
La candidatura dell’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone a governatrice della Puglia da parte dell’Udc (e ovviamente del movimento della senatrice Io Sud) ha spiazzato Berlusconi che privatamente si sarebbe scagliato contro i vertici regionali del partito in Puglia, colpevoli di aver anteposto le antipatie personali alla possibilità di vincere abbastanza tranquillamente la sfida elettorale.
E per questo il premier già da stamattina sta cercando di riaprire la questione magari puntando a una terza personalità da scegliere in accordo con i centristi. L’eventuale retromarcia sarebbe clamorosa anche se sulla carta ancora difficile da realizzarsi anche perchè l’Udc, forte dei sondaggi, ritiene che solo la Poli Bortone possa battere Vendola.
La realtà è che il candidato del Pdl, Rocco Palese, pur potendo contare su un solido appoggio popolare (è il più votato del Pdl in regione da due elezioni) e su un’attività in consiglio regionale che gli ha portato il soprannome di “Stakanov”, non è così popolare come la senatrice che da sola potrebbe ottenere un riscontro tra il 10 e il 15%, tale da consentire a Vendola di poter vincere a causa della divisione nel centrodestra. Per questo motivo Berlusconi, irritato per questa situazione, starebbe provando a riaprire la partita allargando il discorso con l’Udc ad altre regioni.

La gestione e la strategia del centrosinistra, in merito alle candidature per le regionali, stanno assumendo contorni veramente pazzeschi in diverse regioni italiane: la Campania dove Bassolino cerca ancora di imporre il suo candidato, il Lazio dove non si riesce a trovare un candidato decente dopo il caso Marrazzo ma soprattutto la Puglia dove ogni giorno ci sono novità incredibili rispetto al giorno precedente.
Riepiloghiamo un po’ la situazione: il Governatore uscente Nichi Vendola non ha l’appoggio di Udc e Idv, condizione necessaria per vincere le elezioni. Per questo motivo il Pd da settimane sta cercando di scaricarlo per allargare la coalizione: ha già il candidato pronto nel sindaco di Bari, Michele Emiliano. Ma Vendola non si fa indietro, i litigi sono all’ordine del giorno, la candidatura di Emiliano non viene ufficializzata, le primarie non si sa se e quando si faranno.
Negli ultimi giorni il caso della pessima gestione della candidatura in Puglia è sempre stato tra le prime notizie sui quotidiani: prima c’è stato l’annullamento dell’assemblea del Pd regionale che doveva sancire la candidatura di Emiliano, a causa di una confusione pazzesca creata dai sostenitori del governatore e del sindaco. Poi Emiliano annuncia in solitaria la sua candidatura e propone le primarie (in realtà già richieste da settimane da Vendola) ma pone una specie di condizione: sì alle primarie a patto che ci sia l’approvazione di una leggina in Consiglio Regionale che consenta a Emiliano stesso di non dimettersi da sindaco una volta candidato come governatore.

Il centrosinistra è in difficoltà sulla questione dei candidati per le elezioni regionali; dopo le ufficializzazioni di vari candidati da parte del centrodestra, si ritrova a dover gestire notevoli problemi in varie regioni, soprattutto in Calabria, Campania, Lazio ma ancor di più in Puglia.
Qui la situazione è piuttosto difficile da risolvere: Nichi Vendola vuole assolutamente ricandidarsi ma non ha l’appoggio di Idv e Udc, il Pd lo vorrebbe scaricare per assicurarsi una coalizione più ampia (presentando un candidato alternativo) ma non ci riesce. Tocca al sindaco di Bari Michele Emiliano attaccare pesantemente Vendola che non si piega agli ordini di scuderia del Pd
Vendola usa la sua candidatura per costruire il secondo partito della sinistra. Manifesti rossi che dicono difendi la Puglia migliore. Il Pd non può consentirglielo. Bersani e D’Alema lo richiamino alla responsabilità di presidente. Non può fare due lavori, sta giocando questa partita col Pd sulla pelle dei pugliesi che vogliono sapere se il prossimo presidente sarà persona per bene che non nominerà pù assessori alla sanità sbagliati e non avrà in mente di fondare nuovi partiti
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Le regionali sono sempre più vicine e in entrambi gli schieramenti mancano quasi completamente i candidati governatori. Nel campo del centrosinistra si ragiona sulla questione delle alleanze e in particolare sulla necessità di allargare la coalizione in certe regioni chiave. Massimo D’Alema, dopo la bocciatura europea, interviene sulla questione facendo capire che il Pd deve pensare seriamente a far fare un passo indietro a qualche candidato scomodo
In questa situazione di precarietà della maggioranza le elezioni regionali si presentano come un passaggio importante. Noi dobbiamo muoverci con l’intento di allargare il campo, anche con quella necessaria capacità di iniziativa politica e flessibilità nell’individuazione di tutte le possibilità per allargarlo. C’è chi punta a fare delle regionali l’occasione per riportare l’Udc nell’area di governo allo scopo di compensare squilibri e tensioni. O stiamo in campo pure noi, con la necessaria capacità di iniziativa, con la necessaria flessibilità nell’individuazione di soluzioni, a volte anche sacrificando pur legittime esigenze di partito o personali, oppure rischiamo di perdere un’occasione.
Nonostante il politichese, l’auspicio di D’Alema è chiaro: dove ci sono problemi con i centristi bisogna rimuovere gli ostacoli, anche sacrificando certi candidati. E l’allusione non può che far pensare a Vendola in Puglia e Bresso in Piemonte
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La riconferma di Nichi Vendola come candidato governatore alle regionali in Puglia è tutt’altro che scontata. Non bastavano le note vicende giudiziarie che hanno pesantemente colpito la sua giunta e il preavviso di garanzia in merito all’inchiesta sulla sanità a preoccupare il leader di Sinistra & Libertà. Ora incomincia seriamente ad essere allarmato per l’eventuale ricandidatura.
L’Udc in Puglia vorrebbe volentieri coalizzarsi con il centrosinistra per le regionali ma ha chiaramente fatto intendere che bisogna cambiare cavallo, come ha affermato Casini
Vendola è una persona per bene, che ha le sue idee e che io rispetto. Detto questo ritengo che in Puglia ci sia però bisogno di una discontinuità amministrativa e, pertanto, ribadisco che non potremmo appoggiare una sua candidatura alle regionali
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