
Sabina Guzzanti, intervistata da Fabio Fazio, per spiegare il successo di Draquila (il suo ultimo film basato sulla ricostruzione dell’Aquila) ha sottolineato più volte gli errori commessi dai governi che, oltre ad equiparare le emergenze agli eventi straordinari, si sono impegnati affinché la Corte dei Conti non potesse indagare sulle spese affrontate dalla Protezione Civile.
L’attrice, distanziandosi da Ascanio Celestini (l’autore teatrale secondo il quale in Abruzzo sono stati organizzati dei campi di concentramento), durante quell’intervista ha spiegato bene la mistificazione che sulla ricostruzione è stata adottata.
Un atteggiamento che in queste ore si sta pensando di utilizzare anche per edulcorare la pillola agli italiani che dalle prossime settimane dovranno fare altri sacrifici. Secondo quanto pubblicato questa mattina dalla Stampa, Silvio Berlusconi si sarebbe già attivato per realizzare un discorso istituzionale alla nazione.
Continua a leggere: Crisi: Silvio Berlusconi prepara il discorso alla Nazione

Uscirà oggi, venerdì 7 maggio, il nuovo film di Sabina Guzzanti: Draquila. Il progetto, come si legge qua e là da qualche settimana, è stato scritto dall’attrice per raccontare la ricostruzione dell’Aquila di cui sovente si scrive per denunciare quanto in realtà non è stato fatto.
Probabilmente da oggi, e per i prossimi giorni, più che del film si disquisirà sulle preferenze politiche della stessa Guzzanti dimenticando ciò di cui ha deciso di raccontare per il cinema. Onde evitare che questo accada anche su polisblog vi riporto di seguito una parte della recensione di Draquila che Paolo Mereghetti ha scritto per il Corriere della Sera.
“Sabina Guzzanti non si è mossa certo tra i primi (nel film ironizza su tutti i vip che sono arrivati prima di lei), ma forse è quella che lo ha fatto con un progetto più preciso. O meglio, con la capacità di adattare quello che aveva in mente alla realtà che prendeva forma davanti ai suoi occhi.
Continua a leggere: Draquila: Sabina Guzzanti meno comica e più reporter

In più occasioni, su polisblog.it, abbiamo sottolineato le incongruenze del G8 organizzato lo scorso anno a L’Aquila. A sei mesi dal summit politico è stato arrestato, questa mattina, Angelo Balducci.
L’ex vice capo della Protezione Civile (oggi è il presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici) sarebbe stato fermato a causa di una poco chiara gestione degli appalti previsti se il G8, come da programma, fosse stato organizzato a La Maddalena.
Fino a che la giustizia non farà il suo corso è impensabile ragionare sulle presunte colpe di Angelo Balducci. Uomo, come documenta il Corriere della Sera, a servizio di un Paese che ha deciso di privatizzare la Protezione Civile trasformandola in una Spa.
Continua a leggere: G8: arrestato Angelo Balducci, ex di Guido Bertolaso

In molti, compreso chi vi scrive, avevano ipotizzato la creazione di un nuovo ministero per Guido Bertolaso, meritevole secondo quanto dichiarato da Silvio Berlusconi nelle scorse settimane di un incarico politico più importante.
Questo, secondo l’Unità, non accadrà. Il Capo della Protezione Civile, diventata a tutti gli effetti una Spa, dovrebbe prendere il posto di Sandro Bondi, attuale Ministro dei Beni Culturali, dirottato a sua volta al coordinamento nazionale del PdL.
Da capire rimane, ad oggi, le motivazioni di tale scelta. Trattasi solo di contentino per fedeltà dimostrata o affidando i Beni Culturali si sta ammettendo, implicitamente, che esiste un’emergenza anche sulla gestione dell’arte?
Continua a leggere: Beni culturali: fuori Sandro Bondi, dentro Guido Bertolaso

Buffonata del premio Nobel a Berlusconi (di cui vi diamo conto con tanto di filmato), a parte; la puntata di ieri di Annozero ha rimesso sul tavolo alcune questioni interessanti. Il punto è sempre lo stesso: i problemi giudiziari del Premier, dei quali Travaglio ha portato un lungo e preciso riassunto in termini di assoluzioni, prescrizioni e procedimenti cancellati dalle leggi cosiddette “ad personam”.
Punto focale i due processi; Mills - decisivo perché in caso di condanna Berlusconi non avrebbe più goduto dei benefici in termini di tempi di prescrizione degli incensurati - e Lodo Mondadori. Di entrambi abbiamo parlato abbondantemente in passato. Nel primo caso abbiamo una condanna basata sul concetto di responsabilità oggettiva ma priva di prove e il testimone principale che continua per misteriosi motivi a scagionare Berlusconi. Nel secondo la comprovata corruzione del giudice Metta, che però non sarebbe stata decisiva ai fini della ragione a Fininvest in appello, poiché gli altri due giudici hanno dichiarato di non essere stati influenzati dal Metta e che avrebbero comunque deciso così. Queste le argomentazioni portate anche da Marina Berlusconi, interpretata dalla bravissima Giuliana De Sio in una delle ricostruzioni di Santoro.
Rimane naturalmente l’ambiguità del Presidente del Consiglio in tutte queste vicende, come d’altronde rimane la persecuzione giudiziaria di cui è stato fatto oggetto in questi vent’anni, come ha sostenuto con buoni argomenti Belpietro, ricordando come il non meno ambiguo De Benedetti in qualche modo l’abbia sempre sfangata e ora si ritrovi addirittura a godere di un regalo di 750 milioni grazie a una discutibile sentenza sul Lodo, comunque appellata da Mediaset.
Continua a leggere: Retrospettiva su Annozero. Il Lodo Mondadori, Berlusconi e De Benedetti

