La cattiva reputazione dell’Italia politica all’estero si è costruita nel tempo attorno a svariate parole chiave. Una di esse è sicuramente “corruzione”, e alle principali testate straniere non è certo sfuggita la “nuova tangentopoli” di queste ultime settimane.
Lo spagnolo El Pais ha scritto ad esempio:
Non saranno forse i casi di corruzione più gravi e spettacolari che ha dovuto affrontare l’Italia, ma sicuramente quelli che sembrano aver colpito maggiormente la coscienza dei cittadini. A ciò ha contribuito la sensazione che nessuna istituzione dello Stato si possa sottrarre ai modi di fare di Silvio Berlusconi; e anche al fatto che il paese torni a essere vittima di mali conosciuti, come la promisquità tra la classe politica e la mafia. E si inizia a credere che l’immoralità delle vita pubblica abbia ormai superato ogni limite
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La pubblicazione del primo libro di Patrizia D’Addario, “Gradisca Presidente”, non ha suscitato grandissimo clamore sui media italiani. Lo ha fatto invece su quelli stranieri, che sono attrati come dal miele da qualsiasi cosa includa il nome della escort più famosa d’Italia.
L’autorevole quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung si è proprio concentrato sulle ragioni dell’atteggiamento tiepido delle testate italiane:
Le rivelazioni della squillo vengono trattate con cautela dalla stampa italiana. Viene messa in dubbio la “versione della escort”, alcuni critici parlano di ricatto consegnato pubblicamente. La coautrice Tulanti si difende da questa critica: il libro è una “storia simbolica sul ruolo delle donne, del loro corpo e della loro dignità nell’Italia odierna”, ha detto in una intervista
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Rimane sempre lui il mattatore quasi esclusivo nei commenti dei media internazionali: stiamo parlando ovviamente di Silvio Berlusconi, che è anche questa settimana l’oggetto di una grande quantita di articoli da parte delle testate d’oltralpe.
Cominciamo dalla tedesca Frankfurter Rundschau, che si è espressa duramente sul progetto di legge sul processo breve:
Decine di migliaia di imputati in Italia possono rallegrarsi del recentissimo scudo giudiziario che deve proteggere il capo del governo Silvio Berlusconi dalle condanne. Uno dei beneficiari è il comproprietario dell’ex stabilimento Eternit Stephan Schmidheiny. Il processo a Torino, nel quale l’industriale svizzero deve rispondere di 2000 decessi per l’amianto, andrà probabilmente in prescrizione grazie al disegno di legge per salvare Berlusconi. Come pure il processo contro l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi. Migliaia di piccoli risparmiatori che hanno perso i loro risparmi nel 2003 a causa del crack da 14 miliardi di euro, vedono svanire la speranza che i colpevoli vengano condannati
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Sui media stranieri, nel corso di questa settimana, non si è parlato solo di processo breve (cui abbiamo dedicato la rassegna di ieri), ma anche di un tema che tradizionalmente suscita molta attenzione verso il nostro paese dall’estero: le politiche italiane verso l’immigrazione e i migranti.
Possiamo cominciare notando come l’iniziativa “Bianco Natale” della giunta leghista di Coccaglio (BS) non è sfuggita alle grandi testate internazionali, tra cui il Daily Telegraph e il belga De Morgen, che ha scritto:
Claretti (sindaco di Coccaglio, ndt) ammette che il riferimento ad un bianco Natale non è stato una scelta felice, ma che ha a che fare con la data di scadenza dei controlli, cioè il 25 dicembre. A partire dal 25 ottobre, 150 immigrati hanno già ricevuto visite di controllo a casa e la metà di loro non è risultata in possesso dei documenti necessari. La Lega Nord è entusiasta dell’iniziativa e i comuni di Castelcovati e Castrezzato, anche questi gestiti dal partito xenofobo di Umberto Bossi, hanno già copiato l’iniziativa
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A distanza di una settimana dall’ultima rassegna, la stampa estera continua a parlare del processo breve: vediamo qualcuno dei commenti più interessanti.
Negativo il giudizio dell’austriaca Salzburger Nachrichten:
Da quando a inizio ottobre la norma sull’immunità è stata ricusata per mano dei giudizi della Corte Costituzionale Berlusconi ha un unico obiettivo in mente, ossessivamente, ovvero levarsi definitivamente di dosso i suoi processi. Non disdegna l’impiego di qualsiasi mezzo e non si preoccupa nemmeno di dare spudoratamente l’impressione che lui, in quanto eletto dal popolo – diversamente dai giudici – possa pretendere leggi speciali a suo favore
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La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso nelle aule scolastiche italiane ha scatenato una ridda di reazioni sia tra la classe politica che tra i lettori di polisblog. Vediamo un po’ come è stata invece interpretata la vicenda dai media stranieri.
