I come Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha preso, di fatto, il posto della sinistra radicale che nelle precedenti amministrazioni tanto faceva tribolare i governi dell’uno e dell’altro schieramento politico. Ma il progetto dell’ex magistrato all’elettorato piace tanto che alle elezioni europee lo premia con un numero maggiore di consensi.
L come Lodo Alfano. La bocciatura della proposta dell’omonimo Ministro inasprisce ulteriormente il dibattito. Il rapporto tra l’amministrazione Berlusconi e la magistratura si fa sempre più teso tanto che della difesa del Premier non si occupa solo il Ministro della Giustizia. Con Silvio anche Franco Frattini, responsabile degli Esteri, e Renato Brunetta, responsabile della Pubblica Amministrazione.
M come Marrazzo Piero. Lo scandalo che ha travolto l’ex Presidente della Regione Lazio oltre ad indebolire la credibilità del Partito Democratico è stato per settimane e settimane al centro di un dibattito sociologico che politicamente non è collimato in nulla. Anzi. Per apparire più maschio ogni esponente politico dichiarava di non essersi trattenuto con una prostituta transgender. Eppure l’esistenza di chiappe d’oro è certa.
D come Divorzio. L’abbandono del tetto coniugale di Veronica Lario ha dato il via, e ad alcuni mesi di distanza lo si può affermare con una certa sicurezza, ad una serie di grattacapi per il Premier che di certo non hanno contribuito alla sua resa politica.
E come Eluana Englaro. Nei giorni antecedenti alla morte della donna si è fatto un gran parlare di cosa fosse giusto per i malati terminali eppure a quasi un anno dalla quel tragico fatto di cronaca nessun esponente politico, sia destra che a sinistra, è ritornato sull’argomento. Perché? Chiusa la notizia chiuso il dibattito?
F come Fiat. Ma anche come fabbriche già chiuse. Non c’è giorno che i media paralleli a quelli ufficiali raccontino la crisi eppure il Governo non presenta ai propri elettori un progetto di rilancio del paese tanto che nel frattempo per sperare nella ripresa dobbiamo confidare in Giovanni Minoli che ha deciso di produrre “Agrodolce” con la regione Sicilia per creare dei nuovi posti di lavoro.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Divorzio, Eluana Englaro, Fiat e Giustizia
Non seguendo l’esempio di Silvio Berlusconi, già proiettato al 2010, noi un bilancio dell’anno che si conclude lo vogliamo fare. Stabilire però cosa sia da salvare è piuttosto difficile. Per questo motivo abbiamo deciso di condensare il 2009 in un elenco. Di seguito trovate la prima parte.
A come Anno Zero. Michele Santoro insieme ad altri ha rappresentato, nel 2009, l’informazione non gradita al Governo pronto a premiare invece i giornalisti più vicini alla maggioranza. Oltre alla sospensione della prima puntata di Ballarò per mandare in onda l’ennesimo speciale di “Porta a Porta” è di poche settimane fa lo slittamento in palinsesto del programma di Daria Bignardi per quanto dichiarato, contro Silvio Berlusconi, da alcuni dei suoi ospiti.
B come Brunetta Renato. Allievo prediletto del Premier, il Ministro della Pubblica Istruzione pur di non perdere nessuno talk show (da quello più impeccabile a quello più peccaminoso) ha accantonato la realizzazione dei propri progetti contro i fannulloni. Pare infatti che l’esponente politico sia pronto a candidarsi al ruolo di primo cittadino di Venezia.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Anno Zero, Renato Brunetta e Clan (dei Casalesi)

L’allievo, Renato Brunetta, è riuscito a superare finalmente il maestro, Silvio Berlusconi. Più populisti del Ministro della Pubblica Amministrazione al Governo ci sono davvero poche persone.
A poche settimane dal rinnovo del canone televisivo l’esponente politico ha proposto al direttore generale della RAI, Mauro Masi, affinché nei titoli di coda di ogni trasmissione televisiva ci sia anche la voce riguardante i compensi del presentatore.
Al di là di tutta una serie di difficoltà pratiche (la stessa persona potrebbe essere stata pagata anche in qualità d’autore ma sul proprio contratto potrebbe non essere stato previsto una suddivisione specifica degli incarichi), l’intervento di Renato Brunetta è uno dei più sterili che siano mai stati fatti attorno alla televisione pubblica.
Continua a leggere: Renato Brunetta: “Gli stipendi dei conduttori Rai nei titoli delle trasmissioni”
Stasera ad Annozero si torna a parlare di una vicenda di cui ci siamo occupati anche noi a più riprese; lo scioglimento (mancato) del Comune di Fondi (Lt) in odore di camorra. Anzi, in Profumo di Mafia, come recita molto opportunamente il titolo della puntata.
