Davanti ai tagli che puntualmente vengono decisi su tutto ciò che dovrebbe migliorare la condizione dei cittadini italiani non ci si chiede mai perché l’Italia debba continuare a risparmiare.
Tralasciando per un momento il problema, non certo secondario, del debito pubblico perché l’attuale Governo ha deciso, ad esempio, di ridurre gli investimenti sulla scuola pubblica?
Probabilmente, come ci racconterà di seguito Francesco Vignarca che con Massimo Paolicelli ha scritto “Il Caro Armato”, per permettere all’Italia di essere uno dei paesi al mondo che per l’assetto militare spendono di più.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Francesco Vignarca autore de “Il Caro Armato”

Sarà Antonio Di Pietro oggi l’ospite di Lucia Annunziata a In 1/2 h, il che garantisce polemiche sicure e grandi titoli sui giornali di domani. Difficile infatti che il leader IDV si lasci sfuggire l’occasione di stigmatizzare l’arresto del consigliere comunale di Milano Pennisi, facendo un parallelo con gli eventi che 17 anni fa diedero il via a Mani Pulite.
Appuntamento con la trasmissione alle ore 14,30 su Rai3.
Stasera invece torna Presadiretta, che si occuperà di scuola tentando di mettere in risalto le contraddizioni delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi: «Non ci sarà nessun taglio alla scuola. Sulla scuola troppe cose divorziano con la realtà. Dalla sinistra stanno arrivando messaggi assolutamente falsi e inutili allarmismi».
Cosi’ si era espresso il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell’ottobre del 2008. E’ passato un anno e mezzo e “Presadiretta” ha deciso di dedicare un’altra puntata al tema scuola. Ci sono stati i temuti tagli? Il Ministero dell’Istruzione deve alle singole scuole 1 miliardo di euro per il funzionamento ordinario. Purtroppo gli inviati hanno potuto toccare con mano i salti mortali che ogni giorno i presidi italiani devono fare per garantire il funzionamento senza un soldo in cassa, dovendo stringere al massimo i cordoni della borsa, senza poter chiamare i supplenti, e dovendo limitare il tempo pieno.
Continua a leggere: La domenica politica: Di Pietro a In 1/2 h e Presadiretta sulla scuola

Prosegue il ciclo di interviste organizzate da polisblog.it per capire meglio le storie delle persone che hanno deciso di aderire allo sciopero degli immigrati. Previsto per il prossimo 1° marzo. Dopo l’intervista a Stefania Ragusa e a Daimarely Quinterno vi proponiamo oggi quella ad Almir San Martin.
Perchè hai deciso di fare parte dello sciopero degli immigrati?
Ho deciso di far parte di questa iniziativa perché sono stufo di essere trattato diversamente dai concittadini italiani. Sono stufo di dovere passare tra le strade e di essere percepito come un diverso. Sono stufo di non avere gli stessi diritti di alcuni italiani.
Sono stufo di non poter esprimere il mio diritto di voto. Sono stufo di non sentirmi italiano dopo 15 anni che sono in Italia.
Il centrosinistra ha, ufficiosamente, Saturno contro. Non bastava lo sberleffo generale derivato dalla lentezza pachidermica di Pierluigi Bersani. Ora ci si mette pure il gossip a sottolineare la crisi in corso.
A poche ore dall’annuncio del presunto divorzio tra Fausto Bertinotti e la moglie Gabriella, confermato anche dalla diretta interessata, qua e là sono state pubblicate le foto del matrimonio tra Mariastella Gelmini e il compagno Giorgio Patelli.
Divenuta, ormai, una celebrità il Ministro della Pubblica Istruzione (di cui ci occupiamo spesso per via della somiglianza spirituale con Edward Mani di Forbice) ha deciso di convolare a giuste nozze poco dopo la mezzanotte.
Continua a leggere: Il Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si è sposata
Per farsi ricordare bene il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini può fare ancora poco. Legalizzare l’utilizzo della lettera “k” al posto del “ch” potrebbe servire per completare il progetto che drammaticamente riduce la scuola italiana ad una sola scenografia degna della peggiore fiction popolare.
Solo in certi sceneggiati d’altronde si nota una certa ignoranza. Ingenua. Ma pur sempre condannabile come la proposta che in queste ore è comparsa sul sito di Repubblica. Stando a quanto pubblicato dal quotidiano l’obbligo di studio, invece di posticiparsi verso la maturità, sarà anticipato.
A scuola, per legge, fino a 15 anni e non fino ai 16 previsti dalle attuali normative figlie di una presa di coscienza necessaria nel 2010. Oltre all’esperienza, che in Italia viene tradotta spesso e male con interminabili stage, per essere adatti al mondo del lavoro bisogna essere preparati.
Continua a leggere: Il Ministro Mariastella Gelmini taglia, anche, l’obbligo scolastico
La satira in Italia, negli ultimi anni, è molto cambiata. Il successo televisivo è raggiunto da artisti che all’offesa, tanto gratuita quanto divertente, hanno preferito una rilettura intelligente della realtà.
La tanto criticata Serena Dandini per la versione settimanale di “Parla con Me” ha deciso investire sul Trio Medusa che tolta la divisa da Iena per la presentatrice sono diventati ausiliari del TG1. A polisblog.it raccontano come sono nati questi personaggi.
Ve ne siete andati da Mediaset nello stesso periodo di Enrico Mentana. Perché secondo voi si disquisisce più del suo cambiamento che del vostro?
Non crediamo si possano paragonare le due situazioni. Mentana è stato allontanato. Noi lo abbiamo fatto volontariamente.

