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Olimpiadi di Pechino: La Russa annuncia la tolleranza zero contro il doping

pubblicato da Luca Landoni

Bravo La Russa. Le Olimpiadi pechinesi si avvicinano a grandi passi e purtroppo (o per fortuna) i casi di doping si stanno moltiplicando a dismisura. Merito in parte della nuova politica di collaborazione tra gli organi preposti all’antidoping e le case farmaceutiche, che stanno inserendo dei “traccianti” nei prodotti inclusi nella lista nera. Ma merito anche della linea dura che il mondo dello sport sta tenendo contro quello che è il suo cancro, in ogni senso.

Il nostro paese disgraziatamente non è secondo a nessuno per numero di atleti drogati, e nell’ultimo mese abbiamo registrato le positività di Riccardo Riccò e (ancora da accertare) del suo compagno di squadra Leonardo Piepoli (ciclismo), dell’olimpionica ex-campionessa mondiale su strada Marta Bastianelli (ancora ciclismo) e ora, fatto assolutamente inedito e clamoroso per questa disciplina, dello schermidore ventiduenne Andrea Baldini, già sostituito con Cassarà ancor prima delle controanalisi.

Quest’ultimo ha l’aggravante di essere un militare dell’aeronautica, quindi a) pagato da noi; b) responsabile di essere venuto meno a quel minimo decoro e onestà che ci aspettiamo da un rappresentante delle Forze Armate. E oggi in qualità di Ministro della Difesa Ignazio la Russa ha detto a chiare lettere che se la positività di Andrea Baldini al Furosemide dovesse essere confermata dalle controanalisi, e le sue responsabilità appurate oltre ogni ragionevole dubbio, il fiorettista azzurro dell’Aeronautica militare sarà congedato anticipatamente dalla Forza Armata.

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Il caso Riccò è lo specchio del paese

pubblicato da Luca Landoni



Riccardo Riccò, 24 anni, ciclista professionista da due. Un campione. Un predestinato. Dopo un ottimo Giro d’Italia, anche al Tour sulle prime salite prende e va, lasciando sul posto ben più celebrati campioni. Come Pantani, si dice… come Pantani. Scende una lacrimuccia ai grandi tifosi del Pirata che tornano a scorgere quello scatto ormai perduto, e ripensano alle antiche imprese… Mortirolo, Gavia, Galibier, Alpe d’Huez… e quella squallida stanza d’albergo ove tutto finì.

E poi il deja vu. Positivo al doping, ma non per banale ematocrito alto come l’elefantino, bensì per Cera, la nuovissima, famigerata Epo di terza generazione. Scandalo, delusione ma anche rassegnazione, come se già ce lo aspettassimo, come se non si potesse fare nulla… Da tanto non seguivo il ciclismo, proprio dalla morte del Pirata, e ironia della sorte avevo ripreso quest’anno, assistendo prima al Giro e poi al Tour de France, perché è sempre la Grande Boucle, mi dicevo, la quintessenza di questo sport epico.

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