Sarà naturalmente il Piano casa ad alimentare la serata di Annozero, che presenterà una particolare attenzione per la Sardegna. Corrado Formigli e Luca Bertazzoni racconteranno infatti la Costa Smeralda e il rischio cementificazione in una regione con l’economia in ginocchio e le aziende che chiudono, come nel Sulcis-Iglesiente.
Il piano casa che il Governo varerà venerdì farà ripartire l’economia, come spera il Presidente del Consiglio? Le regioni si sono dette contrarie al ricorso al decreto, ma disponibili a discutere una legge per la semplificazione delle procedure sull’edilizia. C’è effettivamente il rischio di una ulteriore speculazione edilizia, soprattutto in zone particolarmente pregiate come la Sardegna? Il neopresidente Cappellacci ha già detto, all’indomani della vittoria, che cambierà il piano paesistico. Aggiungendo che comunque non cambierà i vincoli sulle coste voluto dal suo predecessore Renato Soru. Cosa può accadere in un posto come la Sardegna? Il piano casa riuscirà a dare la spinta necessaria a superare la crisi?
La puntata avrà per titolo Tutti a casa, e vedrà come ospiti il Governatore della Puglia Nichi Vendola, l’esponente del Pdl Maurizio Lupi, Daniela Santanchè e il giornalista Ferruccio Sansa.
Continua a leggere: Il Piano casa sbarca ad Annozero. Diretta PolisBlog a partire dalle 21

Una delle misure più controverse e contestate adottate dalla Giunta di Renato Soru, la tassa sul lusso, verrà presto abolita. Lo ha deciso, mettendolo nero su bianco nella bozza di legge finanziaria, il nuovo presidente della Sardegna Ugo Cappellacci.
Le tasse su barche (sopra i 14 metri), aeroplani e seconde ville vennero introdotte dalla Giunta Soru nel 2006 e nel 2007, suscitando molte critiche (soprattutto da parte di chi aveva aerei e yacht) e ricevendo anche una bocciatura da parte della Corte Costituzionale: le imposte regionali per chi non risiede nell’isola e possiede una seconda casa per uso turistico e quelle per le plusvalenze sulle compravendite di tali case erano state ritenute illegittima dalla Consulta.
Contro la tassa sul lusso che Cappellacci si è affrettato ad abolire nella sua prima settimana da presidente, avevano manifestato, con una grande festa, Flavio Briatore e gli altri ospiti del Billionaire, al grido di essere ricchi non è un reato….il nuovo presidente della Giunta troverà una bottiglia di champagne a suo nome la prossima volta che passa da Porto Cervo.
“Fantoccio di Berlusconi”, “finto sardo”… di Ugo Cappellacci, neo-governatore della Sardegna, in campagna elettorale si è detto di tutto. Gli ultrà di Renato Soru, dati in vantaggio da ogni sondaggio (persino da quelli dell’Istituto Crespi) non contenti di vincere hanno voluto stravincere, conducendo una campagna iperagressiva contro il candidato del Pdl, e alla fine proprio questa politica si è rivelata perdente, consegnando l’isola al centro-destra con esito plebiscitario.
E ora Cappellacci si prende le sue rivincite. A partire dalle sue origini. Sardissimo di Cagliari, nato il 27 novembre 1960, si è laureato all’Università degli Studi, guarda caso di Cagliari, ed è stato assessore sempre a Cagliari nella giunta Masala e nella giunta Floris (2003-2004). Chiarito questo, veniamo al primo atto politico del suo programma, che è un chiaro no all’installazione di una centrale nucleare nell’isola.
Il motivo non è ideologico - Cappellacci ha infatti chiarito di non essere pregiudizialmente contrario al nucleare - ma etico. Il Pdl ha infatti stipulato un patto elettorale con il Partito Sardo d’Azione che stabiliva di non dare l’assenso alla realizzazione di centrali in Sardegna. Nero su bianco. E un patto non si contraddice.
Continua a leggere: La Sardegna dice no alle centrali nucleari. Atto di forza di Cappellacci
Oggi, in conferenza stampa, Veltroni ha provato a spiegare il perchè di questo suo gesto. Si è dimesso, ha mollato tutto, nonostante il no del coordinamento “per il bene del partito”, ha detto. Ma cosa si cela dietro la sua scelta?
Dopo la Waterloo del Pd Polisblog fa il punto della situazione con Fabrizio Rondolino già capo ufficio stampa del Pds e già uomo della comunicazione di Massimo D’Alema ai tempi di Palazzo Chigi.
Rondolino alla fine Veltroni si è dimesso ….
“Mi è piaciuto il discorso con cui oggi ha motivato le dimissioni, ma politicamente non le approvo. Che il Pd stia male, è fuori di dubbio. Ma abbandonarlo a se stesso alla vigilia delle elezioni amministrative e europee mi sembra più una via d’uscita individuale che una scelta politica generosa”.
Dice: “Basta farsi del male”. Scelta giusta?
“Certo, farsi del male non è mai una buona cosa. Bisognerebbe però chiedersi perché questo accade. Forse è un intero ceto politico, sulla scena oramai da vent’anni, che deve farsi da parte”.

