L’amministrazione della Regione Sardegna, governata al momento dall’esponente del Pdl Ugo Cappellacci (indagato per alcuni appalti eolici illeciti), ha deciso di destinare la somma di denaro già prevista per le bonifiche ambientali alla Louis Vuitton Cup.
Come riportato da diversi quotidiani nei giorni scorsi la gestione della competizione sarebbe dovuta essere della Protezione Civile che a seguito degli scandali scoppiati negli ultimi mesi avrebbe deciso di non seguire l’evento.
Contrario all’evento, e alla sua sponsorizzazione pubblica realizzata sottraendo fondi alla Regione, si è già detto il segretario locale del Pd Silvio Lai secondo il quale l’amministrazione di Cappellacci non è chiara con i sardi.
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Nelle stesse ore in cui ci si preparava per i festeggiamenti della quarantesima giornata della Terra a Milano naufraga il progetto di Renzo Piano grazie al quale la città dell’Expo avrebbe potuto nei prossimi anni più spazi verdi.
L’attenzione politica ai temi ambientali è, come sottolineato più volte, tendenzialmente nulla. Ne sa qualcosa Renato Soru che proprio su una legge riguardante il territorio la sua giunta sarda si sciolse.
I colleghi di ecoblog.it hanno fatto con Flavio Morini, presidente della Commissione Ambiente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, un bilancio molto più promettente di quello che si possa pensare.
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Chi nel Partito Democratico ha tutte le carte per emanciparsi dal segretario Pier Luigi Bersani, e dal pseudo Cardinal Richelieu (Massimo D’Alema) con il quale si accompagna lo stesso Bersani, comincia ad essere insofferente per il mancato rinnovamento che tre sconfitte dovrebbero agevolare.
Alla manifestazione di malessere del sindaco di Torino Sergio Chiamparino si aggiunge quella del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti secondo il quale Roma, a causa dei limiti del Partito Democratico, potrebbe essere una roccaforte del centro-destra per i prossimi vent’anni.
“La destra oggi ha più capacità di parlare ai deboli, alle loro paure, alla voglia di non essere infastiditi. Questo – prosegue Nicola Zingaretti - spiega i provvedimenti sui rom, sulle prostitute, sui lavavetri. A noi non piacciono, ma creano un patto, ancorché scellerato, con i cittadini e creano grande consenso.
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Sergio Chiamparino non ha fatto in tempo a lamentarsi pubblicamente della gestione romana del Partito Democratico che Pier Luigi Bersani colpisce ancora rimanendo all’ombra del proprio padre politico: Massimo D’Alema.
L’ex leader politico, dopo essersi reso conto che l’ostracismo adottato contro Nichi Vendola ha in realtà favorito l’esponente politico alla riconferma del posto per il quale si era candidato, si è presentato a Mantova per sostenere il candidato sindaco Fiorenza Brioni attualmente in ballottaggio contro l’avversario politico del Pdl.
“Noi – ha dichiarato l’ex leader politico a margine dell’incontro pubblico – riteniamo necessario cambiare la legge elettorale in modo che venga restituito ai cittadini il potere di scegliersi i parlamentari. Se ci sono delle proposte serie siamo pronti a discutere per ora c’è solo un grande chiacchiericcio e titoli sui giornali, ma la Costituzione è più complicata”.

La cena tra i leader del Pdl e della Lega, organizzata ieri ad Arcore, non è l’unico fatto politico sul quale vale la pena ragionare oggi. A dieci giorni dalle elezioni regionali Sergio Chiamparino, sindaco di Torino in quota Pd nonché presidente dei comuni italiani, da due importanti quotidiani italiani (la Stampa e l’Unità) lancia una sfida al segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.
“Dopo tre sconfitte consecutive, alle politiche, alle europee e alle regionali – ha dichiarato il primo cittadino di Torino alla Stampa - è evidente che qualcosa non va: Bersani deve rovesciare l’impostazione del partito, “azzerando i ‘caminetti” per togliere potere alle correnti e affidare il Pd a chi ha la credibilità per rappresentarlo sul territorio, come i sindaci e i governatori”.
