Il premier appare alquanto appannato: difendere il Milan prendendosela con gli arbitri “di sinistra” suona a dir poco singolare. Sabato un rigore dei rossoneri si è infranto contro un palo: il palo vota per caso Italia dei valori? Non se ne può più. Sfibra-himovic
La difesa del Diavolo era imbarazzante contro il Cesena. I centrali giocavano in stile Ghedini-Alfano: praticamente un disastro. Le punte invece non si sono presentate in campo per un legittimo impedimento. Robinha da pazzi
Il Cav in Russia ha fatto uno show sorprendente persino per Putin. Poi si è andato a divertire in un pub fino a notte fonda, un locale di altissimo target per magna-ti e magna-ccia moscoviti. Il Volga(re)
Voto in Parlamento del 28 settembre: il capo del governo spera in una maggioranza amplissima e si dice certo di poter fare ‘campagna acquisti’ in area centrista. Ce la farà? Aggiungi un porco a tavola
Silvio Berlusconi: nobel. Voto 3. Buonocore, deputato Pdl, dixit: “L’essere amico di Putin ha permesso al Cavaliere di evitare la terza guerra mondiale, perciò merita il premio Nobel per la pace”. Sì, il Nobel per le … “balle” … atomiche.
Daniele Capezzone: baciapile. Voto 4. Per il “voltagabbana” portavoce Pdl: ‘L’alternativa e’ secca: a settembre ci sara’ una fiducia piena oppure le urne. Non esistono governi cosiddetti tecnici o istituzionali”. Infatti. E il capo dello Stato?
Domani Silvio Berlusconi riunisce a Roma i vertici di quello che resta del Pdl e detterà la nuova linea, che nessuna sa quale è.
Ma il premier è in ben altre faccende affaccendato.
Il riferimento è al ruolo internazionale del Cavaliere: avveduto “statista” mediatore tra Est e Ovest, Sud e Nord del mondo o lucroso imprenditore che si fa gli affari suoi?
In pochi giorni, infatti, Berlusconi incontra Gheddafi, Medvedev e Putin. Insomma, i soliti “vecchi amici”, dove nessuno sa qual è il confine fra affari di stato e affari propri, fra nodi diplomatici mondiali e incroci societari.
Nella guerra Pdl degli avvertimenti incrociati i seguaci di Fini hanno contrapposto ai dossier di Feltri la minaccia di rivelazioni bomba sui rapporti di Berlusconi con Putin e Gheddafi. Vedremo se saranno bombe atomiche o solo spazzatura all’italiana.
Intanto John Hooper l’autore inglese dello scoop che ha disvelato le operazioni finanziarie tra Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi, continua a scrivere sul Guardian di «colossale conflitto di interessi». «Il fatto è – ribadisce Hooper – che a unire i due leader non è solo il pugno di ferro contro gli immigrati clandestini. A unirli ci sono anche e per molti aspetti, soprattutto gli affari».
Affari di famiglia, appunto. E gli interessi degli italiani, chi li cura?
Chi pensava all’Italia Repubblica delle banane o a un sultanato si dovrà ricredere.
La guerriglia dei dossier avvelenati e preconfezionati dai servizi deviati contro chi si oppone al capo dei capi Silvio Berlusconi è l’anteprima di un vero e proprio “golpe bianco” e prefigura un Paese in pre agonia democratica.
Dopo Gianfranco Fini (sempre sotto tiro), sembra che la prossima polpetta all’arsenico toccherà a Giorgio Napolitano (si sta rovistando sul suo passato di ministro degli Esteri del Pci e dei rapporti con la nomenclatura sovietica).
Sono “bombe” al napalm per tentare di discreditare e distruggere i due principali esponenti considerati ultima “diga” al regime berlusconiano, agonizzante.
L’irresponsabilità al potere gioca allo sfascio del Paese. Principe, feudatari, vassalli e valvassori, cricche e servi vari, sono pronti a tutto pur di preservare potere e privilegi.
