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Tutti gli articoli con tag repubblica

Sondaggio Ipr Marketing: sale la fiducia verso Berlusconi. Crollo del Pd

pubblicato da Luca Landoni



Il classico sondaggio Ipr Marketing di gennaio 2010, commissionato e pubblicato da Repubblica, porta alcuni risultati imprevedibili. Nonostante sia ormai svanito l’effetto statuetta continua a crescere la fiducia in Silvio Berlusconi come primo ministro, con un incremento del 3% che lo porta a un totale del 48%.

Va comunque ricordato che il dato era calato di parecchio prima dell’aggressione e che comunque rimane inferiore, sia pur di poco, al dato contro il Premier (50%). Solo il 2% dichiara di non avere opinione a riguardo.

Stabile invece la fiducia complessiva nel governo, che conferma il 40% di dicembre (contro il 56% che dichiara poca/nessuna fiducia).

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Piemonte: abbandonati gli impianti delle olimpiadi invernali del 2006. Milioni di euro buttati

pubblicato da paganini

Tra i migliori risultati conseguiti dalla Regione Piemonte (che a marzo andrà al voto) e dalla Provincia di Torino non credo potranno essere annoverate le scelte relative alle olimpiadi invernali di Torino 2006.

Il servizio di Alberto Custodero per Repubblica Tv mostra infatti impianti abbandonati, piste inutilizzate e strutture recintate. Per non parlare dell’hotel da 120 posti letto inutilizzato da 4 anni, delle piste da bob e da fondo, declassate a circuiti turistici. Tutto questo sarà costato molti soldi pubblici? No, tranquilli! Pista da bob di Cesana: 61,4 milioni di euro. Pista olimpica di sci di fondo: 20 milioni. Pista del biathlon: 25 milioni. Pista “Giovanni Agnelli” di Sestriere: 7 milioni solo per l’impianto di illuminazione. Trampolini olimpici di Pragelato: 34,3 milioni.

Per gli amministratori piemontesi è preferibile continuare a preoccuparsi degli accordi elettorali con l’Udc, per il resto c’è sempre tempo.

Un piduismo dispiegato e di regime: Micromega contro le parole vili e sciagurate di Cicchitto

pubblicato da paganini


Tra le reazioni più misurate e lucide all’aggressione subita dal premier a Milano, una delle più garbate e pacate è quella dell’onorevole Cicchitto, uno dei berluscones in servizio effettivo permanente di cui il premier medesimo ha riempito il Parlamento.

“La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità. A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio”

Ha scandito Fabrizio Cicchitto, capogruppo a Montecitorio del Pdl, intervenendo alla Camera, nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del ministro Maroni.

Il compagno Fini ha bollato le dichiarazioni di Cicchitto come “parole incendiarie”. Mentre i terroristi di MicroMega, guidato da Paolo Flores d’Arcais, hanno lanciato un appello online di solidarietà con Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso…

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Repubblica accusa, Marina Berlusconi querela. Ma non ci sono prove di mafia nei capitali Fininvest

pubblicato da Luca Landoni



Proviamo a fare un po’ il punto nell’ennesimo assalto del gruppo Espresso/Repubblica alla Fininvest, e nella susseguente - anche qui ennesima - querela della famiglia Berlusconi. Mafia o non mafia, nella sostanza Repubblica ha accusato la Fininvest di provenienza “nebulosa” di parte dei capitali costitutivi dell’azienda. E citiamo:

Gaspare Spatuzza rivela ai pubblici ministeri di Firenze che “Filippo Graviano mi parlava come se Fininvest fosse un suo investimento, come se fossero soldi messi da tasca sua”. È una dichiarazione che ripropone la questione mai accantonata della provenienza dei capitali che hanno favorito l’avventura imprenditoriale di Silvio Berlusconi che di suo - è noto - risorse non ne aveva a disposizione. Per sintetizzare i dubbi che ancora ci sono su quell’inizio, Repubblica ha ritenuto di citare una breve frase dal libro di Paolo Madron, Le gesta del Cavaliere, Sperling&Kupfer: “Sono [di Berlusconi] non meno dell’80 per cento delle azioni delle holding che controllano Fininvest. Sull’altro 20 per cento, per la gioia di chi cerca, ci si può ancora sbizzarrire” (pag.137).

