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Tutti gli articoli con tag renato mannheimer

Ore 12 - Il Governo si merita il ... "pollice verso"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroQuesto governo Berlusconi ha oramai due anni e ancora non ne vuole sapere di … camminare.

Però parla, e molto. O meglio, promette. Promette ma non mantiene.

Così, anche per l’effetto della nuova ondata di scandali, gli elettori (anche quelli votanti Pdl e Lega) sono sempre più sfiduciati e la delusione si allarga a macchia d’olio.

L’Osservatorio di Renato Mannheimer sul Corriere della Sera ribadisce che “l’esecutivo gode della fiducia di una minoranza della popolazione (poco meno del 40%) e dello scetticismo dei restanti”.

Il Premier paga meno “dazio” del suo governo, ma comunque la fiducia degli italiani nei suoi confronti è in calo.

Solo un misero 5% è “entusiasta” del Governo. Il 30% è “abbastanza contento”, ma il 38% dichiara che il governo ha operato “in modo deludente rispetto alle aspettative”.

In un anno, è raddoppiata la percentuale di chi boccia senza “se” e senza “ma” il governo.

E la nuova stangata è alle porte. Temporale estivo o tempesta da pieno inverno?

L'analisi dell'astensionismo: sicuramente bipartisan e oltre il 40% non ha votato per disgusto e protesta

pubblicato da Christian De Mattia


L’affluenza alle regionali è stata alla fine del 64.2%, ben 8 punti meno di 5 anni fa. Renato Mannheimer, per il Corriere, ha valutato le motivazioni e la provenienza degli astensionisti. Soprattutto questo fattore è rilevante, considerato che in attesa dei risultati tutti ipotizzavano che l’astensionismo, in quest’occasione, fosse esclusivamente ascrivibile al centrodestra.

Invece risulta che a fronte di quasi il 14% di astensionismo di elettori del Pdl ci sia un 13% di non votanti di partiti del centrosinistra: quindi ha colpito in maniera bipartisan. Da segnalare che la Lega non ha avuto particolari defezioni poichè, secondo Mannheimer, il voto alla Lega continua ad essere “di protesta” e legato a un atteggiamento critico verso le istituzioni e quindi spesso chi è tentato dall’astensione alla fine decide di dare il voto a Lega o come a queste regionali a Grillo.

Tra le motivazioni per non votare oltre alle cause di forza maggiore vediamo che ben un 40% si ritiene schifato dall’attuale politica. In generale per colpa del panorama politico e dei candidati si arriva a un 50%, dato pesantissimo che la dice lunga su disaffezione e disinteresse degli italiani nei confronti di quanto Parlamento e partiti regalano quotidianamente. Bisogna anche segnalare che, sempre per il sondaggista a capo di Ispo, spessissimo si decide di votare e chi votare nell’ultima settimane (13%) o addirittura si sceglie di dare la preferenza a un partito l’ultimo giorno (anche qui 13% di chi ha votato a queste regionali). Insomma dati importanti da valutare per il futuro, sia per quanto riguarda i contenuti che la politica offre sia riguardo a quando e come concentrarsi nelle campagne elettorali.

Se stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!

pubblicato da il passator cortese

Non c’era bisogno di Renato Mannheimer per dire che l’aggressione di ieri sera a Milano rafforza Silvio Berlusconi. E non c’era bisogno neppure di Giampaolo Pansa per capire che c’è (quasi) un clima da anni Settanta.

Chi è Berlusconi, si sa. Chi sono i suoi sodali, pure. Da quel fronte non c’è da aspettarsi molto di buono.

In gioco non c’è la poltrona di un assessore comunale, ma la democrazia italiana, la prospettiva di questo Paese in crisi fino alle midolla per responsabilità del Cavaliere e di questo bipolarismo fasullo.

Il punto adesso è uno solo: cosa deve fare l’opposizione, in primis il Pd?

Se ci si ferma alla “puerile” considerazione che il Premier “se l’è cercata”, si sa già come finirà la partita: il Cavaliere farà “cappotto” alle urne.

