
Da oggi si potrà affermare con una buona dose di sicurezza che il silenzio della Lega sulla riforma della giustizia, di cui parla appena possibile Silvio Berlusconi, non è frutto di un comprensibile disinteresse per la materia.
Se i tempi della giustizia in Italia fossero più rapidi oggi non sarebbe riaperta un’indagine avviata dalla Procura di Verona che tra il 1996 e il 1997 cercò di capire se 36 militanti della Lega Nord avessero o meno scopi secessionisti.
Sotto processo, a partire dal prossimo primo ottobre, ci saranno anche il sindaco di Treviso, Giampaolo Gobbo, e il parlamentare Matteo Bragantini. Non sono stati presi in esame invece il leader Umberto Bossi e i Ministri Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Considerati innocenti già all’epoca.

Dell’ultima, l’ennesima, scellerata idea degli esponenti politici leghisti (è di venerdì una proposta di censura al Diario di Anna Frank fatta da un deputato della Lega Nord) il Ministro degli Interni Roberto Maroni non ne ha voluto parlare a Fabio Fazio.
Il compagno di Umberto Bossi si è limitato a sostenere che le dichiarazioni dei propri discepoli non hanno fino ad oggi, e prova contraria, fatto danni pratici. Le violenze che hanno subito invece i dirigenti del partito che rappresenta invece sì.
Non c’è dubbio che un reato è da condannare al di là di chi sia farlo. Questo dovrebbe saperlo bene l’esponente politico che in altre circostanze, come spiegato durante l’intervista, ha dimostrato di avere una sensibilità che non utilizza se deve riflettere sull’operato del proprio partito.

Gianni Alemanno non poteva scegliere momento peggiore per risparmiare. A pochi giorni dagli scontri di Rosarno, e del conseguente dibattito già spento sul razzismo italiano, il sindaco della Capitale ha deciso di tagliare i fondi grazie ai quali a Roma veniva garantita la visione della Coppa d’Africa.
Nel quartiere multietnico Esquilino non verrà quindi montato il maxischermo, la cui messa in posa costava al comune 70mila euro, che garantiva ai cittadini la visione delle partire già trasmesse da sei anni.
Pronta subito la polemica. Intervistato dall’Unità Gianluca Santilli, capogruppo Pd del VI municipio, ha precisato che i residenti avevano già manifestato la propria disponibilità per accogliere la struttura.
Continua a leggere: Roma. Gianni Alemanno nega il maxischermo per seguire la Coppa d’Africa
Con l’aria che tira, dopo i fatti drammatici e inquietanti di Rosarno, cade a fagiolo la Giornata dei migranti che la Chiesa celebrerà domenica 17 gennaio.
Mons. Bruno Schettino, presidente della Commissione Cei per le migrazioni, nella odierna conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, non ha avuto peli sulla lingua: “In Italia più che di razzismo, ci sono forme di xenofobia, legati a momenti particolari, all’esplosione di tipici problemi sociali. Gli ultimi episodi di Rosarno hanno messo in evidenza la debolezza del sistema di accoglienza e di integrazione. E’ stata una lotta tra poveri e chi maggiormente è stato sconfitto è stato il più povero: l’immigrato”.
Sembra, quella dell’esponente dei vescovi italiani, un’analisi politica di “sinistra”, una lettura della vecchia … lotta di classe dei tempi andati.
Altro che le ciance della Lega e del Governo sulla “sicurezza”, sugli immigrati, sulla paura distillata ogni giorno solo per creare consenso e portare a casa voti e gestire il potere.
Aveva “ragione” il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbel: una bugia ripetuta tre volte, diventa verità.

Di immigrati, come previsto ieri, si sta progressivamente smettendo di parlare. Risolto, con le ruspe, la guerriglia registrata a Rosarno il dibattito si è spostato su lidi che meglio di altri ci fanno sognare un’Italia che al momento non esiste.
Eppure tra poco meno di due mesi ci sarà, e ne avremo occasione di parlarne più approfonditamente, il secondo sciopero nazionale degli immigrati. Persone che non vengono sfruttate solo al Sud.
Secondo quanto reso noto dalla Cgil di Padova nel Veneto vengono registrati casi simili a quelli calabresi anche tra le persone, 2500, regolari le cui condizioni di lavoro peggiorano dopo la firma ad un contratto che non viene poi rispettato.
Continua a leggere: Rosarno come il Veneto. Luca Zaia salverà gli immigrati dalla schiavitù?

L’Osservatore Romano, giornale della Curia, si è lanciato in un duro attacco alle attitudini degli italiani, accusandoli sostanzialmente di essere ancora razzisti nel 2010. Il tutto prendendo naturalmente spunto dai fatti di Rosarno.
«Oltre che disgustosi, gli episodi di razzismo che rimbalzano dalla cronaca ci riportano all’odio muto e selvaggio verso un altro colore di pelle che credevamo di aver superato»
E ancora:
«Per una volta la stampa non enfatizza: un viaggio in treno, una passeggiata nel parco o una partita di calcio, non lasciano dubbi. Non abbiamo mai brillato per apertura, noi italiani dal Nord in giù. Né siamo stati capaci di riscattarci, quando il ‘diverso’ s’è fatto più vicino, nel mulatto, a prescindere dalle diversissime cause per cui ciò è avvenuto»
Continua a leggere: Per l'Osservatore Romano siamo un popolo razzista. Tu che ne pensi?

