Nel pomeriggio di oggi PolisBlog sarà presente al backstage de L’Ultima Parola, il programma di approfondimento politico di Gianluigi Paragone in onda ogni venerdì 25 febbraio alle ore 23,30 su Raidue. Il backstage si svolgerà dalle ore 16,15 alle ore 17 e lo trovate qui e qui. Nei giorni successivi verrà poi riportato sul canale YouTube del programma. Oggi con il titolo SABBIE MOBILI si parlerà di rivolta in Libia, situazione in Nordafrica, immigrazione, islam, risvolti per l’Italia. A rappresentare PolisBlog oggi ci sarà Massimo Falcioni. Sarà possibile interagire tramite la pagina Facebookdell’Ultima parola e twitter.
Seguiteci numerosi.
Mai come oggi c’è da augurarsi che la televisione, in particolare quella pubblica, non sia effettivamente uno specchio della società italiana. Tralasciando gli sprechi, e i conseguenti tagli che saranno fatti (sulla tv dei ragazzi, ad esempio), la RAI rappresenta sempre meno il servizio pubblico.
Come notavano, ieri, molti lettori di polisblog.it per garantire la par condicio saranno sospese un mese prima dell’appuntamento elettorale le trasmissioni che sono solite fare dell’approfondimento politico.
Fuori Michele Santoro, Giovanni Floris, Lucia Annunziata, Bruno Vespa (e molti altri). Dentro ore, e ore, di tribune elettorali che di certo non raggiungeranno l’audience delle trasmissioni che sostituiranno.
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Renata Polverini ha iniziato prima di Emma Bonino la campagna elettorale per diventare il nuovo Governatore della Regione Lazio. Fatta eccezione per i conflitti tra l’Udc e il PdL la sindacalista sembrava esser pronta per vincere.
Lei sui cartelloni propagandistici. La sua avversaria sulle pagine di Libero. Per Renata Polverini la conquista dell’elettorato sembrava davvero cosa fatta. Fino a ieri. Giorno in cui la sindacalista ha perso le staffe trasformandosi di fatto in un esponente politico.
A notarlo, per primi, sono stati i giornalisti de “Il Fatto” che Renata Polverini ha querelato sostenendo che gli attacchi del quotidiano, seppur legittimi, sono stati nei suoi confronti troppo insistenti.
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All’indomani della defenestrazione di Francesca Senette (ex Tg4 nonché presentatrice di RaiDue a cui l’attuale direttore di rete tolse un programma che venne poi affidato a Lorena Bianchetti) nei corridoi televisivi di Milano una voce era più insistente di altre.
Quanto successo alla giornalista è spiacevole ma capita se alle tue spalle hai un protettore che poi ad un certo punto viene meno. Francesca Senette arrivò in RAI su invito di Antonio Marano, in quota Lega Nord, che durante la sue direzione investì anche su Gianluigi Paragone (ancora in onda) e Daria Bignardi (in onda con qualche problema).
La storia di Francesca Senette, felicemente sposata, assomiglia a molte altre. Alcune delle quali molto più brutte. Secondo quanto pubblicato da Repubblica, e ripreso da Dagospia, Eleonora Daniele (volto di RaiUno nonché ex concorrente del Grande Fratello) avrebbe avuto una liaison con l’allora Ministro dell’Agricoltura Gianni Alemmano.

Ci sono programmi televisivi che per mangiarsi il pubblico hanno bisogno di un’edizione. Altri, invece, hanno bisogno di più. Il Festival di Sanremo, giusto per fare un esempio, per cannibalizzare la triste scena politica ci ha messo due anni.
Dopo essersi portati in casa il circo di Maria de Filippi si prepara ad uniformarsi alla linea editoriale di RaiUno manomessa dalla lottizzazione. Pendente verso il Governo se, come abbiamo più volte sottolineato su polisblog.it, Augusto Minzolini si concede più libertà di Antonello Piroso (direttore del telegiornale de la7).
Sdoganato il principe ballerino, che con Pupo e un tenore (uno a caso), renderà omaggio alla madre patria e Povia, che a differenza del cantautore medio italiano non si ispira all’amore preferendo occuparsi male della cronaca, sul parco dell’Ariston non è arrivata per poco Janet De Nardis.
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Il nuovo programma di Gianluigi Paragone, L’ultima parola, ha dunque totalizzato uno share inferiore al 6%. Onestamente non ci pare un gran risultato, ma alla fine il punto non è questo. La questione semmai è che tutti i programmi di politica in seconda serata fanno sempre, inevitabilmente flop. Con l’eccezione di qualche Speciale Porta a Porta, trasmissione che tuttavia fa storia a sè visto che si occupa di politica solo in occasioni “da audience”.
E allora, se davvero il programma di Paragone rientra nella sbandierata ottica di creare un contraltare ad Annozero e Ballarò, che senso ha la sua collocazione? È possibile che quello stesso centro-destra il cui leader si picca di essere un esperto di comunicazione non sia capace di imporre una trasmissione in prima serata?
I casi sono due. O il dio denaro ha il sopravvento su tutti e si evita la prima serata nel terrore di non fare ascolti; oppure non gliene frega niente a nessuno, e la campagna battente contro i programma “di sinistra” non è altro che fumo negli occhi dell’elettorato, tanto per fare vacuo esercizio di indignazione.
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Come preannunciato ieri da Marco, questa sera prenderà il via la nuova trasmissione di approfondimento politico di Gianluigi Paragone, già direttore della Padania e conduttore di Malpensa, Italia.
Ogni settimana inchieste, servizi filmati, interviste e ospiti in studio per approfondire quanto accade nel nostro Paese, in un racconto che fornisce spunti di riflessione e qualche risposta. Ad aprire ogni “capitolo” di questo racconto - su una passerella formata da 12 schermi al plasma - sarà Gianluigi Paragone con un editoriale nel quale propone la propria chiave di lettura del tema del giorno, seguito poi dal dibattito in studio e dalle testimonianze di ospiti e protagonisti.
Molto particolare anche il metodo del programma, i cui ospiti sono ancora in via di definizione, con una sorta di “schermo magico” in touchscreen per visualizzare filmati e servizi, e alla fine di ogni puntata la hit parade con il meglio e il peggio della settimana televisiva e della carta stampata, sempre commentata (di qui “L’ultima parola”) da Paragone.
Appuntamento alle ore 23,45 su Raidue.

In occasione delle tanto discusse celebrazioni - per chiamarle così - del decennale della morte di Bettino Craxi, Rai2 dedica oggi la prima serata allo statista socialista. Il tutto nell’ambito di uno Speciale Rai Educational La storia siamo noi, condotto da Giovanni Minoli.
A dieci dalla scomparsa di Craxi, La Storia Siamo Noi racconta uno dei leader più rappresentativi e discussi del Dopoguerra. A ripercorrere la sua storia che si intreccia profondamente con quella dell’Italia, tra gli altri, i familiari, gli amici, e i collaboratori. Interrogando, cosi’, la memoria di chi con Craxi ha vissuto e collaborato ma anche di chi contro il leader socialista ha a lungo combattuto.
Il programma, che secondo Minoli non ha alcun intento celebrativo ma sarà puramente storico, ha per titolo “Craxi. Ritratto di un leader” (di Carlo Durante e Antonello Savoca) e andrà in onda alle ore 21.05 su RaiDue.
U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?
V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)
R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?
S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.
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