Il Ministero dell’Interno chiede che sia sciolto un consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Ma poi rinuncia ad andare avanti perché il consiglio comunale si dimette. Intanto vengono arrestati un assessore, il capo e il vicecapo della polizia municipale e alcuni dirigenti comunali per associazione mafiosa, mentre alcuni consiglieri sono indagati. Tutto questo avviene a Fondi, in provincia di Latina, dove i carabinieri indagano sulla presenza del clan camorrista dei casalesi. Un’indagine che tocca anche l’amministrazione cittadina.
La puntata sarà strutturata intorno a un’inchiesta di Stefano Bianchi e Giulia Bosetti, che racconteranno la storia del consiglio comunale di Fondi, mentre in studio troveremo come ospiti tra gli altri l’esponente del Pdl Italo Bocchino e l’eurodeputato dell’Italia dei valori Luigi De Magistris.
Continua a leggere: La vicenda del Comune di Fondi al centro di Annozero. Profumo di mafia
Questa sera prende finalmente il via la nuova edizione di Annozero, una delle più tribolate degli ultimi anni, anche per via della quasi contemporaneità con l’uscita del Fatto Quotidiano, il nuovo giornale di Travaglio e Padellaro. E proprio il giornalista-polemista è stato al centro del giallo sul suo contratto; una querelle che ha minato lungamente la sua possibile presenza ma che ora sembra aver trovato fine.
Leggiamo dal comunicato tratto dal sito:
Marco Travaglio sara’ domani ad Annozero e, come sempre, fara’ il suo editoriale in trasmissione: e’ quanto si legge nel comunicato di presentazione della prima puntata, domani in prima serata su Raidue. Tema la liberta’ d’informazione, titolo ‘Farabutti’.
“C’e’ un pericolo per la libertà di espressione in Italia? Ci sono domande proibite? Ci sono giornalisti indesiderati e trasmissioni all’indice?”, sono le domande alle quali il programma cerchera’ di dare delle risposte.
Continua a leggere: Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite
Puntata veramente dimessa quella di stasera per Annozero. La trasmissione di punta della politica in prima serata dovrà paradossalmente fare a meno degli stessi politici, in nome delle ridicole norme italiane in materia di par condicio. Fortunatamente saranno comunque presenti Vauro e Marco Travaglio, e dal vignettista ci aspettiamo più di uno sberleffo alla legge di cui sopra.
Tornando alla serata, andrà in onda un lungometraggio dal titolo Corri bisonte corri.
Corri bisonte corri è lo speciale di Annozero realizzato da Roberto Pozzan con la collaborazione di Monica Giandotti. Niente ospiti politici in studio anche se sono confermate le presenze fisse di Marco Travaglio, Vauro e Margherita Granbassi. Poi, spazio al racconto, fatto di immagini, musiche e testimonianze.
Continua a leggere: La par condicio ammazza Annozero. Stasera in onda senza politici

Cari amici di PolisBlog. Tra un’ora circa daremo inizio alla diretta di Annozero. Appuntamento a tra poco.
Ore 21.08 Santoro annuncia il ritorno di Sabina Guzzanti e apre più pacato del solito. Lettura cavouriana e parola a Marco Travaglio.
Spazio Travaglio Il polemista sottolinea l’aumento degli sbarchi di clandestini e fa una cronistoria dei tentativi di accordo con la Libia, Berlusconi-Prodi-Berlusconi. Fa capire che la colpa dell’emergenza è del governo e in particolare della Lega (attacchi in rapida successione a Castelli, Bossi, Maroni e il giornale La Padania in generale), prima di passare agli stupri. L’argomento viene mischiato sommariamente alle intercettazioni, sempre con vena ironica, mentre viene inquadrata Rosi Bindi che ride tutta contenta. Travaglio ha le sue ragioni quando parla della presa in giro libica, ma per il resto spara a senso unico come spesso gli capita. Dopo un servizio su Lampedusa si torna in studio.
Ore 21.25 Lungo monologo di Casini che pare dire cose tanto sensate, ma scorda che quando era al governo non solo il suo gruppo non ha preso alcuna iniziativa, ma ha quasi sempre messo i bastoni tra le ruote. Facile ora criticare nell’ordine: l’accordo con la Libia, l’invio dei militari, i tagli alle forze dell’ordine e addirittura l’organico ridotto dei poliziotti di Guidonia (che comunque è alle porte di Roma, non è un’isolotto irraggiungibile).