Ora, lasciando perdere per un momento le gesta del pentito Spatuzza, le cui dichiarazioni molto tardive (perché parla solo 6 mesi dopo) sono tutte da verificare, torniamo al punto. Su quella quota del 20% evocata da Madron esiste una perizia del consulente del pool di Palermo Francesco Giuffrida, che fu poi citato per danni da Fininvest e arrivò a transare, dichiarando che “le operazioni oggetto del suo esame consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l’apporto di capitali di provenienza esterna al Gruppo Fininvest” (atto di transazione del 26 luglio 2007).

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi che ha fretta e gli chiede tempi stretti sul processo breve. L’Anm che polemizza su tutto. Casini che lo incalza con il Lodo costituzionale. I finiani che si mettono di traverso. Veramente un momentaccio per il Guardasigilli. Angelino Affanno

Il SuperCav sotto attacco da parte dei magistrati? La maggioranza lo pensa davvero e il Pdl accusa: “Ecco che si scatena di nuovo il circo mediatico-giudiziario”. Parola di esperti in acrobazie e numeri da tendone. Silvio Barnum-sconi

Però, dall’altra parte, anche a Repubblica piace tuffarsi nello spettacolo circense della politica. Il giornale di Scalfari ci sguazza proprio. TrapEzio Mauro

Rotondi straparla in merito a pause pranzo e produttività lavorativa. Tanto per i politici la situazione è inversa: si tratterebbe al massimo di abolire la pausa lavoro tra una mangiata e un’altra. Comunque, si capisce che il problema di Rotondi è l’incedere dell’età. Andropausa pranzo

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Lucio Stanca AD Expo 2015 e deputato: l’assenteismo delle alte sfere

pubblicato da Giulio Mattioli


Quando si parla di “fannulloni” e di assenteisti nel pubblico impiego, non ci si riferisce soltanto a un problema di mera pigrizia. Spesso (e soprattutto) si tratta di impiegati con un doppio lavoro, che trascurano quello “sicuro” nel pubblico a favore dell’altro, magari più prestigioso e redditizio.

Prendiamo il caso di Lucio Stanca, deputato PdL: quando fu nominato ad dell’Expo 2015 di Milano (dopo mesi di estenuanti ed imbarazzanti trattative) molti criticarono la sua scelta di mantenere entrambe le cariche. Pensavano che avrebbe finito per trascurare il suo nuovo ruolo.

Bisogna riconoscere che si sbagliavano: come ha messo in evidenza ieri Repubblica Milano, da quando Stanca si occupa dell’Esposizione, ha trascorso moltissimo tempo nella capitale del nord. Sono state invece le sue presenze in parlamento a precipitare: dall’ammirevole 86% di febbraio 2009 al vergognoso 8% di ottobre.

Dati che sembrano confermare l’opinione di quanti, all’epoca, avevano denunciato l’incompatibilità tra i due ruoli. Spesso ce lo dimentichiamo, in Italia, ma chi governa dovrebbe anche avere il compito di dare con il proprio comportamento il buon esempio. O almeno di non dare quello cattivo.

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Idv e trasparenza: le 10 domande di MicroMega a Di Pietro

pubblicato da Luca Landoni



C’è del marcio nell’Italia dei Valori? Questo il titolo dell’inchiesta di MicroMega sul cosiddetto “partito dei magistrati”; e visto che le 10 domande vanno di gran moda, è il turno della rivista di Paolo Flores D’Arcais di porle al padre padrone dell’Idv, Antonio Di Pietro. Da notare che MicroMega è da sempre un rivista di riferimento per la sinistra italiana e rientra nel gruppo editoriale Repubblica/Espresso. Non crediamo quindi possa essere tacciata di partigianeria, tanto più che in passato è stata più volte accusata di fiancheggiare il massimalismo dipietrista più che il Pd.

