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Tutti gli articoli con tag riforma della giustizia

Berlusconi si "loda e si sbroda" da Scilipoti

pubblicato da il passator cortese

Gongola Domenico Scilipoti per l’intervento di Silvio Berlusconi al primo congresso del suo Movimento di responsabilità, all’Auditorium Massimo dell’Eur. Il premier sforna la grinta dei giorni migliori e ripropone il solito refrain:

”Abbiamo i numeri per riformare la giustizia e la Carta Costituzionale: nella riforma della giustizia la prima cosa da fare è non consentire che nella giustizia ci siano dei partiti politici” ed in particolare “rivedere la formazione del Csm per ottenere che i giudici facciano i giudici e non utilizzino la giustizia come arma politica”.

Poi uno sguardo al (lontano) futuro:”La mia ambizione, uscendo da questa fase di impegno politico, sarà quella di aver lasciato all’Italia una formazione storica che incarna valori liberali e democratici per potersi contrapporre come un’unica formazione alla sinistra dilaniata dalle divisioni”.

Quindi la domanda retorica:”Come mai sono riuscito a durare cinque anni la prima volta e penso anche questa volta, durerà altri cinque? Semplicemente grazie alla mia personale autorevolezza”, ha detto il premier. Tocca finale sul Bunga bunga:“Nell’ultimo periodo hanno trasformato quelle che sono state cene eleganti e divertenti a casa mia in cose indicibili. Io ho giurato che in casa mia non c’è stato mai nulla di quello che hanno raccontato”. Candelina sulla torta, forse col pensiero all’ex amico Gheddafi: “In questi 18 anni non mi hanno fatto mancare nulla. Aggressioni politiche, giudiziarie di cui sono il recordman e anche fisiche perchà se quella statuetta del Duomo invece che sulla guancia l’avessi presa in un’altra parte del viso sarei sotto terra”.Quando si dice baciati dalla fortuna.

Le "prigioni" di Marco Pannella. Napolitano solidarizza. Schifani promette un ... convegno. E non si vergogna

pubblicato da il passator cortese

Pochi sanno che Marco Pannella, simpatico o antipatico fa lo stesso, digiuna da due mesi e, dopo lo sciopero della sete degli ultimi giorni, è finito in ospedale.

Sono certamente ancor meno quelli che sanno che in Italia ci sono circa 70 mila detenuti. E chi sa perché tutta questa gente è dietro le sbarre?

Solo il 4/5 % è dentro per reati gravi. Il 30% sono tossicodipendenti, il 30% stranieri. Un 20% è in galera per fatti commessi in preda a disagio psichico, mentre 17 mila sono persone malate di mente che invece di ricevere cure adeguate vengono rinchiuse e trattate peggio dei pazzi di una volta nei manicomi.

Le carceri italiane sono un inferno: 113 decessi registrati nel solo 2009, di cui 72 suicidi. Insomma, dentro ci stanno per lo più i poveracci, non in grado di farsi difendere da un buon avvocato. I più languono dentro in attesa di giudizio, aspettando un processo che non arriva. La riforma della giustizia in Italia è ad uso e consumo di uno solo, comunque di pochi.

Così Pannella, a modo suo, e da solo, lancia l’allarme. Il presidente Napolitano scrive al leader radicale condividendo le motivazioni della protesta e invitandolo a desistere dalla sua azione estrema. E il presidente del Senato Schifani promette al leader radicale di organizzare un dibattito o un convegno al Senato sull’argomento. E nemmeno si vergogna.

Riforma della Giustizia, l'autogol di La Russa e l'epica delle monetine

pubblicato da V.

ignazio la russa contestazioni monetineignazio la russa contestazioni monetine

Ieri il blitz del PdL alla Camera per l’approvazione della prescrizione breve - destinata a salvare il Premier Silvio Berlusconi dal processo Mills - si è trasformata in una bagarre dentro e fuori dal palazzo. Dentro, Ignazio La Russa, Ministro degli Interni, si è espresso così con Gianfranco Fini, ex amico e Presidente della Camera

Una prima volta La Russa si volta verso Fini allargando le braccia e continuando la sua «replica» a Franceschini. Al secondo richiamo di Fini, La Russa, di spalle, risponde con un «vaffa» secondo i testimoni più vicini, comunque con un gesto visibile anche ai presenti più lontani. La Russa ha poi smentito il «vaffa…». E può darsi che non sia stato un «vaffa» perché soltanto chi era vicino può aver sentito ciò che ha detto.

