pd) e Giuseppe Civati (consigliere regionale del Pd) i vertici del Partito Democratico si stanno impegnando affinché venga modificato lo statuto.
La classe dirigente del Partito, evidentemente scottata dal successo di Nichi Vendola, sta pensando di eliminare le primarie decidendo senza l’ausilio dei propri elettori i candidati da presentare agli appuntamenti elettorali.
Probabilmente chi di dovere si è già dimenticato quanto questo strumento sia stato utile in passato. Quando, come nel caso delle comunali di Firenze, sono state fatte le primarie il Partito Democratico ha vinto con Matteo Renzi. Quando, come nel caso delle regionali in Lombardia, non sono state fatte le primarie il Partito Democratico ha perso con Filippo Penati.

Chi nel Partito Democratico ha tutte le carte per emanciparsi dal segretario Pier Luigi Bersani, e dal pseudo Cardinal Richelieu (Massimo D’Alema) con il quale si accompagna lo stesso Bersani, comincia ad essere insofferente per il mancato rinnovamento che tre sconfitte dovrebbero agevolare.
Alla manifestazione di malessere del sindaco di Torino Sergio Chiamparino si aggiunge quella del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti secondo il quale Roma, a causa dei limiti del Partito Democratico, potrebbe essere una roccaforte del centro-destra per i prossimi vent’anni.
“La destra oggi ha più capacità di parlare ai deboli, alle loro paure, alla voglia di non essere infastiditi. Questo – prosegue Nicola Zingaretti - spiega i provvedimenti sui rom, sulle prostitute, sui lavavetri. A noi non piacciono, ma creano un patto, ancorché scellerato, con i cittadini e creano grande consenso.
Continua a leggere: Sondaggio: Nicola Zingaretti è il sostituto di Pier Luigi Bersani?

Sergio Chiamparino non ha fatto in tempo a lamentarsi pubblicamente della gestione romana del Partito Democratico che Pier Luigi Bersani colpisce ancora rimanendo all’ombra del proprio padre politico: Massimo D’Alema.
L’ex leader politico, dopo essersi reso conto che l’ostracismo adottato contro Nichi Vendola ha in realtà favorito l’esponente politico alla riconferma del posto per il quale si era candidato, si è presentato a Mantova per sostenere il candidato sindaco Fiorenza Brioni attualmente in ballottaggio contro l’avversario politico del Pdl.
“Noi – ha dichiarato l’ex leader politico a margine dell’incontro pubblico – riteniamo necessario cambiare la legge elettorale in modo che venga restituito ai cittadini il potere di scegliersi i parlamentari. Se ci sono delle proposte serie siamo pronti a discutere per ora c’è solo un grande chiacchiericcio e titoli sui giornali, ma la Costituzione è più complicata”.

La cena tra i leader del Pdl e della Lega, organizzata ieri ad Arcore, non è l’unico fatto politico sul quale vale la pena ragionare oggi. A dieci giorni dalle elezioni regionali Sergio Chiamparino, sindaco di Torino in quota Pd nonché presidente dei comuni italiani, da due importanti quotidiani italiani (la Stampa e l’Unità) lancia una sfida al segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.
“Dopo tre sconfitte consecutive, alle politiche, alle europee e alle regionali – ha dichiarato il primo cittadino di Torino alla Stampa - è evidente che qualcosa non va: Bersani deve rovesciare l’impostazione del partito, “azzerando i ‘caminetti” per togliere potere alle correnti e affidare il Pd a chi ha la credibilità per rappresentarlo sul territorio, come i sindaci e i governatori”.
Sergio Chiamparino, che già in molti vedevano a capo di un ipotetico Pd del Nord, è tra i molti rappresentanti del Pd l’unico a voler affrontare in modo chiaro i problemi del proprio partito che per emanciparsi dall’attuale crisi, tanto quanto il Popolo delle Libertà, deve creare con l’elettorato lo stesso rapporto che ha permesso alla Lega Nord di stare oggi ai posti di comando.
Continua a leggere: Sondaggio: è Sergio Chiamparino il sostituto di Pier Luigi Bersani?