La Banca centrale Usa insiste sulle iniezioni di liquidità che sembrano non dare risultati. Il debito americano è fuori controllo e i repubblicani hanno gioito per un compromesso che non piace ai mercati. In malaFed
Il Cav ha deciso di aspettare il 18 agosto per far sapere cosa farà il governo contro la crisi. E per calmare la Borsa. Lui è convinto che non sia troppo tardi. Ghe pensi Mib
Le violenze nel nord dell’Inghilterra, da Birmingham a Nottingham, hanno come bersaglio anche la politica e i tagli di spesa di Cameron. Qui in Italia c’è calma apparente e i politici continuano a fare i loro comodi. Te ne fotti-ngham
C’era una volta una bella trasmissione di inchieste giornalistiche che piaceva al suo editore ed era apprezzata perché portava ascolti e costava poco. C’era una volta…ma è solo una bella favola di buoni sentimenti, lontana dalla realtà. La Gabanelli e il gatto
Report fa le pulci a Tremonti e al ministro più leghista del Pdl viene contestata una presunta parcella da 25milioni nelle vesti di avvocato tributarista per l’affaire Bell-Gnutti-Fiorani. Il tipico intreccio tra cosa pubblica e cose private, niente di nuovo nella Seconda Repubblica. La solita porcata? Il parcellum
Rifiuti in Campania: il governo dà la colpa agli enti locali, gli enti locali alla politica nazionale, i cittadini ai politici tutti e l’Europa se la prende con l’Italia. Discaricabarile
Intercettazioni prima, processo breve poi: ora l’ennesimo caso di legge sulla giustizia che parte in quarta e dopo un po’ si arena? Lodo ‘Al freno’
Persino dallo scranno più alto di Montecitorio arrivano critiche a Marchionne per le sue esternazioni in tv da Fazio. Altro che Fiom, l’ad Fiat si è messo contro mezza Italia e anche buona parte della politica. Guglielmo EpiFini
Guglielmo Epifani: allarmante. Voto 7+. Il leader della Cgil avverte che “La divisione del sindacato è vantaggiosa per il Governo a breve ma è un danno incalcolabile per il futuro dell’Italia”. Voce nel deserto. Caos in vista.
Silvio Berlusconi: asfissiante Voto 4-. Il Garante diffida il Tg 1 perché “squilibrato” a favore del governo e della destra. E Saviano attacca: “Dalla Rai bugie per censurare e diffamare”. E il Cav. denuncia Report. Orwell.

L’ospite di Lucia Annunziata oggi a In 1/2 h sarà il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani. Sarà l’occasione per affrontare il tema dell’antiberlusconismo traendo spunto dal No B Day, cui Bersani ha deciso di non partecipare. La scelta potrà essere discutibile, ma la nuova linea imposta dal neo-segretario intanto ha consentito di recuperare molti consensi negli ultimi sondaggi. Appuntamento alle ore 14,30 su Rai3.
In serata invece torna il classico appuntamento con Report. Per ammissione delle stesse forze inquirenti è stato proprio il programma di Milena Gabanelli a dare il la al clamoroso ritrovamento del tesoro di Calisto Tanzi, e Report ne approfitta per tornare sull’argomento. Questo nella prima parte, mentre la seconda sarà dedicata alla sanità.
Report riprenderà, quindi, ad occuparsi di sanità. I protagonisti però stavolta sono ‘I signori’ della sanità privata accreditata. A gestirla ci sono alcuni capifila della finanza e dell’economia del Paese, come Rocca e De Benedetti, che hanno fiutato l’affare e investito pesantemente in questo settore che è sempre più allettante. Ma non sono certo i soli, con loro ci sono anche Rotelli, Angelucci, Sansavini, Miraglia, Garofalo: imprenditori più o meno noti che hanno fatto della sanità il core business delle loro società.
