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Tutti gli articoli con tag riformista

Polemiche estive: Il Pdl e il successore di Silvio

pubblicato da fc

E’ proprio vero: se la Politica e i suoi maggiori protagonisti vanno in vacanza, gli outsider e i loro sostenitori - spiega oggi il Foglio - “si accaniscono su qualche brandello di dichiarazione” aprendo, così, il solito “gioco agostano delle successioni”. Basta vedere i giornali di oggi - e dei giorni scorsi - per farsi un’idea di cosa sia riuscita a scatenare una mezza frase di Silvio Berlusconi sul nascente Pdl in cui si diceva, nella sostanza, che a gennaio il partito avrebbe avuto un reggente “eletto con metodo democratico”.

Reggente? Si sono chiesti stupiti - sopratutto - i dirigenti di Forza Italia che sin da subito - onde evitare che qualcuno ci credesse davvero - hanno etichettato la polemica come “fantasia di mezza estate”. Ecco allora mezza pagina di intervista a Bondi sul Giornale (”La leadership del Pdl? Solo polemiche misere”), una intera per Ignazio La Russa su Libero (”I forzisti sono il doppio ma a fondare i partiti noi di An siamo meglio”), ancora mezza per Rotondi su QN (”Pronti ad aprire il governo e il Pdl all’Udc”) e una paginata per Dell’Utri sul Riformista (”Rifaremo la Dc”). Oltre a commenti e retroscena sparsi un po’ ovunque.

Che ti fanno capire essenzialmente che il Pdl nasce sotto un cattivo auspicio: la paranoia del successore che poi, se ci pensi, è anche la paranoia della democrazia. D’altronde da un partito che sorge dalle ceneri di Forza Italia non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso: è stata una indiscussa monarchia che ha visto sul proprio trono soltanto il carisma di Silvio, unico vero e proprio motore di slancio dal ‘94 ad oggi. Ecco perchè, forse, ha ragione Angelino Alfano quando ammette che, dopo Berlusconi, ci sarà il nulla, il diluvio: “Non riesco a immaginare - ha confessato al Magazine - un dopo Forza Italia senza Berlusconi”. Sic!

Caso Del Turco, coinvolti anche Cicchitto e Verdini?

pubblicato da fc

Che fosse coinvolta anche la destra nella questione delle tangenti abbruzzesi che ha portato all’arresto, tra gli altri, del presidente della Regione Ottaviano Del Turco non è una novità. Stamani, però, il Riformista di Antonio Polito ha reso pubblico - attraverso una sintesi del giornalista Fabrizio D’Esposito - un dossier scritto da Giancarlo Masciarelli, secondo molti la fonte occulta dei pm.

“Il sistema sanità Abruzzo è come la maxitangente Enimont”, dice evocando lo spettro di Mani Pulite. “I politici chiedevano soldi. I politici di destra e di sinistra», racconta. “La sanità abruzzese - ammette -sarebbe stata una sorte di cassaforte del gruppo forzista che faceva capo a Fabrizio Cicchitto, al deputato Pdl Sabatino Aracu e a Denis Verdini, coordinatore di Fi”.

Ma il capogruppo del Pdl alla Camera e il coordinatore di Fi non ci stanno e annunciano querela spiegando come questo, sia, a loro avviso, un “tentativo di bilanciare quello che si è rovesciato nei confronti di esponenti del centrosinistra nazionale e in Abruzzo”.

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Nasce il nuovo asse Veltroni-Casini

pubblicato da fc

Veltroni cambia rotta e guarda al centro. Di Pietro, ormai, appartiene al passato. Nel pomeriggio di ieri si celebra, così, il definitivo addio tra Walter e Tonino che, secondo i democratici “sta conducendo un’opposizione assurda, irresponsabile e non costruttiva”. Nasce un nuovo asse, quello tra il segretario del Pd e il leader dei centristi Casini.

