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“I governi, tutti i governi degli ultimi 15 anni, hanno tradito i pensionati”
Raffaele Bonanni
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Buon ultimo, spinto dal braccio di ferro fra il ministro Claudio Scajola e l’ad della Fiat Sergio Marchionne su Termini Imerese, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni dà l’alt al Governo: “ Se il Gruppo torinese chiude le fabbriche in Italia, niente aiuti!”.
Si sa che è solo un teatrino, luccichini per le allodole.
Da sempre la Fiat ha divorato (inutilmente) soldi pubblici per auto bidoni, impianti obsoleti, progetti fatiscenti, ricerca da imbonitori, cassa integrazione a vanvera e continuerà a farlo.
Non conta il colore del Governo in carica. Torino bussa, cioè ricatta, e Roma apre la borsa e accetta il ricatto. Business is business. E porta voti.
C’è chi dice che con tutto quello che ci è costato il carrozzone Fiat, ogni italiano avrebbe potuto acquistare almeno tre auto straniere a testa.
Ieri come oggi valeva e vale sempre la stessa impostazione: privatizzare gli utili e pubblicizzare le perdite. In altre (poche) parole, quando c’è da guadagnare, i soldi in tasca vanno al padrone (agli azionisti) e quando c’è da perdere, paga pantalone.
Per “fortuna”, alla fine sono i padroni e i loro eredi a scannarsi per dividersi il “tesoretto”.

Qua e là, da qualche ora, viene riportata una dichiarazione di Silvio Berlusconi sulla quale oggi vale la pena ragionare. Il Premier poche ore dopo la bocciatura del Lodo Alfano alla stampa ha fatto sapere di che pasta è fatto.
Ebbene, in attesa che ciò avvenga, ci pensano gli italiani a dimostrare al Presidente di Consiglio il loro valore. Scioperando. In 50 città. Come riportato da Repubblica il mese caldo delle manifestazioni contro il Governo sarà aperto dai cortei degli insegnanti supportati dagli studenti.
Già previsti, nei prossimi giorni, altre manifestazioni. Il 20 ottobre incroceranno le braccia gli iscritti all’Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori). Il 23 i comitati di base mentre il 31 sarà la volta della Cisl che ha organizzato a Roma uno sciopero a cui parteciperà anche il segretario generale, Raffaele Bonanni.
Finalmente anche dalla Cisl arriva l’alt al ministro Brunetta e alla Lega di Bossi che vogliono riproporre le gabbie salariali e addirittura la busta paga … padana.
Insomma Brunetta, con la differenziazione del salario (per il pubblico impiego) su base territoriale vuole riportare le lancette della storia 50 anni indietro.
Tradotto, significa che due dipendenti della stessa amministrazione pubblica, di pari qualifica, anzianità e merito, ma che lavorano in regioni diverse, percepiranno due salari diversi.
Con la scusa di voler abbattere i privilegi, in effetti si vogliono colpire i diritti dei lavoratori.
Rispetto a quanto vuole la Lega, il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha ricordato che “la busta paga è contrattata da imprenditori e lavoratori con accordi sindacali. Non siamo nell’Unione Sovietica e non ci vogliamo tornare ora che è crollata”.
Ben detto. Ma la Russia c’è e c’è lo “zar” Putin, grande amico del Cavaliere.
Vigilare, italiani, vigilare …
Continua a leggere: Le "gabbie" di Brunetta e Bossi. Alt (anche) della Cisl
Si preannuncia interessante e vagamente inconsueta la puntata serale di Ballarò, per una volta libera dai temi obbligati delle ultime settimane come la crisi economica e il terremoto.
Si parlerà infatti dei temi eterni dell’uomo come Libertà, uguaglianza e solidarietà nella società moderna. Ospiti in studio con Giovanni Floris saranno il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il candidato del Pd alle europee e volto noto dei Tg Rai David Sassoli, il leader del Pdci Oliviero Diliberto, Carolina Lussana della Lega Nord (un bel peperino, vedrete), il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, il politologo francese Marc Lazar, l’economista Michele Boldrin e l’imprenditore Roger Abravanel. In apertura la consueta copertina satirica di Maurizio Crozza.
PolisBlog seguirà in diretta la trasmissione con il nostro Marco Paganini. Appuntamento su Rai3 alle 21.05
Stasera a Ballarò il tema di fondo non poteva che essere la crisi finanziaria mondiale. Di qui il titolo della puntata: “Le banche tremano, le borse crollano e gli italiani temono per i loro redditi. Come risponde la politica?”
Sotto la conduzione di Giovanni Floris in studio si confrontano il segretario del Pd Walter Veltroni, il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Mario Baldassarri, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei e il presidente dell’Ipsos Nando Pagnoncelli. La puntata sarà come sempre aperta dalla copertina satirica di Maurizio Crozza.
Come d’abitudine questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.05
Continua a leggere: Stasera a Ballarò: la crisi finanziaria mondiale
Marco Travaglio: no tu no. Voto + 8. Il cambio all’Unità con Concita De Gregorio al posto del defenestrato Antonio Padellaro ha provocato polemiche e contestazioni nella redazione del giornale fondato da Antonio Gramsci e fra i lettori. Sintomatico l’editoriale di Marco Travaglio: “Scusate, ma non ho capito”. E’ una chiara denuncia contro Walter Veltroni, accusato di interferenza e di avere di fatto chiesto e ottenuto la svolta. Scrive Travaglio: “Non è usuale che un segretario di partito licenzi un direttore di giornale e indichi le caratteristiche del suo successore”. Scusate, a noi pare di avere capito. L’Unità resta un giornale di “partito”: il partito di chi comanda nel Pd.
Raffaele Bonanni: triplice addio. Voto – 6. Sulla riforma dei contratti il leader della Cisl Bonanni vuole firmare anche “da solo”. La Cisl è determinata a raggiungere un accordo con la Confindustria entro settembre, “ad ogni costo” , per portare a casa entro l’anno “un accordo con il governo – dichiara Bonanni dal meeting di CL a Rimini - per godere di detassazioni forti e strutturali sul salario di produttività” . Tradotto, vuol dire strizzare l’occhietto al governo e minacciare la Cgil, che non ci sta e reagisce rimarcando il “valore irrinunciabile” dell’unità sindacale. La Cisl tira troppo la corda, ma la Cgil latita e difende solo, ad armi scariche, un guscio vuoto. La Uil tace. I lavoratori pagano.
Stasera a Ballarò (Rai3, ore 21.05) si traccerà un bilancio di questo primo mese abbondante di governo Berlusconi. Gli argomenti all’ordine del giorno saranno tasse, salari, giustizia, intercettazioni, immondizia e prostituzione.
Ospiti in studio il ministro del welfare Maurizio Sacconi, Pierluigi Bersani del PD, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, moderati dal conduttore Giovanni Floris che si avvia a concludere la sua sesta stagione. Per Sacconi, che rappresenta l’esecutivo, si prospetta un compito arduo vista la caratura degli “assedianti”.
Sulla falsariga della settimana scorsa sarà possibile utilizzare questo spazio per commentare in diretta il programma.
Aggiornamento ore 21: in studio sarà presente anche Gasparri (Pdl); Sacconi avrà quindi un valido alleato.