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Tutti gli articoli con tag quirinale

Il velato attacco alla magistratura nella lettera di Napolitano alla famiglia Craxi

pubblicato da Luca Landoni


«L’onorevole Craxi, dimessosi da segretario del PSI, fu investito da molteplici contestazioni di reato. Senza mettere in questione l’esito dei procedimenti che lo riguardarono, è un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona»

Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella missiva inviata alla famiglia Craxi in occasione del decennale della morte del leader socialista. Una lettera destinata a suscitare polemiche, soprattutto nella rilettura degli eventi giudiziari che travolsero Bettino negli anni 90.

C’è molta prudenza nelle parole del Capo di stato, è vero, ma non può ritenersi casuale il richiamo a un evento ormai quasi dimenticato come la condanna della Corte di Strasburgo nei confronti dell’Italia per “processo non equo” a Craxi nel 1992.

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Il messaggio di fine anno del Presidente Napolitano. Video integrale

pubblicato da Luca Landoni

Si è già detto tutto sul discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Condivisibile e pieno di buon senso come d’uso, ha ricevuto il placet di tutte le forze politiche anche se Di Pietro ha rimarcato che si aspettava qualcosa di più, chiedendogli inoltre “che non firmi certe leggi”.

Il messaggio si può trovare sul canale youtube del Quirinale, inaugurato proprio ieri come vi abbiamo anticipato, ma ve ne proponiamo anche la versione video integrale tratta dal canale Rai.

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Ore 12 - Fini tira la corda e Berlusconi spera che si spezzi

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl titolo di stamattina del Giornale “Siamo nelle mani di Fini” non è l’esternazione quotidiana e fuori dalle righe di Vittorio Feltri.

La clava di Feltri, autonoma fin che si vuole ma pur sempre al soldo del Cavaliere, è esplicativa del fragile patto sulla giustizia che tiene alta la tensione nel Pdl e scuote la maggioranza.

Ma a Silvio Berlusconi, giocatore avveduto e senza scrupoli, non dispiace che la corda così tesa possa alla fine spezzarsi, portando diritti alle elezioni politiche anticipate. Cioè alla resa dei conti definitiva con i “nemici” interni ed esterni.

La “grana” sulla giustizia è la più spinosa ma anche quella delle candidature per le regionali, non è da poco, a cominciare dalla bomba ad orologeria dell’affaire che ha “strozzato” il sottosegretario Cosentino. Il tentativo del ripristino dell’immunità parlamentare, poi, è la ciliegina sulla torta, o meglio, un’arma per beffare la gente e infangare le istituzioni.

Il premier giura di non voler andare alle urne. E Fini, bollato dal ministro Bondi: “un conformista come gli ex comunisti”, finge di credergli. L’ex leader di An è diventato il “simbolo” di chi nel Pdl e nella maggioranza è in forte e crescente disagio.

Il Pdl non è un partito con un progetto politico chiaro, ma un partito che vive e asseconda le volontà del suo padre/padrone. Idem per il governo.

Intanto cresce il grande gelo fra Palazzo Chigi e Quirinale. E la temperatura continua a calare. Non solo quella atmosferica. Il tempo, si sa, è capace di tutto. Anche Berlusconi.

Il "caudillo" Berlusconi getta la maschera. E i tre soldatini di piombo del Pd fanno il gioco delle tre carte

pubblicato da Massimo Falcioni

Diavolo di un Cavaliere! Anche nel giorno della convention a tre (sole) voci del Pd s’è preso tutta la scena.

Mentre in un hotel romano Bersani ripescava Prodi, Franceschini recuperava Veltroni, Marino ricopiava se stesso, giocando tutti e tre ai soldatini di piombo, il premier sparava le nuove “atomiche” per l’ultima battaglia.

Vuole spegnere tutte le lampadine scomode: Costituzione, Quirinale, Consulta, magistratura, opposizione, giornali e … brutte donne. Obiettivo annunciato: presidenzialismo entro il 2013!

Ecco, ha gettato la maschera, il caudillo! Il gioco ce l’ha lui, il Cav. Piaccia o no. Non sarà facile riprenderglielo. Anche perché, non di solo fumo si tratta. C’è la sostanza. O meglio, la sostanza che non c’è: un Pd che ancora una volta ha perso l’occasione del rilancio.

La convenzione di ieri poteva essere fatta al loft, attorno al caminetto. Come ai bei tempi. Con una differenza: che allora il Cav. era stato fatto sloggiare da Palazzo Chigi. Adesso, da un anno e mezzo, è lui l’inquilino. E a tutta l’aria di non essere di passaggio.