A suggellare il nuovo connubio, una lettera congiunta inviata al presidente della Camera Gianfranco Fini in cui si denuncia, essenzialmente, l’espropriazione del Parlamento da parte del Governo ma, si bacchetta l’esecutivo anche sulla manovra finanziaria: “L’opposizione da noi rappresentata ritiene che debba essere fortemente corretta. Ritiene che non sia adeguata ad affrontare la crisi in cui versa il paese”.

E’ una missiva, quella di Veltroni e Casini, che corona un’intesa alla quale da tempo, diverse aree del Pd stavano lavorando: prima D’Alema, poi Letta, quindi l’editoriale di Antonio Polito sul Riformista che invitava esplicitamente i democratici ad abbandonare la linea forcaiola di Di Pietro a favore di un’alleanza con l’Udc.

I diretti interessati si limitano a parlare di “prove tecniche” ma dietro c’è ben altro. Ciò che prende forma in queste ore è, infatti, un vero e proprio patto tra le due forze politiche basato sulla condivisione di un principio semplicissimo: non tornare al passato per “non ricadere nel clima rissoso e sterile di questi ultimi quindici anni”. Una sfida impegnativa, viste le continue provocazioni della maggioranza.

Ore 12 - Veltroni, svegliati! In America Berlusconi sarebbe più "tranquillo"

pubblicato da Massimo Falcioni

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L’opposizione, quella parlamentare e quella extra, vive con la sindrome di Berlusconi e del berlusconismo. E, per battere il Cavaliere, spera sempre nell’ ”incidente” di percorso. Nella fattispecie, che il Cavaliere finisca nella trappola: cioè portato in tribunale, giudicato e condannato per qualche reato.

Insomma, poiché le elezioni le vince e continua a vincerle il Centrodestra ispirato e monopolizzato dall’uomo di Arcore, c’è chi spera nell’aiuto della magistratura per risolvere il “caso” Berlusconi, considerato (da una parte) una anomalia della politica italiana e la radice di tutti i mali.

Addirittura si invoca l’America. Ah, negli Usa, il Cavaliere sarebbe già stato giudicato e condannato! Fa bene Antonio Polito, anche in risposta a Eugenio Scalfari, a ricordare sul Riformista la “qualità” del sistema della giustizia americana e smentire la diceria che “se fossimo negli States Berlusconi potrebbe essere indagato da un qualsiasi pm di qualsiasi procura e giudicato da un qualsiasi tribunale”.

Sinteticamente, se fossimo negli Usa, il ministro Alfano nominerebbe un procuratore speciale che alla fine dell’inchiesta presenterebbe le sue proposte a una commissione parlamentare, e sarebbe il Senato a decidere se processarlo. Scrive Polito: “Pensate che sarebbe processato?”.

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Parisi e De Mita, fuoco su Veltroni

pubblicato da fc

Rassegna stampa infuocata, stamani, per il segretario del Pd Walter Veltroni attaccato da Ciriaco De Mita e Arturo Parisi rispettivamente su Riformista e Stampa. Il primo, lo dipinge come “persona senza pensiero, sufficentemente cinico per essere disinvolto, che ha commesso il grande errore di immaginare che il rinnovamento fosse la rivoluzione dell’esistente”.

Il secondo, mette in discussione la sua leadership spiegando che servono nuove primarie e un vero congresso in autunno, prima delle Europee. Se il Pd perdesse voti alle europee - è, infatti, il ragionamento dell’ex ministro della Difesa - “si porrebbe un problema di leadership e per questo è meglio confrontarsi prima, affinché il partito possa ritrovare quella sicurezza che gli consenta di affrontare le europee con una linea condivisa”.

Ma se Parisi preferisce non attaccare personalmente Veltroni, De Mita, non risparmia colpi bassi: “Walter? E’ stato razzista. Per la prima volta nella mia vita disprezzo una persona”. Perchè? “Perchè prima sono stato scelto come organizzatore delle scuole di formazione delle nuove generazioni e poi considerato da quella stessa persona un ferro vecchio”. Insomma, secondo il leader di Nusco, non si giudica sulla persona, ma su un criterio: “Se uno ha un pensiero giusto e ha 65 anni non può parlare perchè per principio deve parlare uno che ne ha 22 anche se non ha niente da dire”.