Sergio Chiamparino, che già in molti vedevano a capo di un ipotetico Pd del Nord, è tra i molti rappresentanti del Pd l’unico a voler affrontare in modo chiaro i problemi del proprio partito che per emanciparsi dall’attuale crisi, tanto quanto il Popolo delle Libertà, deve creare con l’elettorato lo stesso rapporto che ha permesso alla Lega Nord di stare oggi ai posti di comando.
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Brutto momento per Pier Luigi Bersani. Mentre i suoi compagni di partito provano a capire se la sua segreteria possa provare a vincere alle prossime elezioni politiche la maggioranza cancella il suo operato come ministro.
Angelino Alfano, responsabile della Giustizia italiana, ha infatti deciso di restaurare le tariffe minime degli ordini che l’attuale leader del Partito Democratico aveva abolito durante il precedente Governo Prodi.
“Ascolterò – ha dichiarato il Guardasigilli - le voci di tutti gli ordini e dopo un’attenta analisi proporremo delle riforme che siano in grado di tenere insieme la dignità ed il prestigio delle professioni insieme agli interessi del singolo cittadino. L’abolizione delle tariffe minime, senza dare alcun beneficio ai cittadini, ha tutelato i più forti. Ed in generale ha danneggiato i professionisti italiani”.
Massimo Cacciari ha, probabilmente, ragione quando afferma ai microfoni di Radio24 che la sconfitta elettorale registrata pochi giorni fa dal Partito Democratico non debba inficiare il lavoro di Pier Luigi Bersani.
Di fatto il mancato, ma necessario, esame di coscienza che il segretario del Partito Democratico dovrebbe conseguire fa sì che da più parti si inizi pensare a come cambiare il progetto politico che dell’idea di Walter Veltroni conserva ben poco.
Qualcuno ha iniziato a sognare una vera e propria restaurazione in perfetto stile Prodi. Secondo l’editorialista della Stampa Fabio Martini il posto occupato oggi dallo stesso Bersani spetterebbe a Mario Draghi, attuale Governatore della Banca d’Italia.
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La cronaca negli ultimi mesi ci ha offerto una serie di spunti interessanti. Malgrado di territorio non si parli ufficialmente, l’ambiente è spesso oggetto del dibattito politico. A causa di una legge su questo argomento è saltata la giunta Soru mesi prima delle elezioni regionali del 2009.
La mancata tutela del territorio ha causato un’alluvione omicida in Sicilia. Della tragedia ambientale lombarda, a causa della quale il fiume Lambro è stato inquinato ne ragioneremo ancora. E ancora.
Il dibattito sul nucleare si è arenato proprio sulla scelta dei siti. L’Europa ha imposto all’Italia l’acquisto di energia pulita qualora non riuscisse entro il 2020 a produrne a sufficienza. Non è detto che se di ambiente non si ragioni apertamente l’argomento non aleggi nell’aria. Per questo motivo abbiamo deciso di fare un punto con Marco Roveda, fondatore di LifeGate.
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Secondo molti dei lettori di polisblog.it gli scontri registrati in via Padova sono stati causati, anche, dallo strapotere economico che l’amministrazione milanese ha concesso agli imprenditori negli ultimi anni.
Probabilmente non è così. Per capirlo è sufficiente riflettere sull’accusa che ItaliaFutura, l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo (che insieme ad altri è il simbolo dell’imprenditoria italiana), ha fatto contro l’ennesima candidatura di Roberto Formigoni.
“Nel comprensibile silenzio dei suoi maggiori protagonisti - si legge sul sito di ItaliaFutura- si consuma in questi giorni l’ennesimo, intollerabile, caso di collusione elettorale tra i due schieramenti principali, in spregio alla legge e al rispetto degli elettori”.
Gli incendi che si stanno verificando in Sardegna potrebbero non entrare a far parte della cronaca politica.
Potrebbero se il neopresidente della Regione, Ugo Cappellacci, oltre a non aver sconfitto alle urne il più ambientalista Renato Soru non avesse mai dato prova di non essere uno dei tanti uomini scelti da Silvio Berlusconi per garantirgli il consenso pubblico.
Inevitabile quindi chiedersi se Ugo Cappellacci riesca a distinguersi dal suo predecessore risolvendo problemi che sovente colpiscono l’isola.
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