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Tutti gli articoli con tag regionali

Ore 12 - Il gatto (Berlusconi) c'è. Ma i ... topi ballano lo stesso

pubblicato da Massimo Falcioni

altroI “cospiratori”, quando escono alla luce del sole, restano tali ma non sono più … “carbonari”.

Come definire il pranzo di lavoro di ieri a Montecitorio fra Fini, Casini, Pisanu?

Per il premier Berlusconi, (in privato) solo una “ignobile provocazione”. Per i fedelissimi del Cavaliere, l’ultimo atto del “tradimento” di Fini. Per molti altri, il passo ufficiale per mettere in moto il volano che potrebbe avviare un nuovo polo sul quale far nascere il governo di “emergenza nazionale”.

Con questo atto plateale, il presidente della Camera dimostra di non avere alcun timore di Berlusconi e di poter agire senza sotterfugi.

I tre, Fini Casini Pisanu (gli ultimi due Dc doc), partono da una comune avversione: l’antiberlusconismo e l’antileghismo. I tre, Fini Casini Pisanu, puntano a far saltare il patto d’acciao fra Berlusconi e Bossi. I tre, Fini Casini Pisanu, intendono disintegrare l’attuale quadro politico per riaggregarlo su nuovi basi, fuori dal bipolarismo Made in Italy, chiudendo l’era berlusconiana.

Berlusconi, irato, giura che, addirittura, nel Pdl c’è oramai una componente che rema talmente contro, da boicottare il voto delle Regionali, per aprire la crisi e la rottura del partito e del Governo.

Il test nazionale chiesto da Berlusconi si tramuterebbe in un vero e proprio boomerang da travolgere partito, premier e Governo.

E il Pd di Bersani non si muove: stare a galla, con l’aria che tira, è già considerato un successo.

Sos Pdl: regionali "terremoto"?

pubblicato da il passator cortese

Acque agitate, molto agitate nel Pdl. Con Silvio Berlusconi preoccupato, molto preoccupato.

Sondaggi … incandescenti in mano al Premier indicano un Pdl in discesa, con tendenza al (forte) smottamento generalizzato a tutto vantaggio (specie al Nord) della Lega.

Uno scenario del tutto imprevisto e del tutto impensabile fino a poche settimane addietro.

La bufera politico-giudiziaria abbattutasi su Bertolaso e “cricca” limitrofa, i continui petardi che scoppiano (oggi ancora il senatore Nicola Di Girolamo nel mirino dei magistrati, con accuse gravissime) dimostrano la realtà di un partito (Pdl) colmo di mele marce o, quando va bene, con i listini elettorali pieni di mogli, amanti, parenti e portaborse.

Etichette a parte, tangentopoli o no, la pianta è malata alla radice: il berlusconismo produce questi frutti e ammorba la nazione, con rischi per la convivenza civile e per le istituzioni democratiche.

Vista l’antifona, pubblicamente Berlusconi (ancora) rassicura i suoi, dicendo che l’eventuale successo della Lega non cambierebbe niente nella maggioranza. Ma una parte del Pdl non vuole entrare nella tenaglia del Carroccio e diventare ostaggio di Bossi.

Giuseppe Pisanu sta preparando lo “strappo”. In quel caso, il quadro politico, non solo il Pdl e la maggioranza, verrebbe “smontato” e ricomposto su tutt’altre basi.

Non è la prima volta che le elezioni regionali fanno saltare premier e governo. Stavolta sarebbe il terremoto del secolo.

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Emma Bonino: ok. Voto + 9. La “pasionaria” radicale in sciopero della fame e della sete contro la mancanza di legalità nella raccolta delle firme per le regionali. Protesta sacrosanta e coerenza personale.

Massimo D’Alema: ko. Voto – 9. Red Tv chiude e 14 giornalisti, a casa. Ennesimo flop per “baffino”, peggio di Attila. Dove mette le mani (partito, giornali, radio, tv, primarie), non cresce più un filo d’erba.

Le speranze della Giovane Italia del Pdl. Senza speranza ...

pubblicato da il passator cortese

Amici e nemici pari sono, quando danno fastidio e disturbano il “manovratore.