I risultati delle regionali di Sardegna sono praticamente definitivi, come ci ha puntualmente segnalato il buon Luca. Ugo Cappellacci, il figlio del commercialista di Berlusconi, si è fatto un sol boccone del Governatore uscente, Renato Soru. Ora, perchè Soru ha perso? Perchè addirittura si pensava al fondatore di Tiscali come al possibile futuro sfidante di Belrusconi alle prossime politiche e ora quest’uomo esce distrutto dalla “sua” Sardegna?
Io, che sono fatto male e vedo il marcio ovunque, dico la mia. Renato Soru ha perso per la Legge salva coste. Dichiarare inedificabile qualsiasi terra entro i due chilometri dalle coste sarebbe una scelta da premio Nobel per l’ambiente in qualsiasi altro paese, chiaramente in Italia ti fa perdere le elezioni. Provo a sostenere la mia tesi, ben conscio del fatto che potrei essere smentito e potrei prendere una cantonata come Crespi.
Date un’occhiata ai risultati elettorali comune per comune. Guardiamo le percentuali dei comuni dell’entroterra Sardo iniziando da due capoluoghi di provincia. Nuoro: Soru 55,83%, Cappellacci 36,95%. Sassari: Soru 55,28%, Cappellacci 41,57%. Altri comuni, poco famosi per carità, ma comunque lontani delle coste, hanno visto il Governatore uscente stravincere con percentuali bulgare. Vi risparmio il dettaglio di paesi come Orani, Gavoi e Lula e passo immediatamente sul mare.

Ieri notte ci eravamo lasciati con la metà delle sezioni scrutinate e un risultato pressoché certo: la netta vittoria del candidato Pdl Ugo Cappellacci e della sua coalizione. Ora che i risultati sono quasi definitivi nell’entourage del governatore uscente Renato Soru si respira l’aria della disfatta. Soru subisce infatti un divario di quasi 80.000 voti e 9 punti percentuali, ma ancora peggio va alle singole liste che lo sostenevano.
La prima conseguenza di tutto ciò è l’inesorabile bocciatura del fondatore di Tiscali come possibile leader nazionale del centro-sinistra. La sconfitta è infatti di proporzioni troppo ampie per salvare le sue responsabilità rispetto ai partiti cui si appoggiava. Ma lasciamo la parola alle cifre, sottolineando anche l’ennesima cantonata presa da Crespi, che aveva previsto un lieve margine (+1,5%) a favore di Soru.
sez. 1658/1812
Renato Soru 42,89% - 378.246 voti
(Pd, Prc, Pdci, Idv, La sinistra e Rossomori);
Ugo Cappellacci 51,90% - 457.676 voti
(Pdl, Udc, Mpa, Riformatori, Uds-Nuovo Psi e Psd’Az)
Peppino Balia 1,56%
(Partito Socialista)
Gavino Sale 3,07%
(Irs Indipendentzia Repubrica de Sardigna)
Gianfranco Sollai 0,55%
(Unidade indipendentista)
Dopo il salto i dati sul voto di lista.
Continua a leggere: Elezioni in Sardegna: trionfo di Cappellacci. I risultati definitivi

Entra nel vivo lo spoglio, davvero lentissimo, delle elezioni amministrative per la Regione Sardegna. Un primo sondaggio Crespi dava leggermente in testa Soru, con il centro-destra avanti nel voto di lista, ma i dati reali al momento appaiono diversi.
Per un confronto, qui trovate i risultati delle precedenti amministrative del 2004.
I risultati in tempo reale:
Ore 0.13 - sez. 806/1812
Renato Soru 44,9% - 179.289 voti
( Pd, Prc, Pdci, Idv, La sinistra e Rossomori);
Ugo Cappellacci 50,0% - 199.514 voti
(Pdl, Udc, Mpa, Riformatori, Uds-Nuovo Psi e Psd’Az)
Peppino Balia 1,6%
(Partito Socialista)
Gavino Sale 3,0%
(Irs Indipendentzia Repubrica de Sardigna)
Gianfranco Sollai 0,6%
(Unidade indipendentista)
Voto di lista - sez. 806/1812
Pd 26,0%
Prc 3,4%
Pdci 1,8%
Idv 5,0%
Pdl 30,6%
Riformatori sardi 6,5%
Uds-Psi 3,0%
Psd’Az 4,0%
Udc 9,5%
Irs 1,9%
Questo è l’ultimo aggiornamento per oggi. Arrivederci a domattina per i risultati finali.

