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Tutti gli articoli con tag renato schifani

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: Waterloo. Voto – 9. Il premier minaccia le elezioni con un out out affidato a Schifani. Minaccia di fine impero. Per Fini è solo un bluff. Il Cav. gioca col fuoco.

Renato Schifani: portaborse. Voto – 9. Il presidente del Senato esegue gli ordini del premier e attizza il fuoco. Medioevo o sultanato? Roba da seconda Repubblica. Vergogna!

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Angelino Alfano: l’innominato

pubblicato da Giovanni Molaschi



Oggi, probabilmente, la Consulta si esprimerà sul lodo Alfano. Fare delle previsioni ora non avrebbe senso, oltre che essere di cattivo auspicio per tutti coloro che diversamente da Niccolò Ghedini pensano che la legge e la relativa applicazione debbano essere uguali per tutti.

Oggi, più di ieri, è giusto omaggiare l’esponente politico a cui si deve la creazione di questo provvedimento che ha spostato l’attenzione degli italiani dalla tragedia nel messinese alla santificazione di Silvio. Non è certo un caso che ieri Bruno Vespa si sia dedicato ai miracoli di Lourdes.

Oggi qualcuno dovrebbe intervistare il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Qualora il lodo passasse il suo nome, più citato della sua persona, sarebbe ricordato. E non solo da quei quattro comunistelli che manifestano. Di sabato. Sulla libertà di stampa.

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Anno Zero: al via l’istruttoria dopo le dichiarazioni di Renato Schifani

pubblicato da Giovanni Molaschi



Oltre all’ottimo risultato, in termini di share, Michele Santoro con una sola puntata di Anno zero è riuscito a portarsi a casa anche un’istruttoria. Ad annunciarlo il viceministro per le Comunicazioni, già protagonista di un’inchiesta di Report, Paolo Romani.

In apparente disaccordo con l’esponente politico, il Presidente della Rai, Paolo Galimberti secondo ogni trasmissione televisiva ha il diritto di essere mandata in onda per garantire il pluralismo.

D’accordo, invece, Renato Schifani. Come riportato dal blitz, il Presidente del Senato è convito che i programmi televisivi come quello di Michele Santoro siano la causa dell’imbarbarimento della politica in Italia poiché sviluppati con cattivo gusto attorno al solo gossip.

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Se i privilegi degli ex senatori vi sembrano pochi ...

pubblicato da il passator cortese

Non ci sono solo i privilegi della “casta” politico-istituzionale in attività ma anche quelli degli “ex”.

In queste ore si sta approntando il bilancio del Parlamento e al Senato, (costi 2009 pari al 2008, cioè 594 milioni di euro) per la prima volta, le spese non crescono.

Bene. Ma non proprio. Perché i benefit degli ex senatori e quelli dei dipendenti e pensionati gonfiano a dismisura i conti.

Qualche esempio. Viaggi gratis. Una sola legislatura permette ai senatori di viaggiare a sbafo in autostrada, aereo, autostrada, treno. Vita natural durante. E i senatori, Dio ce li preservi, sono anche longevi … In sette anni questo capitolo di spesa è raddoppiato: da 1,7 miliardi di vecchie lire a 1,8 milioni di euro per il 2009.

Altro privilegio riguarda l’assistenza sanitaria integrativa (Asis) che gli ex senatori usufruiscono per tutta la vita. Gli ex senatori pagano 1,8 milioni di euro ma ricevono 2, 4 milioni. Il lusso dei … funerali gratis, è già stato abolito.

Ora il presidente Renato Schifani ha deciso di usare le forbici. E giura di riportare i conti in riequilibrio.

Ciliegina sulla torta: i dipendenti, che a Palazzo Madama sono tre per senatore. Da 630 del 1999 sono passati a oltre mille. Per non parlare dei pensionati, quasi 800, con trattamenti di quiescenza che toccano il … 90% degli stipendi!. Alti stipendi, alte pensioni.

Come volevasi dimostrare. C’è una sola Italia. Ma i suoi figli non sono tutti uguali.

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Ore 12 - C'è attesa per il "rientro" di Berlusconi sulla ... Terra

pubblicato da Massimo Falcioni

altroDi solito ci si va, agli appuntamenti con la storia.

Se non altro per dire: “quel giorno c’ero anch’io”.

Ma non sempre è così. Infatti c’erano tutti, meno due, nell’apoteosi del “profeta” della terza era della Ricostruzione. Non due qualsiasi, però. Perché rappresentano la seconda e la terza carica dello Stato.

Il presidente del Senato Renato Schifano dice che aveva da festeggiare … il compleanno della moglie. Il presidente della Camera Gianfranco fini non dice niente sul perché ha disertato il D-day.

Chissà che ne pensa il ministro Brunetta: sono giustificate le assenze di Fini e di Schifani?

A Silvio Berlusconi, presidente “del fare” ora alla verifica dei fatti, il forfait dei due non fa né caldo né freddo. Anche se, c’è da giurarlo, sarà poi passato con il lapis rosso sui nomi di Renato e di Gianfranco (irritato per non aver ottenuto risposte al suo intervento nelle conclusioni dal leader del Pdl) nel quadernone nero dei “puniti”.