La speranza è sempre l’ultima a morire. Adesso si spera (chi?) nelle primarie del 25 ottobre. Abbaglio. Comunque andrà, andrà male.

Poca partecipazione? Flop totale, Pd a rischio di chiudere bottega. Grande partecipazione? Apoteosi dell’antiberlusconismo! Cioè, Il Cav. premier (o peggio) a vita. Taca banda!

Giornata della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi: storica stretta di mano tra le vedove Calabresi e Pinelli

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

“Ridare e riaffermare l’onore di Pinelli, rompere il silenzio” sulla sua vicenda; perché proprio lui, l’anarchico sospettato ingiustamente di essere coinvolto nell’attentato di Piazza Fontana, “fu vittima due volte”. Queste le parole del presidente della Repubblica Napolitano nel Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi.

Una giornata storica per l’incontro tra Licia Rognini, vedova di Giuseppe Pinelli e Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, che si sono viste per la prima volta dopo quarant’anni e si sono strette la mano, parlando a lungo prima che la cerimonia al Quirinale cominciasse.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Silvio Berlusconi al Quirinale? Veto di Walter Veltroni: “Il Cavaliere se lo tolga dalla testa”. Antonio Di Pietro: “Alleanza con il Pd contro il sistema piduista del Cavaliere”. Massimo D’Alema: “Il Premier è solo un prepotente, vuole il potere assoluto”. Silvio Berlusconi: “Sono solo calunniatori, hanno perso la testa”.

Il nostro commento
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Siamo agli insulti incrociati. Sulla tolda del Titanic. Veltroni è un cattivo profeta: fin’ora non ne ha mai azzeccata una! Una cosa è certa: Silvio Berlusconi è, nel bene e nel male, lo stesso dell’aprile 2008. Walter Veltroni è diventato completamente un’ altra persona. Berlusconi forse culla mire “autoritarie”. Veltroni non ha alcuna coerenza e quindi non è credibile. Con Veltroni a capo dell’opposizione, il Pd difficilmente andrà al governo ma Berlusconi potrebbe anche salire al Colle. Non ci rimane che gridare: forza Napolitano!

Fabrizio Cicchitto: “E’ Veltroni ad attentare alla Costituzione. Il Parlamento è sovrano e deciderà, come sempre, chi siederà in futuro sullo scranno del Quirinale. Ogni cittadino ne ha diritto. Perché no Berlusconi?”

Walter Veltroni: “Berlusconi se lo tolga dalla testa, al Quirinale non ci andrà mai! Lui non è in grado di garantire unità ma solo divisione. Il suo è un disegno scellerato e autoritario. Gli italiani glielo impediranno”.

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giulio Andreotti: costituente. Voto + 9. Sullo scontro istituzionale tra Berlusconi e Napolitano interviene l’ex presidente del Consiglio, leader democristiano e costituente: “La Costituzione continua a mantenere salda tutta la sua validità, durerà altri 50 anni. Interferenze sovietiche? Non abbiamo ricevuto alcuna influenza, né russa né di chicchessia”. Lui c’era.
Walter Veltroni: (ri)costituente. Voto + 9. Il leader del Pd al Tg 1: “Silvio Berlusconi ha provocato lo scontro con il Quirinale perché vuole cambiare la Costituzione, che non è nata, come dice il Premier, dall’influsso di ideologie totalitarie, ma dal contributo delle forze migliori del Paese, alla fine della dittatura fascista”. Forte e chiaro: la prima volta di Uolter. Mai dire mai.

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Piazza Farnese: Di Pietro, Travaglio, Napolitano

pubblicato da paganini

Cosa avrà combinato stavolta Antonio Di Pietro in Piazza Farnese? Come sarà riuscito a mettersi addirittura contro il Presidente della Repubblica, che ha bollato le sue dichiarazioni come pretestuose e offensive?

Antonio Di Pietro, in piazza a Roma per una manifestazione (anche) contro la riforma della giustizia, convocata dall’Associazione nazionale vittime di mafia e dall’Italia dei Valori, ha accusato Napolitano di non essere un arbitro imparziale e di tacere su alcuni temi come la giustizia e il Lodo Alfano.

La protesta dell’Idv sarebbe motivata dalla la sospensione, decisa dal Csm, del procuratore capo di Salerno Luigi Apicella, un provvedimento che sarebbe segnale di grave ingerenza del potere politico nei confronti dell’autonomia della magistratura.

