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Giorgia Meloni, attraverso Repubblica, si è schierata con Rosy Bindi che ieri, per l’ennesima volta, era stata presa in considerazione dal Presidente del Consiglio per il suo aspetto fisico. Il Ministro della Gioventù, arrivata al Popolo delle Libertà dopo una carriera in Alleanza Nazionale, è stata l’unica donna dell’attuale Governo a precisare che certe dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono inopportune.
Né Mara Carfagna (Ministro per le Pari Opportunità), né Stefania Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente ed ex responsabile del dicastero della stessa Carfagna), né Mariastella Gelmini (Ministro della Pubblica Istruzione) hanno voluto avallare le posizioni della collega.
Nessuna delle tre, malgrado il recente impegno sulla creazione di un’ipotetica corrente rosa del Pdl, davanti ad una discriminazione fatta e finita ha voluto mettere in pratica i dogmi del femminismo che hanno sovente citato nelle scorse settimane.
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Non c’è commentatore dell’attualità politica che per sottolineare le lacune del sistema politico del nostro paese non abbia comparato, almeno una volta, l’Italia all’Europa. Io stesso, ieri, raccontando la storia di Raghad Hussein avevo sottolineato i passi in avanti fatti dall’Asia sull’emancipazione della donna in politica.
Per una volta, come osservato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, è l’Italia ad essere invidiata dall’estero. Nicolas Sarkozy è riuscito a far licenziare i giornalisti che nelle scorse settimane hanno fatto pubblicamente delle insinuazioni sulla moglie Carla Bruni.
Tanta fortuna, o talento, non appartiene più a Silvio Berlusconi che all’editto bulgaro (a causa del quale persero il posto Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi) non è riuscito a far tacere i dissidenti che qua e là compaiono.

Tutte le necessarie considerazioni che vengono scritte sull’emancipazione femminile ancora non raggiunta in politica scompaiono in giorni come questi quando, ad esempio, l’Interpol annuncia pubblicamente di occuparsi di Raghad Hussein, figlia primogenita del Rais.
Secondo quanto riportato dai quotidiani italiani, la piccola Saddam (così è stata soprannominata la donna la cui tenacia ricorda quella del padre) sarebbe la mente degli attacchi terroristici che in queste settimane sono stati fatti a Bagdad.
Dalla Giordania, dove è protetta dal sovrano Abdallah a patto che non crei problemi, raccoglie soldi destinati alle colonie di nostalgici baathisti (così si chiamano gli esponenti del Baath, l’ex partito di Saddam Hussein) che a loro volta lo condividono con le basi che sono state create in punti strategici del Medio-Oriente.
Continua a leggere: Raghad Hussein: la figlia di Saddam non ha bisogno delle quote rosa
Ultimo appuntamento con Christian Rocca, il giornalista del Foglio per il quale cura anche camilloblog.it, che abbiamo intervistato per tutta la settimana per capire meglio il lavoro fatto da Barack Obama dal giorno della sua elezione.
Con Christian Rocca abbiamo parlato di riforma sanitaria, di nobel, di crisi e di donne. Oggi, per chiudere, ci concentreremo su una minoranza. Quella costituita dalla comunità GLBT che non condivide la politica del Presidente malgrado l’amministrazione abbia approvato una legge analoga a quella elaborata da Paola Concia. Affossata. Poi.
Barack Obama è favorevole al matrimonio gay? Ha risolto i contrasti con la comunità omosessuale statunitense?
C’è stato un referendum che ha detto no alla possibilità di fare i matrimoni gay.
Obama è contro il matrimonio gay. L’ha detto e ripetuto in ogni modo possibile anche se ha una posizione un po’ strana e a tratti contraddittoria.
Non dite poi che non ve l’avevamo detto. Per primi. Alla vigilia del voto in New Jersey e in Virginia Christian Rocca aveva analizzato per polisblog.it i possibili scenari della sconfitta del partito di Obama. Che poi, come da previsione, è avvenuta.
Non si è invece ancora verificato il divorzio tra il Presidente e l’elettorato femminile malgrado il maschilismo di Barack Obama a causa del quale Hilary Clinton è costretta a lavorare sempre all’ombra di qualcun altro.
Intervistata da Fabio Fazio, Condoleeza Rice ha precisato che Barack Obama ha la stessa politica estera del suo predecessore. È d’accordo?
Sì è No. Distinguerei, intanto, la politica estera dalla politica di sicurezza nazionale che spesso coincidono.

