Silvio Berlusconi: avvitato. Voto 4-. Debacle del premier: gradimento in picchiata al 29%, Pdl e Lega al 39% superati da sinistra al 42,5%, più Terzo polo al 13%. (Sondaggi Ipr Marketing). Dagli italiani un solo grido: Silvio, go home!
Renato Brunetta: svitato. Voto 4-. Il ministro tascabile ai precari: “Con voi non parlo, siete la parte peggiore dell’Italia”. Poi fugge con l’auto blu e la sua scorta aggredisce i lavoratori. Renatino: nullità, arroganza e frustrazione.
Giorgio Napolitano: l’italiano. Voto 9. Il capo dello Stato insiste: “Riformare la Costituzione senza mettere in forse quei principi e quella sintesi dei diritti di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici sanciti nella sua prima parte”. Ennesimo monito per … sordi?
Renato Brunetta: il pechinese. Voto 5-. Dalla Cina, il ministro per la Pubblica amministrazione annuncia che la gestione delle auto blu passera’ dalle amministrazioni a operatori privati, con una riduzione dei costi del 40-50%. Folgorato sulla via di Pechino. Ennesima bufala?
Renato Brunetta: sfigato. Voto 4. Il ministro tascabile della PA si dice “ inorridito dalla barbarie del dibattito politico”. Definisce l’opposizione come “avvolta da un sudario perbenista, s’incaponisce a prevalere a dispetto dei responsi elettorali”. “Orfano” di padre. Sudato & svaporato.
Daniele Capezzone: portasfiga. Voto 4. Il sinistro portavoce del Pdl attacca Bersani le cui dichiarazioni “rappresentano una fotografia del degrado antigarantista, antiliberale e antiprogressista della sinistra italiana”. Talis pater (Pannella) talis filius. E il Cav si tocca gli zebedei.
Pierferdinando Casini: maresciallo di fureria. Voto 5-. Il leader dell’Udc “davanti a una paralisi e a un premier arroccato” chiede di andare alle urne. Perché “il giudice è il popolo” o perché i sondaggi danno all’Udc lo zero virgola in più? E il Terzo polo?
Renato Brunetta: caporale di giornata. Voto 4-. Il “ministrino” della pa chiama il presidente della Conferenza delle Regioni Errani a firmare il nuovo modello contrattuale del pubblico impiego. Ma le Regioni sono all’oscuro di tutto. Stivale da terzo mondo.
Berlusconi si lamenta tra i denti di Alemanno: “Doveva invertire la rotta frou-frou di Rutelli e Veltroni. E invece…”. Invece il sindaco di Roma è fagocitato dalla crisi che egli stesso ha generato. Il frou-llatore
Rebus più intricato del previsto. Mannaggia! Il primo cittadino capitolino ci teneva proprio a portare oggi la nuova squadra di assessori davanti al Papa. (Gi)unta dal Signore
Da Brunetta a Bocchino, sempre più politici esibiscono passione e perizia da grandi chef. Ma chi di voi passerebbe una serata in loro compagnia a degustare le loro prelibatezze? Meglio una triste frittata, da soli, in casa propria. Metti una sega a cena
Chissà se mai un giorno il Cav si pentirà delle sue scappatelle e della vita da fedifrago. Nessuno ci crede, ma magari…chissà…una folgorazione improvvisa, un sussulto in punto di morte. Magari dirà: “Le belle curve mi hanno rovinato”. Col seno di poi…
Renato Brunetta: brezza. Voto 7+. Il ministro vuole disboscare la burocrazia della PA per liberare dai timbri le piccole imprese. Per sbrigare gli atti amministrativi le aziende italiane sborsano oltre 70 miliardi annui. Aziende strozzate da carte da bollo e nulla osta. Avanti tutta!
Silvio Berlusconi: tramontana. Voto 4-. Allarme rosso di Tremonti (la crisi non è finita), di Letta (basta compravendita parlamentari), della Cisl (400 mila cassintegrati presto disoccupati). Dulcis in fundo: La Russa litiga con l’Esercito e Bossi tratta col Pd. Tanti auguri, Cavaliere!
Scorrendo il profilo Facebook di Nadia Macrì, si scopre che la escort di lusso è una grande appassionata di gatti, una vera amante dei felini. Tanto va la gatta all’hard…
Anche Brunetta finisce ai piedi del lettone di Putin. Lo scandalo lo coinvolge, lui nega, ma una testimonianza esplosiva forse lo incastra. (Taor)mina antiuomo
Da quando è sparita (come per magia) l’emergenza della violenza dei rumeni in Italia (e si parla di altro), i rapporti tra il nostro governo e il loro sono decisamente migliorati. Bungarest
Il Giornale avalla in pieno le allusioni del Cav, le riprende e spara in prima pagina che le escort ubbidiscono alla mafia. Coscia nostra
Come se non bastasse il ‘Rubygate’, ecco ora le parole di Perla Genovesi e il suo racconto, de relato, su un presunto spaccio di droga alle feste del premier. Fandonie o un’altra tegola sulla testa del Cav? Perla miseria!
I finiani adesso minacciano l’appoggio esterno. Ma al premier – soprattutto in certi casi – interessano solo gli appoggi comodi (letti, divani, cuscini…). Piuma d’oche
Stesso discorso vale per il mini-ministro Brunetta. Piumone Bassetto
Ma sì! Berlusconi sa cosa vuol dire vivere bene. Il Pd moralista si dilania tra vecchi e giovani mentre lui, da vecchio, le giovani se le gode eccome! (Rott)amatore
Il mini-ministro vulcanico e impertinente è ormai sparito dalla scena. Dopo aver annunciato rivoluzioni copernicane in seno alla Pubblica amministrazione, pare ora relegato in un limbo di pigra e inconcludente inazione. Renato Pugnetta
Il Pd si presenta in terra leghista e la minoranza veltroniana cerca di ingraziarsi gli elettori padani con una proposta sull’immigrazione che rispolvera la patente a punti. Walter Maroni
Intanto i ‘giovani turchi’ del partito insistono sull’idea di rottamare i vecchi leader. Il Nord – ritiene gente come il sindaco di Firenze – si conquista anche così. Ghe Renzi mi
Tendinite alla mano sinistra: il Cav sarà costretto ad andare sotto i ferri. Pare che Bossi gli abbia già suggerito un efficace esercizio di riabilitazione post-operatoria: pugno chiuso ed estensione ritmata del medio in faccia ai giornalisti. Regre-dito
L’immancabile Giorgio Stracquadanio, pitbull della libertà, ci regala un’altra delle sue perle su donne, prostituzione e politica. Ci sovviene una domanda: ma lui, per fare carriera, ha usato la bellezza o l’intelligenza? Stracquad-anal
Mentre i leghisti impongono il loro amato simbolo in una scuola pubblica e suscitano un certo scandalo, il Senatur si rimangia in toto la voglia di elezioni subito. Ma lo stesso Maroni in parte lo smentisce. Il sòla delle Alpi
Brunetta dice di odiare Napoli. E i napoletani, c’è da giurarci, non gli dedicheranno manco una statuetta da presepe. Lui, per la verità, è già in formato presepe, ma a San Gregorio Armeno sono disposti a piazzarlo soltanto sotto l’asinello (che puntualmente va in calore e si ingrifa prima di San Silvestro). Buon Natale e Felice Ano Nuovo
La gente partenopea non deve arrabbiarsi e deve solo compatirlo: ormai il mini-ministro – affetto da smisurato narcisismo eppure sparito dalla scena mediatica – è al fondo del barile delle sue trovate retoriche. Raschio Angioino