Tra i protagonisti della giornata, che si sono alternati sul palco allestito di fronte al palazzo dell’ambasciata francese, anche Salvatore Borsellino, Beppe Grillo e Marco Travaglio…

Ore 12 - Berlusconi tira la corda. E se si spezza?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroCrede profondamente nell’esigenza di riformare la giustizia. Anche a costo di cambiare la Costituzione. E di cambiarla a colpi di maggioranza.

Silvio Berlusconi ha lanciato il sasso con tale forza e così in alto da prefigurare una Italia diversa da quella di oggi e da quella degli ultimi 60 anni.

Sembra quasi che Berlusconi voglia giocare la carta “o la va o la spacca”. Se vince fa cappotto: un “sovrano” illuminato e sostenuto dal voto popolare e populista deciso a varcare le soglie del Quirinale. Se non centra l’obiettivo, vince ancora le elezioni grazie al rilancio del clima di scontro, e resta dov’è.

Andrebbe comunque a compimento la concezione degli ultimi 15 anni: un bipolarismo bislacco, con due partiti leggeri di stampo padronale e/o leaderistici e una democrazia maggioritaria con inevitabili venature autoritarie.

Ieri il premier ha sbattuto la porta in faccia all’opposizione, definendo il Pd: “marxisti-leninisti”.

Berlusconi non sa o non vuole sapere che la fine del comunismo concluse la fase storica della Dc, quella che, come diceva Aldo Moro, la “condannava a governare, per mettere il Paese al riparo da disavventure disastrose”.

Berlusconi riapre gli armadi per far resuscitare i fantasmi del comunismo in modo da essere “condannato a governare”.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Senato: è scontro sugli emendamenti “salva premier”. Insorge l’opposizione. Rottura fra governo e Pd. Veltroni: “Si vuole intimidire la giustizia. Fondato l’allarme di chi invoca un’emergenza democratica”. Berlusconi: “Il Pd torna alla baionetta per superare la propria crisi”. L’Idv: “Dittatura dolce”. Il Premier ricusa il giudice del processo Mills. L’Associazione magistrati contrattacca: “Chi governa non può denigrare i giudici”. Preoccupazioni al Quirinale.

Il nostro commento. Torna lo scontro aperto sul nodo rovente della giustizia. E in poche ore si è passati dall’inciucio alle baionette. Il Pd torna in trincea. Il Pdl se ne frega e tira diritto rivolgendosi direttamente agli italiani. Il voto siciliano (e i sondaggi nazionali) premiano la linea decisionista del governo e puniscono il Pd e il centrosinistra. Alla gente non frega niente delle norme salva premier? Vedono in Berlusconi un italiano vessato come tanti e quindi lo appoggiano nel suo “dar di spugna” anche se il Cavaliere “forza” la legge? Forse è così. E non è vero che siamo in Bolivia. Certo è che siamo in una “nuova” Italia: incurante del governo impegnato sulle pendenze del Premier, disimpegnato sull’ecatombe delle morti bianche, fa passare il furto di un portafoglio al Pigneto come emergenza assoluta, tace sul 2,9% del Pil rappresentato dal giro d’affari della ‘Ndangreta. Una nuova Italia, con la sinistra smarrita che non si decide a fare un “bagno d’umiltà semantica” rigeneratore. Al Senato c’è chi ha paragonato la lettera di Berlusconi a Schifani al discorso di Mussolini sull’omicidio Matteotti che diede il via alla fase dittatoriale del fascismo. Esagerazioni? Qui siamo. Per adesso. Si balla sul filo di lana.

Mills, “da Gandus grave inimicizia”. Dall’istanza di ricusazione del giudice Gandus (esponente di Magistratura democratica) presentata dai legali di Berlusconi si legge che da parte del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano Nicoletta Gandus sarebbero state fatte “reiterate manifestazioni di pensiero” che “appalesano” una “inimicizia grave nei confronti dell’imputato Berlusconi”. Chicca finale: “Gandus possedeva azioni Mediaset”.

Massimo D’Alema: “C’è un clima tutt’altro che positivo a causa dell’iniziativa di Berlusconi. Siamo ai colpi di mano. Ci sarà una nostra risposta adeguata, ferma, dura, senza sconti di alcun tipo”.

Fabrizio Cicchitto: “Bisogna decidere se si vuole mettere da parte l’uso politico della giustizia o se si vuole continuare a cavalcarla. Il Pd è in difficoltà, per recuperare consensi torna allo scontro. Se si fa trascinare da Di Pietro, toccherà il fondo”.

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