Ore 21.32 Tocca a Cota (Lega Nord). Ammette l’aumento degli sbarchi, ma chiarisce che l’accordo con la Libia è l’unica via percorribile (”non possiamo mica fare una guerra”); porta l’esempio del trattato albanese che ha bloccato l’esodo dal paese delle aquile. Piccola polemica col leader Udc che a quei tempi chiedeva di sparare agli scafisti, ora gioca a fare il moderato.
Ore 21.41 È il turno di Rosi Bindi (Pd). Ricorda che solo il 9% degli arrivi viene da Lampedusa, ma Cota la contesta e afferma che invece sarebbero 30.000 su 36.000; il tutto sembra nasca da un equivoco tra sbarchi e arrivi in generale. Si va avanti. La Bindi spiega che l’emigrazione è figlia della crisi globale (strano, a me sembrava arrivassero anche prima) e blatera logorroicamente senza soluzione di continuità. Persino Santoro spazientito la invoca di arrivare al punto. Il pubblico disperato lotta per non assopirsi, invocando un caffè, ma il bar della Rai ha già chiuso.
Da stasera il panorama politico italiano si arricchisce di una nuova trasmissione televisiva, condotta dall’ex-direttore de La Padania e attuale vicedirettore di Libero Gianluigi Paragone. Ogni martedì sera alle 23,40 circa, per sette puntate, Paragone si propone di dare voce alle opinioni di politici, imprenditori e giornalisti sui problemi di maggiore attualità, in un’ottica per così dire settentrionale.
Questo il senso del titolo. Citando gli autori: “Malpensa, Italia non è una trasmissione dedicata all’aeroporto, ad Alitalia o ai trasporti. No, Malpensa è solo l’ultimo esempio dello scontro tra Roma e Milano”. In pratica si cercherà di analizzare la situazione del paese privilegiando il punto di vista del “nord”, in un programma fondamentalmente strutturato in tre parti.
Ad aprire ogni puntata, “L’editoriale” di Gianluigi Paragone, una sorta di “dichiarazione di intenti”, il pensiero del conduttore sull’argomento della serata. Poi, “L’intervista al check-in” un faccia a faccia tra il conduttore e uno degli ospiti. Dalle sue risposte comincerà il confronto in studio, stimolato da inchieste e altri contributi. Nel finale, ancora uno spazio per il conduttore, “Senza diritto di replica”, nel quale Paragone fa il punto sulla serata, riassumendone – dal proprio punto di vista - temi e conclusioni.
C’è molta attesa questa sera per il ritorno di Annozero dopo la burrascosa puntata della scorsa settimana, che ha visto Lucia Annunziata abbandonare lo studio per protesta. In questi sette giorni si sono rincorse le voci di censura, fino a ipotizzare addirittura una sospensione della trasmissione, ma a quanto pare il pericolo è scongiurato e Michele Santoro andrà regolarmente in onda. Vediamo allora di analizzare i contenuti della puntata, ma non prima di aver detto che l’eventuale soppressione di Annozero sarebbe una iattura, per il semplice motivo che una voce fuori dal coro ci vuole. E non importa che sia una voce faziosa, Santoro e Travaglio lo sono per definizione, anzi è proprio questa la loro forza.
Annozero è un programma necessario proprio perché dichiaratamente fazioso, ed è tanto più interessante quanto più non ci si trovi d’accordo con le tesi che espone. Non vogliamo censurare il gesto della Annunziata, scaturito da un battibecco che celava anche evidenti problemi personali pregressi tra lei e il conduttore. La giornalista aveva certamente le sue ragioni, anche se appare come un buffo contrappasso che questo gesto sia venuto proprio da chi aveva subito la stessa sorte in passato, nella ben nota intervista a Berlusconi.
Tornando ai temi della serata, la puntata si occuperà di politica e appalti, e avrà come titolo Giulietta chi? con evidente riferimento al caso Romeo.
La gestione della manutenzione delle case popolari affidata dal Comune partenopeo alla ditta Romeo, ha aperto un’inchiesta che ha travolto anche la giunta Iervolino, con l’arresto di diversi assessori. I riflettori accesi sul caso Napoli hanno messo in luce le differenti posizioni all’interno del Partito Democratico, aprendo una discussione sul rapporto del Pd con Di Pietro. Quanto era grande la rete di rapporti politici di Romeo? Di Pietro ha deposto in procura a Napoli per dimostrare non solo la sua estraneità, ma che l’inchiesta si è sviluppata proprio dalla sua decisione di spostare da Napoli il sovrintendente Mautone. Ci sono obiezioni a questa ricostruzione? Come si rapportano destra e sinistra su questo tema? Come viene affrontato il nodo delle inchieste dentro i partiti?