L’antiberlusconismo come “unica” strategia politica è il più bel regalo per il Premier.

La violenza va condannata senza “se” e senza “ma”, la personalizzazione della lotta politica va quanto meno attenuata, bisogna tornare alle proposte (e alle contro proposte) politiche.

O il Pd tiene la barra diritta, o la partita è persa. Anzi, è perso l’intero campionato.

Non è previsto il girone di ritorno. Altro che ciance da curva sud!

Libertà di stampa: in pericolo secondo i giovani, in ottima salute secondo gli anziani

pubblicato da Giulio Mattioli


Interessante sondaggio quello di Renato Mannheimer oggi sul Corriere. Il sondaggista preferito da Bruno Vespa ha chiesto ad un campione di italiani “Secondo lei in Italia attualmente la libertà di stampa è in pericolo?”. Con risultati sorprendenti.

Innanzitutto, il 52% percento degli abitanti del Bel Paese la libertà di stampa è “poco” o “per nulla” in pericolo, contro un 43% che la vede come “molto” o “abbastanza” minacciata. Ma come ben sanno tutti quelli abituati ad analizzare dati di questo tipo, le cose più interessanti si scoprono incrociando questa risposta con altre variabili.

Si scopre così ad esempio che la percentuale dei “preoccupati”, al 52% tra i giovani sotto i 24 anni, diminuisce lentamente ma regolarmente mano a mano che aumenta l’età degli intervistati, fino a raggiungere il 41% tra i 55-64enni. Poi, il tracollo: tra gli over 65, solo il 29% vede la libertà di stampa in pericolo, contro un 55% che si ritiene tranquillo.

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Piano Casa: favorevoli o contrari? Il sondaggio di Mannheimer

pubblicato da paganini


Il Piano Casa dovrebbe uscire dal cilindro di Silvio Berlusconi entro la prossima settimana, a quanto pare sotto forma di decreto legge. I contenuti del piano di rilancio dell’edilizia, liberata dalla burocrazia e dai fastidiosi vincoli tanto cari ad ecologisti e paesaggisti, dovrebbero essere quelli già annunciati, con 9 milioni di edifici che potrebbero essere ampliati e nuove volumetrie per complessivi 500 mila metri quadri. Un intervento legislativo contro cui la Toscana starebbe già predisponendo un ricorso alla Corte Costituzionale e che il Governo scegli di illustrare, sul sito, con una immagine di Perugia, città che dell’urbanistica dissennata e irragionevole (diciamo creativa) ha subito e sta subendo le conseguenze.

Al Piano Casa - o meglio a quanto annunciato dal premier in proposito - Renato Mannheimer, sul Corriere, dedica una rilevazione che attesterebbe un consenso intorno al 50%, con un 40% degli intervistati che si schiera invece contro la misura anticrisi.

La gran parte (79%) degli elettori del Pdl esprime approvazione per il «piano casa». Ma ad essa si oppone poco più di un decimo (12%) di contrari. Maggiore — anche se, beninteso, sempre minoritario — è il dissenso tra i votanti per la Lega Nord, ove poco più di un quinto (21%) si dichiara contrario al provvedimento. Sul fronte opposto, il 77% dei votanti per il Pd segue le indicazioni del suo partito, mentre il 17% vede, viceversa, con favore la proposta del governo.si riscontra per il piano casa un atteggiamento della pubblica opinione simile a quanto già emerso in passato per altri provvedimenti. Vale a dire, una difformità di giudizi all’interno di entrambi i poli, ciò che suggerisce l’esistenza di una componente di fluidità nell’insieme dell’elettorato.

E voi, siete favorevoli o contrari al Piano Casa?

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Malpensa, la Lega Nord e la tassa sui permessi di soggiorno: la geniale strategia delle "distrazioni"

pubblicato da Giulio Mattioli

Comunque la si voglia girare, la scelta ormai pressoché definitiva di Alitalia di associarsi ad Air France ed abbandonare Malpensa (che da domani si ritrova con solo 3 collegamenti intercontinentali), costituisce una sconfitta di proporzioni inaudite per la Lega Nord. A voler essere diretti la si potrebbe definire anche in maniera molto più cruda.