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La liquidità del Pd

pubblicato da fc

Oggi, in un fondo - immagino particolarmente difficile da scrivere per il direttore (ammettere certe cose fa sempre male) - il ‘Riformista’ spiega che “un partito della terza via” come il Pd “è per definizione un partito ‘liquido’ perché deve consentire una leadership carismatica” ma il partito democratico, secondo Polito, “è diventato così liquido che Berlusconi se lo beve a colazione”.

L’errore del Pd, secondo l’ex senatore Dl, è non aver capito che in politica i tempi contano: tutta la campagna elettorale di Veltroni “è stata improntata all’ottimismo, mentre il Paese tremava. È stata giovanilista, mentre l’Italia è fatta di anziani con la ricrescita e il Viagra. Ha puntato al centro e non vi ha raccolto un voto”.

Il partito dei democratici, insomma, è così liquido, fa notare Polito, che in due giorni si sono riunite quattro diverse correnti di cattolici e, a un anno dalle europee, non sa ancora se stare nel Pse o meno. “Capi e capetti - aggiunge - fingono furiose battaglie politiche per prendersi anche l’ultimo strapuntino, e una volta ottenutolo si fanno la corrente”.

Ma il Pd, secondo voi, è davvero alla deriva?

'Free Iran': al Campidoglio contro il 'dittatore persiano' Ahmadinejad

pubblicato da fc

“Free Iran” è il titolo della manifestazione che prenderà il via a breve a Roma. Organizzato dal quotidiano arancione “Il Riformista”, il meeting del Campidoglio, raccoglierà tutti coloro che hanno condiviso l’appello lanciato dal giornale di Antonio Polito in occasione della visita a Roma del presidente iraniano Ahmadinejad.

“Negatore della Shoah, e istigatore alla distruzione dello stato d’Israele, Ahmadinejad - spiegano dal Riformista - ha molte colpe anche nei confronti del suo stesso popolo: repressione del dissenso, discriminazione sessuale, carcere e pena di morte, fanno dell’Iran uno dei paesi dove più gravemente i diritti fondamentali dell’uomo sono calpestati”.

L’obiettivo è far sentire (attraverso una veglia e una maratona oratoria “in nome della libertà e del rispetto dei diritti umani”) che “Roma e l’Italia disprezzano i tiranni”.
Tra i firmatari dell’appello spiccano i nomi di Gianni Alemanno, Andrea Ronchi, Francesco Rutelli, Piero Fassino e Franco Frattini.

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L'intervista - Ahmadinejad a Roma, Randjbar-Daemi: "L'appello del Riformista sarà controproducente"

pubblicato da fc

Siavush Randjbar-Daemi oltre ad essere l’iranologo de Il Messaggero è anche uno dei pochi validi esperti italiani di questioni mediorientali. Tra qualche mese esce la sua ultima fatica edita da ‘Sperling&Kupfer’. Titolo provvisorio: “L’eredità dell’Imam”. Ovvero: “Strategia rivoluzionaria degli sciiti da Mussa Sadr a Ahmadinejad”.
PolisBlog lo ha incontrato in occasione della visita del presidente iraniano a Roma.

Domani Ahmadinejad parteciperà al vertice FAO sulla sicurezza alimentare. Quali sono le aspettative?
“Dal lato iraniano direi che sono pochine dato che Ahamadinejad partirà domani mattina da Teheran sapendo che non ci saranno incontri bilaterali con i leader occidentali; il papa alla fine non lo ha voluto ricevere … sembra invece molto probabile che possa incontrare i suoi alleati di sempre come il presidente zimbabweiano Mugabe (che sta giungendo anch’egli a sorpresa al vertice della Fao) oppure, puntare un po’ più in alto e avere una stretta di mano con Lula. Insomma, se da un lato cercherà di rafforzare la sua posizione terzomondista dall’altro, tenterà di rintuzzare il mancato contatto con i politici occidentali incontrando gli imprenditori italiani che decideranno di partecipare al meeting promosso per domani sera dall’ambasciata iraniana a Roma. Nel complesso, tuttavia, sarà necessario attendere il suo ritorno a Teheran per vedere che linea seguirà”.