Così i duecento ragazzi under trenta della Giovane Italia (le varie anime junior del Pdl) convenuti ieri a Bologna non hanno fatto notizia e, specie dai media del “capo”, sono stati tenuti fuori onda.

Il motivo? Di fatto, i “rookies” sono gli unici che pensano e si muovono in “autonomia”.

E sono in rivolta, a cominciare dai criteri sulle liste delle Regionali: “Ci vuole il ricambio vero; no alle veline; avanti solo chi fa militanza”. E soprattutto: “Nessuna immunità. Pulizia nel partito, a tutti i livelli. Basta con le derive clientelari e con le cricche”. Quasi un congresso dell’Idv. Poi il sipario si è chiuso.

Per Silvio Berlusconi e il Pdl un meeting inesistente. Un brutto sogno, anzi un vero e proprio incubo.

Duecento giovani di buone speranze. Ma, in questo Pdl, senza speranza.

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianni Letta: smentito. Voto – 9. I verbali smentiscono il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che aveva garantito: “Chi rideva del terremoto non ha avuto e non avrà un euro”. Gli “sciacalli” e gli avvoltoi, invece imperversavano. Quoque tu, Gianni!

Sandro Bondi: avariato. Voto – 9. Il coordinatore del Pdl Bondi assicura che nelle liste del suo partito alle regionali ci saranno solo candidati di provata moralità e competenza: “Stiamo lavorando con La Russa e Verdini”. Tranquilli. Il pesce marcio puzza dalla testa.

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Ore 12 - L' "alea iacta est" di Casini, novello Giulio Cesare ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNon è Giulio Cesare, Pier Ferdinando Casini. Ma, come l’imperatore romano, anche il leader dell’Udc (fatte le debite proporzioni) lancia il suo “alea iacta est”.

Nel senso che Pierferdi passa il suo … Rubicone, annunciando che dopo le Regionali si metterà in moto per dare il placet, entro il 2010, al nuovo partito di Centro.

Casini precisa: “Dopo le amministrative chiamiamo un time out: fermiamoci un attimo e lavoriamo alle fondamenta di un partito nuovo, con regole nuove, che abbia la consapevolezza del degrado morale e dei troppi comportamenti disinvolti che ci sono soprattutto in periferia”.

Non è la prima volta, a dire il vero, che Casini lancia il sasso ma poi ritira la mano. Proprio pochi giorni addietro ha gettato un secchio d’acqua gelata sul “fidanzamento” con Rutelli perché “teniamo due famiglie”.

Stavolta l’ex presidente della Camera, capita l’antifona (l’Udc ha esaurito il proprio ruolo politico, ed elettoralmente è un limone spremuto), pare intenzionato a chiudere davvero la vecchia bottega, a togliere l’insegna dell’Udc, e costruire (con l’Api di Rutelli, segmenti in uscita dal Pd e altre forze) un soggetto politico tutto nuovo. Una casa aperta a tutti i contrari del bipolarismo Made in Italy (quindi delusi del Pdl e del Pd), per costruire con un centrosinistra di nuovo conio, l’alternativa a Berlusconi e al berlusconismo.

La scommessa è lanciata. Se sarà l’ennesimo richiamo per rifare la vecchia Dc, sarà l’ennesimo flop, una zattera per isolati e rancorosi “nostalgici” avvinghiati con lacci e lacciuoli di tipo ideologico o religioso.

A Casini, più di tutto, occorre una ramazza double face: per ripulire subito il proprio partito e per darla in testa a chi (specie nell’Udc) ancora nicchia e recalcitra per far valere false primogeniture, nascondendosi dietro lo scudo (crociato) per non mollare l’osso. Attenzione alle … idi di marzo.

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Ma quali Regionali? "Sono elezioni nazionali". Lo dice Berlusconi ...

pubblicato da il passator cortese

Come volevasi dimostrare. Alla faccia delle tematiche territoriali (e del federalismo), Silvio Berlusconi, nella odierna conferenza stampa in via dell’Umiltà, detta la “linea” sulle prossime elezioni di fine marzo: “Queste regionali sono elezioni nazionali”. E chi ne dubitava?