Uno smacco tanto più epocale in quanto colpisce la Lega nelle sue principali ragion d’essere: la difesa del Nord, delle sue imprese e della sua competitività economica. Tuttavia del partito di Bossi in questi ultimi giorni si è parlato principalmente per altre ragioni, ovvero per la proposta (poi bocciata dal governo) di una tassa sui permessi di soggiorno e di una fideiussione obbligatoria per gli extracomunitari che vogliano aprire una partita IVA.

A prescindere dal merito degli emendamenti, il tempismo con cui la questione è giunta all’attenzione dell’opinione pubblica è ben più che sospetto, e rivela il genio politico (non ci sono altre parole per definirlo) di Umberto Bossi e compagni. Come afferma infatti Marco Cremonesi sul Corriere della Sera infatti, la tattica leghista è semplice ma efficacissima: lanciare proposte impossibili ma chiare - al limite provocatorie - più per massimizzare il proprio consenso presso l’elettorato che nella realistica speranza di vederle approvate.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Terremoto elettorale: il Pd può perdere il 10 per cento dei voti. E’ il risultato della “questione morale” abbattutasi sul partito di Veltroni. Lo dice Renato Mannheimer ad Affaritaliani.it dopo gli ultimi arresti a Napoli. Veltroni: “Bisogna prendere il toro per le corna”. Donadi: “Nel Pd, marcio dilagante. Colpa di Veltroni, sopraffatto dalle correnti”.

Il nostro commento
Il Pd è con l’acqua fino al collo. Ma il partito di Veltroni non ha ancora toccato il fondo. E’ ovvio che il Pd ha anche molti amministratori seri, onesti e competenti. Ma il tarlo corrode oramai le fondamenta. Non sono stati scoperti tutti gli “altarini” di una gestione del potere locale (e non solo) dominate sempre più da logiche affaristiche e clientelari. La laedership di Veltroni è alla frutta e gli annunci di rinnovamento dei gruppi dirigenti e dei metodi resteranno tali. Una situazione al limite dell’implosione. La riunione della Direzione di venerdi 19 può essere l’occasione per la resa dei conti. La crisi del Pd è l’iceberg della crisi di tutti i partiti, trasformatisi da centri di partecipazione, di confronto, di idee e valori in comitati elettorali o di affari.

Andrea Orlando (portavoce Pd): “Lavoreremo per un profondo rinnovamento, per una gestione del potere più sobria e attenta ai problemi dei cittadini. In alcune regioni sono emerse vicende interne ai gruppi dirigenti. In altre la magistratura ha mandato in blackout il partito”.

Massimo Donadi (Idv): “Non è una nuova Tangentopoli, è diversa ma non è meglio di Tangentopoli. Tutti i partiti hanno messo sempre la testa sotto la sabbia e dal ’92 ad oggi non hanno mai fatto pulizia del marcio interno. Il Pd non sta peggio del Pdl: c’è una questione morale della politica italiana”.

Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Obama boom: il 75 % degli italiani avrebbe votato Barack Obama. Sei leghisti su dieci lo “votano”. Cicchitto: “Esercitazioni inutili. C’è gente che ha tempo da perdere”. Bersani: “Presto anche gli italiani voteranno per il cambiamento in Italia”.

Il nostro commento
E’ l’effetto Obama, bellezza! Barack fa man bassa nell’elettorato del Pd con l’87% dei votanti ma spopola anche nel Pdl e nella Lega. Lo dice un sondaggio realizzato dall’Istituto Ipso in esclusiva per Affaritaliani.it. E’ solo l’effetto mediatico dovuto al trionfo del leader del Partito democratico americano? No! Perché il sondaggio è stato effettuato martedì 4 novembre durante le votazioni americane e non dopo. E il 75% degli italiani dice che avrebbe votato Obama. Solo il 10% avrebbe votato John McCain. Italiani “pecoroni” o smaniosi di cambiare … l’America?