Va anche detto che la componente interna vicina a De Magistris ha un impatto decisamente maggiore rispetto a quella tradizionale, e non possiamo escludere che ciò abbia avuto un peso nelle scelte editoriali. Di Pietro e De Magistris sembrano sempre più due separati in casa, al di là delle rassicurazioni fornite da Tonino, e a sinistra c’è anche chi sogna una bella spallata al capo per rendere l’Idv un partito più malleabile all’interno dello schieramento progressista.

Ciò detto le 10 domande sono state affidate a due persone al di sopra di ogni sospetto, ideologicamente parlando: Salvatore Borsellino (fratello del compianto magistrato) e Andrea Scanzi. Vediamole (dopo il salto).

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Mesiano, Mattino 5 e Berlusconi: minacce & smentite

pubblicato da Giulio Mattioli


A volte non c’è bisogno di fare un Veritometro, e forse neanche di aggiungere un commento. Basta mettere in fila due dichiarazioni e un fatto.

11 ottobre 2009 - Berlusconi dichiara alla Festa del PdL di Benevento: “presto ne sentirete delle belle sul conto del giudice Mesiano

15 ottobre - Mattino 5 trasmette il noto servizio sul giudice Mesiano

17 ottobre - Berlusconi dichiara, secondo quanto riportato da Repubblica: “Non c’era niente di organizzato, anzi è stato un vicino di casa del giudice ad averlo filmato con il telefonino e poi ha mandato il video a Canale 5. Quelle immagini potevano anche non essere messe in onda

Foto | Vincosblog.

Il Giornale e Canale 5 all'attacco del giudice Mesiano: porta i calzini color turchese!

pubblicato da paganini

Il giudice Raimondo Mesiano, quello che ha condannato la Fininvest a 750 milioni di euro di multa, ha toccato la Famiglia nel suo punto debole e quindi deve essere punito e sputtanato in ogni modo. Questo sembra essere l’ordine di scuderia, a giudicare dagli scomposti tentativi del Giornale di famiglia e di Canale 5 di cercare ad ogni costo qualche magagna per gettare fango su questo magistrato, che il Csm ha invece promosso esaltandone imparzialità ed equilibrio.

Nel video potete vedere come a Mattino 5 vengano proposte immagini esclusive (supportate dai testi del Giornale) per dimostrare le tante stravaganze di questo giudice che (oltre a fumare, fare la fila dal barbiere e attraversare sulle strisce pedonali) addirittura indossa calzini color turchese con i mocassini bianchi: roba da radiarlo dalla magistratura!!

Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ghe pensi mi“, ha detto il SuperCav riferendosi alla democrazia. E la Carfagna vuole fare la stessa cosa in merito alla legge sull’omofobia. Ha tranquillizzato la Concia e ha detto che ci pensa lei. Gay pensi mi

Repubblica attacca De Bortoli per il suo “terzismo”, ma sulla graticola finisce anche Sansonetti, giudicato frequentatore troppo assiduo delle poltrone bianche di Vespa. Sc-Altro

‘Mr scucchia’ Belpietro si lamenta che nessuno lo difende sulla storia dei fusillotti e del presunto vilipendio al capo dello Stato. Ebbene, lo difendiamo noi: i fusillotti non sono vilipendio e Belpietro è notoriamente un signore. Una pasta…d’uomo

Anche il ct della Nazionale di calcio si fa prendere dagli attacchi di delirio persecutorio in stile Cav e dopo la prestazione barbina con Cipro si scaglia contro il pubblico disfattista e anti-italiano di Parma, reo di aver fischiato la squadra e di avergli chiesto per l’ennesima volta Cassano. Cos’è, vilipendio pure questo? Denunciamo qualche migliaio di persone? Non sarebbe il caso di sdrammatizzare? Lippi calzelunghe

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