Intanto ieri ha scritto a Berlusconi …
“Si, una lettera di auguri indirizzata al premier e al presidente Napolitano in occasione della festa della Repubblica …”

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Appello di Mastella alla sinistra: costituiamo un Comitato di liberazione nazionale

pubblicato da fc

Un Comitato di liberazione nazionale composto da tutti i partiti rimasti fuori dal Parlamento contro l’ipotesi di soglia di sbarramento alle europee. E’ quanto propone il leader dell’Udeur in un’intervista al “Riformista” in edicola domani. “Mettiamoci insieme, - è l’appello dell’ex ministro della giustizia alla sinistra - superiamo il quorum e blocchiamo questa mossa ai limiti della democrazia”.

Secondo Mastella, inseguire l’idea del bipartitismo ed eliminare tutti gli altri in mezzo “fa male al Pd”. Perchè, spiega il numero uno dell’Udeur a Veltroni “al nord, con la Lega , la partita non sarà mai Pd contro Pdl. Lì il centrodestra giocherà sempre con l’uomo in più”. È al sud, invece, a suo avviso, “che si gioca la vera partita, quella uno contro uno”. E il Pd, per Mastella, “non ce la fa comunque da solo, perchè non recupera al centro. Ha bisogno di mettersi in coalizione”.

Su Berlusconi, l’ex Guardasigilli è più ottimista: “Diventando il presidente del Consiglio di tutti è più facile diventare il presidente della Repubblica di tutti”, dice interpretato la strategia del dialogo avviata dal premier. “Come l’attore, che recita una volta da tragico un’altra da comico, - aggiunge - Berlusconi ha deciso che è il momento di fare il serio: basta corna, basta barzelletta”. Ma quanto durerà?, si chiede Mastella.

Martin Schulz:"Il governo Berlusconi è xenofobo"

pubblicato da V.

Vi ricordate di Martin Schulz? E’ roba di qualche anno fa, del 2003 per la precisione. Possiamo fare in fretta e rivedere il video qui sopra, uno dei momenti più bassi (guardate la faccia di Fini mentre dalla bocca di Berlusconi esce la parola “Kapò”), oppure leggere con calma. Con il passare degli anni le strade si incrociano di nuovo, manco fossimo in una canzone dei Tiromancino. Ecco cosa ha dichiarato il capogruppo del Pse sul Riformista:

«Sui rom servono interventi urgenti e condivisi, ma ci opporremo sempre a certi atteggiamenti xenofobi di cui è portatore il governo Berlusconi»: chi credeva che Martin Schulz, il granitico capogruppo del Pse al Parlamento europeo, avesse smussato gli spigoli dell’opposizione dura senza se e senza ma, quantomeno per preservare l’accordo con i popolari europei che potrebbe portarlo alla presidenza dell’assise di Strasburgo, resterà deluso. Per lui, la battaglia è appena cominciata, con l’approvazione del pacchetto sicurezza: «Adesso che è stato adottato sembra confermare la giustezza delle nostre preoccupazioni»

La biografia di Martin Schulz potete leggerla su wikipedia: è figlio di deportati in un lager, comprensibile se la sia presa ai tempi. Gianni de Michelis, redivivo totem della Prima Repubblica, ieri, su L’opinione, non ha avuto parole delicate con l’eurodeputato tedesco:

Schulz ha qualche rancore di troppo, ma se è diventato presidente del gruppo socialista è in buona parte grazie a Berlusconi. Lo ha sdoganato, lo ha reso noto nel mondo, lo ha fatto diventare un eroe per il suo elettorato.