L’autorevole settimanale tedesco Der Spiegel ha messo in evidenza l’eccezionalità del caso italiano con queste parole:
Fintanto che la cosa è stata trattata in Italia, la Chiesa cattolica ha goduto del vantaggio di ‘giocare in casa’. Non per niente Papa Benedetto XVI distingue fra “laicismo esasperato” e la “salutare laicità” che vede in Italia. Il cardinale della curia Francese Jean-Louis Tauran parlò anni fa del fatto che in Italia vi fosse una “Separazione coordinata fra Chiesa e Stato”. Le prospettive di successo per i critici della croce appaiono relativamente scarse
Il processo breve è l’ultimo tema scottante della politica italiana e in quanto tale, non è sfuggito alle principali testate internazionali. Vediamo qualche commento a caldo.
Lo spagnolo El Pais ha scritto ieri:
Il parlamento italiano ha vissuto ieri un’altra giornata tra il buffo e il drammatico. Mentre un’unità medica realizzava analisi antidroga ai deputati che lo richiedessero -novità introdotta dalla maggioranza per dare l’esempio-, i colleghi del Senato si sollazzavano con la nuova legge su misura di Silvio Berlusconi. L’ultima trovata salva premier si chiama disegno di legge del Processo Breve
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In questi ultimi giorni sui media stranieri non si è parlato solo del caso-Marrazzo, ma anche delle primarie del Partito Democratico e del nuovo segretario che attraverso esse è stato incoronato: Pierluigi Bersani.
Già prima di domenica 25 l’olandese NRC Handelsblad aveva dedicato un articolo dai toni critici alle recenti vicende del PD, intitolato “La sinistra lotta con se stessa e con gli elettori diffidenti“, definendo tra l’altro i tre candidati come “privi di carisma”:
L’opposizione di sinistra sceglie un nuovo leader ma non sa ancora come opporsi al capo del governo (..) non è ancora pronta a prendere il potere. Il Partito Democratico oscilla tra cristallizzazione e rinnovamento. (..) Da un lato è all’avanguardia in Europa quando si tratta di sperimentare nuovi strumenti per superare la spaccatura tra il cittadino e la politica. Non la vecchia elite del partito, ma gli elettori di sinistra hanno l’ultima parola su chi deve guidarlo. (..) Qui si tenta un esperimento che i partiti socialdemocratici nel resto dell’ Europa dovrebbero seguire con attenzione. D’altro canto, i tentativi del PD di rinnovare il suo radicamento nella società accrescono la possibilità di infiltrazione da parte della criminalità organizzata, che, soprattutto nel Sud Italia ha una grande influenza sulla vita quotidiana
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Repubblica non ha certo pensato di farci una delle sue rassegne della stampa estera, eppure il caso Piero Marrazzo ha tenuto banco anche sui media stranieri. Poco male, dal momento che c’è polisblog a rimediare.
Più di un giornale ha fatto notare come la politica italiana si giochi sempre di più su scandali di questo tipo. E’ la posizione ad esempio del francese Libération:
La divulgazione della vita privata degli uomini politici sembra non conoscere più limiti. « Alla Camera dei deputati, si stanno cagando tutti sotto da tanto hanno paura », ha sintetizzato la parlamentare omosessuale del Partito Democratico Paola Concia. Tanto più che i transessuali interrogati dalla polizia avrebbero deciso di fare la loro parte. « Stanno indicando dei nomi », ha riportato Repubblica. Secondo il giornale, quattro ex ministri si troverebbero nella lista fornita dai transessuali
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La battaglia finanziaria e diplomatica tra Italia e Svizzera scatenata dallo scudo fiscale ha attirato - come prevedibile - l’attenzione di quasi tutti i media elvetici.
Tra tutti, si segnala per interesse l’articolo pubblicato l’altroieri da www.tio.ch, che si autodefinisce “il portale della Svizzera italiana“, il quale mette in evidenza i possibili rischi della battaglia in corso per molti italiani, tra cui uno in particolare:
La tensione aumenta, così come il sentimento di ostilità nei confronti delle politiche economiche italiane, considerate oltraggiose da una buona parte dei partiti svizzeri. Al Blick (giornale svizzero in lingua tedesca, ndt) un ex direttore con anni di esperienza alle spalle presso una delle più grandi banche in Ticino ha dichiarato che se lui parlasse, il governo italiano cadrebbe in un giorno”. “Non c’è nessun esponente del Governo, nessuno del mondo dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera” ha raccontato l’ex direttore al Blick
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