Renato Mannheimer: “La cosa interessante è che all’interno del Popolo delle Libertà e anche nella Lega la maggioranza dice che avrebbe scelto il senatore afro-americano, con percentuali pari al 58 e al 60 %..

Fabrizio Cicchitto: “Anche in Italia il tam tam che Obama “doveva vincere” ha prodotto i suoi effetti. Quali conseguenze per il governo e la sua maggioranza? Nessuna! Berlusconi e il governo hanno il vento in poppa e il favore degli italiani”.

Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Sondaggi: Pdl più Lega Nord-Mpa al 51%! Cala il Pd tra il 31 e il 31,5%. L’Idv al 5,5%. L’Udc al 4,5% e Rifondazione all’1.5%. Silvio Berlusconi: “Mi dispiace per Veltroni: finalmente superiamo il 50%! E il Pd fatica a resistere sulla linea del Piave del 30%”. Walter Veltroni: “Noi abbiamo altri dati, con i partiti di maggioranza in calo e il Pd in crescita”.

Il nostro commento
Qualcuno deve pur abbandonare lo show politico delle elezioni Usa e del trionfo di Obama e tornare alle nostre “miserie” nazionali. Renato Mannheimer (Ipso), nemmeno un mese fa, aveva registrato un calo di fiducia verso Berlusconi dal 5 al 15 per cento e un leggero recupero del Pd. Oggi il sondaggi Consortium diffuso in esclusiva da Affaritaliani.it ristabilisce le distanze. Anzi, Il PDl più Lega in fuga, oltre la fatidica soglia del 50% e il Pd in bilico sul 30%. E adesso Veltroni cerca di mettere il cappello anche sulla vittoria di Obama. Come se il nuovo presidente degli Stati Uniti fosse uno studente incazzato contro la Gelmini. Uolter resta un amerikano … de Roma.

Nicola Piepoli (Consortium): “Non tutti coloro che votano a sinistra sono favorevoli a Veltroni, mentre quasi tutti quelli del Centrodestra esprimono gradimento nei confronti di Berlusconi”.

Fabrizio Cicchitto: “La realtà è questa, i nostri avversari non ne vogliono prendere atto. La fiducia nel presidente del Consiglio è sopra il 50% mentre quella verso il segretario del Pd si ferma sul 33%. Il Pd soffia sul fuoco ma non raccoglie niente”.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Precipita Berlusconi: da settembre, crolla la fiducia nel premier: da – 5 a – 15 punti! Il premier: “Tutto falso!”. Veltroni: “La festa è finita!”. Ma il Pd e il suo leader non recuperano il gap. Renato Mannheimer (Ispo): “La sfiducia della gente è allo zenith: gli italiani non credono più in nessuno”.

Il nostro commento
Il primo “antipolitico” non è stato Beppe Grillo, ma Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, per anni, ha picconato contro i partiti, contro i capi dei partiti, contro la politica e contri i capi della politica. Così ha conquistato il super potere e ha annientato la sinistra italiana, alla canna del gas. Il vento gira. E forse spinge in una diversa situazione. Dove? Non si sa. 15 milioni di italiani sono a livello di povertà. A chi importa della flessione della fiducia nel governo e nell’opposizione? Avanza inesorabilmente la sfiducia nei confronti di chi governa e di chi sta all’opposizione. Figlia diretta della delusione. Chi sta chiuso nel Palazzo non vede e non sente. E’ l’effetto della crisi? Forse. Come mai la crisi è sempre “orfana”? Forse la svolta arriva dall’America. Ma l’America, vista da qui, è lontana.

Silvio Berlusconi: “Non mi risulta che noi, io e il governo, abbiamo un calo di fiducia. Adesso siamo stabili. E dobbiamo gestire questo risultato, estremamente positivo. Ci sono turbolenze nella società. Noi vogliamo trasformare l’Italia, per migliorarla”.

Walter Veltroni
: “La luna di miele di Berlusconi e del governo è al giro di boa. Gli italiani cominciano a fare i conti con la realtà e vedono la differenza fra le promesse e i fatti: tutti stanno peggio. L’Italia va indietro. I nodi stanno per giungere al pettine”.