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Tutti gli articoli con tag rendition

L'Inghilterra ammette le torture a Guantanamo e risarcisce i detenuti

pubblicato da paganini


Non sempre il crimine paga. A volte sono i criminali a dover pagare. Come ad esempio i criminali che hanno autorizzato le rendition, i rapimenti e le detenzioni illegali di cittadini sospettati di essere dei terroristi e rinchiusi illegalmente in varie carceri segrete come quella che gli Usa gestiscono a Guantanamo.

Qui in Italia per processare i responsabili del rapimento di un cittadino egiziano a Milano c’è voluta la determinazione di un magistrato, una serie di ricorsi e varie altre vicissitudini che hanno portato a coprire col segreto di Stato il ruolo svolto dai nostri servizi segreti nel rapimento organizzato dalla Cia.

In Inghilterra, per evitare di rimanere impantanato in processi e ricorsi infiniti, il governo avrebbe deciso di pagare risarcimenti milionari ad alcuni prigionieri che avrebbero riconosciuto uomini del servizio inglese Mi5 tra coloro che torturavano gli ospiti di Guantanamo. Uno di loro, che evidentemente ha subito i maltrattamenti peggiori, arriverà a ricevere più di 1 milione di sterline: le accuse di terrorismo contro di lui sono tutte cadute.

Foto | Flickr

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Morte a Guantanamo, in attesa delle promesse di Obama

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

La necessità di chiudere Guantanamo, una delle prime promesse di Barack Obama, si fa ogni giorno più pressante, soprattutto perchè nella base americana si continua a morire.

E’ successo allo yemenita Muhammad Ahmad Abdallah Saleh, detto Al-Hanashi, trentunenne detenuto nella base dal febbraio 2002 senza nessuna accusa, trovato morto nella sua cella lunedì notte.

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Obama chiude Guantanamo e le carceri segrete della Cia

pubblicato da paganini

Il termine esatto era rendition, che significava rapire un cittadino straniero in un qualsiasi paese del mondo, caricarlo a bordo di un aereo senza insegne, detenerlo illegalmente all’interno di basi militari della Nato ed infine consegnarlo a stati in cui la tortura viene praticata con disinvoltura affinché potessero essere carpite tutte le informazioni necessarie a combattere il terrorismo, quello degli altri.

Una pratica che ha coinvolto anche l’Italia, con il caso di Abu Omar e l’inchiesta che il nostro governo cerca in tutti i modi di ostacolare opponendo il segreto di Stato per impedire ai giudici di appurare la verità. Ieri, con buona pace di tutti quelli che sostenevano che la pratica delle rendition era una invenzione della sinistra, il nuovo presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo che impone alla Cia di “chiudere il più rapidamente possibile ogni struttura di detenzione operativa e non potrà aprirne nel futuro”. Quindi la rete di detenzione basata su carceri segrete esisteva. E doveva essere smantellata.

Così come la prigione speciale di Guantanamo, altro obbrobrio del diritto internazionale inventato da W. Bush. Un altro esempio di lotta al terrorismo che potrebbe essere qualificata essa stessa come terrorismo e che, sempre per ordine di Obama, dovrà essere chiusa entro un anno, ponendo anche fine alle tecniche di “interrogatorio” contrarie alle convenzioni internazionali.

Barack Obama non potrà certo fare miracoli, però si sta allenando piuttosto bene…

Niccolò Pollari si difende su La Stampa: ha davvero pagato solo lui?

pubblicato da V.

Niccolò Pollari, Pio Pompa, Abu Omar. Se fossimo un paese normale avremmo anche dei servizi segreti guidati da personaecon dei nomi normali, ma non è questo che voglio raccontarvi. Voglio segnalarvi invece questa intervista rilasciata da Niccolò Pollari ad Augusto Minzolini del La Stampa, e riportata anche da Dagospia:

Lei è sempre coperto dal segreto di Stato…
«Semmai ne sono vittima. Ho sempre chiesto di esserne affrancato, ma so di essere un funzionario. Ecco perché mi chiedo se debbo difendermi da solo o se, invece, non ci sia un dovere istituzionale da parte di altri? Ad esempio su questa storia dell’Iran devo dire io che le cose stanno in questi termini? O dovrebbe intervenire chi ha il diritto di esplicitarle?»

Una vicenda complicata - si parte da Abu Omar per arrivare a intrighi degni di Le Carrè - che dopo il salto potete ripercorrere in compagnia di Claudio Fava. O anche in qualche pezzo d’archivio interessante, come questo in cui si parla dei legami tra il Sismi e l’agente Betulla, risibile nome in codice del buon Renato Farina, già vicedirettore di Libero, nonchè uomo fin troppo vicino a Carlo Giuliani quando fu ucciso. C’erano lui e Tony Capuozzo, ma non voglio complicarvi troppo la vicenda. Potete leggere tutto su Carmilla.

Pio Pompa informava in tempo reale il direttore del Sismi Niccolò Pollari. Le intercettazioni telefoniche allegate all’ ordinanza di arresto per Marco Mancini e Gustavo Pignero, delineano il ruolo del generale. Dimostrano che era a conoscenza di quanto i suoi uomini facevano. E che lo condivideva. Ma non solo. Gli accertamenti compiuti dai magistrati rivelano che le riunioni organizzate per concordare la linea da tenere sul sequestro di Abu Omar furono organizzate e in alcuni casi dirette dal capo del suo gabinetto

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