Quanto successo a Rosarno occuperà le prime pagine dei giornali ancora per pochi giorni. Entro il prossimo venerdì, con molto probabilità, il dibattito si sposterà dalle grandi piazze al piccolo schermo senza che nessuno pubblicamente si schernisca. E gli scontri rappresenteranno l’ennesima occasione persa.
In pochi il prossimo lunedì si ricorderanno di quanto successo scrivendo, ad esempio, il proprio status di facebook. Tutti indignati. A parole. Eppure a questa bassezza non ci siamo arrivati da un giorno con l’altro. Anzi. Sono anni che ufficiosamente tutti sanno di questo sfruttamento la cui fine, non solo però gli immigrati, rappresenterà un inizio per molti.
Possibile, come sostenuto da Roberto Saviano, che la coscienza comune su tutto ciò che riguarda le mafie dovesse essere risvegliata da un gruppo di africani? Da un gruppo di persone che con coraggio, quello che è mancato ai spavaldi cittadini calabresi, ha deciso di dire No alla Mafia?
Continua a leggere: Rosarno. Secondo Roberto Saviano gli africani sono più coraggiosi dei calabresi

A due giorni dall’annuncio del secondo sciopero degli immigrati italiani (il primo venne organizzato nel 1989) nessuno ha deciso di occuparsi seriamente della notizia tanto che le informazioni relative all’evento si possono trovare sul sito di Sky. E su poche altre testate.
Eppure la manifestazione ha un che di epocale se uno ci pensa bene. Fino a ieri le cronache riconducibili ad immigrati o raccontavano storie di razzismo o di integralismo religioso. I media, gli stessi che preferiscono non parlare dello sciopero, hanno progressivamente smesso di raccontare anche le altre storie. Quelle delle persone oneste che in Italia lavorano.
Da domani, e in vista del 1° marzo (giorno in cui si terrà l’evento), bisognerà iniziare a ragionare anche su altro. Tutti, politici inclusi, dovranno farsi domande e dare delle risposte. È impensabile, come osservava giustamente Giuseppe Civati questa mattina su l’Unità, che ai cittadini non italiani residenti nel nostro paese non vengano date precise direttive prima delle elezioni regionali.
Continua a leggere: Sondaggio. È giusto lo sciopero degli immigrati?
Famosi non si nasce. Ma noti si può diventare. Capita a un comune bresciano di 8 mila anime, Coccaglio, di andare in prima pagina sul Guardian, importante quotidiano britannico.
Parrebbe una burla, un pesce da primo di aprile. E invece è una storia vera di questo gelido dicembre, tutta Made in Italy.
Si tratta dell’operazione “White Christmas”: il comune di Coccaglio vuole “ripulire” il proprio territorio setacciando i permessi di soggiorno degli immigrati nel periodo natalizio.
Il titolo del Guardian è esemplificativo: “La città italiana dove il Bianco Natale è una questione di polizia”.
C’è stata già a fine novembre una manifestazione di protesta. Si è pure scomodato il Vaticano, con una nota di forte critica contro la decisione della giunta comunale. E’ intervenuto persino il ministro Maroni, ma a difesa della delibera comunale: “Qui non c’è razzismo”. E il sindaco Franco Claretti rincara la dose: “Il Natale non è una festa dell’Ospitalità, ma della tradizione cristiana, quindi della nostra identità”.
Non pare l’esatta interpretazione dell’ultimo appello di Papa Benedetto sedicesimo.
Domanda pleonastica: qual è il colore politico della giunta di Coccaglio? Di che partito è il sindaco Claretti?

La Lega Nord viene definita dalla maggior parte della stampa estera (di qualsiasi tendenza politica) come un “partito xenofobo”: un atteggiamento in marcato contrasto con quello dei media nostrani, esclusi forse quelli più orientati a sinistra.
La Lega stessa ha sempre sdegnosamente respinto le accuse di xenofobia, dichiarando a volte addirittura che “razzista è xenofoba è invece la sinistra”. C’è però chi si distingue per candore e sincerità: stiamo parlando, ovviamente, di Mario Borghezio.
L’eurodeputato italiano - come ha segnalato Daniele Sensi - ha infatti scritto sulla sua fan page di Facebook (che conta più di 3000 membri):
Interessi personali: Xenofobia, Cattolicesimo tradizionalista, lotta contro l’invasione islamica, indipendenza della Padania, Autodifesa Etnica Totale
La Fan Page di Borghezio su Facebook


Continua a leggere: Borghezio "xenofobo" su Facebook e l'Autodifesa Etnica Totale