Todi docet. O, per dirla in italiano, il meeting (a porte chiuse) tenuto pochi giorni addietro nella cittadina umbra da alcuni esponenti della galassia socio-culturale-politica cattolica, ha lasciato il segno. Ha cioè fatto cadere l’ultima barriera per dare il benservito a Berlusconi e il suo governo e per riportare sulla scena del potere politico-istituzionale e in primissima linea i cattolici italiani.
In quell’occasione era stato il cardinal Angelo Bagnasco a “benedire” l’operazione di rilancio di una nuova aggregazione partitica – non la Dc ma con gli ideali e i valori della Dc – e oggi è mons. Rino Fisichella a rilanciare la palla.
In Europa e in Italia ”è necessario che i cattolici abbiano a ritrovare il gusto per l’impegno nella politica”. E’ quanto afferma il presidente del dicastero vaticano per la Nuova Evangelizzazione, ricordando alla Radio Vaticana sia ”la storia della presenza dei cattolici nella vita sociale e politica del Paese”, sia ”la profonda crisi che vive oggi l’Europa”, che ”non e’ soltanto una crisi economica e finanziaria”, ma anche ”una crisi valoriale”. Chiaro?
Talmente chiaro che basta scorrere l’elenco dei ministri del nuovo governo Monti, con dentro autorevolissimi esponenti cattolici doc nei ministeri-chiave. Si va verso la destrutturazione e ristrutturazione del sistema politico-partitico italiano?

Chissà come si sarà sentito Pierferdinando Casini, leader dell’Udc (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro) leggendo le ultime dichiarazioni pubbliche fatte dal Cardinal Tarcisio Bortone, secondo il quale in Italia serve una nuova generazione di politici cattolici.
“Una nuova generazione - ha dichiarato il prelato - di politici cattolici che assumano l’impegno di iniettare buona e nuova linfa nella società, orientandola alla virtù, con rettitudine e discernimento alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa”.
Brutto colpo per Pierferdinando Casini che non viene più considerato neanche dai suoi più ragionevoli fans. A cosa è servita la candidatura (alle Europee) di Magdi Allam (giornalista islamico la cui conversione al cattolicesimo si è consumata in diretta televisiva durante una cerimonia pasquale)? Servirà a qualcosa la candidatura di Paola Binetti in Umbria?
“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” diceva un tedesco zoppo qualche decennio fa. Il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dimostrato coi fatti, in questi ultimi 15 anni, di esserne profondamente convinto. Ecco infatti che sul caso Englaro, da ieri ha cominciato a circolare una di queste bugie.
Nella sua vergognosa (non ci sono altri termini per definirla) conferenza stampa, il Cavaliere ha infatti affermato di “interpretare i sentimenti della maggioranza degli italiani“. A ruota è arrivata la dichiarazione del Vaticano, per bocca di Monsignor Rino Fisichella: «il governo ha fatto un gesto di grande coraggio, che sarà apprezzato dalla grande maggioranza di tutti i cittadini».
Fortunatamente, 40 anni dopo Goebbels, esiste internet, e con una semplice ricerca su google si può verificare la veridicità di queste affermazioni. E il verdetto dei sondaggi, sia quelli scientificamente corretti che quelli raffazzonati, è di un’unanimità granitica: la maggioranza degli italiani è dalla parte di Beppino Englaro.
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