Il bello (si fa per dire) è che accanto al Premier stavano in bella posa le candidate (“belle e gradevoli”, a detta del SuperCav.) a governatore del centro destra: Renata Polverini (Lazio), Monica Faenzi (Toscana), Fiammetta Modena (Umbria).

Insomma, ancora una volta, Berlusconi chiama gli italiani a votare per “lui”. Con liste piene di “impresentabili” e con le varie bufere in corso, il padre/padrone del Pdl e del Governo, in forte difficoltà e calo nei sondaggi, ci mette la propria faccia, a mo’ di “usa e getta”.

Se invece dovesse arrivare una scoppola (Dio non voglia) per il Pdl, Berlusconi darà la colpa ai candidati (e candidate). E ai comunisti.

Non a Bersani, ieri al Tg4 con Emilio Fede e poi, tirato a lucido, al Festival di San Remo (dove sta il popolo, dicitur …). E Guido Bertolaso non si “schioda”. Ordine del capo.

Ore 12 - Casini, dove vai se il "grande centro" non ce l'hai?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl coniglio dal cappello l’ha tirato fuori Pier Ferdinando Casini. Il leader dell’Udc auspica un Governo di “passaggio”, con dentro Fini, Bersani, Letta (Enrico), Pisanu, Finocchiaro.

Il Premier? Casini, ovviamente, perno e baricentro “moderato” di una Grosse Koalition alla tedesca, Merkel docet.

Insomma, Casini, più che affidarsi alla logica dei “partiti”, sembra puntare tutto sul valore e sul ruolo delle “persone perbene”, da mettere insieme per salvare l’Italia che “sta perdendo competitività, credibilità e che non uscirà dalla crisi meglio e prima degli altri, ma peggio”.

Pare proprio che Pierferdy abbia già superato l’ostacolo delle Regionali, prefigurandosi come vincente, protagonista e volano di un nuovo corso politico. Aspettative legittime ma troppo ottimistiche, per non dire avventate.

Le Regionali (a meno di imprevedibili terremoti fantapolitici …) non smotteranno la fortezza berlusconiana aggregata con la Lega, ancora più forte (non solo al Nord). Anzi, le prossime elezioni, arrecheranno altri danni all’opposizione, in particolare al Pd, porteranno più poltrone all’Udc, ma meno voti.

Altra questione irrisolta è la “terza gamba”, che non c’è. “Questa” Udc non decolla e non dura. Ma Casini, al di là delle ripetute promesse, non sembra in grado di lanciare il messaggio “moderati di tutti i colori unitevi!” e costruire il nuovo grande partito di centro.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: Iran stop. Voto + 9. Il Premier italiano lancia un nuovo appello al mondo: “Fermare il progetto atomico iraniano con forti sanzioni ”. Forte e chiaro!

Pier Luigi Bersani: primum vivere. Voto – 8. Il leader del Pd mette i piedi avanti: “Resto segretario anche se perdiamo le Regionali”. Excusatio non petita, accusatio manifesta.

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Il ministro Rotondi esalta le "veline" (vecchie e nuove) di Berlusconi. E non si vergogna

pubblicato da il passator cortese

Il più solerte, patetico fino al midollo, è risultato il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo Gianfranco Rotondi.

Il sempiterno “democrociato”, a mesi alterni è obbligato (per contratto?) a dare il proprio colpetto di tosse per dire che c’è ancora e che resta inossidabile la cieca fiducia nel padre/padrone del Pdl e del Governo.

A due mesi dalle elezioni, Rotondi alza lo “scudocrociato” per la storica affermazione sulle candidature nei vari listini delle Regionali: “Berlusconi non candida veline, ma donne giovani e impegnate”.

Visti i precedenti (il “ciarpame” …), e visti i primi nomi delle potenziali candidate, non si può dire che il perspicace Rotondi menta: le candidate sono giovani e sono…” impegnate”.

Il ministro spezza una lancia anche a difesa delle “veline” già parlamentari: “Sono loro le più assidue in Parlamento ed è grazie a loro che il governo realizza il suo programma. Meglio loro di tanti maschi in carriera che, eletti con noi, saltano le votazioni e qualche volta passano pure dall’altra parte”.

Grazie ministro Rotondi, finalmente è tutto chiaro.