Ma lo ha detto eccome, un resoconto dettagliato lo si trova per esempio sul Giornale della famiglia Berlusconi, dove si spiega quanto La Russa l’abbia fatta grossa ieri…

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Speciale riforma della giustizia: la disciplina dell'azione penale

pubblicato da Luca Landoni

Continua il nostro speciale sulla riforma della giustizia. Dopo esserci occupati della separazione delle carriere e dello sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, delle nuove norme in materia di responsabilità civile dei magistrati, passiamo alla questione dell’obbligatorietà dell’azione penale.

E lo dico subito, se le precedenti norme convincevano, questa rappresenta il vero punto debole della nuova architettura giudiziaria. Il pm continua infatti ad avere l’obbligo dell’azione penale, ma da ora innanzi dovrà farlo “secondi i criteri stabiliti dalla legge”.

Che cosa significa questo? Semplicemente che siccome le azioni penali sono in numero preponderante, al momento attuale le procure esprimono una “scelta” andando ad occuparsi di ciò che ritengono opportuno. Questa scelta viene essenzialmente demandata ora alle camere, che decideranno delle priorità di cui occuparsi. Avremo una graduatoria delle categorie di reati di maggior allarme sociale secondo il Parlamento, per capirci.

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Berlusconi e Bersani: boxe o ping pong?

pubblicato da il passator cortese

Schiette le affermazioni odierne di Berlusconi e altrettanto schiette le immediate risposte di Bersani. Continua il botta e risposta fra il capo del governo e il leader dell’opposizione.

Il Cavaliere: “Sono coraggioso, temerario, anche un po’ eroico e forse un po’ matto”. E riferendosi alla decisione di varare la riforma della giustizia: “Ho detto variamo subito questa importante riforma e lo abbiamo fatto”. Poi il premier ha proseguito: “Le carriere separate dei giudici e dei magistrati esistono in tutto il mondo . Sono la regola. E l’autonomia dell’azione penale significa solo che anche i Pm sono cittadini come gli altri e devono rispettare le norme e le priorità. Così come in tema di responsabilità civile, i magistrati se sbagliano devono pagare. E questo è il minimo richiesto in uno stato di diritto. Non c’è nulla di questa riforma che possa far gridare allo scandalo o suscitare indignazione”.

Da Abano Terme (Padova), dove ha partecipato alla chiusura della Scuola di Politica del Pd, Bersani ha controbattuto: “Lui cerca sempre lo scontro per mettersi al centro del ring e non stare all’angolo, cerca lo scontro. Scontro con l’opposizione, coi magistrati, coi giudici, con la Costituzione, la corte costituzionale, ma questo Paese non ha più bisogno di ring ma di riforme e sono dieci anni da che governa Berlusconi, che noi di riforme non ne abbiamo”.

Tornando alla riforma della giustizia proposta dal governo, Bersani ha osservato che “se ne parla da quando lui è in campo tutti i giorni, la giustizia è ancora ferma al palo. I cittadini non hanno visto un minimo di cambiamento, così come non hanno visto nessuna riforma in campo sociale ed economico, cosa di cui nessuno parla - ha concluso - in una situazione di crisi molto seria”. Lotta continua. Anzi, continua il bla bla. E la barca (non) va.

Speciale riforma della giustizia: la responsabilità civile dei magistrati

pubblicato da Luca Landoni

Continua il nostro speciale sulla riforma della giustizia. Dopo esserci occupati della separazione delle carriere e dello sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, vediamo le nuove norma in materia di responsabilità.

Prima di addentrarci nel nuovo sistema, ricordiamo che già negli anni ottanta gli italiani si erano espressi a stragrande maggioranza in un referendum (radicale) che proponeva che i magistrati fossero responsabili civilmente dei loro errori, proprio come tutti gli altri dipendenti pubblici. L’esito della consultazione fu però bellamente ignorato e tutto rimase così com’è.

Ora invece “i magistrati saranno direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti al pari degli altri funzionari di stato. La legge disciplina la resp. civ dei mag. per i casi di ingiusta detenzione e di altra indebita limitazione della libertà personale. La resp. civ. dei mag. si estende allo Stato”.

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Speciale riforma della giustizia: lo sdoppiamento del Csm e la Corte di disciplina

pubblicato da Luca Landoni

Continua il nostro speciale sulla riforma della giustizia. Dopo esserci occupati della separazione delle carriere, andiamo a vedere come si strutturerebbe il nuovo Consiglio Superiore della Magistratura.

