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Tutti gli articoli con tag renato mannheimer

Alitalia, Veltroni santo subito: "Pd risolutivo"

pubblicato da fc

“Quanto sono saggi gli italiani”. Water Veltroni, ospite di Porta a Porta, ieri sera, lo avrà ripetuto almeno cinque o sei volte mentre Renato Mannheimer esponeva i risultati della sua indagine su Alitalia. Alla domanda “Di chi è la colpa dell’attuale situazione della nostra compagnia aerea”, il 42% dei cittadini rispondeva “dei politici”. E invece, paradosso della situazione, è proprio la politica che in queste ore prova a spartirsi i meriti.

Il leader del Pd avrà letto poco il Vangelo nel passo in cui si dice “Non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra”. Un modo per dire: una buona azione se è davvero tale non necessita di essere sbandierata. Lui, invece, non si è trattenuto. Già l’altra sera, in un’intervista al Tg1 aveva anticipato qualcosa mettendo la pulce nell’orecchio dei retroscenisti. Ieri, invece, da Vespa è stato più esplicito: il Pd è stato risolutivo, ho fatto incontrare io Colannino ed Epifani.

Mentre Bonaiuti, il fido portavoce del Cavaliere (che intanto, non se avete notato è sparito dalla circolazione), in serata, si affaticava a ripetere: “Veltroni vuol prendersi il merito di aver tenuto insieme imprenditori e sindacati. Ma fino a due giorni addietro ha fatto esattamente il contrario: li ha divisi. Le sue parole non convincono più nessuno”.

Il problema, in realtà, non è misurare, in queste fatidiche ore, il gradimento dei partiti e il peso delle parole nell’opinione pubblica ma, semmai, prendere atto del modo fallimentare in cui il Governo ha condotto la trattativa. Nessuno vuole elevare Walter agli onori degli altari – in parte ha anche ragione Bonaiuti quando dice che prima ha remato contro e poi vista l’impopolarità della scelta si è ricreduto ed è intervenuto – ma stavolta, la sua mediazione, è stata decisiva.

Sondaggio elettorale Ispo: Di Pietro si mangia il Pd. Pdl in forte crescita

pubblicato da Luca Landoni



Italia dei Valori e Pdl in fortissima crescita secondo l’ultimo sondaggio d’opinione realizzato da Ispo su commissione del Corriere della Sera. I dati sono molto secchi e sembrano dimostrare che il Partito Democratico sarebbe in fortissima contrazione (-5,1%) a vantaggio soprattutto del partito di Di Pietro (+3%) e in parte anche della Sinistra Arcobaleno, data in crescita dell’1,2%.

I primi mesi di governo paiono inoltre aver rafforzato consistentemente il Pdl, che è dato in aumento del 7,2%. A pagargli dazio gli alleati Lega (-0,5%) e Mpa (-0,9%), oltre all’Udc (-0,7%). Il Pdl pesca probabilmente anche dal serbatoio dell’attuale opposizione, tra PD e Partito Socialista (-0,7%).

Sul Corriere si trova un’interessante analisi del sondaggio a firma Renato Mannheimer, il quale boccia la politica improntata alla “mancanza di iniziativa” del leader democratico Walter Veltroni, ora costretto a rincorrere Di Pietro che l’ha fatalmente scavalcato a sinistra. Il Pdl verrebbe invece premiato dalla fatale tendenza a “saltare sul carro del vincitore” (ma evidentemente non solo, se vogliamo considerare i dati attendibili).

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Perchè i sondaggi sbagliano? Parte 1

pubblicato da Giulio Mattioli

Comincia oggi una serie di post dedicati a spiegare perché i sondaggi politico-elettorali vengano così spesso smentiti dai risultati ufficiali.

C’è stato un grosso fraintendimento: i sondaggi non servono a prevedere i risultati elettorali. Questa perlomeno l’opinione di Renato Mannheimer e Nando Pagnoncelli, due volti notissimi al pubblico televisivo italiano, intervenuti al convegno “Statistica e previsioni elettorali: uno sguardo ai numeri 2008”, tenutosi presso la Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Milano Bicocca il 7 maggio scorso.

Secondo il loro punto di vista il sondaggio è una semplice “fotografia” della popolazione in un momento dato, e non una “palla di cristallo” da chiromante,. Immaginate una maratona: se si scatta una fotografia dei corridori a 1km dall’arrivo, questa ci dà delle informazioni sui vantaggi provvisori, ma non può assolutamente assicurarci nulla sul vincitore, né tantomeno sui ritardi dei secondi e terzi all’arrivo.

I sondaggi infatti sono, in un certo senso, fatti per essere smentiti: il leader di un partito dato per perdente farà di tutto per rovesciare la situazione, ecco quindi che la pubblicazione del sondaggio “retroagisce” sulla realtà stessa, contribuendo paradossalmente ad invalidare le sue stesse previsioni.

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