Mentre aspettiamo che vengano ufficializzati i dati sull’affluenza alle urne e che vengano elaborati i risultati dello scontro Soru - Cappellacci, vediamo come erano andate le cose 5 anni fa…
Alle elezioni regionali precedenti, nel 2004, la lista che sosteneva Renato Soru aveva ottenuto poco più del 50% dei voti mentre il candidato del centrodestra, Pili, si era fermato appena oltre il 40%.
I risultati dei partiti: Ds e Margherita (oggi uniti nel Pd), avevano ottenuto rispettivamente il 13,1% e il 10,8%; Progetto Sardegna 7,7%, Rifondazione 4,1%, Sdi 3,7%, Udeur 2,6%, Comunisti italiani 1,8%, Di Pietro 0,99%, Verdi 0,8%.
Nello schieramento Sardegna Unita che sosteneva Mauro Pili, le preferenze si distribuirono così: Pdl (Forza Italia 15% - Alleanza Nazionale 7,3%), Udc 10,3%, Riformatori 5,9%, Fortza Paris 4,5% e Nuovo Psi 1%.
Il restante 10% circa fu suddiviso tra i candidati di Sardigna libera, Uds – Nat – Il Movimento e Indipendenza repubblica de Sardigna.

Il presidente uscente Renato Soru (Pd) appare in vantaggio dell’1,5% su Ugo Cappellacci (Pdl) nella corsa elettorale per la guida della Regione Sardegna. Questo il dato rilevato dall’unico sondaggio sul tema, effettuato da Crespi Ricerche e reso noto da Repubblica. Il centro-destra sarebbe invece avanti del 2,5% quanto a voti di lista. Tutto ciò in attesa dei dati reali, di cui vi daremo conto appena possibile.
Ricordiamo che l’ultimo dato sull’affluenza, aggiornato alle 11 di oggi, dava alle urne il 54,8% degli aventi diritto. I candidati sono Renato Soru (”Lista Soru presidente” appoggiata da Pd, Prc, Pdci, Idv, La sinistra e Rossomori); Ugo Cappellacci (Il popolo delle libertà sostenuto da Pdl, Udc, Mpa, Riformatori, Uds-Nuovo Psi e Psd’Az); Peppino Balia (Partito Socialista); Gavino Sale (Irs Indipendentzia Repubrica de Sardigna); Gianfranco Sollai (Unidade indipendentista).
Nel 2004 Soru ottenne il 50,4% contro il 40,5% di Pili (Pdl).

Renato Soru sembra voler seguire l’esempio di Nichi Vendola, replicando l’iniziativa che aiutò il presidente della Regione Puglia a sconfiggere il candidato della Casa delle libertà: “arruolare” gli studenti fuori sede ed invogliarli a tornare in Sardegna per votare alle elezioni regionali che si terranno nel prossimo weekend.
Da una delle città universitarie per eccellenza, Bologna, partirà così il RenatoBus, un autobus che riporterà gli studenti sardi sull’isola per sostenere il candidato del centrosinistra: il Renatobus costerà 20 euro, che comprendono il passaggio ponte sulla nave. Partenza fissata per venerdì 13 nel primo pomeriggio da Bologna verso il porto di Livorno, il traghetto sbarcherà a Olbia e qui sarà pronto un altro bus diretto Cagliari, per chi abita nel sud dell’isola.
Immancabile anche la creazione di un gruppo su Facebook a sostegno dell’iniziativa, che si chiama Bologna per Soru: Per chi, come noi, vive lontano dalla Sardegna sapere se la persona che per i prossimi cinque anni ci rappresenterà, come Presidente della nostra Regione, sarà Renato Soru o Ugo Cappellacci non è una questione di poco conto. E’ una scelta che ci tocca e ci coinvolge direttamente, in prima persona. Perchè un pezzo della nostra identità e del modo stesso di essere percepiti e giudicati dai “non sardi” con cui quotidianamente ci confrontiamo nei posti di lavoro e di studio passa, inevitabilmente, per il modo in cui è percepito e giudicato il nostro Presidente.
Non si tratta della scelta oziosa tra due schieramenti contrapposti ma simili, come ormai (troppo) spesso accade nelle elezioni nazionali e locali. A contendersi la guida della nostra Regione per i prossimi cinque anni non sono solo due persone diverse, sono due visioni differenti “d’intendere e volere” la Sardegna: da una parte quella dei sardi, dall’altra quella di un piazzista brianzolo. Nemmeno tanto simpatico.
Significativo l’indirizzo del contatto: Via gli Affaristi e gli Arraffoni, 15.