Filippo Facci non è solo un giornalista. Filippo Facci non è solo uno scrittore. Filippo Facci è uno dei pensatori più interessanti dell’attuale panorama giornalistico italiano. Spazio dove sempre meno si ragiona. Spazio dove sempre più si assiste a litigi tra giornalisti.
Filippo Facci non è abituato ad urlare. Se lo facesse, probabilmente, tutti si accorgerebbero che la sua storia è uno dei nodi da analizzare per capire l’attualità. Nella quale convivono Antonio Di Pietro, sul quale il giornalista ha appena scritto un libro, e Vittorio Feltri, il cui (cito testualmente) giornalismo forcaiolo non è condiviso dall’editorialista di Libero.
È una delle poche persone ad essere apertamente contro Antonio Di Pietro. Perché?
Anzitutto non è vero, credo che siano tanti ad aver intuito la pericolosità e inconsistenza politica del personaggio

Negli ultimi giorni si è molto parlato di Paola Concia. Non solo perché sostiene la mozione Marino. Di Paola Concia si è disquisito, soprattutto, per via della bocciatura contro l’omofobia sulla quale stava lavorando. Da più un anno.
L’intervista che trovate di seguito è stata registrata prima di questo momento. Dopo, però, della sentenza del Tar di Lecce a causa del quale è stata sciolta la giunta (a maggioranza Pd) di Taranto per assenza di donne.
Con Paola Concia non abbiamo parlato solo della scomparsa delle donne in politica. Anzi. A lei abbiamo chiesto delucidazioni sull’assenteismo a causa del quale il progetto sullo scudo fiscale, contestato dal proprio schieramento, è diventato legge.

Scrivere dei provvedimenti di Mariastella Gelmini, Ministro della Pubblica Istruzione, dovrebbe essere considerato accanimento terapeutico. Perché di questo si tratta. Di negazione dell’umana pietà.
Non si fa in tempo a scrivere dei problemi che ha con il Tar del Lazio, o con Rosy Bindi, che già bisogna prender atto dell’ennesima dichiarazione utile a migliorare la scuola tanto quanto può essere per un non vedente un corso di fotografia.
Secondo quanto riportato dall’Unità l’esponente del Pdl vorrebbe equiparare la valutazione dell’ora di religione a quella delle altre materie sostituendo il giudizio, attualmente utilizzato, ad un voto che, come dichiarato dalla stessa Mariastella Gelmini, non c’è.
Continua a leggere: Ora di religione: Mariastella Gelmini vuole i voti

Invece di risolvere i propri problemi, con il Tar del Lazio, Mariastella Gelmini preferisce disquisire su delle provocazioni che i media qua e là riprendono alterando il dibattito sulle quote rosa che, come dichiarato da Daniela Occhiali su polisblog, andrebbe rivisto. Per essere davvero utile.
Avallando la posizione del Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il Ministro della Pubblica Istruzione ha deciso di non manifestare la propria solidarietà a Rosy Bindi su quanto Silvio Berlusconi e Roberto Castelli hanno detto in una recente puntata dello show di Bruno Vespa. Porta a Porta.
“Solidarietà a Rosy Bindi? Nessuna. Nemmeno io – ha dichiarato Mariastella Gelmini - a mio tempo l’ha ricevuta. Repubblica ed Espresso avevano scritto cose terribili su di me, che mettevano in discussione la mia onorabilità, tanto che li ho querelati. La Bindi non dia lezioni, sarebbe fuori dalla storia”.
Continua a leggere: Donne contro Rosy Bindi, Mariastella Gelmini appoggia Giorgia Meloni
A seguito della notizia relativa alla sentenza del Tar di Lecce, a causa della quale la giunta della provincia di Taranto è stata sciolta per assenza di donne, si è ricominciato a parlare di quote rosa.
C’è chi ha cominciato a ragionare sulle possibili giunte da riformare e chi si è occupato delle realtà opposte a quelle di Taranto. Esemplificativa, e molto citata, è stata l’esperienza di Daniela Occhiali sindaco di Sant’Agata Bolognese a capo di una giunta tutta femminile che, intervistata da polisblog, dichiara di puntare sul merito. Più che sul genere.
Sindaco è d’accordo con la sentenza del Tar di Lecce?
Continua a leggere: Intervista – Daniela Occhiali a polisblog: “Non credo nelle quote rosa”