Attualmente come sapete esiste un Csm unico, eletto dai magistrati stessi e diviso in correnti. In pratica si tratta di un parlamentino che ripete in tutto e per tutto lo schema democratico classico, con partiti politici (qui appunto definiti correnti) e via dicendo.

Qualche tempo fa avevamo condotto un’inchiesta per dimostrare come il Csm fosse storicamente collocato a centrosinistra, riflettendo una struttura ben diversa da quella del voto popolare. L’idea dietro la riforma è proprio di riequilibrare un organo vitale per l’indipendenza del terzo potere.

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Riforma della giustizia: via libera di Napolitano, per ora...

pubblicato da Luca Landoni


La salita al Colle del Guardasigilli Alfano si è rivelata molto meno cruenta del previsto, risolvendosi in un colloquio di due ore con il segretario generale Donato Marra; due ore durante le quali il ministro ha illustrato i caratteri della riforma, ottenendo il sostanziale via libera del Quirinale alla presentazione in Consiglio dei Ministri.

Scontati gli appelli di Napolitano a una più ampia convergenza (tanto sono parole al vento) e all’evitare il condizionamento dalle contingenze berlusconiane (idem). Ormai per questo è troppo tardi, e sappiamo bene che finché il Cavaliere ci sarà, ogni tentativo di dialogo sarà impossibile, e non solo per colpa sua.

Scontato anche il via libera stesso, dato che il Presidente della Repubblica non può bloccare preventivamente un progetto di legge - non è il suo ruolo - ma può solo effettuare rilievi di tipo costituzionali o suggerire indirizzi (che Alfano ha dichiarato “recepiti”).

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Riforma della Giustizia in dirittura d'arrivo: l'irritazione del Colle

pubblicato da Luca Landoni


Ci siamo. La bozza di riforma della giustizia è ormai quasi pronta, e l’intenzione del governo è di vararla in tempi strettissimi. La Lega ha dato il suo assenso di massima, anche se Bossi si riserva di studiare la struttura finale del progetto, e nei prossimi due giorni assisteremo all’iter di consultazioni classico, ma più ristretto di un caffè napoletano.

E la cosa ha già suscitato l’irritazione della Presidenza della Repubblica, cui mancherà probabilmente il tempo stesso di porre alcuni rilievi (leggi: consigli) e che di conseguenza ha rinunciato al rituale colloquio col Guardasigilli Alfano. Per salvare le apparenze al posto di Napolitano sarà il segretario generale Donato Marra a incontrare il ministro della giustizia.

Con questi presupposti si parte già nel peggiore dei modi, ed è probabile che il Pdl si trovi davanti le barricate e ogni ostacolo possibile. Non solo l’opposizione, cosa peraltro scontata, e la magistratura stessa, com’è ovvio, ma anche il Capo di Stato metterà certamente in campo tutte le sue forze per far dirottare la riforma.

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Il Consiglio dei ministri approva la relazione Alfano sulla riforma della giustizia

pubblicato da Alessandro

Alfano

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri la relazione del Ministro Alfano sulla riforma della giustizia. Tra i punti fondamentali degli interventi normativi in programma la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, la suddivisione in due corpi distinti del Consiglio Superiore della magistratura, il rafforzamento dei poteri del Ministro della Giustizia, la reintroduzione dell’autorizzazione a procedere per i parlamentari.

Separazione delle carriere. Il dibattito su tale riforma è ormai risalente. I fautori della separazione sostengono che soltanto distinguendo completamente gli ordini dei magistrati giudicanti e dei pubblici ministeri è possibile garantire l’imparzialità dei primi. I critici rilevano che così facendo si finirebbe con l’attentare all’indipendenza degli organi della pubblica accusa (dal momento che la separazione delle carriere, in genere, si accompagna all’assoggettamento dei p.m. al Governo), trasformando i p.m. stessi in superpoliziotti.

Riforma del Consiglio Superiore della magistratura. Nella stessa direzione sembrerebbe andare anche la proposta di articolazione dell’organo di autogoverno della magistratura. Secondo quanto prevede attualmente la Costituzione, tale organo adotta tutti i provvedimenti che incidono sullo status giuridico dei magistrati (assunzioni, promozioni, trasferimenti, sanzioni disciplinati, ecc.). Il CSM si occupa sia dei provvedimenti riguardanti i magistrati giudicanti che quelli del pubblico ministero.

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