Tutti gli articoli con tag repubblica

Antonio Di Pietro querela il Corriere della Sera

pubblicato da giovanni molaschi in: Antonio di Pietro



La querela, probabilmente va di moda, se alla fine di ogni settimana un esponente politico qualsiasi, non importa il partito d’appartenenza, da mandato ai propri avvocati di procedere contro il tal giornale. Non sempre lo stesso.

A pochi giorni dallo scontro tra Renata Polverini e il Fatto, ad oggi non ancora ufficializzato da un documento, anche Antonio Di Pietro ha deciso di fare la voce grossa contro il Corriere della Sera che si era occupato del suo passato.

L’azione legale contro il giornale diretto da Ferruccio De Bortoli deve far riflettere. Più che per l’oggetto della diatriba per le modalità adottate dalle parti per chiarirsi. Possibile che le prove, e un civile confronto, non facciamo più parte della politica italiana?

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Elezioni Regionali 2010: Renata Polverini querela il Fatto di Marco Travaglio

pubblicato da giovanni molaschi in: Regionali 2010



Renata Polverini ha iniziato prima di Emma Bonino la campagna elettorale per diventare il nuovo Governatore della Regione Lazio. Fatta eccezione per i conflitti tra l’Udc e il PdL la sindacalista sembrava esser pronta per vincere.

Lei sui cartelloni propagandistici. La sua avversaria sulle pagine di Libero. Per Renata Polverini la conquista dell’elettorato sembrava davvero cosa fatta. Fino a ieri. Giorno in cui la sindacalista ha perso le staffe trasformandosi di fatto in un esponente politico.

A notarlo, per primi, sono stati i giornalisti de “Il Fatto” che Renata Polverini ha querelato sostenendo che gli attacchi del quotidiano, seppur legittimi, sono stati nei suoi confronti troppo insistenti.

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Rai: Gianni Alemanno smentisce la relazione con Eleonora Daniele sostituita (forse) da Noemi Letizia

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente


All’indomani della defenestrazione di Francesca Senette (ex Tg4 nonché presentatrice di RaiDue a cui l’attuale direttore di rete tolse un programma che venne poi affidato a Lorena Bianchetti) nei corridoi televisivi di Milano una voce era più insistente di altre.

Quanto successo alla giornalista è spiacevole ma capita se alle tue spalle hai un protettore che poi ad un certo punto viene meno. Francesca Senette arrivò in RAI su invito di Antonio Marano, in quota Lega Nord, che durante la sue direzione investì anche su Gianluigi Paragone (ancora in onda) e Daria Bignardi (in onda con qualche problema).

La storia di Francesca Senette, felicemente sposata, assomiglia a molte altre. Alcune delle quali molto più brutte. Secondo quanto pubblicato da Repubblica, e ripreso da Dagospia, Eleonora Daniele (volto di RaiUno nonché ex concorrente del Grande Fratello) avrebbe avuto una liaison con l’allora Ministro dell’Agricoltura Gianni Alemmano.

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I costi della casta. Liquidazione record per i politici locali

pubblicato da giovanni molaschi in: L'Italia fa schifo



Non c’è lavoro determinato più sicuro di quello praticato in politica. A rivelarlo l’Espresso che in un’inchiesta pubblicata sull’ultimo numero rivela che per liquidare le persone pagate per amministrare il territorio lo Stato spenderà circa 32 milioni di euro.

A conti fatti ad ogni persona operante nella politica locale andranno circa 43mila euro. Una cifra che non ha fatto indignare solo i pubblici cittadini. A tuonare, giustamente, contro i costi della casta anche il cardinale di Torino, Severino Poletto, che pubblicamente parlò di vergogna.

Come dargli torto. Come cambiare una situazione che così com’è produce solo danni? Probabilmente il primo passo è da fare spetta ad ogni singolo cittadino. Votare sempre progetti politici pensati da amministratori che non snelliscono la pubblica amministrazione è sbagliato.

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Sondaggio Ipr Marketing: sale la fiducia verso Berlusconi. Crollo del Pd

pubblicato da Luca Landoni in: Sondaggio



Il classico sondaggio Ipr Marketing di gennaio 2010, commissionato e pubblicato da Repubblica, porta alcuni risultati imprevedibili. Nonostante sia ormai svanito l’effetto statuetta continua a crescere la fiducia in Silvio Berlusconi come primo ministro, con un incremento del 3% che lo porta a un totale del 48%.

Va comunque ricordato che il dato era calato di parecchio prima dell’aggressione e che comunque rimane inferiore, sia pur di poco, al dato contro il Premier (50%). Solo il 2% dichiara di non avere opinione a riguardo.

Stabile invece la fiducia complessiva nel governo, che conferma il 40% di dicembre (contro il 56% che dichiara poca/nessuna fiducia).

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Piemonte: abbandonati gli impianti delle olimpiadi invernali del 2006. Milioni di euro buttati

pubblicato da m.paganini in: L'Italia fa schifo

Tra i migliori risultati conseguiti dalla Regione Piemonte (che a marzo andrà al voto) e dalla Provincia di Torino non credo potranno essere annoverate le scelte relative alle olimpiadi invernali di Torino 2006.

Il servizio di Alberto Custodero per Repubblica Tv mostra infatti impianti abbandonati, piste inutilizzate e strutture recintate. Per non parlare dell’hotel da 120 posti letto inutilizzato da 4 anni, delle piste da bob e da fondo, declassate a circuiti turistici. Tutto questo sarà costato molti soldi pubblici? No, tranquilli! Pista da bob di Cesana: 61,4 milioni di euro. Pista olimpica di sci di fondo: 20 milioni. Pista del biathlon: 25 milioni. Pista “Giovanni Agnelli” di Sestriere: 7 milioni solo per l’impianto di illuminazione. Trampolini olimpici di Pragelato: 34,3 milioni.