Gli “scoop” giornalistici dei fogli legati al premier sono “pacchetti” preparati da settori deviati dei servizi segreti ad uso e consumo di parti affaristico-politiche che intendono liquidare gli oppositori all’attuale regime.
E’ il grande e sporco gioco spionistico e della “disinformazia” di sovietica e sinistra memoria. Chi è, in questo, più maestro di Putin, ex capo dei servizi segreti russi? E chi è il grande amico di Putin?
C’è puzza di bruciato. E non solo di bruciato.
Gianfranco Fini: precaos. Voto 4. Il contrattacco dei finiani indica l’uso dei servizi di Sicurezza per “eliminare” gli avversari politici del premier e addirittura rapporti di comparaggio di Berlusconi con Putin e Gheddafi. Inquietante verità o misero letame? Fatti, non calunnie.
Angelino Alfano: precotto. Voto 3. Il ministro della Giustizia: ”Qualsiasi governo tecnico è anticostituzionale”. Ma Giorgio Napolitano ha ribadito che non ci sono governi tecnici perché l’esecutivo è sempre “politico” in quanto eletto dal Parlamento. Sordi o furbi?
Nel Pdl ormai è guerra aperta sulla questione morale. Il clima rovente, però, non conviene a nessuno e gli stessi finiani dovrebbero cercare di raffreddare gli animi. Fabio granita
Intanto ancora ci si interroga sui motivi del grande successo della campagna contro la privatizzazione dei servizi idrici: un numero di firme mai visto per un quesito referendario. La ragione del trionfo in realtà è semplice: l’iniziativa non ha avuto l’appoggio esplicito del Pd. H2Ottusi
Lo aveva chiesto a Putin e adesso il Cav ha invitato anche il presidente Medvedev: “Vieni a dare una lezione alla mia Università del Pensiero liberale”. Ma i ‘capoccia’ russi che parlano agli studenti di liberalismo sono come Hannibal Lecter che insegna a cucinare le melanzane. O come Alvaro Vitali che spiega gli effetti speciali di ‘Kill Bill’. Duma Thurman
In ogni caso, lo stretto rapporto tra il presidente del Consiglio e gli zar di Mosca piace sempre meno agli Stati Uniti. Tartine al Cav-iale
Berlusconi avrebbe chiesto all’amicone Putin di fare lezione alla sua Università del pensiero liberale di Villa Gernetto. Certo, il signore delle Russie che parla di liberalismo è come il lupo che racconta la vita degli agnelli. Putin conosce il pensiero liberale come chi scrive conosce gli alieni della galassia NGC 4945. Zar Trek
Italo Bocchino si dimette e si ricandida per contare i finiani. La maggioranza interna del Pdl cerca di contare i finiani. I giornalisti tentano invano a ogni loro riunione di contare e ricontare i finiani. Alì Babà e i 40 finiani? Uno, nessuno, centomila finiani? Dieci finiani per me non posson bastare? Insomma, quanti sono ’sti finiani? Tutti gli uomini del dissidente
Almeno però adesso nel Pdl si sono spalancate le finestre e si parla di politica. Meglio così, si respira. Finora l’aria era infestata di pettegolezzi piccanti e bugie in salsa rosa. Un afrore puzzolente e appiccicaticcio che era come una specie di effetto serra del pianeta Cav. Noemissioni nocive
Pare che Fini abbia segretamente incontrato Veronica per avere lumi sulle migliori tecniche di logoramento del premier. Ma tanto alla fine, si sa, il presidente della Camera sarà neutralizzato dai patrioti del Cavaliere e gli interessi nazionali saranno salvi. Bianco, rosso e Verdini
E quelli a sinistra del Pd? Stanno peggio di quelli del Pd.
Quella miseria del 2,74% (dal 3,5% delle Europee) è come un chiodo nel costato della storia dei “comunisti” italiani, dal 1921 ad oggi. Quei comunisti, fuorilegge e braccati per 20 anni dal fascismo, erano paradossalmente più forti allora di oggi. Come mai? Allora rappresentavano una speranza, il nuovo mondo, oggi sono solo l’ombra di se stessi, ultime foglie appese di una pianta che è morta da tempo.