Alimentazione sana ed educazione fisica sono le attività che il Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, vuole potenziare nelle scuole pubbliche. Per farlo ha avviato un progetto pilota in duemila scuole elementari che allo Stato è costato un milione e mezzo di euro.
“Abbiamo avviato - ha dichiarato Mariastella Gelmini - una collaborazione con alcune associazioni di categoria, come la Coldiretti, e abbiamo chiesto ad alcuni esperti di alimentazione di accompagnarci in questo progetto pilota. Estenderemo poi il progetto a tutte le scuole elementari”.
L’iniziativa per come è stata presentata alla stampa è sicuramente interessante e propositiva. Bisogna solo capire se sarà efficace e perfetta per risolvere anche la crisi del sistema scolastico italiano.

Le proposte di riforma dell’Università italiana presentate dal governo stanno suscitando – così come a suo tempo quelle per le scuole elementari e superiori – vibranti proteste da parte di molte delle associazioni sindacali coinvolte. Vediamone il dettaglio.
Secondo le RdB-CUB Universita’, ad esempio, il disegno di legge del Ministro Gelmini e’ da bocciare per vari motivi: più in generale, esso viene considerato come “una riforma autoritaria che accelera l’aziendalizzazione dell’Universita’, scaricando i costi su lavoratori, precari e studenti, violando apertamente gli articoli 3 e 33 della Costituzione”.
Un primo punto di contrasto sono i nuovi organi istituzionali rappresentativi. In particolare si denuncia l’eccessivo accentramento di poteri di “governance” nei nuovi Consigli di Amministrazione, che subordinerebbero il Senato Accademico e, al di là dei richiami retorici ad una gestione più efficiente, rischiano secondo i critici di trasformarsi in un consesso in cui “entrano su chiamata diretta i privati e i politici trombati del territorio”.
Continua a leggere: Riforma Gelmini università: le ragioni dei contrari

Per capire quanto il commento di Mariastella Gelmini, sulle manifestazioni studentesche organizzate ieri, fosse poco pertinente è sufficiente riflettere su cosa è stato ripristinato grazie ai tagli che l’attuale Governo ha fatto.
A causa dell’assenza degli insegnanti di sostegno sono ricomparse nelle scuole italiane le classe differenziali destinate agli alunni portatori di handicap. Poco importa se così facendo tutti gli studenti non imparino cosa ad integrarsi in una società nella quale tutti hanno diritto di vivere.
Se davvero, come sostiene il Ministro, le persone scese in piazza ieri non rappresentano gli studenti italiani per garantire a tutti il diritto allo studio devono manifestare anche i bambini con problemi fisici? Possibile che non ci siano adulti all’altezza di questa nuova generazione?
Continua a leggere: Torna la classe differenziale grazie a Mariastella Gelmini

Il Ministro della Pubblica Istruzione manderà il proprio primogenito, la cui nascita è prevista in primavera, alle scuole pubbliche. O a quelle private? Il dubbio sul quale l’esponente del Popolo della Libertà non ha ancora risposto è lecito oggi più che mai.
Ieri più di 150mila studenti, di 50 città italiane diverse, hanno manifestato nuovamente contro il Ministro. E la relativa riforma. Lo hanno fatto nello stesso giorno in cui in tutto il mondo si celebrava il diritto allo studio.
Come da prassi alcune manifestazioni sono state terminate con degli scontri figli, secondo Mariastella Gelmini, dei sostenitori dei centri sociali.
“I centri sociali – ha dichiarato il Ministro - non rappresentano gli studenti italiani.