Continua a leggere: Bersani a In 1/2 h e Report sul tesoro di Tanzi

Oggi è proprio il caso di dire che l’ospite è servito su un piatto d’argento. Il deputato Pdl Marcello Dell’Utri è probabilmente l’esponente berlusconiano più chiacchierato e odiato in assoluto dai suoi avversari politici, e in molti casi tollerato a gran fatica anche dagli alleati. Sarà quindi molto interessante vedere cosa risponderà alle domande non certo compiacenti di Lucia Annunziata nel corso del programma In 1/2 h, in onda alle 14,30 su Rai3.
Report invece proverà a ripercorrere tutte le tappe della crisi finanziaria, con un’indagine accurata sul crac Madoff. La domanda che tutti ci poniamo è la stessa. Se tutti noi abbiamo imparato a diffidare delle tante catene di San’Antonio che ci sono state proposte da ben prima del raggiungimento della maggior età ad oggi, com’è possibile che il mondo intero sia cascato in questa trappola?
Bill Foxton era un ex soldato inglese con un solo desiderio: trascorrere una vecchiaia serena, senza dover dipendere da nessuno. Per farlo aveva investito tutti i suoi risparmi in uno dei fondi a rendimento sicuro più stabili del mondo: quello di Bernie Madoff. Quando l’enorme catena di Sant’Antonio messa in piedi da Madoff è crollata col suo arresto nel dicembre 2008, è crollato anche il mondo di Bill, che si è suicidato. William Foxton, l’autore della storia è il figlio di Bill che ha deciso di imbarcarsi in prima persona in un’inchiesta sulla frode di Madoff e sulla devastazione che ha prodotto. Madoff il 29 giugno scorso è stato condannato a 150 anni di carcere per la maxi truffa da 65 miliardi di dollari – almeno tre volte tanto l’ammanco del crac Parmalat. La truffa si basa sul modello conosciuto come Schema Ponzi: Madoff garantiva un rendimento costante - a prescindere dall’andamento del mercato - del 10% annuo, ma pagava in realtà gli interessi con i capitali dei nuovi clienti. Quando le richieste di rimborso hanno superato i nuovi investimenti, la piramide è crollata. L’inchiesta di “Report” ripercorre la vita di Madoff, il suo incredibile successo e la sua capacità di raccogliere consensi ovunque: dai miliardari di Palm Beach alle star di Hollywood, dalle associazioni filantropiche fino ai pensionati di tutto il mondo. Inoltre, come stanno andando i processi Parmalat? E quanto hanno ottenuto fino a oggi i circa 40 mila risparmiatori beffati nel crac di 14 miliardi considerato il più grande d’Europa?
Continua a leggere: Domenica in tv: Dell'Utri a In 1/2 h e Report sul crac Parmalat

Una settimana dopo la bomba sui conti svizzeri della famiglia Berlusconi e di molti altri potentati più o meno discussi del nostro paese, Report ritorna con un’accurata indagine sui rapporti tra i poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo.
Argomento della puntata sarà lo slittamento progressivo del potere legislativo dai rami del parlamento all’esecutivo. È quanto sta avvenendo legislatura dopo legislatura dall’inizio della cosiddetta seconda repubblica in poi. Come?
Realizzando il programma di governo attraverso decreti legge d’urgenza e disegni di legge di iniziativa governativa combinati alla richiesta di fiducia. Risultato? Tempi contingentati, blocco di emendamenti di qualsiasi tipo in aula e votazione. Fino a oggi nel corso di questa legislatura è stata chiesta la fiducia per 26 volte – l’ultima sulla privatizzazione dell’acqua - e il lavoro delle camere è ridotto sempre più a una ratifica di decisioni prese dal governo.