Nemmeno il governo del (non) fare di Berlusconi e la società di cartapesta del “berlusconismo”, la crisi mondiale del capitalismo, riporta in auge i comunisti italiani.
Tutta colpa del “destino cinico e baro” di saragattiana memoria? Ognuno è libero di dare la propria risposta. Ma i fatti sono una sentenza di liquidazione di una esperienza irripetibile perché fallita. Tutti i “se” e i “ma” sono un contorno inutile, per allungare una agonia che aiuta solo il “nemico”.
Il rimedio non sta nella disponibilità degli ultimi comunisti di una alleanza con le altre forze del centro sinistra che, attorno ad una proposta di salvaguardia della democrazia e della Costituzione, si impegni fin da oggi a battere Berlusconi alle prossime elezioni politiche. Questa è solo propaganda cui non credono più nemmeno gli ultimi compagni che cuociono le salsicce nelle feste sempre più misere della falce e martello.
Il Pd non vuole i comunisti loro alleati. Non li vuole non perché brutti e cattivi, ma perché li fa sprofondare fino in fondo. La famosa chiamata alla “resistenza” delle forze “democratiche” contro Berlusconi è per il Cavaliere una polizza a vita.
Gorbaciov voleva riformare l’irriformabile comunismo sovietico. Ma Eltsin fece saltare Gorbaciov e il comunismo. E’ la storia. E le lancette della storia non si possono rimettere indietro. Allora?
Allora bisogna avere l’umiltà (e il coraggio) di capire gli errori e la lezione della storia. Dopo si ricomincia. Ma solo dopo.
Qualche giorno fa Alfano firmava il carcere duro per il boss Fidanzati, ma intanto il Paese si curava di altro. E si chiedeva attonito: fino a che punto il Cav deciderà di mostrare i segni dell’odio in volto senza cancellarli con la chirurgia plastica?. 41bis-turi
Fazio ha giurato da ministro della Salute. Topo Gigio nominato sottosegretario. Brunetta: “Bene, adesso non sono più io il piccoletto del governo“. B-asso nella manica
Nel dibattito di queste ore, tutti i giornali hanno collegato il fattaccio di Piazza Duomo alla bomba anarchica della Bocconi. Il clima pesante ci sarà pure, ma quanto contribuiscono parole e sillogismi strampalati ad aggravarlo? Il bipolarismo (dina)mite
Putin ha visto il video dell’aggressione e si è detto disgustato. Certo, fosse capitato a lui in Russia, il Tartaglia di turno avrebbe fatto una fine diversa. Protetto dal linciaggio? Garantito in carcere da un paio di avvocati? Macché…sarebbe stata tutta un’altra musica. Be bop a gulag
La politica italiana passa ormai da uno scandalo sessuale all’altro con grande nonchalance. Chi sarà il prossimo? A chi toccherà adesso? Domani è un altro porno
Tremonti sta simpatico ai suoi colleghi di governo come una manganellata sulle gengive arrossate. Quell’altro simpaticone del mini-ministro Brunetta, giusto per fare un esempio, non tollera nemmeno sentirlo nominare. Certo è che il tributarista di Sondrio ha un carattere che non aiuta. Il sinistro dell’Economia
Il SuperCav è rimasto così contento della visita alla dacia di Putin che ha espresso il desiderio di poter tornare almeno una volta al mese. Ma il premier russo non ha accettato di ospitare Apicella. Velato disappunto dell’uomo di Arcore. “Porca trojka”
Marrazzo si ritira in convento? Dapprima sembrava di sì, poi l’ex presidente della Regione Lazio ha cambiato idea. Intanto suor Binetti si offre: “Mandatelo da me. Parlandogli, saprò redimerlo“. Dal governatore in boxer alle carmelitane scalze? Mutatis mutande