In mezzo a tanta apoteosi, nessuno si è accorto che adesso è tutto più difficile nell’alleanza di governo.

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Ore 12 - Le battute di Belusconi mettono a nudo la miope "tolleranza zero" della destra

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLe “facili” battute di Silvio Berlusconi, oltre a sollevare polveroni, a volte sollevano “difficili” quesiti.

O mettono a nudo la miopia strategica e culturale della destra italiana.

Quella sugli stupri dell’altro ieri non è solamente una battuta di pessimo gusto ma un “errore” politico.

Perché, come sostiene Antonio Polito sul Riformista “ci fa capire che il Premier, in cuor suo, alla tolleranza zero non crede neanche un po’. Nel senso che lo stupro (così come altri gravissimi reati o anche reati minori) è “inevitabile”, non lo si può risolvere con i militari, con la repressione, con le punizioni (che però ci vogliono!), con la “tolleranza zero”.

Il Riformista ricorda che la politica della tolleranza zero partiva dal concetto espresso in un libro americano: “bisogna riparare subito ogni finestra rotta, perché se si comincia col tollerare una finestra rotta, i vandali capiscono che possono agire indisturbati, e dopo aver rotto le finestre spaccheranno i vetri delle auto, e poi le ruberanno, e poi le useranno per una rapina, e via di questo passo”.

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: donchisciottesco. Voto – 9. Il premier Berlusconi alza la voce contro la camorra e rassicura gli italiani: “Il nostro impegno per debellare la camorra non finirà mai. Grazie al nostro governo sparirà dal nostro Paese”. E aggiunge: “La sinistra ha parlato anche qui di dittatura, ma i nostri cittadini vogliono sicurezza. Uno Stato che non usa la forza di cui dispone per combattere la criminalità smette di essere Stato”. Camorra avvisata, mezza … salvata …

Renato Schifani: stop and go. Voto – 9. Il presidente del Senato, seconda carica dello Stato, stavolta la fa fuori dal vaso accusando in diretta tv il segretario del Pd. “Walter Veltroni – sentenzia Schifani – avvelena il clima politico”. Poi la “solita” smentita che “conferma”. Intanto il messaggio contro il capo del Pd è giunto dove si voleva giungesse: delegittimare le opposizioni. Se questo è il comportamento di chi ha la funzione di garanzia dei diritti di tutti …

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Il caso Travaglio: domande ed (eventuali) risposte

pubblicato da Bruno Marino

In questi giorni si parla molto, su internet e in tv, di MarcoTravaglio e del suo intervento durante la trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. Anche PolisBlog si è occupato di questo tema, con numerosi articoli e commenti.

In tv, naturalmente, l’opinione maggioritaria è che Travaglio sia un mezzo mascalzone, che approfitta dello spazio televisivo per lanciare ingiurie contro la “seconda carica dello Stato” e in generale verso la classe politica tutta.

Proviamo a partire dalle parole di Travaglio da Fazio: a parte la frase sul decadimento della carica di Presidente del Senato (con l’inserimento delle parole “lombrico” e “muffa”), che forse potrebbe essere considerata offensiva (non più di tanto comunque), che reato avrebbe commesso Travaglio? Ha semplicemente ricordato quello che Lirio Abbate e Peter Gomez hanno scritto nel libro “I complici” (libro che abbiamo usato anche noi come fonte di utili informazioni) a proposito di vecchie frequentazioni di Renato Schifani.

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Travaglio attacca Schifani, per lui critiche bipartisan

pubblicato da fc

Critiche bipartisan per Marco Travaglio che sabato sera, al termine dell’intervista con Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ (Rai3) aveva attaccato Renato Schifani ricordando che il neo presidente del Senato in passato aveva avuto rapporti con persone condannate per mafia.

Ieri, per tutta la giornata, si sono susseguite dichiarazioni di esponenti del Pdl che lamentavano l’uso strumentale e diffamatorio (Gasparri) del servizio pubblico da parte di Travaglio senza la possibilità di contraddittorio.

A difendere il giornalista dell’Unità (preso di mira anche dalla Finocchiaro, Pd) solo il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro che esprime solidarietà a Travaglio in quanto “ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti”. E, entrando nel merito della questione, Di Pietro aggiunge: si tratta di “episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perchè, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato”.

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Ore 12 - Mano tesa del governo: sinistra fuori dalla porta, rientra dalla finestra?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroUna volta, nella prima Repubblica, la frase ricorrente era: “E’ un problema politico”. E quel problema, nel limite del possibile, lo si risolveva “politicamente”.

Sapete qual’ è il problema politico dopo il voto del 14 aprile? La sinistra “extraparlamentare”. Quasi quattro milioni di cittadini che hanno votato a sinistra (o che col “voto utile” ruotano a sinistra) ma che non sono rappresentati in Parlamento.

Che fare? Istituzionalmente è un nodo insormontabile. Ma l’intelligenza politica e la sensibilità istituzionale del neo presidente del Senato Renato Schifani (su suggerimento di Berlusconi) tenta di trovare una via d’uscita. L’idea è quella di garantire un canale di comunicazione e il diritto “di tribuna” ai partiti esclusi dal Parlamento.

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