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La controffensiva di Alfano: la riforma del C.S.M. e il gusto del sorteggio

pubblicato da Alessandro

Berlusconi e Alfano

Com’era prevedibile, il “dopo lodo” si apre all’insegna della guerra alla magistratura e al sistema delle garanzie costituzionali. Posto che, come ha ieri tuonato il Presidente del Consiglio, “nessuno è imparziale in Italia”, occorre adesso ridurre all’impotenza tutti quegli organi “di parte” non legittimati dal consenso popolare. Come farlo? Semplice: attraverso una limitazione del loro diritto di voto! Paradossale?

Direi proprio di sì, ma ogni forma di autoritarismo ha sempre un che di grottesco e paradossale. Ce lo insegnava già George Orwell nel suo capolavoro “1984″: ricordate gli slogans del Partito? “La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”, “L’ignoranza è forza”… E una certa vena autoritaria sembra ispirare ormai molte iniziative della maggioranza di governo.

La prima proposta di legge patrocinata dal Ministro Alfano, dopo la sentenza della Consulta sul “lodo”, è una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura intesa soprattutto a modificare il sistema di composizione dell’organo. La novità più importante? L’elezione dei consiglieri dovrà essere preceduta da un sorteggio.. I fortunati estratti vinceranno il diritto all’elettorato passivo! Potranno essere eletti. Gli altri a casa. Magari ritenteranno la prossima volta!

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Lodo Alfano: Berlusconi contento perché potrà lavorare al sabato, mentre Mancino pensa una riforma del Csm

pubblicato da Luca Landoni

Del Lodo Alfano si è detto tutto, ormai. C’è chi vuole un referendum abrogativo (Di Pietro), chi vota contro ma tutto sommato gli va pure bene (Pd), chi si astiene (Udc) e chi firma senza grossi problemi (Napolitano). Proprio la firma del Presidente della Repubblica ha posto un grosso problema agli oppositori del provvedimento, perché si sa che in questo paese a mettersi contro il Capo di Stato si fa sempre brutta figura, pertanto anche l’irriducibile Di Pietro si vede costretto a condire le sue perentorie dichiarazioni con dei “pur rispettando…” e “nonostante che…” riferiti al Presidente.

Berlusconi dal canto suo festeggia felice il tempo ritrovato, affermando: “Ora il sabato potrò lavorare tranquillamente e non stare con i miei avvocati… Ora non verrò più perseguitato, da quando sono sceso in politica ho dovuto far fronte a 2.502 udienze”. A rimetterci, sempre secondo il Cavaliere sarà però il suo avvocato, poiché “Così facendo - ha detto - avete licenziato Ghedini e i suoi collaboratori…”

Tempo di riflessioni invece per Nicola Mancino. ”Siamo stati al centro di polemiche esterne che potevano essere evitate - ha dichiarato il vicepresidente del Csm - ci hanno detto qual e’ il ruolo del Csm cosa deve fare o non fare, ritengono che la riforma della giustizia passi dalla storica modifica del Csm. Io sono tra quelli che da antica data sostengono questa modifica, ma la riforma e’ diversa dalle polemiche”. La riforma del Consiglio Superiore della Magistratura agli occhi del suo vicepresidente appare ineludibile, ma Mancino rifiuta di lasciarsi trascinare nel vortice della polemica e mantiene toni pacati.

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