Continua a leggere: Stasera a Report: la battaglia tra potere esecutivo e giudiziario

Dopo una settimana di sospensione Report riprende finalmente la sua normale programmazione. Prima però avremo occasione di vedere il principale antagonista di Berlusconi nel centrodestra. Come avrete tutti capito stiamo parlando del Presidente della Camera Gianfranco Fini, che sarà ospite di Lucia Annunziata nel suo consueto appuntamento In 1/2 h, in onda alle ore 14,30 su Rai3.
Tornando a Report, la conduttrice Milena Gabanelli mette il dito nella piaga dello scudo fiscale, con un’indagine storica approfondita sulle conseguenze del precedente condono del 2001, fino a giungere ai giorni nostri.
Con lo scudo fiscale del 2001, poi prolungato fino al 2003, sono stati messi in regola circa 78 miliardi di euro. A fronte di questa enorme massa di denaro sono state inviate circa 90 segnalazioni di operazioni sospette, di cui nessuna che riguardava la Sicilia. Le banche hanno evidenziato poco o nulla, proprio grazie alle garanzie di anonimato accordate da quella legge. E quindi non e’ stato possibile intercettare il denaro sporco frutto di reati di natura fiscale per i quali era stata accordata la non punibilità. È stato solo per una fortuita coincidenza investigativa che la Procura di Palermo ha individuato e sequestrato alcuni milioni di euro che uno dei riciclatori più importanti di Cosa Nostra, già condannato per mafia, stava tentando di fare rientrare in Italia. È proprio in quegli anni che all’improvviso sul palcoscenico della finanza sono apparsi una miriade di nuovi ricchi che hanno acquistato a tutto spiano pacchetti azionari, immobili, attività imprenditoriali e commerciali offrendo denaro contante fresco e abbondante, soprattutto per quello che erano gli ordinari standard di mercato. Quel massiccio e improvviso rientro di denaro in contante gonfiò a dismisura la bolla speculativa sugli immobili con la quale, in parte, ancora stiamo facendo i conti.
Continua a leggere: La domenica politica: Fini a In 1/2 h e Report sullo scudo fiscale
Domenica densa di eventi e interviste politiche quella del primo novembre. Vediamo di elencarli con ordine, partendo da quello che da sempre è il programma più atteso dai nostri lettori, Report, in onda su Rai3 alle 21,30. Questa sera la trasmissione condotta da Milena Gabanelli punterà i fari sulle ferrovie.
L’incidente di Viareggio ha segnato la storia del trasporto ferroviario delle merci in Italia. La magistratura sta indagando e arriverà a stabilire le responsabilità del disastro, ma basta ascoltare i testimoni della vicenda, per capire che le norme vigenti in Italia sulla sicurezza dei treni che trasportano merci pericolose sono inadeguate. E visti gli incidenti degli ultimi mesi è probabile che ci si debba mettere presto mano. Se si vuol competere e decongestionare le strade dai camion, bisogna avvicinarsi agli standard europei e investire sul trasporto su rotaia. In Italia oggi, solo il 10% delle merci viaggia su rotaia, mentre in Germania si arriva al 25% e in Austria al 35%. Il trasporto su gomma è avvantaggiato perché, dice l’amministratore delegato di Ferrovie, può contare di maggiori finanziamenti. In effetti tra il 2000 e il 2008 solo il 14% dei finanziamenti legati alla Legge Obiettivo ha riguardato le Ferrovie, mentre circa il 70% è stato convogliato per migliorare strade e autostrade. Ma chi trasporta su gomma può anche usufruire di rimborsi e esoneri fiscali, contributi per l’acquisto dei camion, riduzioni delle accise e dei pedaggi autostradali. Inoltre con il camion puoi ritirare la merce ovunque mentre mancano i collegamenti tra i porti e le ferrovie. E là dove gli investimenti sono stati fatti, si scopre che sono operazioni di facciata, per compiacere alcuni enti locali, ma che non lasciano intravedere i tempi di completamento delle infrastrutture. Il raddoppio della linea che dovrebbe collegare il Brennero con il Tirreno, ossia la Parma - La Spezia, è in discussione da 30 anni. Una linea di 100 km a binario unico che risale al 1890 e dove oggi per spingere un treno merci occorrono 2 locomotori.