Una settimana fa eravamo alla Festa della Libertà di Milano (qui la prima, la seconda e la terza parte del reportage di V.) e ignari delle battutacce del premier su Michelle Obama, abbiamo deciso di occuparci di cose serie, chiedendo ai militanti di indicarci i principali impegni che, a loro avviso, il governo Berlusconi ha realizzato.
Ne è uscita fuori una lista interessante, che abbiamo sottoposto ai lettori di polisblog attraverso un sondaggio che è restato aperto per una settimana. I risultati che abbiamo ottenuto sono molto strani: da una parte infatti, non potrebbero essere più diversi. Sotto altri aspetti, invece, si rivelano assolutamente identici.
La maggioranza assoluta delle risposte infatti va all’opzione “non so”: presumibilmente un modo per molti lettori per contestare l’assunto alla base del nostro sondaggio, ovvero che il governo abbia rispettato qualche impegno significativo per il paese.
Secondo video da L’Aquila.
Fra il serio e il faceto, un video che parla dell’Aquila.

Il G8 Summit 2009 è finito, in tutta la sua plasticosa vetrina. Finiscono anche le peripezie dei delegati che si affrettano a trarre le loro conclusioni nelle tre sale stampa, e che cercano di dare un senso compiuto a tutto quello che è stato detto. A sentire la presidenza, naturalmente, è stato un successo, questo G8. Lo dice Silvio Berlusconi, che è scampato agli iniziali assalti della stampa estera e nazionale.
Sono stati raggiunti accordi, stanziati fondi (o almeno si è promesso di stanziare fondi) per combattere la povertà, è stato detto tutto quel che bisognava dire. Che poi lo si faccia, be’, questo è un altro paio di maniche. Si stanzierebbero 20 miliardi di dollari in tre anni, senza però che venga precisato da quali fondi e in quale misura gli Stati del G8 se ne faranno carico.
Quel che lascia perplessi, però, è il concetto stesso che sta alla base degli aiuti. L’assistenzialismo ha già fallito miseramente negli anni ‘80 e ‘90 e nuove forme di aiuto e di cooperazione (la cooperazione decentrata, per dire) si fanno strada e propongono nuovi modelli senza che questi stessi modelli vengano minimamente presi in considerazione dai summit dei grandi. Eppure, posso affermare per esperienze personali che sarebbe lungo raccontare in questa sede, che la cooperazione decentrata, che prevede, fra l’altro, un ruolo attivo dei destinatari degli aiuti, funziona, molto più dei regali che piovono dall’alto. Ma questa non è l’unica critica che viene mossa all’istituzione G8: ce ne sono di molto più autorevoli. Jeremy Rifkin, il presidente della Foundation on Economic Trends, ha definito a Repubblicale promesse sulle emissioni di CO2 Un accordo ridicolo

Oggi il G8 Summit 2009 si allarga a 15, e si prosegue con i lavori. Nel frattempo, si raccolgono le osservazioni di vari giornalisti, anche di testate nazionali, che di fatto si guardano le conferenze stampa in televisione. Ma sono lì. E’ il paradosso dell’evento che ho iniziato a illustrarvi ieri: tutti vogliono esserci ma non c’è spazio per tutti, i lavori sono, ovviamente, chiusi e dagli stessi i leader che riemergono dalle loro salette non si ricavano che dichiarazioni da comunicato stampa.
E così, anche la stampa (nazionale e straniera) comincia a capire che forse deve cercare le notizie altrove. Così, oggi, i ragazzi del 3e32, che proseguono nelle loro iniziative di protesta pacifica, si sono trovati di fronte al piccolo problema di avere un nutritissimo numero di giornalisti al loro seguito. Cosa che, ovviamente, non aiuta.
Il 3e32 sfruttando - giustamente - la visibilità della loro città portata dal G8, sta cercando di far sì che i riflettori non si spengano sulle vere e concrete problematiche aquilane, che riguardano i campi di tende, la ricostruzione e soprattutto i prossimi 10 anni di futuro della città. Così, mentre avremmo voluto raccontarvi com’è trovarsi di fronte gli 8 grandi del mondo, ci troviamo - con grande piacere, a dire il vero -, a raccontarvi l’iniziativa di oggi, che segue il filone della scritta Yes We Camp sulla collina di Roio, ancora ben visibile.
Continua a leggere: L'Aquila - G8 - Quello vero è per strada, e lo capiscono anche i giornalisti