Per gli amministratori piemontesi è preferibile continuare a preoccuparsi degli accordi elettorali con l’Udc, per il resto c’è sempre tempo.

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Un piduismo dispiegato e di regime: Micromega contro le parole vili e sciagurate di Cicchitto

pubblicato da m.paganini in: Impresentabili Popolo delle Libertà PDL Il fatto della settimana


Tra le reazioni più misurate e lucide all’aggressione subita dal premier a Milano, una delle più garbate e pacate è quella dell’onorevole Cicchitto, uno dei berluscones in servizio effettivo permanente di cui il premier medesimo ha riempito il Parlamento.

“La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità. A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio”

Ha scandito Fabrizio Cicchitto, capogruppo a Montecitorio del Pdl, intervenendo alla Camera, nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del ministro Maroni.

Il compagno Fini ha bollato le dichiarazioni di Cicchitto come “parole incendiarie”. Mentre i terroristi di MicroMega, guidato da Paolo Flores d’Arcais, hanno lanciato un appello online di solidarietà con Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso…

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Repubblica accusa, Marina Berlusconi querela. Ma non ci sono prove di mafia nei capitali Fininvest

pubblicato da Luca Landoni in: Silvio Berlusconi Big Picture: tutto su...



Proviamo a fare un po’ il punto nell’ennesimo assalto del gruppo Espresso/Repubblica alla Fininvest, e nella susseguente - anche qui ennesima - querela della famiglia Berlusconi. Mafia o non mafia, nella sostanza Repubblica ha accusato la Fininvest di provenienza “nebulosa” di parte dei capitali costitutivi dell’azienda. E citiamo:

Gaspare Spatuzza rivela ai pubblici ministeri di Firenze che “Filippo Graviano mi parlava come se Fininvest fosse un suo investimento, come se fossero soldi messi da tasca sua”. È una dichiarazione che ripropone la questione mai accantonata della provenienza dei capitali che hanno favorito l’avventura imprenditoriale di Silvio Berlusconi che di suo - è noto - risorse non ne aveva a disposizione. Per sintetizzare i dubbi che ancora ci sono su quell’inizio, Repubblica ha ritenuto di citare una breve frase dal libro di Paolo Madron, Le gesta del Cavaliere, Sperling&Kupfer: “Sono [di Berlusconi] non meno dell’80 per cento delle azioni delle holding che controllano Fininvest. Sull’altro 20 per cento, per la gioia di chi cerca, ci si può ancora sbizzarrire” (pag.137).

Ora, lasciando perdere per un momento le gesta del pentito Spatuzza, le cui dichiarazioni molto tardive (perché parla solo 6 mesi dopo) sono tutte da verificare, torniamo al punto. Su quella quota del 20% evocata da Madron esiste una perizia del consulente del pool di Palermo Francesco Giuffrida, che fu poi citato per danni da Fininvest e arrivò a transare, dichiarando che “le operazioni oggetto del suo esame consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l’apporto di capitali di provenienza esterna al Gruppo Fininvest” (atto di transazione del 26 luglio 2007).

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Berlusconi che ha fretta e gli chiede tempi stretti sul processo breve. L’Anm che polemizza su tutto. Casini che lo incalza con il Lodo costituzionale. I finiani che si mettono di traverso. Veramente un momentaccio per il Guardasigilli. Angelino Affanno

Il SuperCav sotto attacco da parte dei magistrati? La maggioranza lo pensa davvero e il Pdl accusa: “Ecco che si scatena di nuovo il circo mediatico-giudiziario”. Parola di esperti in acrobazie e numeri da tendone. Silvio Barnum-sconi

Però, dall’altra parte, anche a Repubblica piace tuffarsi nello spettacolo circense della politica. Il giornale di Scalfari ci sguazza proprio. TrapEzio Mauro

Rotondi straparla in merito a pause pranzo e produttività lavorativa. Tanto per i politici la situazione è inversa: si tratterebbe al massimo di abolire la pausa lavoro tra una mangiata e un’altra. Comunque, si capisce che il problema di Rotondi è l’incedere dell’età. Andropausa pranzo

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Lucio Stanca AD Expo 2015 e deputato: l’assenteismo delle alte sfere

pubblicato da giulio in: Impresentabili Popolo delle Libertà PDL E basta


Quando si parla di “fannulloni” e di assenteisti nel pubblico impiego, non ci si riferisce soltanto a un problema di mera pigrizia. Spesso (e soprattutto) si tratta di impiegati con un doppio lavoro, che trascurano quello “sicuro” nel pubblico a favore dell’altro, magari più prestigioso e redditizio.

Prendiamo il caso di Lucio Stanca, deputato PdL: quando fu nominato ad dell’Expo 2015 di Milano (dopo mesi di estenuanti ed imbarazzanti trattative) molti criticarono la sua scelta di mantenere entrambe le cariche. Pensavano che avrebbe finito per trascurare il suo nuovo ruolo.

Bisogna riconoscere che si sbagliavano: come ha messo in evidenza ieri Repubblica Milano, da quando Stanca si occupa dell’Esposizione, ha trascorso moltissimo tempo nella capitale del nord. Sono state invece le sue presenze in parlamento a precipitare: dall’ammirevole 86% di febbraio 2009 al vergognoso 8% di ottobre.

Dati che sembrano confermare l’opinione di quanti, all’epoca, avevano denunciato l’incompatibilità tra i due ruoli. Spesso ce lo dimentichiamo, in Italia, ma chi governa dovrebbe anche avere il compito di dare con il proprio comportamento il buon esempio. O almeno di non dare quello cattivo.

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