Continua a leggere: Ricca domenica in tv con Bersani, Veltroni, Bindi e Report
Puntata decisamente tecnica ma molto interessante quella che ci prospetta Report questa sera. Milena Gabanelli introdurrà infatti l’argomento del debito pubblico ne L’era del debito, di Stefania Rimini.
“Noi -dicono gli autori - siamo tra i Paesi più colpiti dalla crisi e di conseguenza l’anno prossimo il macigno del debito pubblico si avvia a pesare il 118% della gamba che lo tira, che è il famoso Pil, il prodotto interno lordo. Per dare un’idea, stiamo quasi tornando ai livelli di palla al piede che avevamo negli anni Novanta. È come se non ci fossimo mai venduti la Telecom, le Autostrade, parte dell’Enel e dell’Eni. Adesso non abbiamo più molto da dar via, ma ci consoliamo per il fatto di essere in buona compagnia. Dall’America alla Gran Bretagna, in media tutti i paesi avanzati hanno aumentato il loro debito pubblico dal 75% al 115% del Pil. Loro però si stanno indebitando per salvare il sistema produttivo, mentre noi sudiamo per smaltire un debito pubblico accumulato con gli sperperi degli anni Ottanta, un debito che ci frena sempre di più, ci limita nei movimenti e rende la vita più faticosa alle imprese e alle famiglie.
Oggi la storia ci presenta il conto, perché proprio a causa di questo debito obeso l’Italia non può attivare spesa pubblica al pari degli altri Paesi per stimolare l’economia, asfissiata dalla crisi. Intanto all’orizzonte si profila una nuova minaccia: l’aumento dei tassi d’interesse, che inevitabilmente ci sarà. I tassi sono così bassi che non possono far altro che salire, anche perché tutti i Paesi avanzati stanno chiedendo e chiederanno più soldi in prestito ai mercati finanziari. E dunque noi Italiani, per sfamare quel bestione del debito che ci portiamo appresso dagli anni ottanta, dovremo sborsare sempre di più. Ma fino a che punto può aumentare il debito pubblico? Nell’inchiesta verranno spiegati uno per uno, tutti i buoni motivi per cui dobbiamo abbassare il nostro debito, costi quel che costi”.
Continua a leggere: Stasera a Report si parla di economia e debito pubblico
Finalmente con oggi riprende il nostro appuntamento domenicale con Report, il programma di inchieste condotto da Milena Gabanelli fortemente a rischio per la mancanza di copertura legale da parte della Rai. Risolti tutti i problemi, la trasmissione ha debuttato la scorsa settimana parlando di edilizia e burocrazia, mentre stasera affronterà il tema del made in Italy fortemente minacciato dalla concorrenza cinese.
L’incredibile storia di una concorrenza sleale nella civile Romagna che ha portato i poltronifici italiani sull’orlo di una crisi che non ha nulla a che vedere con l’attuale crisi finanziaria. Infatti gli artigiani italiani sono stati sostituiti da imprese cinesi che applicano prezzi dimezzati e insostenibili per chi rispetta le regole.
L’inchiesta svela i punti oscuri di una delocalizzazione dentro il territorio italiano dove controllori e associazioni non hanno fatto il loro dovere consentendo il graduale insediamento di imprenditori cinesi che, in Romagna come in molte altre zone produttive italiane, fanno spesso uso di manodopera clandestina oppure pagata in nero.
Quali sono le vere ragioni per le quali uno dei più prestigiosi distretti del divano Made in Italy (da cui escono poltrone e divani molto famosi) si sia gradualmente abbassato a pratiche irregolari nel disinteresse generale? L’inchiesta ha cercato di andare oltre la cronaca approfondendo il profilo etico che regola i rapporti di lavoro tra il committente e il suo fornitore.